Tuesday, February 28, 2006
Cena.
Cena al Caffe' San Tommaso 10 Lavazza, Via San Tommaso 10, Torino.
Cortese assaggino preantipasto: fois gras.
Tagliatelle con carciofi.
Coniglio al pesto con tortino di patate.
Carpaccio di ananas (con frutti di bosco) con gelato al fior di latte.
Birra Menabrea.
Lagavulin.
Cortese assaggino preantipasto: fois gras.
Tagliatelle con carciofi.
Coniglio al pesto con tortino di patate.
Carpaccio di ananas (con frutti di bosco) con gelato al fior di latte.
Birra Menabrea.
Lagavulin.
Monday, February 27, 2006
Cena.
Cena al ristorante L'Agrifoglio, Torino.
Zuppa di orzo e fagioli.
Stracotto di vitello con verdure e contorno di polenta.
Budino al cioccolato Gobino, spolverato con cacao, con cuore di gianduia.
Colvecchio Syrah 1999. Castello Banfi. Montalcino.
Ardbeg.
Zuppa di orzo e fagioli.
Stracotto di vitello con verdure e contorno di polenta.
Budino al cioccolato Gobino, spolverato con cacao, con cuore di gianduia.
Colvecchio Syrah 1999. Castello Banfi. Montalcino.
Ardbeg.
Tuesday, February 21, 2006
Cena.
Cena al Ristorante La Badessa, a Torino.
Zuppa di ceci con erbe selvatiche.
Agnello all'antica con boulette di patate e carciofi al vapore e olio ligure.
Zabaione al vino di Malaga.
Birra Nastro Azzurro.
AMBO / B = 1.75
Componenti:
A = 0.75
M = 0.25
B = 0.50
O = 0.25
Zuppa di ceci con erbe selvatiche.
Agnello all'antica con boulette di patate e carciofi al vapore e olio ligure.
Zabaione al vino di Malaga.
Birra Nastro Azzurro.
AMBO / B = 1.75
Componenti:
A = 0.75
M = 0.25
B = 0.50
O = 0.25
Saturday, February 18, 2006
Cena.
Cena alla Trattoria Madonnina, Milano.
Tipico locale per studenti universitari, sembra veramente un'osteria anni '50.
Tagliatelle al ragu di salsiccia.
Riso con verdure.
Cervo in umido con polenta.
Spada su letto di insalata.
Birra Amarcord, tipologia "E Figoun".
Il tutto a meta' con Patrizia (lei dice che avrebbe cucinato meglio).
E ho pagato piu' di Lungo la notte.
AMBO/B = 1.50
Componenti:
A = 0.50
M = 0.25
B = 0.25
O = 0.50
Tipico locale per studenti universitari, sembra veramente un'osteria anni '50.
Tagliatelle al ragu di salsiccia.
Riso con verdure.
Cervo in umido con polenta.
Spada su letto di insalata.
Birra Amarcord, tipologia "E Figoun".
Il tutto a meta' con Patrizia (lei dice che avrebbe cucinato meglio).
E ho pagato piu' di Lungo la notte.
AMBO/B = 1.50
Componenti:
A = 0.50
M = 0.25
B = 0.25
O = 0.50
Tuesday, February 14, 2006
Guilty!
Vittorio Feltri e' stato condannato a 18 mesi per un reato d'opinione: la diffamazione del senatore Ds Gerardo Chiaromonte.
Mi domando:
1. Nel prossimo "Freedom of the Press Survey", questa condanna fara' perdere altre posizioni all'Italia, consolidando la posizione di paese "partly free", e si dira' che la colpa e' del governo Berlusconi?
2. Feltri sarebbe ora degno di essere idealmente invitato alla trasmissione Rockpolitik, privilegio riservato si' a Santoro, ma non a Lino Jannuzzi che pure e' stato condannato per diffamazione a mezzo stampa?
3. Il sito di Reporters sans frontiers riporta il giorno 14 febbraio la notizia relativa alla multa comminata a Mediaset: "Berlusconi has been monopolising TV screens since the start of the year, giving him a serious advantage in the legislative race. His group, Mediaset, was ordered by the Italian communications watchdog on 9 February 2006 to pay a 150,000-euro fine for exceeding his airtime."
E la notizia della condanna di Feltri?
Mi domando:
1. Nel prossimo "Freedom of the Press Survey", questa condanna fara' perdere altre posizioni all'Italia, consolidando la posizione di paese "partly free", e si dira' che la colpa e' del governo Berlusconi?
2. Feltri sarebbe ora degno di essere idealmente invitato alla trasmissione Rockpolitik, privilegio riservato si' a Santoro, ma non a Lino Jannuzzi che pure e' stato condannato per diffamazione a mezzo stampa?
3. Il sito di Reporters sans frontiers riporta il giorno 14 febbraio la notizia relativa alla multa comminata a Mediaset: "Berlusconi has been monopolising TV screens since the start of the year, giving him a serious advantage in the legislative race. His group, Mediaset, was ordered by the Italian communications watchdog on 9 February 2006 to pay a 150,000-euro fine for exceeding his airtime."
E la notizia della condanna di Feltri?
I sondaggi del Caimano.
