Monday, October 30, 2006
Corrierone.
Qualcun'altro ha cominciato a lamentarsene, vedi l'articolo in prima pagina del Domenicale n° 43 uscito sabato 27 ottobre... (il futuro del Corriere e' Corriere.it)
Libri e futuro.
Dovevo cominciare a leggere "Piombo e sangue", di Hammett. Ma sabato ho trovato "Teoria e invenzione futurista" di F.T. Marinetti, edizioni Meridiani!
Mi scuso con Hammett, ma dividero' il poco tempo a disposizione con Marinetti...
Mi scuso con Hammett, ma dividero' il poco tempo a disposizione con Marinetti...
Sunday, October 29, 2006
Link da Sevilla
La carne di Kobe da vacche che bevono birra, ascoltano musica e ricevono massaggi. In Spagna si trova solo in questo negozio: Carnicería Raza Nostra. Suppongo valga una visita in Giappone.
Friday, October 27, 2006
TGIF
Editoriale splendido di Ferrara sul Foglio del 27 ottobre, "Un po' di veleno per un brav'uomo", riferito a Claudio Magris, che il giorno prima ha pubblicato un articolo su teocon e atei devoti sul Corsera.
"...
Il prossimo che mi rompe i coglioni con l'uso politico della religione, inteso come lo praticano loro e riferito a me e a noi che ne scriviamo su questo giornale da anni, lo sfido a duello con lancio del guanto, come usava tra i gentiluomini del Regno sardo. Cosi' recupero la reputazione di laico".
Nel passaggio "inteso come lo praticano loro", Ferrara si riferisce a Repubblica e a Magris.
Un paio di passaggi dell'editoriale sono stupendi.
1.
"... Corriere, giornale con tendenze tabloid che classifica gli altri in modo sprezzantemente mondano, e un giorno o l'altro verra' a sua classificato a dovere."
Con un pizzico di vanteria mi cito e riporto quanto avevo scritto il 13 maggio, a proposito del Corriere.
"Subito dopo l'endorsement a favore del centro sinistra, ero in forse. Continuero' a comprare il Corsera o no?
Poi ho deciso. Continuo a comprarlo. Perche' secondo me e' legittimo che un giornale manifesti in maniera chiara il proprio pensiero. Anzi, credo che sia addirittura la soluzione migliore: c'e' piu' trasparenza per il lettore, anche per quello distratto. E si sgombra il campo da alibi malcelandosi dietro un finto bipartisanismo.
Senza contare l'aspetto romantico. Sono almeno 15 e piu' anni che lo compro regolarmente. Mi ricordo degli articoli che celebrano Woodstock regolarmente ogni 5 anni, delle periodiche riabilitazioni di Giovanni Gentile e Ignazio Silone, del poco spazio dedicato al rugby anche quando c'e' il 6 Nazioni.
Anche quando sono all'estero faccio di tutto per trovarlo.
Ma oggi ho deciso che non lo comprero' piu'.
A causa di questa finestrella pop up orgogliosamente presente da stamane (almeno) sul Corriere on line.
Sotto la pessima paginata dell'Indipendent, che recita "End of the line for the Godfather (And Italy's top Mafia boss is arrested in Sicily)", il Corsera commenta senza una nota di sdegno, anzi quasi avesse voluto far suo quel titolo:
"«Fine della corsa per il padrino»: con un titolo che gioca con l'arresto di Bernardo Provenzano, «The Independent» dedica un lungo articolo alla fine dell'era del Cavaliere dopo le elezioni del 9 e 10 aprile e alla cattura del "capo dei capi". «Il fatto che un'era sia finita - scrive il quotidiano britannico - e' stata sottolineata dalla straordinaria notizia, appena sette minuti dopo che la sconfitta di Berlusconi e' apparsa certa, che il mafioso piu' ricercato della Sicilia...era stato arrestato». Si e' trattato della «piu' strana delle coincidenze», secondo «The Independent»".
Ora, siamo logici. Qui non si tratta di schierarsi contro un pensiero politico, sociale, economico che non ci va a genio. Qui si tratta di serieta'.
Invece di indignarci per essere derisi e maltrattati a livello internazionale, per di piu' a torto, noi italiani facciamo bella mostra del dileggio su uno dei nostri piu' "authoritative newspaper".
Ecco, secondo me, il newspaper finisce di essere "authoritative".
..."
2.
Secondo passaggio dell'editoriale di Ferrara che mi piace riportare, e in fondo scrivero' perche'.
"...
Ateo devoto, sulla scorta di una efficace e caustica definizione di Beniamino Andreatta, ..., sono io in persona. Mi sono polemicamente e ironicamente definito cosi' in un teatro di Milano dove, insieme agli amici ciellini del settimanale Tempi, tenemmo tre anni fa un'assemblea per bollare il processo alla strega cattolica approntato dalla famiglia allargata del progressismo europeo a Strasburgo.
..."
Il caso di cui Ferrara parla e' la cacciata di Buttiglione da Strasburgo; il teatro dell'assemblea e' in Piazza San Babila a Milano, era un sabato mattina, e io c'ero.
_________________
Segnalo, dal Domenicale di sabato 21 ottobre, l'articolo di Beatrice Buscaroli su Umberto Boccioni "Dei pennelli e delle cere: alla ricerca dell'arte nuova. Visse al galoppo e mori' in sella, Umberto, metafora del moto nello spazio"
Riporto un passaggio:
"...
La trincea del Dosso Mosca, Dosso Casina. ... Ci sono tutti: Boccioni, Marinetti, Sironi, Sant'Elia, e non e' una serata futurista, una di quelle risse pazze degli anni Dieci, quando Marinetti al Teatro Lirico di Milano interrompe una serata di poesie per urlare "Viva il Generale Asinai di Bernezzo! Abbasso l'Austria! Viva l'Italia". Marinetti venne arrestato in smoking e papillon.
...
Non c'e' nulla di casuale nella storia del futurismo, il solo movimento italiano che abbia avuto il respiro di un'avanguardia europea.
...
Svecchiare, innovare, inventare: "in Italia non manca il denaro, non manca la forza: mancano i cervelli moderni. Siamo vigliacchi in tutto", in architettura, in pittura, in scultura nel mobilio, "in tutto".
..."
L'ultimo passaggio e' di una attuale ed impressionante lucidita'. Trovo che sia proprio cosi'.
_________________
Finalmente ho letto, tutto d'un fiato, un libro di Ross MacDonald: "Non piangete per chi ha ucciso" (titolo originale: The way some people die).
Ora sono pronto per "Piombo e sangue" di Hammett.
_________________
Quest'aggiornamento e' avvenuto mangiando due pezzi di crostata d'uva fatta in casa, accompagnata da un bicchiere di vino di Bussi (Comandante imperat).
"...
Il prossimo che mi rompe i coglioni con l'uso politico della religione, inteso come lo praticano loro e riferito a me e a noi che ne scriviamo su questo giornale da anni, lo sfido a duello con lancio del guanto, come usava tra i gentiluomini del Regno sardo. Cosi' recupero la reputazione di laico".
Nel passaggio "inteso come lo praticano loro", Ferrara si riferisce a Repubblica e a Magris.
Un paio di passaggi dell'editoriale sono stupendi.
1.
"... Corriere, giornale con tendenze tabloid che classifica gli altri in modo sprezzantemente mondano, e un giorno o l'altro verra' a sua classificato a dovere."
Con un pizzico di vanteria mi cito e riporto quanto avevo scritto il 13 maggio, a proposito del Corriere.
"Subito dopo l'endorsement a favore del centro sinistra, ero in forse. Continuero' a comprare il Corsera o no?
Poi ho deciso. Continuo a comprarlo. Perche' secondo me e' legittimo che un giornale manifesti in maniera chiara il proprio pensiero. Anzi, credo che sia addirittura la soluzione migliore: c'e' piu' trasparenza per il lettore, anche per quello distratto. E si sgombra il campo da alibi malcelandosi dietro un finto bipartisanismo.
Senza contare l'aspetto romantico. Sono almeno 15 e piu' anni che lo compro regolarmente. Mi ricordo degli articoli che celebrano Woodstock regolarmente ogni 5 anni, delle periodiche riabilitazioni di Giovanni Gentile e Ignazio Silone, del poco spazio dedicato al rugby anche quando c'e' il 6 Nazioni.
Anche quando sono all'estero faccio di tutto per trovarlo.
Ma oggi ho deciso che non lo comprero' piu'.
A causa di questa finestrella pop up orgogliosamente presente da stamane (almeno) sul Corriere on line.
Sotto la pessima paginata dell'Indipendent, che recita "End of the line for the Godfather (And Italy's top Mafia boss is arrested in Sicily)", il Corsera commenta senza una nota di sdegno, anzi quasi avesse voluto far suo quel titolo:
"«Fine della corsa per il padrino»: con un titolo che gioca con l'arresto di Bernardo Provenzano, «The Independent» dedica un lungo articolo alla fine dell'era del Cavaliere dopo le elezioni del 9 e 10 aprile e alla cattura del "capo dei capi". «Il fatto che un'era sia finita - scrive il quotidiano britannico - e' stata sottolineata dalla straordinaria notizia, appena sette minuti dopo che la sconfitta di Berlusconi e' apparsa certa, che il mafioso piu' ricercato della Sicilia...era stato arrestato». Si e' trattato della «piu' strana delle coincidenze», secondo «The Independent»".
