Wednesday, March 22, 2006
Comun Istat
In particolare, tra 2004 e 2005, la tabella mostrava un aumento del reddito da € 32.646 a € 33.583, pari ad un incremento percentuale del 2.87% (arrotondamento 2.90%).
Il 16 marzo 2006, quindi due giorni dopo il post, l'Istat ha pubblicato il report relativo agli "Indicatori trimestrali su retribuzioni lorde, oneri sociali e costo del lavoro nell’industria e nei servizi"; il report e' reperibile al seguente indirizzo: Retribuzioni di fatto e costo del lavoro.
A pagina 2, nella sezione "Retribuzioni lorde", al secondo capoverso si legge:
"Nel confronto tra la media del 2005 e quella dell’anno precedente le retribuzioni per Ula sono aumentate nel complesso dell’industria e dei servizi del 2,8 per cento".
Riporto comunque per intero la sezione "Retribuzioni lorde", nella quale non compare alcun dato negativo:
"Nel quarto trimestre 2005 le retribuzioni lorde per unita' di lavoro equivalenti a tempo pieno (Ula) hanno registrato nella media del complesso dell’industria e dei servizi un aumento tendenziale (ovvero rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente) del 3,0 per cento. Al netto degli effetti stagionali, l’incremento congiunturale (rispetto al trimestre precedente) e' risultato dello 1,0 per cento.
Nel confronto tra la media del 2005 e quella dell’anno precedente le retribuzioni per Ula sono aumentate nel complesso dell’industria e dei servizi del 2,8 per cento.
Il tasso di crescita tendenziale delle retribuzioni per Ula nel quarto trimestre del 2005 e' stato del 2,4 per cento nell’industria e del 3,6 per cento nei servizi. Al netto degli effetti stagionali, l’incremento rispetto al trimestre precedente e' stato dello 0,7 per cento nell’industria e dell’1,0 per cento nei servizi.
Il tasso di crescita annuo delle retribuzioni nel 2005 e' stato minore nell’industria (piu' 2,3 per cento) che nei servizi (piu' 3,1 per cento).All’interno del settore industriale, le retribuzioni per Ula hanno segnato l’incremento tendenziale piu' marcato nel settore delle estrazioni di minerali (piu' 5,7 per cento), dove in alcune grandi imprese sono stati erogati consistenti incentivi all’esodo.
All’interno del terziario, la crescita delle retribuzioni piu' elevata si e' registrata nel settore dell’intermediazione monetaria e finanziaria (piu' 5,4 per cento in termini tendenziali)".
Ora, a parte la congruenza (eheh) tra il 2,87% riportato nel post del 14 marzo ed il 2.8% pubblicato dall'Istat il 16 marzo, non mi pare di ricordare che televisioni e giornali abbiano dato adeguata diffusione al comunicato dell'Istat.
Mi chiedo la ragione. Mentre cerco di spiegare a me stesso il perche', un lampo ("A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca"): sara' stato perche' non si poteva in alcun modo "orientare" l'informazione (una spintarella qua, uno sgambettino la')? Sara' stato perche' era proprio impossibile, pur scavando, trovare un dato che non andasse? Sara' stato perche' si sarebbe dovuto fare un plauso al Governo?
E mentre mi pongo queste domande, senza trovare risposta ed ostinandomi ad allontanare i lampi diabolici che mi zampillano in testa, ad un certo punto mi ricordo di ieri: ieri e' stata diffusa la "Rilevazione sulle forze di lavoro", sempre da parte dell'Istat.
Risultati: aumento dell'occupazione pari a 0.7% (media del 2005 rispetto allo scorso anno), ossia circa 158.000 posizioni lavorative in piu', ossia contratti di lavoro tra una persona fisica e un’unita' produttiva (impresa), finalizzato allo svolgimento di una prestazione lavorativa contro il corrispettivo di un compenso (retribuzione).
Se non ricordo male, giornali e televisioni hanno dato ampio risalto all'informazione; pero', ora ci penso bene ho notato un certo prodigarsi nell'informare che: (i) si', in effetti il dato puo' sembrare positivo, ma il risultato risente degli effetti della regolarizzazione dei cittadini stranieri (elemento citato anche all'interno della nota Istat, senza tuttavia fornire un peso percentuale); (ii) si', e' vero, il numero di occupati e' aumentato, ma al Sud, per quanto riguarda le donne, e' diminuito; (iii) si', e' vero, il tasso di disoccupazione e' diminuito, ma perche' sono aumentati gli inattivi, cioe' quelli si sono scoraggiati e non cercano piu' lavoro.
Sono piu' tranquillo: anche stavolta i dati fanno schifo!
Tuesday, March 21, 2006
Gastronomi
"Non si puo' diventare gastronomi soltanto leggendo libri: bisogna praticare, incuriosirsi, cercare di leggere la realta' con i sensi e venendo a contatto con il maggior numero di diversita' possibile [..]. Non si puo' diventare gastronomi nemmeno frequentando solo i ristoranti: bisogna conoscere i contadini, chi produce e trasforma il cibo [..]"
Da "Buono, Pulito e Giusto" di Carlo Petrini.
Monday, March 20, 2006
Sunday, March 19, 2006
Gini in Chiesa.
Quote of the day: "Marriage is based on the theory that when a man discovers a particular brand of beer exactly to his taste, he should at once throw in his job and go to work in the brewery" (George Nathan).
Pasteggiato a Saint Hubert Blonde d'Abbaye.
Dalle 17.00 in poi solo Veuve Cliquot.
Friday, March 17, 2006
Del gravame sui redditi degli italiani generato dal prezzo della benzina.
Sul portale ACI e' disponibile l'"Annuario statistico 2005. Sintesi statistica, su un ampio arco temporale, dei dati sulle iscrizioni e radiazioni dal PRA, i passaggi di proprieta', la consistenza del parco veicoli, produzione ed import/export, costi di esercizio ed oneri fiscali". I dati sono disponibili anche in formato Excel.
Nota informativa a pag. 11: "Con questa pubblicazione l’Automobile Club d’Italia, in quanto soggetto del Sistema statistico nazionale (SISTAN), fornisce agli addetti ai lavori un contributo per una reale conoscenza
del fenomeno che influisce in modo determinante sui sistemi economico/sociali di tutti i Paesi a motorizzazione avanzata: lo spostamento di persone e merci."
E sull'affidabilita' dei dati dovremmo essere tranquilli.
Analizziamo i contenuti.
L'Appendice C, dedicata ai "Prezzi e consumi del carburante in Italia", riporta i consumi di carburante in Italia per mese, suddivisi tra benzina senza piombo, gasolio e metano.
Trascurando il metano, vista la scarsa incidenza percentuale, si rileva che, nel periodo 2001-2004, le tonnellate di benzina e gasolio consumate sono aumentate complessivamente del 15% (da 33.390.000.0000 a 38.394.000.000 chili di carburante, tabella C.1 e seguenti, pag. 170 e seguenti).
Ho quindi moltiplicato l'aumento annuale di benzina e gasolio per il prezzo medio annuale del carburante (€ per litro) (fonte: "Prezzi medi annuali del carburante in Italia", tabella C.15, pag. 178).
In questo caso ho adottato una semplificazione. Il dato riferito al consumo di carburante e' in chili, mentre il suo prezzo e' in € al litro. Poiche' il peso specifico della benzina e del gasolio e' inferiore a 1, questo significa che un litro di carburante pesa meno di un chilo. Poiche' i pesi specifici sono diversi a seconda del tipo di carburante, ho applicato una costante pari a 1,25 litri di carburante per chilo (quindi un peso specifico pari a 0,8).
Ho suddiviso il risultato della moltiplicazione (tra l'aumento annuale del prezzo del carburante ed l'aumento del suo consumo) per il numero medio di autovetture per abitante (2002: 0,7405; 2003: 0,7599; 2004: 0,7577). Il numero medio di autovetture per anno e' stato ottenuto dividendo: (a) dato per la consistenza totale del parco veicolare / (b) popolazione italiana [fonte (a): "Consistenza del parco veicolare suddiviso per categoria", tabella III.1; fonte (b): popolazione considerata costante nel periodo 2002-2004, pari a 58.000.000, tabella III.38 a pag. 94, tabella III.25 a pag. 84].
Il risultato dei calcoli porta ad affermare che l'aumento annuo (periodo 2001-2004) della spesa per carburante per detentore di autoveicolo e' stata pari a € 44,13 (per un totale di € 132,47 in tre anni).
Concludo con una riflessione.
I 44,13 Euro per anno non saranno certamente pochi, e l'utilizzo dell'auto e' cosi' essenziale che probabilmente non si puo' limitarne l'utilizzo (per recarsi al lavoro, affrontare emergenze, andare in ferie, etc.).
Tuttavia, qualora un paese sia educato ad avere la schiena dritta e si trovi in un periodo di crisi o recessione, con il prezzo del carburante in crescita, probabilmente contrae l'acquisto di auto di grossa cilindrata per far fronte alle necessita' contingenti.
Cosa accade invece in Italia? Dallo stesso report citato (tabella III.31, pag. 89, relativa alla "Consistenza del parco veicolare. Autovetture per classi di cilindrata e alimentazione"), si possono evincere, sempre in riferimento al periodo 2001-2004 i seguenti dati (normalizzati a 100):
Cilindrata da 0 a 800 cc.: diminuzione del 21,6%.
Cilindrata da 801 a 1200 cc.: dimunizione del 12,5%.
Cilindrata da 1201 a 1600 cc.: aumento del 1,2%.
Cilindrata da 1601 a 2000 cc.: aumento del 18,0%.
Cilindrata da 2001 a 2500 cc.: aumento del 18,9%.
Cilindrata oltre 2501 cc.: aumento del 58,3%.
E qui la domanda. Parte dell'aumento di 44,13 Euro l'anno per il carburante dipende forse dal fatto che abbiamo auto di cilindrata superiore rispetto al passato, che quindi hanno maggiori consumi?
Dimenticavo un'altra riflessione.
Sempre lo stesso paese di prima, quello con la schiena dritta, se attraversa realmente un periodo di difficolta' forse e' portato a contrarre i consumi in settori non primari o essenziali.
Allora, come mai in Italia il consumo nei servizi di telefonia mobile (escluso l'acquisto di apparecchi) e' aumentato del 9,5% nel 2004 (rispetto al 2003), arrivando a € 250 l'anno per singolo abitante (58.000.000)?
Wednesday, March 15, 2006
The heat.
Riflessioni sulla metodologia (secondo me).
1.
Tra le tante regole codificate per l'incontro, dovrebbe essere rispettata anche quella di rispondere alle domande formulate dei giornalisti. E l'inizio di una nuova risposta non puo' essere il completamento di un punto precedente sul quale si vuole avere l'ultima parola.
2.
Il minuto di replica e' inutile; porta a ripetere concetti gia' espressi.
3.