Dal sito di Repubblica di oggi, all'interno dell'articolo "Psb, quanti sondaggi discussi. Per chi partecipa, anche gadget":
"Subito dopo l'annuncio di Berlusconi, nella redazione di Repubblica.it sono arrivate numerose le e-mail di lettori contenenti segnalazioni sulla Psb. Molti hanno sottolineato anche il discutibile metodo usato dalla societa' per reclutare la sua popolazione campione: i volontari che accettano di sottoporsi ai questionari possono ricevere premi e gadget."
Leggendo, non colgo il nesso tra discutibilita' del metodo e premi.
Intelleggendo, tuttavia, dovrei forse chiedermi: il metodo e' discutibile perche', ricevendo un premio, si e' piu' orientati a votare la Casa delle Liberta'? Che vorrebbe dire, d'altra parte, che non ricevendolo si e' piu' propensi a votare per l'Unione? Mah.
Per completezza, a proposito della Psb.
La Psb (ossia Penn, Schoen and Berland Associates, Inc.) ha avuto tra i principali clienti, in ambito politico, Bill Clinton e Hillary Clinton, cui ha fornito strategic advisory.
In relazione a tali incarichi, l'American Association of Political Consultants ha riconosciuto a Penn il premio "Pollster of the Year" nel 1996 (presidenziali di Bill Cliton) e nel 2001 (Senato dello Stato di New York per Hillary Clinton).
Lo scorso anno la Psb ha ricevuto l'"Honorable Mention" per il premio "Best Non-Broadcast Video 2005", grazie al viedo "Promise Preview" realizzato per il New Democrat Network.
Time ha definito la Psb "Masters of Message."
L'AAPC e' riconosciuta l'associazione di maggiore prestigio nella sua categoria.
Il Board of Directors ("founded in 1969", "bipartisan organization of political professionals") e' attualmente formato da 12 repubblicani e 12 democratici.
"Subito dopo l'annuncio di Berlusconi, nella redazione di Repubblica.it sono arrivate numerose le e-mail di lettori contenenti segnalazioni sulla Psb. Molti hanno sottolineato anche il discutibile metodo usato dalla societa' per reclutare la sua popolazione campione: i volontari che accettano di sottoporsi ai questionari possono ricevere premi e gadget."
Leggendo, non colgo il nesso tra discutibilita' del metodo e premi.
Intelleggendo, tuttavia, dovrei forse chiedermi: il metodo e' discutibile perche', ricevendo un premio, si e' piu' orientati a votare la Casa delle Liberta'? Che vorrebbe dire, d'altra parte, che non ricevendolo si e' piu' propensi a votare per l'Unione? Mah.
Per completezza, a proposito della Psb.
La Psb (ossia Penn, Schoen and Berland Associates, Inc.) ha avuto tra i principali clienti, in ambito politico, Bill Clinton e Hillary Clinton, cui ha fornito strategic advisory.
In relazione a tali incarichi, l'American Association of Political Consultants ha riconosciuto a Penn il premio "Pollster of the Year" nel 1996 (presidenziali di Bill Cliton) e nel 2001 (Senato dello Stato di New York per Hillary Clinton).
Lo scorso anno la Psb ha ricevuto l'"Honorable Mention" per il premio "Best Non-Broadcast Video 2005", grazie al viedo "Promise Preview" realizzato per il New Democrat Network.
Time ha definito la Psb "Masters of Message."
L'AAPC e' riconosciuta l'associazione di maggiore prestigio nella sua categoria.
Il Board of Directors ("founded in 1969", "bipartisan organization of political professionals") e' attualmente formato da 12 repubblicani e 12 democratici.
Friday, February 10, 2006
Cena.
Cena presso l'Azienda Agrituristica "La Fonte", Contrada Fonte Luca 34, Mosciano Sant'Angelo (Teramo).
Antipasti: prosciutto, salam, lonza, pecorino con le noci.
Assaggi di primi: chiatarrina con ragu' di carne, tagliatelle con radicchio e salsiccia, ravioli.
Secondo: agnello alla brace.
Antipasti: prosciutto, salam, lonza, pecorino con le noci.
Assaggi di primi: chiatarrina con ragu' di carne, tagliatelle con radicchio e salsiccia, ravioli.
Secondo: agnello alla brace.
Thursday, February 09, 2006
Cartoon Row.
Quote of the day.
An infallible method of conciliating a tiger is to allow oneself to be devoured (Konrad Adenauer).
Lo adottera' anche l'Europa nella questione "cartoon row"?
An infallible method of conciliating a tiger is to allow oneself to be devoured (Konrad Adenauer).
Lo adottera' anche l'Europa nella questione "cartoon row"?
Tuesday, February 07, 2006
A proposito del post di ieri (Pesi e misure).
Giuliano Ferrara sul Foglio (fondo a pagina 1):
"Non c’e' reciprocita' in questo multiculturalismo a senso unico. Noi finanziamo la costruzione delle moschee, loro vietano la messa e l’espressione pubblica del culto. Noi abbiamo protestato civilmente davanti all’ambasciata iraniana a Roma il 3 novembre, agitando la bandiera iraniana e gridando slogan pacifici in farsi, loro incendiano ambasciate e consolati dal Libano a Gaza, da Giacarta a Damasco. Protestano per l’irrisione della religione islamica e dei suoi precetti letteralisti, ma irridono il dio degli ebrei e dei cristiani ed estirpano con la violenza le ultime vestigia del cristianesimo nella loro terra, minacciando di estinzione la patria ebraica. Chiedono che sia sostenuto dai nostri soldi il popolo palestinese e la sua burocrazia di governo, ma si accingono con Hamas a proporre l’applicazione della legge coranica e irrompono armati con Fatah nella sede dell’Unione europea o aggrediscono a sassate l’ambasciata austriaca a Teheran perche' l’Austria oggi presiede l’Unione."