Ora, siamo logici. Qui non si tratta di schierarsi contro un pensiero politico, sociale, economico che non ci va a genio. Qui si tratta di serieta'.
Invece di indignarci per essere derisi e maltrattati a livello internazionale, per di piu' a torto, noi italiani facciamo bella mostra del dileggio su uno dei nostri piu' "authoritative newspaper".
Ecco, secondo me, il newspaper finisce di essere "authoritative".
..."
2.
Secondo passaggio dell'editoriale di Ferrara che mi piace riportare, e in fondo scrivero' perche'.
"...
Ateo devoto, sulla scorta di una efficace e caustica definizione di Beniamino Andreatta, ..., sono io in persona. Mi sono polemicamente e ironicamente definito cosi' in un teatro di Milano dove, insieme agli amici ciellini del settimanale Tempi, tenemmo tre anni fa un'assemblea per bollare il processo alla strega cattolica approntato dalla famiglia allargata del progressismo europeo a Strasburgo.
..."
Il caso di cui Ferrara parla e' la cacciata di Buttiglione da Strasburgo; il teatro dell'assemblea e' in Piazza San Babila a Milano, era un sabato mattina, e io c'ero.
_________________
Segnalo, dal Domenicale di sabato 21 ottobre, l'articolo di Beatrice Buscaroli su Umberto Boccioni "Dei pennelli e delle cere: alla ricerca dell'arte nuova. Visse al galoppo e mori' in sella, Umberto, metafora del moto nello spazio"
Riporto un passaggio:
"...
La trincea del Dosso Mosca, Dosso Casina. ... Ci sono tutti: Boccioni, Marinetti, Sironi, Sant'Elia, e non e' una serata futurista, una di quelle risse pazze degli anni Dieci, quando Marinetti al Teatro Lirico di Milano interrompe una serata di poesie per urlare "Viva il Generale Asinai di Bernezzo! Abbasso l'Austria! Viva l'Italia". Marinetti venne arrestato in smoking e papillon.
...
Non c'e' nulla di casuale nella storia del futurismo, il solo movimento italiano che abbia avuto il respiro di un'avanguardia europea.
...
Svecchiare, innovare, inventare: "in Italia non manca il denaro, non manca la forza: mancano i cervelli moderni. Siamo vigliacchi in tutto", in architettura, in pittura, in scultura nel mobilio, "in tutto".
..."
L'ultimo passaggio e' di una attuale ed impressionante lucidita'. Trovo che sia proprio cosi'.
_________________
Finalmente ho letto, tutto d'un fiato, un libro di Ross MacDonald: "Non piangete per chi ha ucciso" (titolo originale: The way some people die).
Ora sono pronto per "Piombo e sangue" di Hammett.
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Quest'aggiornamento e' avvenuto mangiando due pezzi di crostata d'uva fatta in casa, accompagnata da un bicchiere di vino di Bussi (Comandante imperat).
Thursday, October 26, 2006
Dalla guida Dinner Dates.
Salone del gusto di Torino.
Venerdi' 27 ottobre:
"Niko's Abruzzi
Niko Romito, chef of the Reale Restaurant of Rivisondoli (L'Aquila), was named best young chef of the year 2006 by Guida Espresso 2006. In his restaurant in the Abruzzi mountains (Rivisondoli is 1360 meters above sea level), he creates dishes with region's finest "raw materials", revisiting traditional recipes while retaining their excellence and authenticity. On this occasion Niko will be showing off his skills in the beautiful restaurant of Castello di Santa Vittoria, on top of a hill overlooking the Langhe district. The menu will be accompained by the wines of Borgo Magredo and Torre Rosazza of Genagricola, an agro-industrial holing company in the Generali Insurance group".
Venerdi' 27 ottobre:
"Niko's Abruzzi
Niko Romito, chef of the Reale Restaurant of Rivisondoli (L'Aquila), was named best young chef of the year 2006 by Guida Espresso 2006. In his restaurant in the Abruzzi mountains (Rivisondoli is 1360 meters above sea level), he creates dishes with region's finest "raw materials", revisiting traditional recipes while retaining their excellence and authenticity. On this occasion Niko will be showing off his skills in the beautiful restaurant of Castello di Santa Vittoria, on top of a hill overlooking the Langhe district. The menu will be accompained by the wines of Borgo Magredo and Torre Rosazza of Genagricola, an agro-industrial holing company in the Generali Insurance group".
Wednesday, October 25, 2006
Due futurismi.
- Ho comprato il libro "I futuristi. La storia, gli artisti, le opere", Giunti Editore.
- Segnalo la mostra "Boccioni pittore scultore futurista", fino al 7 gennaio 2007, Palazzo Reale, Milano, www.mostraboccioni.it
- Segnalo la mostra "Boccioni pittore scultore futurista", fino al 7 gennaio 2007, Palazzo Reale, Milano, www.mostraboccioni.it
Monday, October 23, 2006
Wednesday, October 18, 2006
Dopo 15 giorni...
Assenza di collegamento e overflow da lavoro hanno ritardato gli aggiornamenti.
1.
A fine ottobre uscira' "Le ali della sfinge" (Sellerio), il nuovo romanzo di Camilleri con Montalbano.
2.
Rinnovata la scarpiera.
Ryder, Leather Lined, Dainite sole.
Consul, nere.
3.
Stasera, 15 ottobre, stavo andando all'aeroporto.
Nello zapping radiofonico, finalmente sbuca una canzone all'altezza, su Radio Deejay, Brown-Eyed Girl, di Van Morrison.
"Goin' down the old mine, with a transistor radio
standin' in the sunlight laughin'
hidin' behind a rainbow wall ..." eccetera eccetera.
Non faccio in tempo a finire di rallegrarmi che Guido Bagatta (fino a stasera mi era anche simpatico) si sente di commentate piu' o meno in questi termini:
Brown-eyed girl e' una delle canzoni preferite di Bush junior che pero' forse non sapeva che parla di una ragazza di colore che si innamora di un ragazzo bianco e per questa incontra molti problemi; forse Bush non lo sapeva perche', essendo un texano, all'inizio della carriera in quella terra per farsi eleggere ha forse dovuto .... ma evitiamo polemiche...
Lasciamo stare.E' pazzesco? E' un pregiudizio?
4.
Ultimamente sto consumando "The insibile invasion" dei Coral.
"In the morning" e "So long ago" meritano menzione particolare.
5.
L'Italia del Rugby si e' qualificata per i Mondiali 2007.
6.
Onore al grande Giovanni Galeone.
7.
Tre segnalazioni dal Domenicale di sabato 7 ottobre, si' quello di Dell'Utri.
Prima.
A pagina 3, nella rubrica, "Lo scaffale della saggistica", recensione del nuovo libro di Camillo Langone ("Il collezionista di citta'. Viaggi Italiani", Marsilio) nell'articolo "Viaggiatori viggianti. Langone, il Goethe sui generis. Dalle province del Belpaese".
"...Girovagando tra chiese, piazze, negozi, bar e ristoranti .... s'indigna perche' i piaceri della tavola vengono sostituiti da ingorde abbuffate, l'estetica dalla stravaganza, la letteratura dalla massificazione. ...
Il suo divertissement e' prettamente alcolico: solo un Negroni lo puo' momentaneamente ammansire..."
Seconda.
A pagina 2, articolo di Luigi Compagna, "La trappola del multiculturalismo a senso unico: l'Australia ha capito".
"Il primo ministro australiano John Howard e con lui tutti i suoi ministri hanno nei giorni scorsi incontrato gli esponenti delle associazioni islamiche e hanno parlato chiaro ("if you want a country which has Sharia law or a theocratic state, then Australia is not for you")... ha fatto bene Giuliano Amato a giocare all'australiana il 28 settembre scorso...
("per le vignette mi sento di chiedere scusa, ma gli islamici devono fare altrettanto se nel nome di Allah qualcuno cerca di farmi violenza")....
Insomma, Amato non vuole essere tra quanti in Europa, invece che umiliazione, quasi provano orgoglio a vedere al fianco dello sceicco del terrorismo Al Qaradawi il sindaco di Londra Ken Livingstone....."
Terza.
A pagina 8, articolo di John Battelle (tra i fondatori del mensile Wired) sul Database delle Intenzioni (dal libro: "Google e gli altri (come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le regole del business)", Raffaello Cortina Editore).
"...Google sa quello che vuole la nostra cultura!Visti i milioni di milioni di richieste che confluiscono ogni ora verso i suoi server, mi parve chiaro che la societa' aveva per le mani informazioni che valevano come una miniera d'oro. Si potevano creare imprese editoriali totalmente nuove a partire dalle tracce delle intenzioni evidenti in un database di quel tipo; in effetti Google aveva gia' fatto la prima mossa in quella direzione: un progetto in "fase beta" chiamato Google news....
Link dopo link, click dopo click, la ricerca sta costruendo forse il piu' durevole, poderoso e significativo manufatto culturale nella storia dell'umanita', ovvero il risultato aggregato di ogni ricerca inserita nel motore, di ogni lista di risultati presentati, e di ogni percorso seguito sulla base di quei risultati.
Vive in molti luoghi, ma tre o quattro in particolare - AOL, Google, MSN, Yahoo - possiedono una porzione enorme di questa database. Presa nel suo insieme questa informazione rappresenta una storia in tempo reale della cultura post-Web - un enorme "database di Clickstream" di desideri, necessita', volonta' e gusti che possono essere scoperti, citati, archiviati, registrati e sfruttati per finalita' di ogni sorta...."