Come dice Gunny: "Le regole americane dei confronti non si possono applicare ai nostri politici / giornalisti. Li' essere stringato, semplice, politically correct te lo insegnano da quando sei bambino. Impararlo in pochi giorni e' impossibile.".
Riflessioni politiche (secondo me).
1.
L'esito dell'incontro non spostera' i voti degli indecisi, ne' portera' alle urne chi ha deciso di non votare.
2.
Tale riflessione e' rafforzata dal fatto che Berlusconi e Prodi non si siano espressi con chiarezza quando Sorgi ha cercato di far emergere posizioni nette dei candidati in riferimento ad ampie porzioni dell'elettorato: gli antiamericani (e/o gli antimilitaristi, i pacifisti, etc.) nell'accenno alla concessione delle basi di Aviano in caso di eventuale risoluzione militare della crisi iraniana; le donne in relazione alla domanda sulle quote rosa.
3.
Sono emersi chiaramente due diversi modi di rapportarsi alla politica: da una parte un politico navigato (ministro dell'industria nel governo Andreotti nel 1978, presidente dell'IRI, presidente della Commissione Europea, etc.) che punta sulla mediazione e sul buonsenso per poi rivestire i panni del dirigista perche' "ad un certo punto si deve decidere"; dall'altra un imprenditore prestato alla politica che finge di piegare, dissimulando malamente, la propria view aziendalistica e di leader (decisionismo, approccio sistemico, ricorso ai dati ed alle percentuali di stato avanzamento lavori, etc.) alle logiche del Palazzo, parlando di ampio ricorso alla concertazione con le parti sociali quando e' il primo a non crederci fino in fondo.
4.
Emerge chiaramente una matrice ideologica anticomunista in Berlusconi; non e' stata altrettanto chiara quella di Prodi (il perche' e' spiegato al punto 3). Credo che molti elettori del centrosinistra si siano ritrovati ad incitare Prodi davanti alla tv, proprio come un ciclista in salita, con l'urlo di Nanni Moretti ("di' qualcosa di sinistra").
La strategia (secondo me), la parte piu' divertente.
Ritengo sia stato un errore per Berlusconi rincorrere Prodi per il duello tv, rinunciando addirittura alla conferenza di fine legislatura. Ricordo che il Governo di centrosinistra non vi rinuncio'. Il 13 aprile 2001, ci fu la Presentazione del Rapporto sui cinque anni di Governo dell'Ulivo (con Fassino, Amato, D'Alema e Rutelli): Rapporto all'Italia - Cinque anni di governo del Paese (Roma - Camera dei deputati - Sala del cenacolo).
Berlusconi, da latin lover qual'e', non ama farsi corteggiare, ma e' lui a prendere l'iniziativa.
Riporto le dichiarazioni di D'Alema, riconosciuto stratega, in un'intervista di Massimo Giannini per La Repubblica il 27 aprile 2001:
Giannini: "Torniamo a Berlusconi: anche lei crede che sfugga al confronto in tv con Rutelli perche' e' in fuga e ha paura di perdere?"
D'Alema: "Non c'e' dubbio. Rifiutare il confronto e' una scelta grave, che conferma l'estraneita' di Berlusconi dalle regole della civilta' politica..."
D'Alema: "... Berlusconi deve confrontarsi davanti agli italiani con Rutelli. Se non lo fa si gioca una parte della sua credibilita' politica e personale".
(Intervista reperibile sul sito di D'Alema)
Il gioco delle pagelle (secondo me).
1.
Molti, tra cui i giornali che hanno espresso il proprio gradimento per il centrosinistra, hanno dichiarato che, di tanto o di poco, Prodi ha prevalso. Anche i sondaggi SWG dicono che Prodi sia piaciuto piu' di Berlusconi. Ovviamente, in questo caso, sono sondaggi piu' affidabili di quelli di PSB...
Credo che sia un effetto dettato dalle aspettative. Ci si aspettava che Berlusconi fosse piu' convincente di Prodi e questo non e' emerso con chiarezza.
Ma non poteva emergere perche' non c'e' stato un raffronto diretto; c'e' stato un colloquio insipido, mediato, confinato entro "chinese walls" e riprese di tre minuti. Proprio come la boxe.
Solo che, rispetto alla boxe, nei tre minuti di ogni round i contendenti non se le danno per procura, non fanno a pugni stando a due metri di distanza, se le danno direttamente di santa ragione.
2.
Perche' Berlusconi non e' sembrato brillante? E' come se Mc Enroe accettasse di giocare da fondo campo contro Lendl, senza mai avvicinare la rete, senza poter ricorrere alle volee oppure agli smash.
Friday, March 10, 2006
Aglio rosso.
"Aglio story. Ieri e oggi. Tra faraoni, vampiri, legionari e schiavi, aneddoti e vicende culinarie dell'ortaggio odoroso piu' indispensabile e scomodo della Storia. Ma anche piu' salutare." - di Barbara Faenza.
L'articolo, alle pagg. 108 e 109, cita "I migliori bulbi d'Italia"; tra gli altri:
"Aglio rosso di Sulmona:
Si coltiva da secoli nella Valle Peligna, in provincia di L'Aquila. Ha teste molto grandi di colore bianco porcellana con 9 - 12 spicchi rivestiti di una tunica rosso vino. Ha sapore e odore particolarmente intensi. E' confezionato in trecce formate da 54 teste disposte su due file. I boccioli dei fiori sono usati per il consumo fresco oppure per la preparazione dei tipici "Crastatelli sott'olio".
Info: Azienda agricola Ernesto & Domenico Ciavattone, tel. 0864212007, www.agliorossodisulmona.com".
Consigli
Appare appropriato quello di Ghezzi: "Provi a capire le ragioni di Berlusconi e di chi l'ha votato. Smontandole con passione pacata. Se puo', alla fine lo abbracci e dica almeno una cosa utopica che non dipende dal conto in banca."
Finalmente.
Wednesday, March 08, 2006
The poorest guy in the room.
Non tr vando pi ' neanc e le let ere per scr vere, vedia o se le cifr aiuta o a f re chiar zza.
Analizziamo il comunicato stampa dell'Istat, datato 1 marzo 2006, relativo ai conti economici nazionali anni 2001-2005, disponibile insieme alle serie storiche in formato Excel presso il sito dell'Istat.
Il documento in oggetto, a pagina 20, nella Tavola 12, riporta le "Unita' di lavoro dipendenti per attivita' economica"; lo stesso dato e' reperibile nel file Excel al worksheet "Tavv. 10-13". Ripilogo solo i totali:
| Anno | Unita' di lavoro dipendenti (media annua in migliaia) | % | Variazione assoluta (migliaia) |
2001 | 16.653,8 | - | - |
2002 | 16.958,3 | 1,83 % | 304,5 |
2003 | 16.992,3 | 0,20 % | 34,0 |
2004 | 16.998,1 | - 0,02 % | - 4,2 |
2005 | 17.213,1 | 1,32 % | 225,0 |
Totali | 3,36 % | 559,3 | |
Nella Tavola 14 di pagina 21 (oppure worksheet "Tavv.14-17"), sono invece riportati i "Redditi da lavoro dipendente per attivita' economica". Anche qui ripilogo solo i totali:
| Anno | Redditi da lavoro dipendente (milioni di €) | % | Variazione assoluta (milioni di €) |
2001 | 493.295 | - | - |
2002 | 516.010 | 4,60 % | 22.715 |
2003 | 536.230 | 3,92 % | 20.220 |
2004 | 554.202 | 3,43 % | 18.372 |
2005 | 578.236 | 4,26 % | 23.634 |
Totali | 17,22 % | 84.941 | |
Ora, supponendo (logicamente) che per i due dati la base di calcolo sia la medesima, possiamo dividere i redditi da lavoro dipendente per le unita' di lavoro dipendenti (normalizzando i milioni e le migliaia di € in cui sono esperesse le tabelle); in tal modo dovremmo ottenere il reddito da lavoro dipendente per singola unita' di lavoro dipendente.
| Anno | Redditi da lavoro dipendente per singola unita' di lavoro dipendente (€) | % |
2001 | 29.621 | - |
2002 | 30.428 | 2,73 % |
2003 | 31.557 | 3,71 % |
2004 | 32.646 | 3,45 % |
2005 | 33.593 | 2,90 % |
Variazione | + 3.972 | + 13,41 % |
Quindi, se le condizioni sono rispettate, il reddito da lavoro dipendente per singola unita' di lavoro dipendente e' aumentato di € 3.972 (13.41%) nel periodo 2001 - 2005.
Inseriamo un ulteriore elemento.
Analizziamo l'indice generale nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettivita', al lordo dei tabacchi, diffuso dall'Istat il 22 febbraio 2006; anche in questo caso e' disponibile la serie storica in formato Excel presso il sito dell'Istat.
Il documento in oggetto, nel worksheet "Tabella 6", riporta l'"Indice generale nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettivita', al lordo e al netto dei tabacchi". Ripilogo solo i totali al lordo dei tabacchi (ovviamente piu' alti di quelli al netto dei tabacchi):
| Anno | Indice dei prezzi al consumo compresi i tabacchi (1995=100) | % |
2001 | 116 | - |
2002 | 119 | 2,50 % |
2003 | 122 | 2,69 % |
2004 | 125 | 2,21 % |
2005 | 127 | 1,92 % |
Variazione | + 9,66 % | |
Ora dovrebbe essere possibile effettuare una comparazione tra l'aumento del reddito da lavoro dipendente per singola unita' di lavoro dipendente e l'aumento dell'indice dei prezzi al consumo.
| Anno | Differenza % tra aumento del reddito da lavoro dipendente e indice dei prezzi al consumo(compresi i tabacchi) |
2001 | - |
2002 | 0,22 % |
2003 | 1,02 % |
2004 | 1,24 % |
2005 | 0,97 % |
Variazione | + 3.75 % |
Il confronto mostra che, fatte salve le ipotesi iniziali (medesima base di calcolo per unita' di lavoro dipendenti e relativo reddito), il reddito da lavoro dipendente per singola unita' di lavoro dipendente e' aumentato piu' dell'indice dei prezzi al consumo per tutti gli anni dal 2001 al 2005.
Precisazione 1, direttamente da una nota nell'Istat del 1 marzo 2006.
"... le unita' di lavoro a tempo pieno (ULA) si possono riferire al lavoro prestato nell’anno da un occupato a tempo pieno, oppure alla quantita' di lavoro equivalente prestata da lavoratori a tempo parziale o da lavoratori che svolgono un doppio lavoro, al netto della cassa integrazione. L’unita' di lavoro non e' dunque legata alla singola persona fisica ma si riferisce convenzionalmente a una quantita' di lavoro standard a tempo pieno definita dai contratti nazionali."
Precisazione 2.