"Non c’e' reciprocita' in questo multiculturalismo a senso unico. Noi finanziamo la costruzione delle moschee, loro vietano la messa e l’espressione pubblica del culto. Noi abbiamo protestato civilmente davanti all’ambasciata iraniana a Roma il 3 novembre, agitando la bandiera iraniana e gridando slogan pacifici in farsi, loro incendiano ambasciate e consolati dal Libano a Gaza, da Giacarta a Damasco. Protestano per l’irrisione della religione islamica e dei suoi precetti letteralisti, ma irridono il dio degli ebrei e dei cristiani ed estirpano con la violenza le ultime vestigia del cristianesimo nella loro terra, minacciando di estinzione la patria ebraica. Chiedono che sia sostenuto dai nostri soldi il popolo palestinese e la sua burocrazia di governo, ma si accingono con Hamas a proporre l’applicazione della legge coranica e irrompono armati con Fatah nella sede dell’Unione europea o aggrediscono a sassate l’ambasciata austriaca a Teheran perche' l’Austria oggi presiede l’Unione."
Monday, February 06, 2006
Pesi e misure.
I paesi di matrice islamica fondano i principi della societa' sul rispetto della sharia, la legge coranica.
E' comprensibile che l'offesa di tali principi causi rimostranze e proteste.
I paesi occidentali (almeno, molti di essi) fondano i principi della societa' su valori liberali, di garanzia e rispetto delle liberta' e dei diritti dei cittadini.
E' comprensibile che violazioni in tal senso producano effetti indesiderati per l'aggressore.
Nei due ambiti, a fronte di un'azione di offesa, quello che pare sproporzionato e' la natura della reazione.
Gli Stati Uniti, nel settembre 2001, hanno subito un attacco terroristico che ha causato 2.749 vittime “nonterrorists”, compresi gli occupanti degli aerei (il dato e' stabilito sulla base dei certificati di morte emessi dal New York City Medical Examiner’s Office riportato nel Report della "National Commission on Terrorist Attacks Upon the United States", pagina 551, note al Capitolo 9. Il documento e' reperibile sul sito internet 9-11 Commission).
La reazione e' stata l'adozione di una politica estera volta a combattere i terroristi piu' pericolosi dove ritiene essi si nascondano, quindi anche a casa loro, come risposta diretta alla guerra scatenata nel cuore di NY.
Tale posizione puo' essere piu' o meno condivisibile, ma si tratta di politica estera, non di potere divino degli USA sulle sorti del mondo, non di ricerca del petrolio, non di capacita' divinatorie di distinzione tra bene e male.
I paesi islamici hanno subito un'offesa legata a 12 vignette satiriche.
La reazione e' costituita da violente proteste, roghi delle ambasciate, fatwa sui disegnatori (ossia condanna a morte).
Nel primo caso, giusta o no, la proporzione e': Uccidi 2.749 miei cittadini? Ti dichiaro guerra.
Nel secondo caso, la proporzione e': Mi hai offeso? Ti condanno a morte (come Theo van Gogh).
Ora, nel primo caso l'impostazione prescelta (ripeto: giusta o no) non limita i diritti e le liberta' di tutti gli occupanti del mondo, a meno che questi non compiano attentati lesivi, dal punto di vista della vita umana, nei confronti di cittadini americani: puoi pensare tutto di me, ma non ammazzarmi.
Nel secondo caso, emerge, viceversa, una limitazione delle liberta' individuali, non solo quelle d'opinione: non puoi muovermi critiche, non puoi fare satira nei miei confronti, non puoi (e chi mancherebbe) ammazzarmi, non puoi farmi rispettare le risoluzioni internazionali delle Nazioni Unite, non puoi impedirmi la proliferazione nucleare, non puoi impedirmi di dire che Israele deve sparire dalla carta geografica, mentre a me e' concesso fare tutto questo.
Tale limitazione, di profumo totalitaristico, che pare accettabile all'interno dei paesi in cui vige la sharia, non puo' esserlo in tutto il mondo, altrimenti emergerebbe una posizione privilegiata di un paese rispetto agli altri: io posso e tu no, a me e' concesso e a te no, nel nome dei piu' alti principi cui mi ispiro.
Ne consegue che non si puo' pensare di imporre in tutto il mondo quanto avviene negli 11 paesi in riferimento ai quali il "Freedom of the Press 2005" cita il termine “Islam”:
[16 volte, verificabile con la funzione "Ctrl+f", whole words only; per intenderci, il "Freedom of the Press 2005" e' quello in cui l'Italia e' al 77° posto, dichiarato paese parzialmente libero anche perche' "a 76-year-old journalist and senator (Lino Jannuzzi, senatore indipendente eletto con Forza Italia) was placed under house arrest...".]
1.
Afghanistan, 68 punti, 145° posto su 194, paese non libero.