8.
Ho ritrovato, in libreria, un vecchio giallo Mondadori, "Signori, il gioco e' fatto", di S.S. Van Dine, autore che avevo cercato inutilmente in diverse librerie di piu' citta'. Beh, Philo Vance, "dandy ... ammiratore di Nietzsche ... (che) si occupava di crimine solo per verificare le sue teorie sulla natura umana", e' favoloso.
La descrizione di Philo Vance e' tratta dall'articolo "Misteri senza storia", di Laura Grimaldi, comparso (se non ricordo male) domenica 8 ottobre sull'inserto Domenica del Sole, in cui si celebra la pubblicazione del primo autore italiano nei Libri Gialli Mondadori, ossia "Il sette bello", di Alessandro Varaldo (originariamente edito nel 1930).
9.
Dal Domenicale di sabato 30 settembre, articolo a pagina 3 di Mario Bernandi Guardi, "La sinistra con il mal di Pansa", a proposito dell'uscita del nuovo libro di Giampaolo Pansa "La grande bugia".
L'articolo e' "una megarecensione delle reazioni inconsulte e di certo voci mica poi tanto soffuse del partito (preso) antipansista. Che ce l'ha con lui perche' racconta la Resistenza cosi' come e' stata".
"...Abituato a documentare e a denunciare, Pansa documenta e denuncia. E risponde colpo su colpo a chi gli spara addosso chiamandolo falsario, traditore, opportunista, venduto, servo di Berlusconi e dei fascisti, ecc. ecc....
Risponde agli attacchi di Curzi, Bocca, ... Flores D'Arcais, Rizzo, di tutti i giornalisti, ... le associazioni partigiane, ... che lo vogliono processare e giustiziare sommariamente, rifiutandosi di entrare nel merito di quello che scrive.
E questo e' il massimo della malafede: si pretende di esorcizzare il Diavolo Revisionista ma non gli si contestano nomi, date ed eventi; non gli si contestano le "diavolerie".
E se Pansa lancia il guanto di sfide dicendo: pensate che abbia raccontato delle menzogne?
Magari mi accusate di essermi andato ad abbeverare a delle fonti fasciste, di aver letto come fosse il Vangelo il loro martirologio?
D'accordo, scegliere dei ricercatori di vostra fiducia, mandateli voi a verificare quel che ho scritto, cosi' potrete smentirmi...."
10.
Articolo del Corriere della Sera di domenica 8 ottobre, in Terza Pagina, "Quando d'Annunzio mise alla porta Tamara", di Sebastiano Grasso. Tamara e' la De Lempicka, celebrata attualmente con una mostra a Milano, Palazzo Reale, fino a gennaio 2007.
"...Uno degli episodi piu' curiosi della sua vita e' con d'Annunzio, conosciuto attraverso il conte Castelbarco ...Due incontri. Uno nel 1926 (dedica di una foto del Comandante: "A Tamara, la filibustiera dell'Adriatico"); l'altro l'anno dopo.
Dopo averla accolta con alcune salve di cannone, il poeta tenta di sedurla. Tamara non ci sta ... ma non si accorge di giocare con il fuoco.
I due tempi dell'incontro finiscono male. "Vecchio nano in uniforme", lo apostrofa lei, che ha 28 anni. "Non e' possibile che tutto il Vittoriale debba pendere da un pelo del vostro sesso", le dice d'Annunzio, che di anni ne ha 63...."
11.
Davide Paolini, nella rubrica "A me mi piace" (Domenica del Sole24ore di domenica 15 ottobre), parla dei bistrot parigini nell'articolo intitolaro "Charmant bistrot".
"...I parigini ... ritengono sia piu' trendy testare i cuochi, protagonisti della bistromania o i giovani talenti supportati dalla rivista "Omnivore".......
"La comptoir du relais Saint Germain" (29, Carrefour de l'Odeon) dello chef Yves Camdeborde....
Nel locale di Camdeborde si assaggiano salumi della famiglia dello chef, andouille, saucisson de l'Aude, pate' di campagna, maialino di latte arrostito, trippa, piede di porco brasato, disossato e arrostito. brandade, garretto di maiale alle spezie, carre' di agnello arrosto con sugo di timo fresco, trancio di lardo di maiale grigliato con pure' di olive. Per chiudere: tarte tatin, creme brule', cioccolato a gogo'...."
12.
La rivista Pulp Libri di settembre / ottobre 2006 pubblica, in apertura, un articolo di Fabio Zucchella su Dashiell Hammett, in occasione della pubblicazione italiana della "fondamentale biografia di Richard Layman", "Shadow Man: vita di Dashiell Hammett" (Sartorio, 2006 - con l'inedito "La Battaglia delle Aleutine").
"...Samuel Dashiell Hammett: l'ex detective privato della famigerato agenzia Pinkerton, il pedinatore infallibile e (forse) lo spaccaossa anti-scioperanti nelle miniere di rame del Montana, ma anche il brillante autore di testi pubblicitari che pur senza aver terminato la high school citava da autodidatta James, Conrad e Anatole France; alcolizzato e tubercolotico ...; il compagno di bevute di William Faulkner che riusci' ad ammaliare Gide, Camus e perfino Hemingway; l'uomo che a tutti i costi volle essere sepolto (riuscedovi) ad Arlington, nel "Cimitero degli eroi", con grande scorno di un furibondo J. Edgar Hoover che tento' in ogni modo di impedirlo: .... ma lui aveva prestato servizio nell'esercito, anche se (con suo sommo rammarico) non riusci' mai a finire al fronte ......"
All'articolo, segue un estratto di ben 7 pagine dei capitoli 2 e 20 in anteprima, con diverse foto di Hammett.
Tra l'altro, a pagina 44, anche Pulp Libri pubblica una recensione positiva del libro di Langone "Il collezionista di citta'":
"...Langone e' un osservatore che vi fara' trasalire, perche' sa vedere quel che pochi vedono e ha la bravura di saperlo raccontare in modo indimenticabile...."
13.
Un resoconto articolato ed un ragionamento a parte, tagliati per mancanza di tempo, meriterebbe la Legge Finanziaria.
Evito quindi i numeri (c'e' un articolo sul Foglio del 7 ottobre intitolato "I conti camuffati del gioco a tre carte che chiamano finanziaria", di Felli e Tria, che puo' essere consultato), evito di commentare il trasferimento di parte del TFR dalle aziende all'INPS conteggiato come un'entrata anziche' come un debito nei confronti dei lavoratori, evito di ricordare l'articolo dell'Ecomunist, pardon dell'Economist, cui Prodi si e' affrettato a rispondere (ovviamente l'altra volta, quando critico' il governo Berlusconi, l'Economist era invece nel giusto...).
Credo che i presupposti della Legge Finanziaria risiedano in un pregiudizio culturale e nella lotta di classe mai sopita nella cultura del paese, e sospinta da CGIL e sinistra radicale: - chi non e' povero ha colpa; - i poveri affrontano il martirio capitalista imposto dai ricchi.Quindi: che i ricchi soffrano, piangano, magari meritano anche una bastonata.
Ora, lasciando da parte qualsiasi giudizio sulla meritocrazia (anche se ritengo almeno ammissibile, almeno in linea di principio, l'autodeterminazione del singolo nelle scelte professionali), credo che i presupposti della Legge si discostino dal concetto giusto di socialita' e di maggiore contribuzione da parte dei piu' abbienti al funzionamento dello stato ed allo sviluppo di ammortizzatori sociali concretamente indirizzabili.
Si scambia un principio morale con una colpa atavica, con un peccato originale: chi ha investito, rischiato, pianto, gioito per l'azienda di proprieta' puo' essere considerato un delinquente. E quindi gli deve essere sottratta parte del bottino. Berlusconi, che esaspera questo concetto, parla di banditismo.
La parte piu' pericolosa del ragionamento sotteso alla Legge Finanziaria e', nella mentalita' di chi l'ha scritta, l'equiparazione, l'accostamento, l'assimilazione nella stessa categoria tra (i) tutti gli imprenditori del paese (grandi, medi o piccoli che siano) e (ii) Berlusconi, che notoriamente rappresenta per la sinistra il problema di cui liberarsi.Per la proprieta' transitiva tutti gli imprenditori rappresentano il male.
Dottrine liberiste ci ricordano che l'aumento delle tasse (cui si aggiunge per le aziende la necessita' e l'onere del rifinanziamento causa il trasferimento del TFR all'INPS) e la difficolta' di intraprendere nuove iniziative economiche (percezione di un contesto sfavorevole e assenza di fiducia da parte di chi investe) portano ad una contrazione degli investimenti, quindi ad uno sviluppo economico inferiore (riduzione del PIL, niente compliance con i parametri europei), a minori assunzioni di nuovi lavoratori, quindi ad una minore capacita' di spesa dei cittadini che (come il cane che si morde la coda) spendono meno, investono meno... insomma la recessione.
La possibilita' di garantire un adeguato sviluppo industriale (la nostra e' una societa' industriale, non uno statalismo burocratico) e dei consumi (si', societa' consumista) passa anche per una politica fiscale di lotta dura all'evasione fiscale. Le azioni di Visco mi sembrano indirizzate su questa direttrice, peccato che non siano coordinate con una politica economica orientata a non limitare la spesa, a non introdurre tagli, ma soltanto ad un maggior prelievo nei confronti dell'utile. Pensando che una maggiore tassazione non incida sul margine operativo lordo.