Non ho trovato (opuure non sono state rese note) le revisioni delle stime del PIL ai valori concatenati (anno di riferimento 2000); il documento relativo ai conti economici nazionali anni 2001-2005 contiene solo quelle ai valori correnti. Tutte le cifre ufficiali fanno riferimento a quelle a valori concantenati, a parte il rapporto tra debito pubblico e PIL (a valori correnti).
Sarebbe interessante verificare le cifre, anche in relazione al post del 27/12/2005 che richiama l'editoriale del Foglio dello stesso giorno ["2005 in cifre, belle e brutte. Ci sono numeri strombazzati (l'inflazione) e dati sottaciuti (il nuovo pil)"].
Intanto, per il PIL ai prezzi correnti, a pagina 4 del documento relativo ai conti economici nazionali anni 2001-2005 si legge:
"Gli effetti della revisione sui livelli degli aggregati a prezzi correnti.
La rivalutazione del Pil a prezzi correnti oscilla fra il 2,5 per cento del 2001 e il 2,8 per cento del 2004 (Prospetto 3)" (aggiungo: in aumento).
Monday, March 06, 2006
Cena.
Culatello con focaccia tiepida.
Minestra di legumi.
Carre' di agnello in crosta di grissini.
Tortino al cioccolato Valrhona.
La scquola.
L'articolo non cita con precisione le fonti dei dati, a meno di un vago "e i dati Ocse oggi lo dimostrano ampiamente", affermazione diretta di un pedagogista intervistato.
L'articolo comincia cosi':
"Il governo Berlusconi lascia una scuola statale piu' povera e precaria."
Analizziamo i dati ufficiali a disposizione, ricorrendo come sempre alle fonti piu' attendibili, secondo me in questo caso il Ministero della Pubblica Istruzione.
Il report denominato "La scuola in cifre" (anno 2005, contenente dati aggiornati al 2003 ed al 2004), disponibile presso il sito del Ministero della Pubblica Istruzione, afferma alla pagina 2 della Sezione 1, dedicata alle Risorse (la spesa per l'istruzione scolastica, le scuole, il personale):
Titolo: Aumenta la spesa per l’istruzione
"Nel 2003 l’intervento pubblico in istruzione, formazione e ricerca universitaria e' stato di quasi 65 miliardi d’euro (+3,8% rispetto al 2002); di questi oltre 50,5 miliardi sono andati a favore della scuola con un incremento del +5,6% rispetto al 2002. L’incidenza complessiva rispetto al PIL si e' attestata intorno al 5% con un lieve aumento rispetto all’anno precedente.
Nell’ultimo decennio la spesa nel settore della scuola e' andata diminuendo fino al 2000, anno in cui con 43 miliardi di euro ha toccato il minimo con il 3,4% sul PIL. Nel triennio 2001-2003 la spesa si e' stabilizzata su livelli piu' alti ai quali hanno contribuito in particolare, nel 2001 e 2003, i rinnovi contrattuali giunti a definizione in quegli anni."
Quindi, i dati ufficiali sembrano affermare il contrario. Riprendo testualmente: "... la spesa nel settore della scuola e' andata diminuendo fino al 2000, anno in cui con 43 miliardi di euro ha toccato il minimo con il 3,4% sul PIL."
___
L'articolo continua:
"Secondo il pedagogista Benedetto Vertecchi "in questi anni e' cambiata la linea di sviluppo del sistema scolastico italiano: fino al 2000 era di tipo solidale: la preoccupazione principale era di non determinare eccessive differenze fra le classi sociali. Per questo - continua il docente universitario - si abbondava nel numero degli insegnanti alla scuola dell'infanzia e all'elementare. Lo scopo era di aiutare gli alunni con maggiori difficolta'". Con l'avvento del governo Berlusconi cambia la rotta: "Nel 2001 si fa avanti un modello di tipo competitivo di stampo inglese o americano. La riduzione della spesa comporta una specie di selezione naturale per i piu' deboli e condizioni di favore per i piu' capaci."
Ora, a parte il rimando alla rupe Tarpea, analizziamo come al solito i dati. Si continua a pagina 2 della sezione 1:
"Nel valutare la dinamica delle risorse destinate all’istruzione occorre, tuttavia, tenere presente il numero di giovani che partecipa al sistema scolastico e che influenza in modo decisivo gli stanziamenti complessivi. La spesa per studente, indicatore che neutralizza l’effetto delle variazioni nelle leve demografiche, delinea una tendenza parzialmente diversa. L’analisi evidenzia che, negli anni di calo della spesa sul PIL, la spesa per studente ha subito, in percentuale, variazioni negative piu' contenute, e, in alcuni anni (1996, 1998, 1999 e 2000) ha riportato variazioni positive.
In generale l’indice si caratterizza per un trend in crescita, con un aumento a prezzi costanti nell’ultimo decennio del 9,0%. Nell’ultimo anno in particolare, la spesa per studente registra un incremento sensibile dai 5.900 euro del 2002 ai 6.120 relativi al 2003 (+4%)."
"In ambito europeo, l’Italia e' tra i Paesi che dedicano piu' risorse all’istruzione scolastica. Per la scuola primaria e secondaria di I e II grado, la spesa per studente in rapporto al PIL procapite e' uguale al 34%, 7 punti percentuali in piu' della media europea (27%) e con un distacco ancora
maggiore rispetto a Paesi quali Germania (20%) e Regno Unito (24 %)."
Come "con un distacco ancora maggiore rispetto a paesi quali Germania e Regno Unito"? Ma il Regno Unito non sono gli inglesi, rispetto ai quali tende il nostro sistema di istruzione?
___
Articolo:
"In compenso i precari - quelli che, loro malgrado, contribuiscono a rendere il sistema piu' instabile - sono aumentati del 26 per cento. In cattedra un docente su sette (122 mila in tutto, contro i 97 mila del 2001) e' precario."
Dati. Grafico a pagina 8 della Sezione citata.
Dall'anno scolastico 1999/2000 a quello successivo 2000/2001 (c'era il governo Amato), i docenti a tempo indeterminato sono cresciuti da 79.000 a 117.000 unita' (+48.1%).
Dall'anno 2000/2001 all'anno 2004/2005 (governo Berlusconi), i docenti a tempo indeterminato sono diminuiti da 117.000 a 107.000 unita' (-8.5%).
___
Articolo:
"Quelli (i docenti) a tempo indeterminato sono oggi appena 709 mila e 800: 26 mila in meno di quattro anni fa."
Dati. Grafico a pagina 8 della Sezione citata.
Dall'anno scolastico 2000/2001 all'anno scolastico 2004/2005, c'e' stata una diminuzione di 1.000 unita' dei docenti a tempo indeterminato, da 699.000 a 698.000 (-0.14%).
___
Articolo:
"Le sezioni piu' affollate in assoluto sono quelle della scuola dell'infanzia, con una media di 23,4 bambini per classe."
Dati. Pagina 7 della Sezione 2, gli Studenti.
"... numero medio di alunni per classe (si sta parlando di scuola primaria): da 18,1 nel 2002/2003 a 18,4 nel 2003/2004. Le regioni con classi piu' numerose sono la Puglia, il Lazio e l’Emilia Romagna, tutte con piu' di 19 alunni; la Calabria e il Molise hanno, invece, classi meno numerose: rispettivamente con 15,9 e 16 alunni."
Aggiungo i seguenti dati medi di alunni per classe (fonte Education at a Glance OECD Indicators 2005):
Scuola primaria pubblica (2003):
Regno Unito: 26,0.
Media OCSE: 21,4.
Italia: 18,0.
Scuola secondaria I grado pubblica (2003):
Regno Unito: 24,2.
Media OCSE: 23,6.
Italia: 20,9.
___
Mi fermo qui, con una domanda, la solita.
E chi non ha tempo per verificare i dati dalle fonti ritenute ufficiali?
Sunday, March 05, 2006
Moseley.
Avevo gia' comprato il libro, che sto leggendo. Il detective Hoke Moseley ha problemi tremendamente attuali, come il divieto di fumo all'interno del suo ufficio.
Tuesday, February 28, 2006
Cena.
Cortese assaggino preantipasto: fois gras.
Tagliatelle con carciofi.
Coniglio al pesto con tortino di patate.
Carpaccio di ananas (con frutti di bosco) con gelato al fior di latte.
Birra Menabrea.
Lagavulin.
Monday, February 27, 2006
Cena.
Zuppa di orzo e fagioli.
Stracotto di vitello con verdure e contorno di polenta.
Budino al cioccolato Gobino, spolverato con cacao, con cuore di gianduia.
Colvecchio Syrah 1999. Castello Banfi. Montalcino.
Ardbeg.
Tuesday, February 21, 2006
Cena.
Zuppa di ceci con erbe selvatiche.
Agnello all'antica con boulette di patate e carciofi al vapore e olio ligure.
Zabaione al vino di Malaga.
Birra Nastro Azzurro.
AMBO / B = 1.75
Componenti:
A = 0.75
M = 0.25
B = 0.50
O = 0.25
Saturday, February 18, 2006
Cena.
Tipico locale per studenti universitari, sembra veramente un'osteria anni '50.
Tagliatelle al ragu di salsiccia.
Riso con verdure.
Cervo in umido con polenta.
Spada su letto di insalata.
Birra Amarcord, tipologia "E Figoun".
Il tutto a meta' con Patrizia (lei dice che avrebbe cucinato meglio).
E ho pagato piu' di Lungo la notte.
AMBO/B = 1.50
Componenti:
A = 0.50
M = 0.25
B = 0.25
O = 0.50
Tuesday, February 14, 2006
Guilty!
Mi domando:
1. Nel prossimo "Freedom of the Press Survey", questa condanna fara' perdere altre posizioni all'Italia, consolidando la posizione di paese "partly free", e si dira' che la colpa e' del governo Berlusconi?
2. Feltri sarebbe ora degno di essere idealmente invitato alla trasmissione Rockpolitik, privilegio riservato si' a Santoro, ma non a Lino Jannuzzi che pure e' stato condannato per diffamazione a mezzo stampa?
3. Il sito di Reporters sans frontiers riporta il giorno 14 febbraio la notizia relativa alla multa comminata a Mediaset: "Berlusconi has been monopolising TV screens since the start of the year, giving him a serious advantage in the legislative race. His group, Mediaset, was ordered by the Italian communications watchdog on 9 February 2006 to pay a 150,000-euro fine for exceeding his airtime."
E la notizia della condanna di Feltri?
I sondaggi del Caimano.
"Subito dopo l'annuncio di Berlusconi, nella redazione di Repubblica.it sono arrivate numerose le e-mail di lettori contenenti segnalazioni sulla Psb. Molti hanno sottolineato anche il discutibile metodo usato dalla societa' per reclutare la sua popolazione campione: i volontari che accettano di sottoporsi ai questionari possono ricevere premi e gadget."
Leggendo, non colgo il nesso tra discutibilita' del metodo e premi.
Intelleggendo, tuttavia, dovrei forse chiedermi: il metodo e' discutibile perche', ricevendo un premio, si e' piu' orientati a votare la Casa delle Liberta'? Che vorrebbe dire, d'altra parte, che non ricevendolo si e' piu' propensi a votare per l'Unione? Mah.