“… broad restrictions on content that is “contrary to the principles of Islam or offensive to other religions and sects …”
“Many practice self-censorship or avoid writing about sensitive issues such as Islam, national unity, or crimes committed by specific warlords.”
2.
Bahrain, 71 punti, 156° posto, paese non libero.
“The constitution allows for the right to press freedom, excluding opinions that undermine the fundamental beliefs of Islam …”
3.
Iran, 80 punti, 173° posto, paese non libero.
“The 2000 press law established a Press Supervisory Board mandated to ban publications that defame Islam or the Supreme Leader, damage “the foundation of the Islamic Republic” or national security, publish libel against “lawfully respected” officials or institutions, or quote articles from “the deviant press, parties, and groups which oppose Islam.”
4.
Malaysia, 69 punti, 152° posto, paese non libero.
“In 2004, it continued with the threat to prosecute Screenshots webmaster, Jeff Ooi, for allowing a reader’s post on his Web site on September 30 that was critical of the moderate vision of Islam promoted by the ruling party.”
“In November, the government ordered the closure of another online forum, Malaysia Boleh, for posting allegedly inflammatory and seditious comments on Malay rights and Islam.”
5.
Maldives, 68 punti, 145° posto, paese non libero.
“The penal code bans speech and publications that threaten national security, insult Islam, or could “arouse people against the government, …”
6.
Mauritania, 65 punti, 136° posto, paese non libero.
“The interior minister can suspend publication of material that discredits Islam or threatens national security.”
7.
Morocco, 63 punti, 131° posto, paese non libero.
“The press law forbids journalists from criticizing the king, the royal family, Islam, or the nation’s “territorial integrity” …”
8.
Netherlands, 11 punti, 6° posto, paese libero.
“The murder of Theo Van Gogh, an outspoken filmmaker and newspaper columnist, sparked concerns about the status of free speech and the press in the country. Van Gogh was well-known for his strongly critical views toward Muslims and Islam and had recently made a film depicting violence against women in Islamic societies.“
9.
Qatar, 62 punti, 128° posto, paese non libero.
“A censorship office within the Qatar Radio and Television Corporation reviews domestic and foreign media for pornography and material deemed inimical to Islam.”
10.
Saudi Arabia, 80 punti, 173° posto, paese non libero.
“Authorities do not permit criticism of Islam or the ruling family by domestic media, and a national security law prohibits criticism of the government.”
“These prohibitions are echoed by a media policy statement that urges journalists to “uphold Islam, oppose atheism, promote Arab interests, and preserve cultural heritage.”
“Foreign broadcasts are similarly censored, and references to politics, pork or pigs, alcohol, sex, and religions other than Islam are removed.”
11.
Uzbekistan, 85 punti, 184° posto, paese non libero.
“… taboo subjects include poverty, labor exploitation during the cotton harvest, and any criticism of President Islam Karimov.”
In riferimento al contesto descritto, non credo che Glucksmann risulti allarmistico quando dichiara che "In democrazia non c'e' censura preventiva. Se cediamo si introduce lo sharia in Europa." (Corriere della Sera del 3 febbraio 2006, in un'intervista rilasciata a Stefano Montefiori), ne' Amos Oz esagerato quando conferma: "Cercano di imporre la sharia in Europa! Assurdo ..." (Corriere della Sera del 4 febbraio 2006, in un'intervista rilasciata a Lorenzo Cremonini).
E' comprensibile che l'offesa di tali principi causi rimostranze e proteste.
I paesi occidentali (almeno, molti di essi) fondano i principi della societa' su valori liberali, di garanzia e rispetto delle liberta' e dei diritti dei cittadini.
E' comprensibile che violazioni in tal senso producano effetti indesiderati per l'aggressore.
Nei due ambiti, a fronte di un'azione di offesa, quello che pare sproporzionato e' la natura della reazione.
Gli Stati Uniti, nel settembre 2001, hanno subito un attacco terroristico che ha causato 2.749 vittime “nonterrorists”, compresi gli occupanti degli aerei (il dato e' stabilito sulla base dei certificati di morte emessi dal New York City Medical Examiner’s Office riportato nel Report della "National Commission on Terrorist Attacks Upon the United States", pagina 551, note al Capitolo 9. Il documento e' reperibile sul sito internet 9-11 Commission).
La reazione e' stata l'adozione di una politica estera volta a combattere i terroristi piu' pericolosi dove ritiene essi si nascondano, quindi anche a casa loro, come risposta diretta alla guerra scatenata nel cuore di NY.
Tale posizione puo' essere piu' o meno condivisibile, ma si tratta di politica estera, non di potere divino degli USA sulle sorti del mondo, non di ricerca del petrolio, non di capacita' divinatorie di distinzione tra bene e male.
I paesi islamici hanno subito un'offesa legata a 12 vignette satiriche.
La reazione e' costituita da violente proteste, roghi delle ambasciate, fatwa sui disegnatori (ossia condanna a morte).
Nel primo caso, giusta o no, la proporzione e': Uccidi 2.749 miei cittadini? Ti dichiaro guerra.
Nel secondo caso, la proporzione e': Mi hai offeso? Ti condanno a morte (come Theo van Gogh).
Ora, nel primo caso l'impostazione prescelta (ripeto: giusta o no) non limita i diritti e le liberta' di tutti gli occupanti del mondo, a meno che questi non compiano attentati lesivi, dal punto di vista della vita umana, nei confronti di cittadini americani: puoi pensare tutto di me, ma non ammazzarmi.