14.
Sembra che nel prossimo film, Jimmy Bond abbandoni il martini vodka (stirred not shaken) per la birra...
15.
Quando capira' l'Europa che deve stringere davvero un patto Atlantico con gli Stati Uniti e fare fronte comune per rispondere alla rinnovata arroganza della Russia che, insieme alla Cina, si batte per non dare sanzioni a Pyongyang e Teheran, difende gli stati canaglia e le teocrazie islamiche?
1.
A fine ottobre uscira' "Le ali della sfinge" (Sellerio), il nuovo romanzo di Camilleri con Montalbano.
2.
Rinnovata la scarpiera.
Ryder, Leather Lined, Dainite sole.
Consul, nere.
3.
Stasera, 15 ottobre, stavo andando all'aeroporto.
Nello zapping radiofonico, finalmente sbuca una canzone all'altezza, su Radio Deejay, Brown-Eyed Girl, di Van Morrison.
"Goin' down the old mine, with a transistor radio
standin' in the sunlight laughin'
hidin' behind a rainbow wall ..." eccetera eccetera.
Non faccio in tempo a finire di rallegrarmi che Guido Bagatta (fino a stasera mi era anche simpatico) si sente di commentate piu' o meno in questi termini:
Brown-eyed girl e' una delle canzoni preferite di Bush junior che pero' forse non sapeva che parla di una ragazza di colore che si innamora di un ragazzo bianco e per questa incontra molti problemi; forse Bush non lo sapeva perche', essendo un texano, all'inizio della carriera in quella terra per farsi eleggere ha forse dovuto .... ma evitiamo polemiche...
Lasciamo stare.E' pazzesco? E' un pregiudizio?
4.
Ultimamente sto consumando "The insibile invasion" dei Coral.
"In the morning" e "So long ago" meritano menzione particolare.
5.
L'Italia del Rugby si e' qualificata per i Mondiali 2007.
6.
Onore al grande Giovanni Galeone.
7.
Tre segnalazioni dal Domenicale di sabato 7 ottobre, si' quello di Dell'Utri.
Prima.
A pagina 3, nella rubrica, "Lo scaffale della saggistica", recensione del nuovo libro di Camillo Langone ("Il collezionista di citta'. Viaggi Italiani", Marsilio) nell'articolo "Viaggiatori viggianti. Langone, il Goethe sui generis. Dalle province del Belpaese".
"...Girovagando tra chiese, piazze, negozi, bar e ristoranti .... s'indigna perche' i piaceri della tavola vengono sostituiti da ingorde abbuffate, l'estetica dalla stravaganza, la letteratura dalla massificazione. ...
Il suo divertissement e' prettamente alcolico: solo un Negroni lo puo' momentaneamente ammansire..."
Seconda.
A pagina 2, articolo di Luigi Compagna, "La trappola del multiculturalismo a senso unico: l'Australia ha capito".
"Il primo ministro australiano John Howard e con lui tutti i suoi ministri hanno nei giorni scorsi incontrato gli esponenti delle associazioni islamiche e hanno parlato chiaro ("if you want a country which has Sharia law or a theocratic state, then Australia is not for you")... ha fatto bene Giuliano Amato a giocare all'australiana il 28 settembre scorso...
("per le vignette mi sento di chiedere scusa, ma gli islamici devono fare altrettanto se nel nome di Allah qualcuno cerca di farmi violenza")....
Insomma, Amato non vuole essere tra quanti in Europa, invece che umiliazione, quasi provano orgoglio a vedere al fianco dello sceicco del terrorismo Al Qaradawi il sindaco di Londra Ken Livingstone....."
Terza.
A pagina 8, articolo di John Battelle (tra i fondatori del mensile Wired) sul Database delle Intenzioni (dal libro: "Google e gli altri (come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le regole del business)", Raffaello Cortina Editore).
"...Google sa quello che vuole la nostra cultura!Visti i milioni di milioni di richieste che confluiscono ogni ora verso i suoi server, mi parve chiaro che la societa' aveva per le mani informazioni che valevano come una miniera d'oro. Si potevano creare imprese editoriali totalmente nuove a partire dalle tracce delle intenzioni evidenti in un database di quel tipo; in effetti Google aveva gia' fatto la prima mossa in quella direzione: un progetto in "fase beta" chiamato Google news....
Link dopo link, click dopo click, la ricerca sta costruendo forse il piu' durevole, poderoso e significativo manufatto culturale nella storia dell'umanita', ovvero il risultato aggregato di ogni ricerca inserita nel motore, di ogni lista di risultati presentati, e di ogni percorso seguito sulla base di quei risultati.
Vive in molti luoghi, ma tre o quattro in particolare - AOL, Google, MSN, Yahoo - possiedono una porzione enorme di questa database. Presa nel suo insieme questa informazione rappresenta una storia in tempo reale della cultura post-Web - un enorme "database di Clickstream" di desideri, necessita', volonta' e gusti che possono essere scoperti, citati, archiviati, registrati e sfruttati per finalita' di ogni sorta...."
8.
Ho ritrovato, in libreria, un vecchio giallo Mondadori, "Signori, il gioco e' fatto", di S.S. Van Dine, autore che avevo cercato inutilmente in diverse librerie di piu' citta'. Beh, Philo Vance, "dandy ... ammiratore di Nietzsche ... (che) si occupava di crimine solo per verificare le sue teorie sulla natura umana", e' favoloso.
La descrizione di Philo Vance e' tratta dall'articolo "Misteri senza storia", di Laura Grimaldi, comparso (se non ricordo male) domenica 8 ottobre sull'inserto Domenica del Sole, in cui si celebra la pubblicazione del primo autore italiano nei Libri Gialli Mondadori, ossia "Il sette bello", di Alessandro Varaldo (originariamente edito nel 1930).
9.
Dal Domenicale di sabato 30 settembre, articolo a pagina 3 di Mario Bernandi Guardi, "La sinistra con il mal di Pansa", a proposito dell'uscita del nuovo libro di Giampaolo Pansa "La grande bugia".
L'articolo e' "una megarecensione delle reazioni inconsulte e di certo voci mica poi tanto soffuse del partito (preso) antipansista. Che ce l'ha con lui perche' racconta la Resistenza cosi' come e' stata".
"...Abituato a documentare e a denunciare, Pansa documenta e denuncia. E risponde colpo su colpo a chi gli spara addosso chiamandolo falsario, traditore, opportunista, venduto, servo di Berlusconi e dei fascisti, ecc. ecc....
Risponde agli attacchi di Curzi, Bocca, ... Flores D'Arcais, Rizzo, di tutti i giornalisti, ... le associazioni partigiane, ... che lo vogliono processare e giustiziare sommariamente, rifiutandosi di entrare nel merito di quello che scrive.
E questo e' il massimo della malafede: si pretende di esorcizzare il Diavolo Revisionista ma non gli si contestano nomi, date ed eventi; non gli si contestano le "diavolerie".
E se Pansa lancia il guanto di sfide dicendo: pensate che abbia raccontato delle menzogne?
Magari mi accusate di essermi andato ad abbeverare a delle fonti fasciste, di aver letto come fosse il Vangelo il loro martirologio?
D'accordo, scegliere dei ricercatori di vostra fiducia, mandateli voi a verificare quel che ho scritto, cosi' potrete smentirmi...."
10.
Articolo del Corriere della Sera di domenica 8 ottobre, in Terza Pagina, "Quando d'Annunzio mise alla porta Tamara", di Sebastiano Grasso. Tamara e' la De Lempicka, celebrata attualmente con una mostra a Milano, Palazzo Reale, fino a gennaio 2007.
"...Uno degli episodi piu' curiosi della sua vita e' con d'Annunzio, conosciuto attraverso il conte Castelbarco ...Due incontri. Uno nel 1926 (dedica di una foto del Comandante: "A Tamara, la filibustiera dell'Adriatico"); l'altro l'anno dopo.
Dopo averla accolta con alcune salve di cannone, il poeta tenta di sedurla. Tamara non ci sta ... ma non si accorge di giocare con il fuoco.
I due tempi dell'incontro finiscono male. "Vecchio nano in uniforme", lo apostrofa lei, che ha 28 anni. "Non e' possibile che tutto il Vittoriale debba pendere da un pelo del vostro sesso", le dice d'Annunzio, che di anni ne ha 63...."
11.
Davide Paolini, nella rubrica "A me mi piace" (Domenica del Sole24ore di domenica 15 ottobre), parla dei bistrot parigini nell'articolo intitolaro "Charmant bistrot".
"...I parigini ... ritengono sia piu' trendy testare i cuochi, protagonisti della bistromania o i giovani talenti supportati dalla rivista "Omnivore".......
"La comptoir du relais Saint Germain" (29, Carrefour de l'Odeon) dello chef Yves Camdeborde....
Nel locale di Camdeborde si assaggiano salumi della famiglia dello chef, andouille, saucisson de l'Aude, pate' di campagna, maialino di latte arrostito, trippa, piede di porco brasato, disossato e arrostito. brandade, garretto di maiale alle spezie, carre' di agnello arrosto con sugo di timo fresco, trancio di lardo di maiale grigliato con pure' di olive. Per chiudere: tarte tatin, creme brule', cioccolato a gogo'...."
12.
La rivista Pulp Libri di settembre / ottobre 2006 pubblica, in apertura, un articolo di Fabio Zucchella su Dashiell Hammett, in occasione della pubblicazione italiana della "fondamentale biografia di Richard Layman", "Shadow Man: vita di Dashiell Hammett" (Sartorio, 2006 - con l'inedito "La Battaglia delle Aleutine").