Per completezza, a proposito della Psb.
La Psb (ossia Penn, Schoen and Berland Associates, Inc.) ha avuto tra i principali clienti, in ambito politico, Bill Clinton e Hillary Clinton, cui ha fornito strategic advisory.
In relazione a tali incarichi, l'American Association of Political Consultants ha riconosciuto a Penn il premio "Pollster of the Year" nel 1996 (presidenziali di Bill Cliton) e nel 2001 (Senato dello Stato di New York per Hillary Clinton).
Lo scorso anno la Psb ha ricevuto l'"Honorable Mention" per il premio "Best Non-Broadcast Video 2005", grazie al viedo "Promise Preview" realizzato per il New Democrat Network.
Time ha definito la Psb "Masters of Message."
L'AAPC e' riconosciuta l'associazione di maggiore prestigio nella sua categoria.
Il Board of Directors ("founded in 1969", "bipartisan organization of political professionals") e' attualmente formato da 12 repubblicani e 12 democratici.
Friday, February 10, 2006
Cena.
Antipasti: prosciutto, salam, lonza, pecorino con le noci.
Assaggi di primi: chiatarrina con ragu' di carne, tagliatelle con radicchio e salsiccia, ravioli.
Secondo: agnello alla brace.
Thursday, February 09, 2006
Cartoon Row.
An infallible method of conciliating a tiger is to allow oneself to be devoured (Konrad Adenauer).
Lo adottera' anche l'Europa nella questione "cartoon row"?
Tuesday, February 07, 2006
A proposito del post di ieri (Pesi e misure).
"Non c’e' reciprocita' in questo multiculturalismo a senso unico. Noi finanziamo la costruzione delle moschee, loro vietano la messa e l’espressione pubblica del culto. Noi abbiamo protestato civilmente davanti all’ambasciata iraniana a Roma il 3 novembre, agitando la bandiera iraniana e gridando slogan pacifici in farsi, loro incendiano ambasciate e consolati dal Libano a Gaza, da Giacarta a Damasco. Protestano per l’irrisione della religione islamica e dei suoi precetti letteralisti, ma irridono il dio degli ebrei e dei cristiani ed estirpano con la violenza le ultime vestigia del cristianesimo nella loro terra, minacciando di estinzione la patria ebraica. Chiedono che sia sostenuto dai nostri soldi il popolo palestinese e la sua burocrazia di governo, ma si accingono con Hamas a proporre l’applicazione della legge coranica e irrompono armati con Fatah nella sede dell’Unione europea o aggrediscono a sassate l’ambasciata austriaca a Teheran perche' l’Austria oggi presiede l’Unione."
Monday, February 06, 2006
Pesi e misure.
E' comprensibile che l'offesa di tali principi causi rimostranze e proteste.
I paesi occidentali (almeno, molti di essi) fondano i principi della societa' su valori liberali, di garanzia e rispetto delle liberta' e dei diritti dei cittadini.
E' comprensibile che violazioni in tal senso producano effetti indesiderati per l'aggressore.
Nei due ambiti, a fronte di un'azione di offesa, quello che pare sproporzionato e' la natura della reazione.
Gli Stati Uniti, nel settembre 2001, hanno subito un attacco terroristico che ha causato 2.749 vittime “nonterrorists”, compresi gli occupanti degli aerei (il dato e' stabilito sulla base dei certificati di morte emessi dal New York City Medical Examiner’s Office riportato nel Report della "National Commission on Terrorist Attacks Upon the United States", pagina 551, note al Capitolo 9. Il documento e' reperibile sul sito internet 9-11 Commission).
La reazione e' stata l'adozione di una politica estera volta a combattere i terroristi piu' pericolosi dove ritiene essi si nascondano, quindi anche a casa loro, come risposta diretta alla guerra scatenata nel cuore di NY.
Tale posizione puo' essere piu' o meno condivisibile, ma si tratta di politica estera, non di potere divino degli USA sulle sorti del mondo, non di ricerca del petrolio, non di capacita' divinatorie di distinzione tra bene e male.
I paesi islamici hanno subito un'offesa legata a 12 vignette satiriche.
La reazione e' costituita da violente proteste, roghi delle ambasciate, fatwa sui disegnatori (ossia condanna a morte).
Nel primo caso, giusta o no, la proporzione e': Uccidi 2.749 miei cittadini? Ti dichiaro guerra.
Nel secondo caso, la proporzione e': Mi hai offeso? Ti condanno a morte (come Theo van Gogh).
Ora, nel primo caso l'impostazione prescelta (ripeto: giusta o no) non limita i diritti e le liberta' di tutti gli occupanti del mondo, a meno che questi non compiano attentati lesivi, dal punto di vista della vita umana, nei confronti di cittadini americani: puoi pensare tutto di me, ma non ammazzarmi.
Nel secondo caso, emerge, viceversa, una limitazione delle liberta' individuali, non solo quelle d'opinione: non puoi muovermi critiche, non puoi fare satira nei miei confronti, non puoi (e chi mancherebbe) ammazzarmi, non puoi farmi rispettare le risoluzioni internazionali delle Nazioni Unite, non puoi impedirmi la proliferazione nucleare, non puoi impedirmi di dire che Israele deve sparire dalla carta geografica, mentre a me e' concesso fare tutto questo.
Tale limitazione, di profumo totalitaristico, che pare accettabile all'interno dei paesi in cui vige la sharia, non puo' esserlo in tutto il mondo, altrimenti emergerebbe una posizione privilegiata di un paese rispetto agli altri: io posso e tu no, a me e' concesso e a te no, nel nome dei piu' alti principi cui mi ispiro.
Ne consegue che non si puo' pensare di imporre in tutto il mondo quanto avviene negli 11 paesi in riferimento ai quali il "Freedom of the Press 2005" cita il termine “Islam”:
[16 volte, verificabile con la funzione "Ctrl+f", whole words only; per intenderci, il "Freedom of the Press 2005" e' quello in cui l'Italia e' al 77° posto, dichiarato paese parzialmente libero anche perche' "a 76-year-old journalist and senator (Lino Jannuzzi, senatore indipendente eletto con Forza Italia) was placed under house arrest...".]
1.
Afghanistan, 68 punti, 145° posto su 194, paese non libero.
“… broad restrictions on content that is “contrary to the principles of Islam or offensive to other religions and sects …”
“Many practice self-censorship or avoid writing about sensitive issues such as Islam, national unity, or crimes committed by specific warlords.”
2.
Bahrain, 71 punti, 156° posto, paese non libero.
“The constitution allows for the right to press freedom, excluding opinions that undermine the fundamental beliefs of Islam …”
3.
Iran, 80 punti, 173° posto, paese non libero.
“The 2000 press law established a Press Supervisory Board mandated to ban publications that defame Islam or the Supreme Leader, damage “the foundation of the Islamic Republic” or national security, publish libel against “lawfully respected” officials or institutions, or quote articles from “the deviant press, parties, and groups which oppose Islam.”
4.
Malaysia, 69 punti, 152° posto, paese non libero.
“In 2004, it continued with the threat to prosecute Screenshots webmaster, Jeff Ooi, for allowing a reader’s post on his Web site on September 30 that was critical of the moderate vision of Islam promoted by the ruling party.”
“In November, the government ordered the closure of another online forum, Malaysia Boleh, for posting allegedly inflammatory and seditious comments on Malay rights and Islam.”
5.
Maldives, 68 punti, 145° posto, paese non libero.
“The penal code bans speech and publications that threaten national security, insult Islam, or could “arouse people against the government, …”
6.
Mauritania, 65 punti, 136° posto, paese non libero.
“The interior minister can suspend publication of material that discredits Islam or threatens national security.”
7.
Morocco, 63 punti, 131° posto, paese non libero.
“The press law forbids journalists from criticizing the king, the royal family, Islam, or the nation’s “territorial integrity” …”
8.
Netherlands, 11 punti, 6° posto, paese libero.
“The murder of Theo Van Gogh, an outspoken filmmaker and newspaper columnist, sparked concerns about the status of free speech and the press in the country. Van Gogh was well-known for his strongly critical views toward Muslims and Islam and had recently made a film depicting violence against women in Islamic societies.“
9.
Qatar, 62 punti, 128° posto, paese non libero.
“A censorship office within the Qatar Radio and Television Corporation reviews domestic and foreign media for pornography and material deemed inimical to Islam.”
10.
Saudi Arabia, 80 punti, 173° posto, paese non libero.
“Authorities do not permit criticism of Islam or the ruling family by domestic media, and a national security law prohibits criticism of the government.”
“These prohibitions are echoed by a media policy statement that urges journalists to “uphold Islam, oppose atheism, promote Arab interests, and preserve cultural heritage.”
“Foreign broadcasts are similarly censored, and references to politics, pork or pigs, alcohol, sex, and religions other than Islam are removed.”
11.
Uzbekistan, 85 punti, 184° posto, paese non libero.
“… taboo subjects include poverty, labor exploitation during the cotton harvest, and any criticism of President Islam Karimov.”
In riferimento al contesto descritto, non credo che Glucksmann risulti allarmistico quando dichiara che "In democrazia non c'e' censura preventiva. Se cediamo si introduce lo sharia in Europa." (Corriere della Sera del 3 febbraio 2006, in un'intervista rilasciata a Stefano Montefiori), ne' Amos Oz esagerato quando conferma: "Cercano di imporre la sharia in Europa! Assurdo ..." (Corriere della Sera del 4 febbraio 2006, in un'intervista rilasciata a Lorenzo Cremonini).
Saturday, February 04, 2006
Cena.
Cena al ristorante il Torchio, a Pettorano sul Gizio.
Agnello, pecorino e caciovallo con pere e focaccia calda.
Wednesday, February 01, 2006
Munich, Spielberg.
Morale: la necessita' di ricerca della pace vista l'inutilita' degli attentati terroristici, l'uno in risposta all'altro senza soluzione di continuita', tra ebrei e palestinesi.
Due personaggi contrapposti citano la stessa frase: ci vorra' tempo, 100 anni, ma vinceremo noi, avremo la nostra terra.
Nel frattempo, le vite degli uomini vengono recise o sottoposte ad un pesante stress psicologico.
Quindi, come alernative, la morte oppure la riconsiderazione delle proprie convinzioni.
Tuesday, January 31, 2006
Adria'.
I 23 punti della filosofia culinaria di Adria' esposti il 17 gennaio 2006 nel suo intervento al IV Cumbre Internacional de Gastronomia organizzato da Madrid Fusion:
1. La cocina es un lenguaje mediante el cual se puede expresar armonÃa, creatividad, felicidad, belleza, poesÃa, complejidad, magia, humor, provocación.
2. Se da por supuesta la utilización de productos de máxima calidad, asà como el conocimiento de la técnica para elaborarlos.