Nel secondo caso, emerge, viceversa, una limitazione delle liberta' individuali, non solo quelle d'opinione: non puoi muovermi critiche, non puoi fare satira nei miei confronti, non puoi (e chi mancherebbe) ammazzarmi, non puoi farmi rispettare le risoluzioni internazionali delle Nazioni Unite, non puoi impedirmi la proliferazione nucleare, non puoi impedirmi di dire che Israele deve sparire dalla carta geografica, mentre a me e' concesso fare tutto questo.
Tale limitazione, di profumo totalitaristico, che pare accettabile all'interno dei paesi in cui vige la sharia, non puo' esserlo in tutto il mondo, altrimenti emergerebbe una posizione privilegiata di un paese rispetto agli altri: io posso e tu no, a me e' concesso e a te no, nel nome dei piu' alti principi cui mi ispiro.
Ne consegue che non si puo' pensare di imporre in tutto il mondo quanto avviene negli 11 paesi in riferimento ai quali il "Freedom of the Press 2005" cita il termine “Islam”:
[16 volte, verificabile con la funzione "Ctrl+f", whole words only; per intenderci, il "Freedom of the Press 2005" e' quello in cui l'Italia e' al 77° posto, dichiarato paese parzialmente libero anche perche' "a 76-year-old journalist and senator (Lino Jannuzzi, senatore indipendente eletto con Forza Italia) was placed under house arrest...".]
1.
Afghanistan, 68 punti, 145° posto su 194, paese non libero.
“… broad restrictions on content that is “contrary to the principles of Islam or offensive to other religions and sects …”
“Many practice self-censorship or avoid writing about sensitive issues such as Islam, national unity, or crimes committed by specific warlords.”
2.
Bahrain, 71 punti, 156° posto, paese non libero.
“The constitution allows for the right to press freedom, excluding opinions that undermine the fundamental beliefs of Islam …”
3.
Iran, 80 punti, 173° posto, paese non libero.
“The 2000 press law established a Press Supervisory Board mandated to ban publications that defame Islam or the Supreme Leader, damage “the foundation of the Islamic Republic” or national security, publish libel against “lawfully respected” officials or institutions, or quote articles from “the deviant press, parties, and groups which oppose Islam.”
4.
Malaysia, 69 punti, 152° posto, paese non libero.
“In 2004, it continued with the threat to prosecute Screenshots webmaster, Jeff Ooi, for allowing a reader’s post on his Web site on September 30 that was critical of the moderate vision of Islam promoted by the ruling party.”
“In November, the government ordered the closure of another online forum, Malaysia Boleh, for posting allegedly inflammatory and seditious comments on Malay rights and Islam.”
5.
Maldives, 68 punti, 145° posto, paese non libero.
“The penal code bans speech and publications that threaten national security, insult Islam, or could “arouse people against the government, …”
6.
Mauritania, 65 punti, 136° posto, paese non libero.
“The interior minister can suspend publication of material that discredits Islam or threatens national security.”
7.
Morocco, 63 punti, 131° posto, paese non libero.
“The press law forbids journalists from criticizing the king, the royal family, Islam, or the nation’s “territorial integrity” …”
8.
Netherlands, 11 punti, 6° posto, paese libero.
“The murder of Theo Van Gogh, an outspoken filmmaker and newspaper columnist, sparked concerns about the status of free speech and the press in the country. Van Gogh was well-known for his strongly critical views toward Muslims and Islam and had recently made a film depicting violence against women in Islamic societies.“
9.
Qatar, 62 punti, 128° posto, paese non libero.
“A censorship office within the Qatar Radio and Television Corporation reviews domestic and foreign media for pornography and material deemed inimical to Islam.”
10.
Saudi Arabia, 80 punti, 173° posto, paese non libero.
“Authorities do not permit criticism of Islam or the ruling family by domestic media, and a national security law prohibits criticism of the government.”
“These prohibitions are echoed by a media policy statement that urges journalists to “uphold Islam, oppose atheism, promote Arab interests, and preserve cultural heritage.”
“Foreign broadcasts are similarly censored, and references to politics, pork or pigs, alcohol, sex, and religions other than Islam are removed.”
11.
Uzbekistan, 85 punti, 184° posto, paese non libero.
“… taboo subjects include poverty, labor exploitation during the cotton harvest, and any criticism of President Islam Karimov.”
In riferimento al contesto descritto, non credo che Glucksmann risulti allarmistico quando dichiara che "In democrazia non c'e' censura preventiva. Se cediamo si introduce lo sharia in Europa." (Corriere della Sera del 3 febbraio 2006, in un'intervista rilasciata a Stefano Montefiori), ne' Amos Oz esagerato quando conferma: "Cercano di imporre la sharia in Europa! Assurdo ..." (Corriere della Sera del 4 febbraio 2006, in un'intervista rilasciata a Lorenzo Cremonini).
Saturday, February 04, 2006
Cena.
Cena al ristorante il Torchio, a Pettorano sul Gizio.
Agnello, pecorino e caciovallo con pere e focaccia calda.
Wednesday, February 01, 2006
Munich, Spielberg.
Morale: la necessita' di ricerca della pace vista l'inutilita' degli attentati terroristici, l'uno in risposta all'altro senza soluzione di continuita', tra ebrei e palestinesi.