"...Samuel Dashiell Hammett: l'ex detective privato della famigerato agenzia Pinkerton, il pedinatore infallibile e (forse) lo spaccaossa anti-scioperanti nelle miniere di rame del Montana, ma anche il brillante autore di testi pubblicitari che pur senza aver terminato la high school citava da autodidatta James, Conrad e Anatole France; alcolizzato e tubercolotico ...; il compagno di bevute di William Faulkner che riusci' ad ammaliare Gide, Camus e perfino Hemingway; l'uomo che a tutti i costi volle essere sepolto (riuscedovi) ad Arlington, nel "Cimitero degli eroi", con grande scorno di un furibondo J. Edgar Hoover che tento' in ogni modo di impedirlo: .... ma lui aveva prestato servizio nell'esercito, anche se (con suo sommo rammarico) non riusci' mai a finire al fronte ......"
All'articolo, segue un estratto di ben 7 pagine dei capitoli 2 e 20 in anteprima, con diverse foto di Hammett.
Tra l'altro, a pagina 44, anche Pulp Libri pubblica una recensione positiva del libro di Langone "Il collezionista di citta'":
"...Langone e' un osservatore che vi fara' trasalire, perche' sa vedere quel che pochi vedono e ha la bravura di saperlo raccontare in modo indimenticabile...."
13.
Un resoconto articolato ed un ragionamento a parte, tagliati per mancanza di tempo, meriterebbe la Legge Finanziaria.
Evito quindi i numeri (c'e' un articolo sul Foglio del 7 ottobre intitolato "I conti camuffati del gioco a tre carte che chiamano finanziaria", di Felli e Tria, che puo' essere consultato), evito di commentare il trasferimento di parte del TFR dalle aziende all'INPS conteggiato come un'entrata anziche' come un debito nei confronti dei lavoratori, evito di ricordare l'articolo dell'Ecomunist, pardon dell'Economist, cui Prodi si e' affrettato a rispondere (ovviamente l'altra volta, quando critico' il governo Berlusconi, l'Economist era invece nel giusto...).
Credo che i presupposti della Legge Finanziaria risiedano in un pregiudizio culturale e nella lotta di classe mai sopita nella cultura del paese, e sospinta da CGIL e sinistra radicale: - chi non e' povero ha colpa; - i poveri affrontano il martirio capitalista imposto dai ricchi.Quindi: che i ricchi soffrano, piangano, magari meritano anche una bastonata.
Ora, lasciando da parte qualsiasi giudizio sulla meritocrazia (anche se ritengo almeno ammissibile, almeno in linea di principio, l'autodeterminazione del singolo nelle scelte professionali), credo che i presupposti della Legge si discostino dal concetto giusto di socialita' e di maggiore contribuzione da parte dei piu' abbienti al funzionamento dello stato ed allo sviluppo di ammortizzatori sociali concretamente indirizzabili.
Si scambia un principio morale con una colpa atavica, con un peccato originale: chi ha investito, rischiato, pianto, gioito per l'azienda di proprieta' puo' essere considerato un delinquente. E quindi gli deve essere sottratta parte del bottino. Berlusconi, che esaspera questo concetto, parla di banditismo.
La parte piu' pericolosa del ragionamento sotteso alla Legge Finanziaria e', nella mentalita' di chi l'ha scritta, l'equiparazione, l'accostamento, l'assimilazione nella stessa categoria tra (i) tutti gli imprenditori del paese (grandi, medi o piccoli che siano) e (ii) Berlusconi, che notoriamente rappresenta per la sinistra il problema di cui liberarsi.Per la proprieta' transitiva tutti gli imprenditori rappresentano il male.
Dottrine liberiste ci ricordano che l'aumento delle tasse (cui si aggiunge per le aziende la necessita' e l'onere del rifinanziamento causa il trasferimento del TFR all'INPS) e la difficolta' di intraprendere nuove iniziative economiche (percezione di un contesto sfavorevole e assenza di fiducia da parte di chi investe) portano ad una contrazione degli investimenti, quindi ad uno sviluppo economico inferiore (riduzione del PIL, niente compliance con i parametri europei), a minori assunzioni di nuovi lavoratori, quindi ad una minore capacita' di spesa dei cittadini che (come il cane che si morde la coda) spendono meno, investono meno... insomma la recessione.
La possibilita' di garantire un adeguato sviluppo industriale (la nostra e' una societa' industriale, non uno statalismo burocratico) e dei consumi (si', societa' consumista) passa anche per una politica fiscale di lotta dura all'evasione fiscale. Le azioni di Visco mi sembrano indirizzate su questa direttrice, peccato che non siano coordinate con una politica economica orientata a non limitare la spesa, a non introdurre tagli, ma soltanto ad un maggior prelievo nei confronti dell'utile. Pensando che una maggiore tassazione non incida sul margine operativo lordo.
14.
Sembra che nel prossimo film, Jimmy Bond abbandoni il martini vodka (stirred not shaken) per la birra...
15.
Quando capira' l'Europa che deve stringere davvero un patto Atlantico con gli Stati Uniti e fare fronte comune per rispondere alla rinnovata arroganza della Russia che, insieme alla Cina, si batte per non dare sanzioni a Pyongyang e Teheran, difende gli stati canaglia e le teocrazie islamiche?
Tuesday, October 03, 2006
Luca Ricolfi
www.polena.net
Devo rileggere gli articoli per verificare la bonta' delle previsioni sull'operato del nuovo governo.
Qualche giorno fa, sul Foglio, spiegava perche' le ultime elezioni nei paesi democratici sono finite quasi tutte in pareggio (e si chiedeva perche', in quelle italiane, i numeri di schede nulle e bianche non siano stati ancora resi noti....)
"POLitical and Electoral NAvigations è una rivista scientifica, ma non accademica. Fatta dagli studiosi, ma pensata per gli utenti della politica: parlamentari, giornalisti, dirigenti, cittadini appassionati."
Devo rileggere gli articoli per verificare la bonta' delle previsioni sull'operato del nuovo governo.
Qualche giorno fa, sul Foglio, spiegava perche' le ultime elezioni nei paesi democratici sono finite quasi tutte in pareggio (e si chiedeva perche', in quelle italiane, i numeri di schede nulle e bianche non siano stati ancora resi noti....)
"POLitical and Electoral NAvigations è una rivista scientifica, ma non accademica. Fatta dagli studiosi, ma pensata per gli utenti della politica: parlamentari, giornalisti, dirigenti, cittadini appassionati."
Serieta'.
http://www.popularmechanics.com/blogs/911myths/
E lo dice anche Deaglio (!!), nell'ultimo numero di "Diario della settimana".
"L’inchiesta vecchio stile
Il cospirazionista e il meccanico popolare
di Enrico Deaglio"
E lo dice anche Deaglio (!!), nell'ultimo numero di "Diario della settimana".
"L’inchiesta vecchio stile
Il cospirazionista e il meccanico popolare
di Enrico Deaglio"
Cena di sabato.
Al ristorante Rigoletto, Sulmona.
Chitarrina fresca con sugo di castrato.
Scamorza alla brace con alici.
Vino, Inferi Montepulciano.
Chitarrina fresca con sugo di castrato.
Scamorza alla brace con alici.
Vino, Inferi Montepulciano.
Vinalia
Da Panorama della scorsa settimana, articolo di Francesco Arrigoni:
"Golosita'.
La migliore cucina di L'Aquila e' in una cantina del XVI secolo.
Si chiama Vinalia e nasce da un'ex enoteca.
Oggi offre agnello in tempura e bavarese allo zafferano.
(...)
... ai fornelli si sono insediati i giovanissimi William Zonfa e Felice Sgarra ...
(...)
Tra i piatti piu' interessanti, i ravioli ripieni di bietole con crema di ricotta, pinoli e salsa di pomodoro; notevole l'agnello in tempura con crosta di pasta fillo o cotto agli aromi con polentina; interessante l'insalata di quaglia con le sue uova. Da non perdere la bavarese allo zafferano con souffle' alla lavanda. La selezione di formaggi, soprattutto regionali, e' da applausi. A tutto cio' si aggiunga la cortesia e la professionalita' della sommelier Maria Buzzanca, che sapra' suggerirvi il vino da abbinare, attingendo a una carta con oltre 1.500 referenze."
Vinalia, via Bafile 16, L'Aquila, tel. 0862.414145, chiuso mercoledi'.
"Golosita'.
La migliore cucina di L'Aquila e' in una cantina del XVI secolo.
Si chiama Vinalia e nasce da un'ex enoteca.
Oggi offre agnello in tempura e bavarese allo zafferano.
(...)
... ai fornelli si sono insediati i giovanissimi William Zonfa e Felice Sgarra ...
(...)
Tra i piatti piu' interessanti, i ravioli ripieni di bietole con crema di ricotta, pinoli e salsa di pomodoro; notevole l'agnello in tempura con crosta di pasta fillo o cotto agli aromi con polentina; interessante l'insalata di quaglia con le sue uova. Da non perdere la bavarese allo zafferano con souffle' alla lavanda. La selezione di formaggi, soprattutto regionali, e' da applausi. A tutto cio' si aggiunga la cortesia e la professionalita' della sommelier Maria Buzzanca, che sapra' suggerirvi il vino da abbinare, attingendo a una carta con oltre 1.500 referenze."