3. Todos los productos tienen el mismo valor gastronómico, independientemente de su precio.
4. Se utilizan preferentemente productos del mundo vegetal y del mar; predominan también productos lácteos, frutos secos y otros productos que en su conjunto configuran una cocina ligera. En la última etapa se hace muy poco uso de la carne roja y de aves en grandes piezas.
5. Aunque se modifiquen las caracterÃsticas de los productos (temperatura, textura, forma, etcétera), el objetivo es preservar siempre la pureza de su sabor original, salvo en los procesos en los que haya una cocción larga o se busquen los matices resultantes de reacciones como la de Maillard.
6. Las técnicas de cocción, tanto clásicas como modernas, son un patrimonio que el cocinero debe saber aprovechar al máximo.
7. Como ha sucedido a lo largo de la historia en la mayorÃa de los campos de la evolución humana, las nuevas tecnologÃas son un apoyo para el progreso de la cocina.
8. Se amplia la familia de los fondos, y junto a los clásicos se utilizan fondos más ligeros que ejercen idéntica función (aguas, caldos, consomés, jugos de verduras clarificados, leches de frutos secos, etcétera).
9. La información que da un pato se disfruta a través de los sentidos; también se disfruta y racionaliza con la reflexión.
10. Los estÃmulos de los sentidos no sólo son gustativos: se puede jugar igualmente con el tacto (contrastes de temperaturas y texturas), el olfato, la vista (colores, formas, engaño visual, etcétera), con lo que los sentidos se convierten en uno de nuestros puntos de referencia a la hora de crear.
11. La búsqueda técnico-conceptual es el vértice de la pirámide creativa.12. Se crea en equipo.
13. Se borran las barreras entre el mundo dulce y el mundo salado. Importancia del mundo helado salado y de la cocina frÃa en general.
14. La estructura clásica de los platos se rompe: en los entrantes y en los postres hay una verdadera revolución en la que tiene mucho que ver la simbiosis, en los segundos platos se rompe la jerarquÃa "producto-guarnición-salsa".
15. Se potencia una nueva manera de servir la comida.
16. Lo autóctono como estilo es un sentimiento de vinculación con el entorno.
17. Los productos y elaboraciones de otros paÃses se someten al propio criterio de cocina.
18. Existen dos grandes caminos para alcanzar la armonÃa de productos y sabores: a través de la memoria (deconstrucción, conexión con lo autóctono, adaptación, recetas modernas anteriores), o a través de nuevas combinaciones.
19. Puntos de conexión con el mundo y el lenguaje del arte.
20. La concepción de las recetas está pensada para que la armonÃa funcione en raciones pequeñas.
21. La descontextualización, la ironÃa, el espectáculo, la performance, son completamente lÃcitas, siempre que no sean superficiales, sino que respondan o se conecten con una reflexión gastronómica.
22. El menú degustación es nuestra expresión en la cocina de vangaurdia. La estructura está viva y sujeta a cambios. Se apuesta por conceptos como snacks, tapas, morphings, etcétera.
23. El conocimiento y/o la colaboración con expertos de los diferentes campos (cultura gastronómica, historia, diseño industrial, ciencia) es primordial para nuestra evolución.
Identita' golose
Dal 29 gennaio al 1° febbraio 2006: Identita' Golose - Congresso Italiano di Cucina d’Autore, seconda edizione.
Tra i cuochi italiani: Fulvio Pierangelini del ristorante Gambero Rosso (San Vincenzo, Livorno), Carlo Cracco del ristorante Cracco-Peck (Milano) ["Diamo a Cracco quel che e' di Cracco e a Peck quel che e' di Peck" (Camillo Langone).]
Tra i cuochi stranieri: Ferran Adria' del ristorante elBulli di Cala Montjoi (Roses, Spagna), Jordi Herrera del Ristorante Manairo' (Barcellona, Spagna).
Sunday, January 29, 2006
Cena.
Antipasto: culatello di Zibello, zucchine a striscioline sotto'olio fatte in casa, fave sott'olio fatte in casa.
Pasta al forno (penne De Cecco).
Salsicce di carne e di fegato di Giulianova.
Vino: Luce della Vigna, Marchesi de' Frescobaldi, 1997.
Dal sito Luce Wines dei Marchesi de' Frescobaldi:
"Luce e' il primo vino che sia mai stato prodotto a Montalcino unendo le uve dei vitigni Sangiovese e Merlot.
Associare la rotondita' e la morbidezza del Merlot alla struttura e all'eleganza del Sangiovese sembrerebbe una cosa ovvia, ma ci sono voluti due enologi affermati come Lamberto Frescobaldi e Tim Mondavi per poter far questo nella terra del Brunello di Montalcino, vino di fama mondiale ottenuto con il 100% di Sangiovese.
La primavera del 1997 e' stata insolitamente calda. Le gemme e la fioritura sono apparse in anticipo per tutte le varieta', specialmente per il Sangiovese. Il 18 aprile, c'e' stata una gelata nel sud della Toscana ma, grazie alle loro altitudine, i vigneti di Luce sono stati colpiti solo in parte. Le ottime temperature di maggio e giugno hanno favorito lo sviluppo della vegetazione. Il sole generoso di agosto e settembre ha contribuito a far maturare l'uva piu' presto del solito e in modo uniforme. La vendemmia ha dato un'eccellente concentrazione di fragranze, livelli ideali di zucchero ed una maturazione fenolica ottimale.
Note di Degustazione:
Luce 1997 e' un vino robusto e distinto, ricco di finezza, di un marcato color rosso rubino. Il suo intenso bouquet sprigiona seducenti aromi di lamponi e ribes nero che si alternano a note piu' dolci di vaniglia e chiodi di garofano per portare ad un finale lungo e caldo. I tannini sono estremamente fini e vellutati, assicurando la complessita' nella bottiglia.
Vitigni: 50% Sangiovese, 50% Merlot.
Premi: Vinarius Vino dell'Anno, 2001."
Friday, January 27, 2006
International Day of Commemoration in memory of the victims of the Holocaust (il giorno della memoria).
1975
Resolution 3379 (XXX).
"Elimination of all form of racial discrimination. The General Assembly ... determines that zionism is a form of racism and racial discrimination".
2400th plenary meeting, 10 November 1975.
1991
Resolution 46/86.
"Elimination of racism and racial discrimination. The General Assembly decides to revoke the determination contained in its resolution 3379 (XXX)of 10 November 1975."
74th plenary meeting, 16 December 1991.
2004
Monday, June 21, 2004, Noon Brifeing.
Kofi Annan: “In fighting anti-Semitism, we fight for the future of all humanity.”
Highlights of the noon briefing by Fred Eckhard, spokesman for the Secretary - General of the United Nations, UN headquarters, New York.
2005
Resolution 60/7.
"Holocaust remembrance. The General Assembly ... resolves that the United Nations will designate 27 January as an annual International Day of Commemoration in memory of the victims of the Holocaust...".
42nd plenary meeting, 1 November 2005.
Wednesday, January 25, 2006
Cena.
Cortese assaggino preantipasto: cilindretto di polenta ripieno di gorgonzola.
Insalata di carciofi con sfoglie di formaggio "testa di monaco".
Risotto allo zafferano in gremolada di palline di carne di vitello.
Macedonia.
Birra Menabrea.
"Tete de Moine o testa di monaco: alla fine del XVIII secolo il formaggio di Bellelay comincia ad essere chiamato con un altro nome: TÊTE DE MOINE. Questa denominazione viene citata per la prima volta intorno al 1793-1799 negli atti del dipartimento di Mont-Terrible – una regione che i francesi avevano annesso e trasformato in un "departement" – e precisamente in uno stampato intitolato "Tableau du maximum des objets de premiere necessite" - tavola dei beni di prima necessita'."
Dal sito http://www.tetedemoine.ch/history/herkunft/it.aspx.
Tuesday, January 24, 2006
Ancora del conflitto di interessi.
Ho effettuato una verifica, nel periodo 14 maggio 2001 (lunedi' successivo alle elezioni politiche del 2001) - 23 gennaio 2006, delle le principali aziende riconducibili al Gruppo Fininvest (tra parentesi la relativa percentuale di controllo):
- Mediolanum (35%);
- Mediaset ("The major shareholders of Mediolanum S.p.A are: Doris Group (37.50960%) and Fininvest Group (35.15746%), who control the company through a shareholders' agreement (51.1 % of the capital), and whose shares are equally conferred (Doris Group 25.55% / Fininvest Group 25.55%). The shareholder pact was renewed on September 14, 2004 and is effective for 3 years.");
- Mondadori (50%).
Titolo Mediolanum:
14 maggio 2001: 13,4241
23 gennaio 2006: 6,338
Diminuzione del 52.79%
Titolo Mediaset:
14 maggio 2001: circa 13
23 gennaio 2006: 9,30
Diminuzione del 28.46%
Titolo Mondadori:
14 maggio 2001: circa 10,7
23 gennaio 2006: 7,775
Diminuzione del 27.34%
Pertanto, il valore di borsa dei titoli citati e' diminuito nel quinquennio 2001 - 2006.
Si potrebbe comunque opporre che il valore dei titoli in oggetto sia diminuito meno dell'indice MIB.
Anche in questo caso, ho verificato l'andamento dell'indice MIB nel periodo 14 maggio 2001 - 23 gennaio 2006.
Indice MIB:
14 maggio 2001: 27.252 punti
23 gennaio 2006: 26.412 punti
Diminuzione del 3.08%
Emerge quindi una diminuzione percentuale dei titoli in oggetto maggiore rispetto all'indice.
I dati sono reperibili pressi i siti di Borsa Italiana,Mediolanum, nella sezione Investor Relations - Mediolanum in Borsa - Storico quotazioni, Gruppo Mediaset.
Saturday, January 21, 2006
Del conflitto di interessi.
L’attuale governo ha perseguito, in linea generale, una politica di carattere liberale, basando le sue riforme, ove possibile, sugli elementi costitutivi del liberalismo: garantismo delle liberta' e dei diritti dei cittadini (tentando di limitare l’uso strumentale della magistratura), limitazione dell’ingerenza statale (attraverso le privatizzazioni), spinta allo sviluppo economico individuale (tramite la riduzione dell’imposizione fiscale), pace (appoggiando la coalition of willings che si oppone ai regimi illiberali e terroristici – anche Chirac ha annunciato che potrebbe usare armi non convenzionali qualora fosse a rischio la sicurezza del suo paese), riduzione degli sprechi dello stato (tramite la razionalizzazione delle risorse a disposizione degli enti locali), flessibilita' (legge Biagi).
Il governo e il presidente del Consiglio dei suoi ministri si ispirano evidentemente, oltre che a Ronald Reagan, anche a Ludwig von Mises, secondo il quale e' l'azione dell'imprenditore, imperniata sul calcolo economico, che contribuisce alla creazione della vera societa' aperta, liberale.