Due personaggi contrapposti citano la stessa frase: ci vorra' tempo, 100 anni, ma vinceremo noi, avremo la nostra terra.
Nel frattempo, le vite degli uomini vengono recise o sottoposte ad un pesante stress psicologico.
Quindi, come alernative, la morte oppure la riconsiderazione delle proprie convinzioni.
Tuesday, January 31, 2006
Adria'.
elBulli
I 23 punti della filosofia culinaria di Adria' esposti il 17 gennaio 2006 nel suo intervento al IV Cumbre Internacional de Gastronomia organizzato da Madrid Fusion:
1. La cocina es un lenguaje mediante el cual se puede expresar armonía, creatividad, felicidad, belleza, poesía, complejidad, magia, humor, provocación.
2. Se da por supuesta la utilización de productos de máxima calidad, así como el conocimiento de la técnica para elaborarlos.
3. Todos los productos tienen el mismo valor gastronómico, independientemente de su precio.
4. Se utilizan preferentemente productos del mundo vegetal y del mar; predominan también productos lácteos, frutos secos y otros productos que en su conjunto configuran una cocina ligera. En la última etapa se hace muy poco uso de la carne roja y de aves en grandes piezas.
5. Aunque se modifiquen las características de los productos (temperatura, textura, forma, etcétera), el objetivo es preservar siempre la pureza de su sabor original, salvo en los procesos en los que haya una cocción larga o se busquen los matices resultantes de reacciones como la de Maillard.
6. Las técnicas de cocción, tanto clásicas como modernas, son un patrimonio que el cocinero debe saber aprovechar al máximo.
7. Como ha sucedido a lo largo de la historia en la mayoría de los campos de la evolución humana, las nuevas tecnologías son un apoyo para el progreso de la cocina.
8. Se amplia la familia de los fondos, y junto a los clásicos se utilizan fondos más ligeros que ejercen idéntica función (aguas, caldos, consomés, jugos de verduras clarificados, leches de frutos secos, etcétera).
9. La información que da un pato se disfruta a través de los sentidos; también se disfruta y racionaliza con la reflexión.
10. Los estímulos de los sentidos no sólo son gustativos: se puede jugar igualmente con el tacto (contrastes de temperaturas y texturas), el olfato, la vista (colores, formas, engaño visual, etcétera), con lo que los sentidos se convierten en uno de nuestros puntos de referencia a la hora de crear.
11. La búsqueda técnico-conceptual es el vértice de la pirámide creativa.12. Se crea en equipo.
13. Se borran las barreras entre el mundo dulce y el mundo salado. Importancia del mundo helado salado y de la cocina fría en general.
14. La estructura clásica de los platos se rompe: en los entrantes y en los postres hay una verdadera revolución en la que tiene mucho que ver la simbiosis, en los segundos platos se rompe la jerarquía "producto-guarnición-salsa".
15. Se potencia una nueva manera de servir la comida.
16. Lo autóctono como estilo es un sentimiento de vinculación con el entorno.
17. Los productos y elaboraciones de otros países se someten al propio criterio de cocina.
18. Existen dos grandes caminos para alcanzar la armonía de productos y sabores: a través de la memoria (deconstrucción, conexión con lo autóctono, adaptación, recetas modernas anteriores), o a través de nuevas combinaciones.
19. Puntos de conexión con el mundo y el lenguaje del arte.
20. La concepción de las recetas está pensada para que la armonía funcione en raciones pequeñas.
21. La descontextualización, la ironía, el espectáculo, la performance, son completamente lícitas, siempre que no sean superficiales, sino que respondan o se conecten con una reflexión gastronómica.
22. El menú degustación es nuestra expresión en la cocina de vangaurdia. La estructura está viva y sujeta a cambios. Se apuesta por conceptos como snacks, tapas, morphings, etcétera.
23. El conocimiento y/o la colaboración con expertos de los diferentes campos (cultura gastronómica, historia, diseño industrial, ciencia) es primordial para nuestra evolución.
I 23 punti della filosofia culinaria di Adria' esposti il 17 gennaio 2006 nel suo intervento al IV Cumbre Internacional de Gastronomia organizzato da Madrid Fusion:
1. La cocina es un lenguaje mediante el cual se puede expresar armonía, creatividad, felicidad, belleza, poesía, complejidad, magia, humor, provocación.
2. Se da por supuesta la utilización de productos de máxima calidad, así como el conocimiento de la técnica para elaborarlos.
3. Todos los productos tienen el mismo valor gastronómico, independientemente de su precio.
4. Se utilizan preferentemente productos del mundo vegetal y del mar; predominan también productos lácteos, frutos secos y otros productos que en su conjunto configuran una cocina ligera. En la última etapa se hace muy poco uso de la carne roja y de aves en grandes piezas.
5. Aunque se modifiquen las características de los productos (temperatura, textura, forma, etcétera), el objetivo es preservar siempre la pureza de su sabor original, salvo en los procesos en los que haya una cocción larga o se busquen los matices resultantes de reacciones como la de Maillard.
6. Las técnicas de cocción, tanto clásicas como modernas, son un patrimonio que el cocinero debe saber aprovechar al máximo.