Vinalia, via Bafile 16, L'Aquila, tel. 0862.414145, chiuso mercoledi'.
Tuesday, September 26, 2006
Torna 8 e 1/2
Stasera, ore 20.30 su La7, "Ritanna Armeni e Giuliano Ferrara saranno nuovamente al timone della sesta edizione del programma di approfondimento politico e culturale di LA7, che manterrà inalterato il suo appuntamento quotidiano dal lunedì al venerdì alle 20.30. "
Dal sito di Telecom Italia.
Dal sito di Telecom Italia.
Thursday, September 14, 2006
Onu, ci risiamo
Non sono stato in Libano ed Israele durante la guerra, quindi non ho certezze.
Sono pero' ragionevolmente stranito da tre elementi che il Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU (Human Right Council, HRC), il nuovo organo voluto dall'ONU a marzo 2006, ha espresso negli ultimi tempi, tutti nel senso di una unilaterale e netta condanna di Israele senza mai citare Hezbollah se non come vittima.
1.
Chairperson's statement (qui il testo integrale) del 7 agosto 2006 espresso dalla Sub-Commission on the Promotion and Protection of Human Rights.
Riporto il passaggio fondamentale, in senso negativo per Israele:
" (...)
Bound by its mandate to promote and protect respect for human rights, the Sub-Commission:
- Expresses its deep grief and outrage at the massive violations of human rightsin Lebanon;
- (...)"
2.
Il Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU, in data 1 settembre 2006, ha nominato tre esperti "to probe Israeli civilian killings in Lebanon":
"1 September 2006 – The United Nations Human Rights Council today named three members of the High-Level Commission of Inquiry probing what the Geneva-based body termed “systematic targeting and killings of civilians by Israel” in Lebanon.
The resolution, which was adopted by a vote of 27 in favour to 11 against with 8 abstentions, strongly condemned the “grave Israeli violations of human rights and breaches of international humanitarian law in Lebanon” and called on Israel “to observe the principle of proportionality and refrain from launching any attack that may be expected to cause incidental loss of civilian life.”
(Fonte)
3.
Il Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU, in data 11 agosto 2006, "condemns ‘Israeli violations’ in Lebanon; sends team to investigate" :
"11 August 2006 – The United Nations Human Rights Council passed a resolution today condemning “grave Israeli violations of human rights” in Lebanon, called for all parties to respect the rules of humanitarian law, and decided to immediately send a high-level team to investigate.
Among others, the Council “strongly condemns the grave Israeli violations of human rights and breaches of international humanitarian law in Lebanon…calls upon Israel to observe the principle of proportionality and refrain from launching any attack that may be expected to cause incidental loss of civilian life.”
(Fonte)
Quindi, stando ai documenti emessi dal Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU, Israele avrebbe perpetrato crimini guerra e compiuto azioni infami, mentre di Hezbollah neppure una traccia, a Hezbollah neppure un lieve rimbrotto.
Dati i tre presupposti di cui sopra, nutro qualche perplessita' in merito alle evidenze che emergeranno dalla missione che gli esperti ONU in materia di diritti umani stanno conducendo in questi giorni; la missione, annunciata in data 7 settembre, viene riportata nel sito HRC:
"UN human rights experts head to Lebanon, Israel to probe violations":
"7 September 2006 – The United Nations is sending four independent human rights experts to Lebanon and Israel to gather facts about abuses during the recent conflict there."
(Fonte)
Che cosa ne verra' fuori?
Le quote dei bookmaker per, almeno, una equipartizione delle colpe non sono favorevoli ad Israele, ma comunque si puo' sperare.
Nel frattempo pero', le associazioni non governative maggiormente rappresentative sembrano non essere cosi' d'accordo con l'interpretazione del Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU.
Ecco tre esempi:
1.
Human Rights Watch (http://www.hrw.org/) ("independent, nongovernmental organization, supported by contributions from private individuals and foundations worldwide. It accepts no government funds, directly or indirectly") si esprime per bocca del suo executive director, Hillel Neuer, in un articolo pubblicato sull'International Herald Tribune in data 7 settembre dal titolo "So far, a profound disappointment" (riporto due brevi passaggi, link ):
" (...) the council - dominated by the Organization of the Islamic Conference, whose members control the African and Asian blocs that together wield 26 of the council's 47 seats - devoted 100 percent of its country-specific resolutions, two special sessions, one "fact-finding" mission and a "high-level commission of inquiry" to one-sided and politically motivated attacks on Israel.
Without fail, each measure prejudged Israel as guilty of a litany of crimes while granting effective immunity to the actions of Hamas and Hezbollah."
Per inciso, UN Watch non e' un'organizzazione di secondo piano; ecco cosa ne pensa Kofi Annan: "I deeply appreciate the valuable work performed by UN Watch. I believe that informed and independent evaluation of the United Nations' activities will prove a vital source as we seek to adapt the Organization to the needs of a changing world. I can promise you that I will pay close attention to your observations and view in the years ahead." (Letter to Ambassador Morris B. Abram, Chairman of UN Watch, Jan. 30, 1997)(dal sito UN Watch)
2.
Oggi Amnesty International, che di certo non e' stata tenera con Israele nel passato, pubblica una relazione in merito agli attacchi di Hezbollah nel nord di Israele.
Riporto alcuni passaggi chiave:
"The briefing that follows summarizes Amnesty International’s assessment of and concerns about violations of international humanitarian law by Hizbullah in its attacks on northern Israel. It is based on first-hand information from visits to Israel and Lebanon; interviews with dozens of victims; official statements; discussions with Israeli and Lebanese military and government officials, as well as senior Hizbullah officials; information from non-governmental groups; and media reports."
"Those fired included rockets with warheads packed with thousands of metal ball bearings intended to maximize harm to people. Once the rockets struck, the ball bearings sprayed out, inflicting death and injury for 300 metres or more if in the open. Katyusha rockets cannot be aimed with accuracy, especially at long distances, and are therefore indiscriminate."
Dati i precedenti (per esempio il Chairperson's statement di cui sopra e le nomine di HRC per provare i crimini di guerra israeliani), ecco cosa auspica Amnesty:
"Amnesty International welcomes the visit to Lebanon and Israel in early September of four independent experts of the UN Human Rights Council to investigate the impact of the conflict on the right to life, health and housing, and the situation of the internally displaced. It also expects that the Commission of Inquiry created by the Human Rights Council in August 2006 and comprising three independent experts will look impartially at violations by both"
3.
Anche Reporters Sans Frontiers affronta l'argomento (link):
"Another sign of failure for Human Rights Council in resolution on Lebanon 12.08.2006 -
Convened by the group of Arab states, the UN’s new Human Rights Council adopted, without any debate, a resolution on Lebanon that said nothing about Hezbollah’s rocket attacks on Israeli civilians. Reporters Without Borders condemns this use of the council for political ends."
"The resolution presented by a score of IOC (Organisation of the Islamic Conference) countries that criticised only Israel was passed by 27 votes to 11 with 8 abstentions, and in the absence of Djibouti. Plus or minus one or two votes, the score was identical to the votes on the HRC’s previous two - equally one-sided - resolutions on the Palestinian situation."
"The resolution condemned Israel unilaterally without the least reference to Hezbollah attacks on civilian targets in northern Israel."
Non stupisce che i "soliti americani", nel mese di marzo 2006, votarono contro la creazione di tale Consiglio dei diritti dell'uomo, che ha sostituito la commissione per i diritti umani di Ginevra (Commission on Human Rights), avvicendata perche' aveva consentito agli stati incriminati per violazioni di diritti umani che ne facevano parte di proteggersi a vicenda con veti incrociati.
Gli Stati Uniti avrebbero voluto un criterio di accesso che lasciasse fuori le dittature, basato quindi sulla maggioranza qualificata (2/3), nonche' sull'espulsione per gli stati che non rispettano i diritti umani e si trovano sotto inchiesta internazionale.
Voto' contro, per inciso, anche Israele.
Questo e' il link al verbale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 72° sessione plenaria di mercoledi' 15 Marzo 2006, tenutasi a NYC.
Riporto, dal documento citato, alcuni dei passaggi di John Bolton, ambasciatore americano, che riferisce in merito alle motivazioni del voto contrario:
"(...)
The United States also proposed an exclusionary criterion to keep gross abusers of human rights off the Council. That proposal would have excluded Member States against which measures are in effect under Chapter VII of the United Nations Charter related to human abuses or acts of terrorism.
(...)
Sadly, those suggestions were not included in the new text.
(...)
Absent stronger mechanisms for maintaining credible membership, the United States could not join the consensus on the resolution. We did not have sufficient confidence in this text to be able to say that the Human Rights Council will be better than its predecessor.
(...)"
Vale la pena leggere anche un estratto del discorso dell'ambasciatore israeliano Gillerman:
"(...)
Unfortunately, today’s resolution falls significantly short of the objectives that will enable the Council to live up to those ideals. The resolution contains worrying omissions, including the absence of sufficient benchmarks for membership, which poses the danger that the new Council will not be a significant improvement over its predecessor.
Israel believes that the General Assembly should not allow those responsible for the failure of the Commission on Human Rights to lead the Council down the same road. Indeed, radical failure calls for radical change. That change, unfortunately, is not evident today.
(...)"