Ora, d’accordo o no con le teorie liberali, e' necessario riconoscere come la politica che attua questo governo si ispiri ad una tradizione liberale.
Chiunque si dichiari credente nelle teorie liberali, e dovesse trovarsi a governare il paese, credo che attuerebbe con piu' o meno veemenza azioni che possano garantire l'ottenimento dei medesimi risultati. E questo, com'e' negli intenti del liberalismo, potrebbe favorire lo sviluppo dell'iniziativa privata, e quindi la classe imprenditoriale, e quindi Berlusconi, De Benedetti, Benetton, Agnelli e altri.
Anche in quel caso ci sarebbe conflitto di interessi? Cioe', puo' configurarsi un conflitto di interessi perche' un governo si ispira al liberalismo, e cio' di conseguenza puo' favorire la classe imprenditoriale del paese?
E' evidente che non puo' essere.
E' evidente che si possa essere assolutamente ed energicamente contrari al pensiero liberale, e quindi a tutto quello che ne discende, ma appare incoerente fondare l'ammissibilita' del pensiero liberale a condizione che il capo del governo che lo persegue non sia un imprenditore.
Sarebbe come dire: “Credo ad un governo comunista, a patto il capo del governo non appartenga alla classe operaia”.
Saturday, January 14, 2006
Bianco fascino.
"Bianco fascino. Abruzzo. Per il centro Italia e' il paradiso dello sci, dove la neve puo' arrivare a coprire i pascoli per otto metri. Ma e' anche il luogo ideale per itinerari culturali, attraverso i borghi antichi, e gourmand, assaggiando gli ottimi formaggi locali." - Testo di Laura Ruggieri, foto di Carlos Solito.
L'articolo, ben fatto, cita il canestrato e il marcetto di Castel del Monte tra i formaggi, le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio (vedi post 31/12/2004), le cicerchie di Castelvecchio Calvisio, lo zafferano di Navelli, agnello e castrato alla brace, arrosticini di pecora cotti sul forno a legna o sulla carbonella, ricotte di latte di pecora o latte vaccino, mozzarelle, scamorze, nocci "ntorrati" (mandorle tostate ricoperte di zucchero), ferratelle.
Tra i ristoranti consiglia:
- "Sapori di Campagna, Contrada Colonia Frasca Chilometro 7.800, via delle Vigne, Ofena (Aq). Prezzo medio vini esclusi: 30 €.
Graziosa casa di campagna che offre la migliore cucina del territorio con un pizzico di fantasia: gnocchetti acqua e farina con ceci e zafferano, maialino al Montepulciano, formaggio di mucca alla brace e sfumato alle erbe al budino di zafferano con purea di frutta." (Ci sono stato 2 anni fa).
- "Ostello del Cavaliere, Piazza della Giudea, Santo Stefano di Sessanio (Aq). Prezzo medio vini esclusi: € 25.
Pochi tavoli, ambiente familiare e cucina casereccia con specialita' abruzzesi. Polenta, pasta alla chitarra e ravioli con la ricotta. Da assaggiare le zuppe: di lenticchie (piccole e molto saporite), di ceci e castagne. Poi agnello e carni alla brace. Dolcetti secchi di tradizione e liquori alle erbe. Ci sono anche 8 camere comode e semplici in posizione molto comoda (doppia con prima colazione € 50)."
- "La locanda sul lago, via del Lago, Santo Stefano di Sessanio (Aq). Prezzo medio vini esclusi: € 20.
Cucina tradizionale in una bella saletta a due passi da un grazioso lago. Dispone anche di alcune stanze per dormire."
- "Le quattro ville, via della Mora 8, Castelvecchio Calvisio (Aq). Prezzo medio vini esclusi: € 20.
Aperta da poco, questa piccola trattoria ssicura la freschezza e la genuinita': per gran parte i prodotti sono di famiglia."
Per comprare prodotti tipici consiglia:
"Azienda Zootecnica Gran Sasso, via san Donato 56, Castel del Monte (Aq). Ricotta freschissima, stagionata e affumicata, scamorze e pecorini a latte crudo, canestrati di varie stagionature, ottimo quello stagionato otto mesi sotto la crusca, carne pecora..."
Thursday, January 05, 2006
Inflazione.
"A dicembre i prezzi sono rimasti invariati rispetto a novembre, mentre la crescita tendenziale annua si e' fermata al 2%. Nella media dell'intero 2005, i prezzi italiani (1,9%) sono cresciuti meno che nella media della zona Euro (2,2%)."
The killer inside me.
Finito di leggere "L'assassino che e' in me" di Jim Thompson; titolo originale "The killer inside me", 1952.
- Kubrik: "L’assassino che e' in me e' il piu' spaventoso e credibile racconto in prima persona su una mente criminale che abbia mai letto".
- Washington Post: "Se Raymond Chandler, Dashiell Hammett e Cornell Woolrich si fossero uniti in un amplesso sacrilego e avessero dato vita a una progenie letteraria, il risultato sarebbe Jim Thompson… La sua opera getta una luce abbagliante sulla condizione umana."
- Bandito: "Durante la lettura, ogni sera, quando torni ad aprire quelle pagine, vuoi deliberatamente affogare nel vortice della follia della mente umana."
- Library of America. Crime novels: American noir of the 1950s.
Robert Polito, editor: "Evolving out of the terse and violent style of the pulp magazines, noir fiction expanded over the decades into a varied, innovative and profoundly influential body of writing. The eleven novels in this adventurous two-volume collection tap deep roots in the American literary imagination, exploring themes of crime, guilt, deception, obsessive passion, murder, and the disintegrating psyche. With visionary and often subversive force they create a dark and violent mythology out of the most commonplace elements of modern life.
Published as a paperback original in 1952, Jim Thompson's The Killer Inside Me, one of the most blistering and uncompromising crime novels ever written, begins the second volume, American Noir of the 1950s. Written from the point of view of an outwardly genial, privately murderous Texas sheriff, it explores the inner hell of a psychotic in daring and experimental style. Patricia Highsmith's The Talented Mr. Ripley (1955) likewise adopts a killer's perspective as she traces the European journey of an American con man with a taste for fine living and no conscience about how to attain it. Highsmith's gift for diabolical plotting is matched only by the cool irony of her characterizations. In his nihilistic early novel Pick-Up (1955), Charles Willeford follows the pilgrimage of two lost and self-destructive lovers through the depths of San Francisco, from cheap bars and rooming houses to psychiatric clinics and police stations. David Goodis' Down There (1956) is a moody, intensely lyrical novel of a musician fallen on hard times and caught up in his family's criminal activities; it was adapted by François Truffaut into the film Shoot the Piano Player. With its gritty realism, unrestrained violence and frequently outrageous humor,The Real Cool Killers (1959) is among the most powerful of Chester Himes' series of novels about the Harlem detectives Coffin Ed Johnson and Grave Digger Jones.
Disturbing, poetic, anarchic, punctuated by terrifying bursts of rage and paranoia and powerfully evocative of the lost and desperate sidestreets of American life, these are underground classics now made widely and permanently available."
Thursday, December 29, 2005
La strana coppia.
A margine viene inoltre riportata un'affermazione di stima che Bob Geldof espresse nei confronti dell'approccio posto in essere da parte del presidente Bush per risolvere i problemi dell'Africa.
Ripescando l'articolo del 2003 dal Washington Times, si legge:
"You'll think I'm off my trolley when I say this, but the Bush administration is the most radical, in a positive sense, in the approach to Africa since Kennedy".
Inoltre, nella stessa intervista, si riporta che Geldof, qualche mese prima, nel maggio 2003, aveva dichiarato che: "Mr. Bush is far more committed than Mr. Clinton to fighting AIDS and famine on the continent".
(The Washington Times, 7 luglio 2003).
Spuntato il primo dente.
Wednesday, December 28, 2005
Tuesday, December 27, 2005
Panorama su Hammett.
Recensione del libro "Il mistero di Dashiell Hammett", di Danilo Gallo, e/o, 104 pagine, 14 euro.
"Il Caso. Alcol e tante donne ma scrittore severo", di Roberto Barbolini.
"Ci sono un paio di "guest star", in questa scorrevole biografia di Danilo Gallo sul creatore di Sam Spade e del Continental Op. Uno e' Joe Gores, che col suo romanzo su Hammett detective ispiro' il film di Wim Wenders "Hammett - Indagatore a Chinatown". L'altro e' un capofila come James Ellroy che, intervistato da Gallo, riconosce il proprio debito verso l'autore del "Falco Maltese", ma poi lo definisce un tipo "introverso" e "incline a compiangersi". Perche' Hammett, dopo una straordinaria stagione creativa, smise di scrivere? Ellroy non ha dubbi: "Era un debole e non c'e' altro da dire".
Le cose sono piu' complesse. E questa biografia lo dimostra ripercorrendo la parabola del grande Dash, detective dell'agenzia Pinkerton e maestro dell'hard boiled, patriota e comunista perseguitato dal maccartismo, scrittore rigoroso e uomo dissipato, che cercava nell'alcol e nelle donne un impossibile antidoto alla tubercolosi.
Hammett era in realta' uno stoico. Una dozzina d'anni gli bastarono per diventare anche un grande scrittore, sdoganando un intero genere letterario. Il resto e' silenzio. Alla faccia degli eredi invidiosi."
Il Foglio sul PIL.
"2005 in cifre, belle e brutte. Ci sono numeri strombazzati (l'inflazione) e dati sottaciuti (il nuovo pil)."
"Ci sono numeri strombazzati e dati sottaciuti. A fine anno si scopre, ad esempio, che le famiglie hanno dovuto subire rincari del 5,1 per cento (cifre di un dipartimento del Tesoro) nel settore dei prezzi liberalizzati. Si dice che l'Italia sia in declino, ma poi si constata che gli italiani consumano di piu'. L'Istat, inoltre, ha proceduto ad revisione del prodotto nazionale, il pil, fra il 1992 e il 2000, cha ha comportato un suo aumento del 2 per cento. In parte cio' e' dovuto al calcolo dei servizi finanziari delle famiglie, prima ignorati, che - secondo i criteri statistici europei - vanno considerati. In parte l'aumento dipende anche da una migliore valutazione della dinamica delle costruzioni, che ha portato a rilevarne un tasso di crescita molto maggiore di quello precedente, con effetti particolarmente consistenti per il volume di investimenti.