7. Como ha sucedido a lo largo de la historia en la mayoría de los campos de la evolución humana, las nuevas tecnologías son un apoyo para el progreso de la cocina.
8. Se amplia la familia de los fondos, y junto a los clásicos se utilizan fondos más ligeros que ejercen idéntica función (aguas, caldos, consomés, jugos de verduras clarificados, leches de frutos secos, etcétera).
9. La información que da un pato se disfruta a través de los sentidos; también se disfruta y racionaliza con la reflexión.
10. Los estímulos de los sentidos no sólo son gustativos: se puede jugar igualmente con el tacto (contrastes de temperaturas y texturas), el olfato, la vista (colores, formas, engaño visual, etcétera), con lo que los sentidos se convierten en uno de nuestros puntos de referencia a la hora de crear.
11. La búsqueda técnico-conceptual es el vértice de la pirámide creativa.12. Se crea en equipo.
13. Se borran las barreras entre el mundo dulce y el mundo salado. Importancia del mundo helado salado y de la cocina fría en general.
14. La estructura clásica de los platos se rompe: en los entrantes y en los postres hay una verdadera revolución en la que tiene mucho que ver la simbiosis, en los segundos platos se rompe la jerarquía "producto-guarnición-salsa".
15. Se potencia una nueva manera de servir la comida.
16. Lo autóctono como estilo es un sentimiento de vinculación con el entorno.
17. Los productos y elaboraciones de otros países se someten al propio criterio de cocina.
18. Existen dos grandes caminos para alcanzar la armonía de productos y sabores: a través de la memoria (deconstrucción, conexión con lo autóctono, adaptación, recetas modernas anteriores), o a través de nuevas combinaciones.
19. Puntos de conexión con el mundo y el lenguaje del arte.
20. La concepción de las recetas está pensada para que la armonía funcione en raciones pequeñas.
21. La descontextualización, la ironía, el espectáculo, la performance, son completamente lícitas, siempre que no sean superficiales, sino que respondan o se conecten con una reflexión gastronómica.
22. El menú degustación es nuestra expresión en la cocina de vangaurdia. La estructura está viva y sujeta a cambios. Se apuesta por conceptos como snacks, tapas, morphings, etcétera.
23. El conocimiento y/o la colaboración con expertos de los diferentes campos (cultura gastronómica, historia, diseño industrial, ciencia) es primordial para nuestra evolución.
Identita' golose
Milano, Palazzo Mezzanotte.
Dal 29 gennaio al 1° febbraio 2006: Identita' Golose - Congresso Italiano di Cucina d’Autore, seconda edizione.
Tra i cuochi italiani: Fulvio Pierangelini del ristorante Gambero Rosso (San Vincenzo, Livorno), Carlo Cracco del ristorante Cracco-Peck (Milano) ["Diamo a Cracco quel che e' di Cracco e a Peck quel che e' di Peck" (Camillo Langone).]
Tra i cuochi stranieri: Ferran Adria' del ristorante elBulli di Cala Montjoi (Roses, Spagna), Jordi Herrera del Ristorante Manairo' (Barcellona, Spagna).
Dal 29 gennaio al 1° febbraio 2006: Identita' Golose - Congresso Italiano di Cucina d’Autore, seconda edizione.
Tra i cuochi italiani: Fulvio Pierangelini del ristorante Gambero Rosso (San Vincenzo, Livorno), Carlo Cracco del ristorante Cracco-Peck (Milano) ["Diamo a Cracco quel che e' di Cracco e a Peck quel che e' di Peck" (Camillo Langone).]
Tra i cuochi stranieri: Ferran Adria' del ristorante elBulli di Cala Montjoi (Roses, Spagna), Jordi Herrera del Ristorante Manairo' (Barcellona, Spagna).
Sunday, January 29, 2006
Cena.
A casa.
Antipasto: culatello di Zibello, zucchine a striscioline sotto'olio fatte in casa, fave sott'olio fatte in casa.
Pasta al forno (penne De Cecco).
Salsicce di carne e di fegato di Giulianova.
Vino: Luce della Vigna, Marchesi de' Frescobaldi, 1997.
Dal sito Luce Wines dei Marchesi de' Frescobaldi:
"Luce e' il primo vino che sia mai stato prodotto a Montalcino unendo le uve dei vitigni Sangiovese e Merlot.
Associare la rotondita' e la morbidezza del Merlot alla struttura e all'eleganza del Sangiovese sembrerebbe una cosa ovvia, ma ci sono voluti due enologi affermati come Lamberto Frescobaldi e Tim Mondavi per poter far questo nella terra del Brunello di Montalcino, vino di fama mondiale ottenuto con il 100% di Sangiovese.
La primavera del 1997 e' stata insolitamente calda. Le gemme e la fioritura sono apparse in anticipo per tutte le varieta', specialmente per il Sangiovese. Il 18 aprile, c'e' stata una gelata nel sud della Toscana ma, grazie alle loro altitudine, i vigneti di Luce sono stati colpiti solo in parte. Le ottime temperature di maggio e giugno hanno favorito lo sviluppo della vegetazione. Il sole generoso di agosto e settembre ha contribuito a far maturare l'uva piu' presto del solito e in modo uniforme. La vendemmia ha dato un'eccellente concentrazione di fragranze, livelli ideali di zucchero ed una maturazione fenolica ottimale.