L'ambasciatore iraniano Hasteh sottolinea invece che finalmente (!) si avra' un consiglio non politicizzato (che previsione azzeccata!!):
"(...)
we attach great importance to international efforts to enhance dialogue and broaden understanding among civilizations, cultures and religions, and to ensure universality, objectivity and non-selectivity in the consideration of human rights issues and the elimination of double standards and politicization in the work of the new Council, as rightly and unambiguously recognized in the resolution.
(...)"
Per concludere, riporto anche l'incipit dell'articolo del Corriere della Sera del 9 settembre, a firma di Danilo Taino, intitolato "Il Consiglio dei diritti umani delude «Scelte politiche e sempre di parte»"
"Disperante. Quando si viene ai diritti umani, l' attivita' delle Nazioni Unite non puo' che fare allargare le braccia. Dev' essersene accorto anche Kofi Annan. Il segretario generale dell' Onu, infatti, ha inviato in fretta e furia in Libano e Israele quattro esperti indipendenti che, entro il 13 settembre, dovranno raccogliere fatti e testimonianze sugli abusi avvenuti durante la recente guerra. L' iniziativa e' in qualche modo un tentativo di mettere il Palazzo di Vetro in una luce di imparzialita'. Perche' sulla questione c' e' gia' un' altra commissione al lavoro, molto piu' politicizzata, quella istituita dal nuovo fiammante Consiglio per i Diritti Umani allo scopo di indagare «il targeting sistematico e l' uccisione di civili da parte di Israele». Succede infatti che il Consiglio stia ricalcando, forse peggiorando, l' esperienza dell' organismo che l' ha preceduto, la ridicola Commissione che si era segnalata per incapacita', partigianeria e difesa dei regimi peggiori proprio in fatto di diritti umani. E che era stata soppressa con ignominia.
(...)"
Per completezza, riporto il link alla risoluzione ONU 60/251 del 15 marzo 2006 in cui e' stata deliberata la creazione del nuovo Consiglio per i Diritti Umani.
Come al solito, per documentarsi in modo appena sufficiente, ci vuole del tempo.
Il tempo necessario puo' essere quantificabile in misura inversamente proporzionale al numero di persone che riescono a condurre un'analisi un minimo approfondita e a non parlare per frasi fatte, corretto per la radice quadrata dell'habitus alla pigrizia mentale.
Sono pero' ragionevolmente stranito da tre elementi che il Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU (Human Right Council, HRC), il nuovo organo voluto dall'ONU a marzo 2006, ha espresso negli ultimi tempi, tutti nel senso di una unilaterale e netta condanna di Israele senza mai citare Hezbollah se non come vittima.
1.
Chairperson's statement (qui il testo integrale) del 7 agosto 2006 espresso dalla Sub-Commission on the Promotion and Protection of Human Rights.
Riporto il passaggio fondamentale, in senso negativo per Israele:
" (...)
Bound by its mandate to promote and protect respect for human rights, the Sub-Commission:
- Expresses its deep grief and outrage at the massive violations of human rightsin Lebanon;
- (...)"
2.
Il Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU, in data 1 settembre 2006, ha nominato tre esperti "to probe Israeli civilian killings in Lebanon":
"1 September 2006 – The United Nations Human Rights Council today named three members of the High-Level Commission of Inquiry probing what the Geneva-based body termed “systematic targeting and killings of civilians by Israel” in Lebanon.
The resolution, which was adopted by a vote of 27 in favour to 11 against with 8 abstentions, strongly condemned the “grave Israeli violations of human rights and breaches of international humanitarian law in Lebanon” and called on Israel “to observe the principle of proportionality and refrain from launching any attack that may be expected to cause incidental loss of civilian life.”
(Fonte)
3.
Il Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU, in data 11 agosto 2006, "condemns ‘Israeli violations’ in Lebanon; sends team to investigate" :
"11 August 2006 – The United Nations Human Rights Council passed a resolution today condemning “grave Israeli violations of human rights” in Lebanon, called for all parties to respect the rules of humanitarian law, and decided to immediately send a high-level team to investigate.
Among others, the Council “strongly condemns the grave Israeli violations of human rights and breaches of international humanitarian law in Lebanon…calls upon Israel to observe the principle of proportionality and refrain from launching any attack that may be expected to cause incidental loss of civilian life.”
(Fonte)
Quindi, stando ai documenti emessi dal Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU, Israele avrebbe perpetrato crimini guerra e compiuto azioni infami, mentre di Hezbollah neppure una traccia, a Hezbollah neppure un lieve rimbrotto.
Dati i tre presupposti di cui sopra, nutro qualche perplessita' in merito alle evidenze che emergeranno dalla missione che gli esperti ONU in materia di diritti umani stanno conducendo in questi giorni; la missione, annunciata in data 7 settembre, viene riportata nel sito HRC:
"UN human rights experts head to Lebanon, Israel to probe violations":
"7 September 2006 – The United Nations is sending four independent human rights experts to Lebanon and Israel to gather facts about abuses during the recent conflict there."
(Fonte)
Che cosa ne verra' fuori?
Le quote dei bookmaker per, almeno, una equipartizione delle colpe non sono favorevoli ad Israele, ma comunque si puo' sperare.
Nel frattempo pero', le associazioni non governative maggiormente rappresentative sembrano non essere cosi' d'accordo con l'interpretazione del Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU.
Ecco tre esempi:
1.
Human Rights Watch (http://www.hrw.org/) ("independent, nongovernmental organization, supported by contributions from private individuals and foundations worldwide. It accepts no government funds, directly or indirectly") si esprime per bocca del suo executive director, Hillel Neuer, in un articolo pubblicato sull'International Herald Tribune in data 7 settembre dal titolo "So far, a profound disappointment" (riporto due brevi passaggi, link ):
" (...) the council - dominated by the Organization of the Islamic Conference, whose members control the African and Asian blocs that together wield 26 of the council's 47 seats - devoted 100 percent of its country-specific resolutions, two special sessions, one "fact-finding" mission and a "high-level commission of inquiry" to one-sided and politically motivated attacks on Israel.
Without fail, each measure prejudged Israel as guilty of a litany of crimes while granting effective immunity to the actions of Hamas and Hezbollah."
Per inciso, UN Watch non e' un'organizzazione di secondo piano; ecco cosa ne pensa Kofi Annan: "I deeply appreciate the valuable work performed by UN Watch. I believe that informed and independent evaluation of the United Nations' activities will prove a vital source as we seek to adapt the Organization to the needs of a changing world. I can promise you that I will pay close attention to your observations and view in the years ahead." (Letter to Ambassador Morris B. Abram, Chairman of UN Watch, Jan. 30, 1997)(dal sito UN Watch)
2.
Oggi Amnesty International, che di certo non e' stata tenera con Israele nel passato, pubblica una relazione in merito agli attacchi di Hezbollah nel nord di Israele.
Riporto alcuni passaggi chiave:
"The briefing that follows summarizes Amnesty International’s assessment of and concerns about violations of international humanitarian law by Hizbullah in its attacks on northern Israel. It is based on first-hand information from visits to Israel and Lebanon; interviews with dozens of victims; official statements; discussions with Israeli and Lebanese military and government officials, as well as senior Hizbullah officials; information from non-governmental groups; and media reports."
"Those fired included rockets with warheads packed with thousands of metal ball bearings intended to maximize harm to people. Once the rockets struck, the ball bearings sprayed out, inflicting death and injury for 300 metres or more if in the open. Katyusha rockets cannot be aimed with accuracy, especially at long distances, and are therefore indiscriminate."
Dati i precedenti (per esempio il Chairperson's statement di cui sopra e le nomine di HRC per provare i crimini di guerra israeliani), ecco cosa auspica Amnesty:
"Amnesty International welcomes the visit to Lebanon and Israel in early September of four independent experts of the UN Human Rights Council to investigate the impact of the conflict on the right to life, health and housing, and the situation of the internally displaced. It also expects that the Commission of Inquiry created by the Human Rights Council in August 2006 and comprising three independent experts will look impartially at violations by both"
3.
Anche Reporters Sans Frontiers affronta l'argomento (link):
"Another sign of failure for Human Rights Council in resolution on Lebanon 12.08.2006 -
Convened by the group of Arab states, the UN’s new Human Rights Council adopted, without any debate, a resolution on Lebanon that said nothing about Hezbollah’s rocket attacks on Israeli civilians. Reporters Without Borders condemns this use of the council for political ends."
"The resolution presented by a score of IOC (Organisation of the Islamic Conference) countries that criticised only Israel was passed by 27 votes to 11 with 8 abstentions, and in the absence of Djibouti. Plus or minus one or two votes, the score was identical to the votes on the HRC’s previous two - equally one-sided - resolutions on the Palestinian situation."
"The resolution condemned Israel unilaterally without the least reference to Hezbollah attacks on civilian targets in northern Israel."
Non stupisce che i "soliti americani", nel mese di marzo 2006, votarono contro la creazione di tale Consiglio dei diritti dell'uomo, che ha sostituito la commissione per i diritti umani di Ginevra (Commission on Human Rights), avvicendata perche' aveva consentito agli stati incriminati per violazioni di diritti umani che ne facevano parte di proteggersi a vicenda con veti incrociati.
Gli Stati Uniti avrebbero voluto un criterio di accesso che lasciasse fuori le dittature, basato quindi sulla maggioranza qualificata (2/3), nonche' sull'espulsione per gli stati che non rispettano i diritti umani e si trovano sotto inchiesta internazionale.
Voto' contro, per inciso, anche Israele.
Questo e' il link al verbale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 72° sessione plenaria di mercoledi' 15 Marzo 2006, tenutasi a NYC.