Queste rettifiche, riferite soltanto a pochi settori, e soltanto fino al 2000, confermano quanto piu' volte scritto dal Foglio sulla sottostima del nostro pil. Esse sono passate sotto silenzio dalla grande stampa, forse perche' si e' pensato che che la loro modesta entita' non cambi sostanzialmente il quadro dell'economia italiana. Ma cio' e' errato. Infatti, se - come sembra logico assumere - questa rivalutazione si ripercuotera' anche sul pil del 2005 e del 2006 per un 2 per cento (e vi sono buone ragioni per ritenere che la rettifica fara' emergere un'altra quota di aumento del pil delle costruzioni), la prima conseguenza sara' che il rapporto debito/pil nel 2006 non sara' del 107,4 per cento, come stima il nostro governo, ma del 105,3. E nell'ipotesi che la rettifica del quinquennio 2001-2005 che sara' pubblicata a marzo, comporti un altro 1-2 per cento di incremento del pil, il rapporto debito/pil scenderebbe ulteriormente al 104,3-103,3. Molto vicino a quella quota 100 che il governo uscente, con una politica di maggior contenimento della crescita disordinata della spesa corrente e con maggiori privatizzazioni, avrebbe potuto presentare agli elettori.
Anche il peso della pressione fiscale e' destinato a mutare, con la rettifica del 2 per cento. Nel 2006, secondo le stime del documento previsionale e programmatico, doveva essere il 40,3 per cento, contro il 41,3 per cento del 2005. Ma considerando la rettifica del pil nel 2006 risulterebbe del 39,5 per cento. Si realizzerebbe cosi' uno dei principali obiettivi del programma di questa legislatura, quello di portare la pressione fiscale verso il 39 per cento."
Thursday, December 22, 2005
Radici.
"Quanto a radici, da queste parti andate sul sicuro: la tradizione tiene bene, anche nelle case. Eppure, se c'e' una zona dove l'enogastronomia sta facendo progressi rapidissimi e' proprio quella intorno ad "Abruzzo e Molise", a cui e' dedicato il prossimo volume della Grande cucina regionale (6,90 Euro, giovedi' 29 con il Corriere Magazine). "Cerchiamo ancora di rispettare riti e stagioni", spiega Peppino Tinari, chef patron del Villa Maiella (Guardiagrele, Chieti, tel. 0871.809319). Per intendersi, il filone piu' saldo e' sempre quello agropastorale: ovini, caprini, cacciagione, formaggi. "Pero' ci stiamo evolvendo". Come? "Cotture piu' leggere e miglioramento delle materie prime: il nostro olio extravergine, per dire, e' molto migliore di quello di dieci anni fa; lo zafferano e' diventato un gioiello; il vino ha fatto un salto notevole". Sintesi: "Restiamo pastori, ma con una certa cultura del territorio". Come quella che lui stesso sfodera nella chitarrina al pomodoro fresco con erbette aromatiche, una delle ricette d'autore del libro. Buone anche nelle feste natalizie, chiaro. Ma il menu' canonico d'Abruzzo, per Natale, prevede altro: "Brodo col cardo, nato come zuppa povera e che nel tempo si e' arricchito con pizze rustiche e polpettine. Poi, laganelle con un ragu' di vitello, cotto almeno tre ore in un tegame di terracotta. Cappone. E, per dolce, torrone con fichi e calcionetti ripieni". Di che? "Noci, cioccolata, marmellata d'uva, ceci o castagne bollite, mosto cotto e buccia d'arancia grattugiata". Buon digestione. E buon Natale."
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Chitarrina al pomodoro fresco ed erbette aromatiche del Parco della Maiella.
Ingredienti per 4 persone:
250 g. di farina 00 rinforzata,
4 uova,
sale,
600 g. di pomodoro a filetti,
1 spicchio di aglio rosso di Sulmona,
1 manciata di erbe aromatiche tritate,
prezzemolo,
olio extravergine di oliva,
foglioline di basilico e prezzemolo fritte per guarnire.
Disponete la farina con una presa di sale a fontana sulla spianatoia e rompetevi al centro le uova. Lavorate la pasta fino ad ottenere un composto ben amalgamato, quindi avvolgete l'impasto nella pellicola trasparente e ponetelo in frigo per mezz'ora. Al termine, servendovi di una matterello, spianate l'impasto fino a ottenere una sfoglia di 2 mm di spessore. Ricavate diversi rettangoli di dimensione inferiore ai fili della chitarra; appoggiateli sui fili e fatevi scorrere sopra il matterello fino a tagliare la pasta (in alternativa stendete la pasta con la macchinetta e passatela alla taglierina). Sistemate la pasta su un vassoio e copritelo con una canovaccio. Fate scaldare in una piccola casseruola 1 dl di olio e lo spicchio di aglio schiacciato; fatelo dorare poi toglietelo e aggiungete il trito di erbe e i filetti di pomodoro; aggiustate il sale e fate cuocere per 10 minuti. Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela e fatela saltare insieme alla pasta per poco tempo per evitare un eccessivo assorbimento del condimento. Servite subito guarnendo il piatto con prezzemolo e basilico fritti.
Saturday, December 17, 2005
Verita' assoluta: gli italiani stanno diventando poveri (sic!)
1.
Indice dei prezzi al consumo, fonte Istat; periodo di riferimento: Settembre 05. Dati diffusi il: 14 ottobre 2005.
"Le rilevazioni correnti sui prezzi al consumo svolte dall'Istituto nazionale di statistica danno luogo ad un sistema di indici costituito da:
- indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettivita' (NIC);
- indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati(FOI);
- indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell'Ue (IPCA).
Ai sensi della legge 5.2.1992, n. 81, i due indici nazionali, espressi entrambi in base 1995=100, sono calcolati anche al netto dei consumi dei tabacchi.
Nel mese di settembre 2005 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettivita' comprensivo dei tabacchi e' stato pari a 127.7, registrando una variazione nulla rispetto al mese di agosto 2005 e una variazione di piu' 2.0 % rispetto allo stesso mese dell'anno precedente; al netto dei tabacchi l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettivita', pari a 127.3, ha presentato nel mese di settembre 2005 una variazione congiunturale nulla e una variazione tendenziale di piu' 1.8 %."
Si confrontino i dati esposti, relativi ai prezzi al consumo, con quelli riportati di seguito, relativi alle retribuzioni.
Contratti collettivi, retribuzioni contrattuali e conflitti di lavoro; periodo di riferimento: Settembre 05. Dati diffusi il: 26 ottobre 2005.
"Alla fine di settembre 2005 i contratti collettivi nazionali di lavoro, per i quali e' in vigore la parte economica, riguardano il 58.7 % degli occupati dipendenti rilevati in occasione del ribasamento degli indici (dicembre 2000); ad essi corrisponde una quota pari al 59.1 % del monte retributivo osservato.
Nel mese di settembre 2005 l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie, con base dicembre 2000=100, risulta pari a 113.4, con una variazione di piu'
0.3 % rispetto al valore del mese precedente e un incremento del 3.1 % rispetto a settembre 2004. L'aumento registrato nel periodo gennaio-settembre 2005, rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente, e' del 3.3 %."
La giusta obiezione relativa alla non confrontabilita' degli indici perche' riferiti ad anni base diversi (1995 per IPC e 2000 per retribuzioni) credo possa essere rigettata sulla base del seguente ragionamento.
Obiezione: nell'arco temporale compreso tra il primo anno base (1995) ed il secondo anno base (2000), ci sono state variazioni dell'indice dei prezzi al consumo che lo hanno portato ad una valore molto diverso dalla sua base, per esempio 150; pertanto, l'1.8% di 150 e' maggiore dell'1.8 % di 100 (in tale ipotesi si e' assunto un aumento costante dell'IPC dell'8% per anno (!!) dal 1995 al 2000, variazione che porterebbe l'indice da 100 a 146 circa).
Tuttavia, anche assumendo tale ipotesi, vediamo che il confronto tra IPC e indice delle retribuzioni e' sempre a favore di quest'ultimo:
IPC: 1.80% di 150 = 2.7
Retribuzioni: 3.3% di 100 (assumendo che la base 100 del 2000 sia sempre rimasta stabile e non sia mai cresciuta) = 3.3.
2.
In riferimento ad un ampio articolo del Corriere della Sera, del 1° giugno 2005, dedicato ai conti pubblici dell'Italia, compare una sezione intitolata: "Censis: piu' ricchezza ma per pochi."
Si puo' effettuare un breve confronto tra alcuni passi dell'articolo e la fonte ("Gli italiani tra patrimonio e reddito. Come e quanto ci siamo patrimonializzati", Roma, 1 giugno 2005, scaricabile direttamente dal sito del Censis):
a.
Innanzitutto il titolo dell'articolo del Corriere della Sera: "piu' ricchezza ma per pochi".
Se leggo bene, per me significa: "la ricchezza e' aumentata solo per i piu' ricchi, ma non per le altre classi di reddito".
Nel rapporto Censis, traspare, a mio parere, qualcosa di diverso (riporto direttamente la fonte):
"Negli ultimi dieci anni la quota di patrimonio totale detenuta dal 5% delle famiglie piu' ricche in Italia e' passata dal 27% al 32% della ricchezza totale, indicando un fenomeno di concentrazione dei patrimoni. ... la creazione di nuove rendite e l’irrobustimento dei patrimoni familiari, in sostanza non riguarda tutti in eguale misura, ma e' molto piu' accentuato negli strati sociali caratterizzati gia' da elevati livelli di reddito."
b.
Passiamo poi alla prima frase dell'articolo, secca come una sentenza:
"Patrimoni in crescita, ma solo per poche famiglie."
Se leggo bene, per me significa: "solo i patrimoni di poche famiglie sono aumentati; i patrimoni della maggior parte delle famiglie non sono aumentati".
Nel rapporto Censis, traspare, a mio parere, qualcosa di diverso (anche in questo caso riporto direttamente la fonte):
"a) tra la fine degli anni ‘90 e oggi si e' registrato un consistente aumento delle attivita' finanziarie in possesso delle famiglie italiane..."
"b) il saldo tra attivita' finanziarie e passivita' (debiti delle famiglie) risulta sempre positivo ..."
c.
Un'ultima pignoleria:
Nell'articolo si legge: "L'incremento piu' accentuato delle attivita' finanziarie detenute dai nuclei familiari si e' registrato tra il 2002 e il 2003 (+6%)".
La fonte riporta: "... una prima forte accelerazione delle attivita' finanziarie detenute dalle famiglie si e' registrata tra il 2001 e il 2002 (+6%).... Ancora piu' forte l’accelerazione tra il 2003 e il 2004 (+8,8%)".
Wednesday, December 14, 2005
The grifters.
Thompson piu' maturo e cinico, campo ridotto di azione, meno spazio a personaggi strampalati, presenza di brevi considerazioni dei personaggi riconducibili alle sue idee personali.
Thursday, December 08, 2005
No direction home.
Non mi soprendo quando Dylan dice che "A Hard Rain's A-Gonna Fall" non voleva rappresentare alcun monito contro il fallout nucleare, anzi forse non sapeva bene neanche lui quale fosse il significato di quella canzone. Si sarebbe divertito a sentire quello che i critici avrebbero detto in proposito.
"It's not atomic rain, it's just a hard rain."
Eppure una generazione di persone l'ha eletta a proprio slogan, l'ha strumentalizzata durante la guerra fredda e la crisi missilistica con Cuba.
Ecco che cosa dice ancora oggi James G. Blight, Professor of International Relations (Research) at Brown University's Watson Institute for International Studies:
"On the evening of October 26, 1962, a young 22-year-old man for Minnesota was holed up in a basement apartment in Greenwich Village owned by the folksinger, Dave Van Ronk. He was known as Bob Zimmerman, but by that time had preferred the name Bob Dylan. And that night, Bob Dylan wrote a song called "Hard Rain-- A Hard Rain’s A-Gonna Fall". A hard rain of missiles, a hard rain of atmospheric fallout."
(Da: "On the Brink: The Cuban Missile Crisis", with Arthur M. Schlesinger Jr., Theodore Sorensen, Sergei Khrushchev and Josefina Vidal; Moderated by James G. Blight and Introduced by Caroline Kennedy, John F. Kennedy Library and Foundation, October 20, 2002. Fonte: JFK Library).
Per inciso, James G. Blight, insieme a Janet M. Lang, "served as principal, substantive advisors to Morris and McNamara, throughout the planning, production, and premiers" di "The Fog of War" (Fonte: Watson Institute) (su "The fog of War" vedi post del 2005/11/24).
Non ci si puo' fidare proprio di nessuno, tantomeno delle relazioni implicite.
Monday, December 05, 2005
Bocuse.
"Rinnego la nouvelle cuisine. E' una rivoluzione tradita".
Memorie di Paul Bocuse, 80 anni, lo chef che ha cambiato le regole in tavola "Non credo a mini porzioni in maxi piatti. Il segreto? L' amore delle donne".
"Quando mio padre ottenne la prima stella, nel 1958, la gente non veniva al ristorante per mangiare le tende. Quando la Michelin ci diede la seconda, c'erano ancora tovaglie di carta e il bagno era in cortile."
Per restare in tema, aggiungo una nota di Raspelli su Gualtiero Marchesi: "un bicchierino di incomprensibile inutile mousse di melanzane apre i cortesi assaggini pre antipasto".
Monday, November 28, 2005
Cena.
Culatello con focaccia tiepida.
Agnolotti al velo, ossia con olio a crudo, serviti su un tovagliolo in un cestino di vimini. L'interno degli agnolotti e' composto da arrosto di vitello, arrosto di maiale, riso e scarola.
Assaggio di formaggi vaccini della val di Susa, Raschiera d'alpeggio e Toma.
Insalata verde.
Tortino ai tre cioccolati.
Birra Pedavena.
Friday, November 25, 2005
USA e Palestina.
"Gli Stati Uniti d'America non aiutano la Palestina".
Fatti:
1.
Analizziamo gli aiuti umanitari degli Stati Uniti verso la Palestina (Fonte: Financial Tracking Services (FTS), Tracking Global Humanitarian Aid Flows; estrazione del 14-11-2005. Sito internet: FTS).
Dal 1-1-2005 al 14-11-2005, gli Stati Uniti hanno contribuito negli aiuti umanitari alla Palestina per un importo di 30.835.076 USD.
Gli aiuti fanno parte principalmente dei seguenti programmi: "World Food Program" (10.735.076 USD) e "United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East" (20.000.000 USD).
La cifra versata dagli Stati Uniti e' pari al 12% circa dell’importo complessivo del periodo, ossia oltre 270 milioni di dollari; tra i principali contributori: Giappone 32%, ECHO European Commission 18%, Stati Uniti 12%, Arabia Saudita 7%.
2.
Analizziamo il "Report of the Commissioner-General of the United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East. 1 July 2004-30 June 2005. General Assembly, Official Records, Sixtieth Session, Supplement No. 13 (A/60/13)" (Fonte: Sito UNRWA).
Per completezza, ricordo che l'UNRWA rappresenta "The United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East (UNRWA) ... established pursuant to General Assembly resolution 302 (IV) of 8 December 1949" (fonte: documento di cui al punto precedente).
A pagina 1 del documento si legge quanto segue:
"4. UNRWA operations are almost wholly funded through voluntary contributions
from Member States and other entities. The constraints posed by the unpredictability of funding over the medium term are lessened to a certain extent by the readiness of some of the Agency’s major donors to provide unearmarked funds to the UNRWA regular budget. The Agency’s 10 largest donors for 2004, who together provide almost 90 per cent of its current cash income, are, in descending order: the European Commission, the United States of America, the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland,
Sweden, Norway, the Netherlands, Canada, Switzerland, Japan and Italy."
A pagina 91, la tabella 11 riassume i dati relativi alle "Contributions by Governments and the European Community (in cash and in kind), 1 January 2004-31 December 2004, Actual receipts in United States dollars).
I dati della tabella riportano, per gli Stati Uniti d'America (Total 2004 contributions), una grandezza pari a 127.416.312 USD, pari al 28% delle contribuzioni complessive.
L'importo versato dagli Stati Uniti e' composto per il 66% da "regular budget", per il 31% da "emergency appeal" e per il restante 3% da "projects".
Opinioni.
Questo accade per due ragioni: (i) per ingenua fiducia nelle notizie che recepiamo dai media, (ii) per precisa volonta' di inganno da parte degli interlocutori.
Le discussioni prevalenti che mi capita di affrontare, non avendo io incarichi istituzionali e prestigiosi, sono quelle “combattute” al bar, oppure cordialmente durante la cena al ristorante con gli amici.
Posso quindi assumere, generalmente e per semplicita', una assenza diretta di interessi tra gli interlocutori in merito ai temi trattati; di conseguenza, in tale ambito, la distorsione delle informazioni nasce probabilmente soltanto per pigrizia e assenza di curiosita', oppure per colpa della trincea ideologia, mascherando dietro un banale “l’ho-sentito-dire-dal-giornale-l’ha-detto-la-tv” l’assenza di una verifica diretta della fonte o, quantomeno, di approfondimento.
Il rischio, in quest’esclation di menzogna, e' che si giunga a comunicare per slogan, anche all’interno di quei prestigiosi consessi menzionati in precedenza, riducendo a teatrino il dibattito su temi importanti; la discussione vede prevalere, di conseguenza, chi manipola meglio le informazioni a propria disposizione, oppure chi padroneggia la retorica.
Come risultato finale, per uno dei due interlocutori, il tema di fondo si sposta dalla discussione dialettica, sia essa politica, etica, morale o religiosa, alla necessita' di legittimazione delle proprie ipotesi, specialmente quando queste divergono dal leit motiv comune.
Vorrei quindi, nei limiti del possibile e come hobby, divertirmi a contraddire gli slogan e i luoghi comuni che la politica nazionale e internazionale propongono come verita' assoluta, tentando attraverso un approccio razionale la ricerca di una rappresentazione della realta' che risulti meno distorta possibile.
L'esercizio logico di lettura critica delle informazioni e' prodromico ad una discussione senza pregiudizi, evitando, oppure tentando di evitare, che gli eventi si trasformino, come troppo spesso accade, direttamente in opinioni distorte, precludendo la possibilita' di qualsiasi valutazione e analisi intellettuale.
Limito il piu' possibile i commenti, lasciando spazio soltanto ai dati.
Vale la regola che anche un solo dato contrario inficia lo statement.
Thursday, November 24, 2005
Contro l'ONU.
Elenca una serie di dati incontrovertibili per sostenere l'ipotesi del titolo del libro, citando accuratamente le fonti. Difficile non essere d'accordo, al di la' di qualche eccesso nell'uso dei nessi logici che rischiano cadere nello strumentalismo.
Podhoretz, di cui ho cominciato a leggere "La quarta guerra mondiale: come e' cominciata, che cosa significa e perche' dobbiamo vincerla" (vedi post del Bandito, 27-01-2005), appare invece piu' maturo e pacato nella riflessione pur sostenendo, di fatto, posizioni molto radicali, interventiste ed ovviamente a sostengo della politica estera americana.
L'eccesso di foga, oppure l'eccessiva autorefenzialita', nell'esposizione dell'analisi rischia infatti di diventare controproducente, spostando l'attenzione dell'interlocutore dall'oggetto della discussione alla risposta all'aggressivita' verbale o documentale.
Ho notato questa differenza di atteggiamento tra Podhoretz da un lato, e Christian Rocca, Magdi Allam e Oriana Fallaci dall'altro.
Ne abbiamo parlato piu' volte anche noi ultimamente (cena a Pescara, serata a Liegi, etc.).
Fog of war.
Credo che McNamara sia una delle persone piu' capaci di cui ho sentito parlare.
Per quanto riguarda il film, il commento e' piu' che positivo.
Monday, November 14, 2005
Radical chic.
Ho letto, meglio tardi che mai, l'omonimo libro di Tom Wolfe, dai cui e' scaturita la definizione.
Acuto, brillante, credo si possa definire satira, vera.
Thursday, November 10, 2005
The King of the conflict of interests.
The King of the conflict of interests - Bloomberg vince stravotato dai liberal, del conflitto non gliene frega niente
Il multimilionario Bloomberg e' stato rieletto sindaco di New York con 20 punti percentuali piu' del rivale Ferrer. Un risultato eccezionale, nella citta' piu' liberal dell’East Coast. Il plebiscito di sinistra e radical chic per il magnate del partito di Bush e' interessante per due motivi. Dimostra come la cultura civica e istituzionale degli americani sia superiore alla nostra e che il gap sara' colmato quando ci libereremo della sindrome da curva sud. Ma l’elezione di Bloomberg e' ancora piu' importante per la scomparsa dell’arma di propaganda della sinistra italiana: il conflitto di interessi. Un argomento che i liberal avevano usato quattro anni fa e che il 29 agosto 2002 il Conflicts of Interests Board di New York giudico' risolto nel momento in cui il sindaco si dimise dalle cariche manageriali, rimanendo mero proprietario. Bloomberg e' il fondatore e il proprietario della Bloomberg L.P., un gruppo che fornisce notizie e analisi finanziarie a banche e istituzioni. E’ proprietario di un’agenzia di stampa, di una radio e di una tv. E’ socio della Merrill Lynch e detiene quote di 85 societa' quotate. Ha obbligazioni milionarie della citta' che governa. Tutto cio' e' consentito e non e' tema di battaglia politica. La legge gli consente di non svelare con esattezza i suoi averi, tanto che ogni anno il suo portavoce fa vedere ai giornalisti solo per due ore una versione censurata della dichiarazione dei redditi. Il Conflicts of Interests Board gli ha concesso di occuparsi delle faccende che riguardano il valore delle sue proprieta': puo' condurre operazioni di vendita o di acquisto, anche parziale, delle sue attivita'. Ai radical chic di New York non gliene frega niente.
Wednesday, November 09, 2005
Cena.
Zuppa di orzo e fagioli.
Scaloppa al rosmarino e nocciole, con costine olio e limone.
Ardbeg.
Monday, November 07, 2005
Cena.
Prosciutto e caciocavallo.
Bombolotti all'amatriciana.
Fondue di cioccolato al 70% con frutta.
Menabrea.