Riporto, dal documento citato, alcuni dei passaggi di John Bolton, ambasciatore americano, che riferisce in merito alle motivazioni del voto contrario:
"(...)
The United States also proposed an exclusionary criterion to keep gross abusers of human rights off the Council. That proposal would have excluded Member States against which measures are in effect under Chapter VII of the United Nations Charter related to human abuses or acts of terrorism.
(...)
Sadly, those suggestions were not included in the new text.
(...)
Absent stronger mechanisms for maintaining credible membership, the United States could not join the consensus on the resolution. We did not have sufficient confidence in this text to be able to say that the Human Rights Council will be better than its predecessor.
(...)"
Vale la pena leggere anche un estratto del discorso dell'ambasciatore israeliano Gillerman:
"(...)
Unfortunately, today’s resolution falls significantly short of the objectives that will enable the Council to live up to those ideals. The resolution contains worrying omissions, including the absence of sufficient benchmarks for membership, which poses the danger that the new Council will not be a significant improvement over its predecessor.
Israel believes that the General Assembly should not allow those responsible for the failure of the Commission on Human Rights to lead the Council down the same road. Indeed, radical failure calls for radical change. That change, unfortunately, is not evident today.
(...)"
L'ambasciatore iraniano Hasteh sottolinea invece che finalmente (!) si avra' un consiglio non politicizzato (che previsione azzeccata!!):
"(...)
we attach great importance to international efforts to enhance dialogue and broaden understanding among civilizations, cultures and religions, and to ensure universality, objectivity and non-selectivity in the consideration of human rights issues and the elimination of double standards and politicization in the work of the new Council, as rightly and unambiguously recognized in the resolution.
(...)"
Per concludere, riporto anche l'incipit dell'articolo del Corriere della Sera del 9 settembre, a firma di Danilo Taino, intitolato "Il Consiglio dei diritti umani delude «Scelte politiche e sempre di parte»"
"Disperante. Quando si viene ai diritti umani, l' attivita' delle Nazioni Unite non puo' che fare allargare le braccia. Dev' essersene accorto anche Kofi Annan. Il segretario generale dell' Onu, infatti, ha inviato in fretta e furia in Libano e Israele quattro esperti indipendenti che, entro il 13 settembre, dovranno raccogliere fatti e testimonianze sugli abusi avvenuti durante la recente guerra. L' iniziativa e' in qualche modo un tentativo di mettere il Palazzo di Vetro in una luce di imparzialita'. Perche' sulla questione c' e' gia' un' altra commissione al lavoro, molto piu' politicizzata, quella istituita dal nuovo fiammante Consiglio per i Diritti Umani allo scopo di indagare «il targeting sistematico e l' uccisione di civili da parte di Israele». Succede infatti che il Consiglio stia ricalcando, forse peggiorando, l' esperienza dell' organismo che l' ha preceduto, la ridicola Commissione che si era segnalata per incapacita', partigianeria e difesa dei regimi peggiori proprio in fatto di diritti umani. E che era stata soppressa con ignominia.
(...)"
Per completezza, riporto il link alla risoluzione ONU 60/251 del 15 marzo 2006 in cui e' stata deliberata la creazione del nuovo Consiglio per i Diritti Umani.
Come al solito, per documentarsi in modo appena sufficiente, ci vuole del tempo.
Il tempo necessario puo' essere quantificabile in misura inversamente proporzionale al numero di persone che riescono a condurre un'analisi un minimo approfondita e a non parlare per frasi fatte, corretto per la radice quadrata dell'habitus alla pigrizia mentale.
Aricena
Al ristorante Mare Nostrum, Torino.
Antipasti: involtino di ricciola cruda con mandorle e pistacchi, crostino con sarde, ventresca di tonno con pezzetti di pomodoro e cipolla, fritto di alici alla siciliana e pesce sciabola con mentuccia, per finire con pesce cipolla in acciughe.
Secondo: ricciola allo spiedo con ripieno tritato di olive verdi grandi, capperi e polpa di riccola stessa (rosolare la polpa in padella con cipolla, poi unire al ripieno con pan grattato, avvolgere nella ricciola e mettere sullo spiedo, proveremo alla brace).
Birra, credo Moretti, cortesemente tenuta in frigo tra un bicchiere e l'altro.
Talisker, doppio.
Antipasti: involtino di ricciola cruda con mandorle e pistacchi, crostino con sarde, ventresca di tonno con pezzetti di pomodoro e cipolla, fritto di alici alla siciliana e pesce sciabola con mentuccia, per finire con pesce cipolla in acciughe.
Secondo: ricciola allo spiedo con ripieno tritato di olive verdi grandi, capperi e polpa di riccola stessa (rosolare la polpa in padella con cipolla, poi unire al ripieno con pan grattato, avvolgere nella ricciola e mettere sullo spiedo, proveremo alla brace).
Birra, credo Moretti, cortesemente tenuta in frigo tra un bicchiere e l'altro.
Talisker, doppio.
Wednesday, September 13, 2006
Travelfood
http://www.lamadia.com/
Ieri sera ho letto il numero di giugno. Interessante. Postero' gli highlights.
Ieri sera ho letto il numero di giugno. Interessante. Postero' gli highlights.
Cena
Al ristorante Mare Nostrum, a Torino.
Antipasti: radicchio con scamorza e sarde in aceto balsamico; ventresca di tonno; alice alla siciliana; pesce sciabola con mentuccia; polpettina di tonno al sugo; pesce cipolla.
Primo: rigatoni al sugo di gallinella di mare con olive nere.
Secondo: sfinciuni alla palermitata, con capperi e olive nere.
Birra Moretti.
Talisker.
Antipasti: radicchio con scamorza e sarde in aceto balsamico; ventresca di tonno; alice alla siciliana; pesce sciabola con mentuccia; polpettina di tonno al sugo; pesce cipolla.
Primo: rigatoni al sugo di gallinella di mare con olive nere.
Secondo: sfinciuni alla palermitata, con capperi e olive nere.
Birra Moretti.
Talisker.
Monday, September 11, 2006
Trabocchi
"Sul trabocco niente trabocchetti".
Articolo di Davide Paolini su Domenica, l'inserto del Sole24ore di ieri.
Cita:
- Cala Lenta, la manifestazione di Slow Food che si definisce (dal sito) "un viaggio attraverso i profumi e i sapori della tradizione marinara di quella parte di litorale abruzzese denominata Costa dei Trabocchi e del territorio circostante" (l'edizione di quest'anno si e' tenuta dal 14 al 16 luglio, da ricordare il periodo per l'anno prossimo);
- D'Annunzio (che definiva i trabocchi "la grande macchina pescatoria, composta da tronchi scortecciati, di assi e gomene, che biancheggiava singolarmente, simile allo scheletro colossale di un anfibio antidiluviano") ;
- il trabocco di Punta Cavalluccio, di Orlandino Veri' (Rocca San Giovanni), che esercita attivita' di pesca e ristorazione;
- il trabocco del Turchino, "assai amato da D'Annunzio, dove scendeva al tramonto dalla sua villa dell'Eremo".
La stagione di ristorazione sembra essere limitata al solo mese di settembre, mentre la pesca puo' avvenire anche tutto l'anno
"(A proposito della costa dei trabocchi ...) ci sono prodotti unici: l'olio extravergine d'oliva e gli olii agrumati, le arance di San Vito e Fossacesia, i limoni, la pasta, i salumi. Il vessillo della cucina della costa e' il brodetto di pesce alla vastese (da non confondere con i sette brodetti marchigiani), ricco di tanti differenti pesci, ma con una modalita' assai diffusa: l'uso del peperoncino piccante, spezzato fresco ..."
Oltre a Cala Lenta, segnalo un sito che mi sembra comunque competente: trabocchi.it
Articolo di Davide Paolini su Domenica, l'inserto del Sole24ore di ieri.
Cita:
- Cala Lenta, la manifestazione di Slow Food che si definisce (dal sito) "un viaggio attraverso i profumi e i sapori della tradizione marinara di quella parte di litorale abruzzese denominata Costa dei Trabocchi e del territorio circostante" (l'edizione di quest'anno si e' tenuta dal 14 al 16 luglio, da ricordare il periodo per l'anno prossimo);
- D'Annunzio (che definiva i trabocchi "la grande macchina pescatoria, composta da tronchi scortecciati, di assi e gomene, che biancheggiava singolarmente, simile allo scheletro colossale di un anfibio antidiluviano") ;
- il trabocco di Punta Cavalluccio, di Orlandino Veri' (Rocca San Giovanni), che esercita attivita' di pesca e ristorazione;
- il trabocco del Turchino, "assai amato da D'Annunzio, dove scendeva al tramonto dalla sua villa dell'Eremo".
La stagione di ristorazione sembra essere limitata al solo mese di settembre, mentre la pesca puo' avvenire anche tutto l'anno
"(A proposito della costa dei trabocchi ...) ci sono prodotti unici: l'olio extravergine d'oliva e gli olii agrumati, le arance di San Vito e Fossacesia, i limoni, la pasta, i salumi. Il vessillo della cucina della costa e' il brodetto di pesce alla vastese (da non confondere con i sette brodetti marchigiani), ricco di tanti differenti pesci, ma con una modalita' assai diffusa: l'uso del peperoncino piccante, spezzato fresco ..."
Oltre a Cala Lenta, segnalo un sito che mi sembra comunque competente: trabocchi.it
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