Note di Degustazione:
Luce 1997 e' un vino robusto e distinto, ricco di finezza, di un marcato color rosso rubino. Il suo intenso bouquet sprigiona seducenti aromi di lamponi e ribes nero che si alternano a note piu' dolci di vaniglia e chiodi di garofano per portare ad un finale lungo e caldo. I tannini sono estremamente fini e vellutati, assicurando la complessita' nella bottiglia.
Vitigni: 50% Sangiovese, 50% Merlot.
Premi: Vinarius Vino dell'Anno, 2001."
Antipasto: culatello di Zibello, zucchine a striscioline sotto'olio fatte in casa, fave sott'olio fatte in casa.
Pasta al forno (penne De Cecco).
Salsicce di carne e di fegato di Giulianova.
Vino: Luce della Vigna, Marchesi de' Frescobaldi, 1997.
Dal sito Luce Wines dei Marchesi de' Frescobaldi:
"Luce e' il primo vino che sia mai stato prodotto a Montalcino unendo le uve dei vitigni Sangiovese e Merlot.
Associare la rotondita' e la morbidezza del Merlot alla struttura e all'eleganza del Sangiovese sembrerebbe una cosa ovvia, ma ci sono voluti due enologi affermati come Lamberto Frescobaldi e Tim Mondavi per poter far questo nella terra del Brunello di Montalcino, vino di fama mondiale ottenuto con il 100% di Sangiovese.
La primavera del 1997 e' stata insolitamente calda. Le gemme e la fioritura sono apparse in anticipo per tutte le varieta', specialmente per il Sangiovese. Il 18 aprile, c'e' stata una gelata nel sud della Toscana ma, grazie alle loro altitudine, i vigneti di Luce sono stati colpiti solo in parte. Le ottime temperature di maggio e giugno hanno favorito lo sviluppo della vegetazione. Il sole generoso di agosto e settembre ha contribuito a far maturare l'uva piu' presto del solito e in modo uniforme. La vendemmia ha dato un'eccellente concentrazione di fragranze, livelli ideali di zucchero ed una maturazione fenolica ottimale.
Note di Degustazione:
Luce 1997 e' un vino robusto e distinto, ricco di finezza, di un marcato color rosso rubino. Il suo intenso bouquet sprigiona seducenti aromi di lamponi e ribes nero che si alternano a note piu' dolci di vaniglia e chiodi di garofano per portare ad un finale lungo e caldo. I tannini sono estremamente fini e vellutati, assicurando la complessita' nella bottiglia.
Vitigni: 50% Sangiovese, 50% Merlot.
Premi: Vinarius Vino dell'Anno, 2001."
Friday, January 27, 2006
International Day of Commemoration in memory of the victims of the Holocaust (il giorno della memoria).
La road map dell'ONU per l'ONU sull'antisemitismo: un percorso lungo 30 anni.
1975
Resolution 3379 (XXX).
"Elimination of all form of racial discrimination. The General Assembly ... determines that zionism is a form of racism and racial discrimination".
2400th plenary meeting, 10 November 1975.
1991
Resolution 46/86.
"Elimination of racism and racial discrimination. The General Assembly decides to revoke the determination contained in its resolution 3379 (XXX)of 10 November 1975."
74th plenary meeting, 16 December 1991.
2004
Monday, June 21, 2004, Noon Brifeing.
Kofi Annan: “In fighting anti-Semitism, we fight for the future of all humanity.”
Highlights of the noon briefing by Fred Eckhard, spokesman for the Secretary - General of the United Nations, UN headquarters, New York.
2005
Resolution 60/7.
"Holocaust remembrance. The General Assembly ... resolves that the United Nations will designate 27 January as an annual International Day of Commemoration in memory of the victims of the Holocaust...".
42nd plenary meeting, 1 November 2005.
1975
Resolution 3379 (XXX).
"Elimination of all form of racial discrimination. The General Assembly ... determines that zionism is a form of racism and racial discrimination".
2400th plenary meeting, 10 November 1975.
1991
Resolution 46/86.
"Elimination of racism and racial discrimination. The General Assembly decides to revoke the determination contained in its resolution 3379 (XXX)of 10 November 1975."
74th plenary meeting, 16 December 1991.
2004
Monday, June 21, 2004, Noon Brifeing.
Kofi Annan: “In fighting anti-Semitism, we fight for the future of all humanity.”
Highlights of the noon briefing by Fred Eckhard, spokesman for the Secretary - General of the United Nations, UN headquarters, New York.
2005
Resolution 60/7.
"Holocaust remembrance. The General Assembly ... resolves that the United Nations will designate 27 January as an annual International Day of Commemoration in memory of the victims of the Holocaust...".
42nd plenary meeting, 1 November 2005.
Wednesday, January 25, 2006
Cena.
Cena al Caffe' San Tommaso 10 Lavazza, Via San Tommaso 10, Torino.
Cortese assaggino preantipasto: cilindretto di polenta ripieno di gorgonzola.
Insalata di carciofi con sfoglie di formaggio "testa di monaco".
Risotto allo zafferano in gremolada di palline di carne di vitello.
Macedonia.
Birra Menabrea.
"Tete de Moine o testa di monaco: alla fine del XVIII secolo il formaggio di Bellelay comincia ad essere chiamato con un altro nome: TÊTE DE MOINE. Questa denominazione viene citata per la prima volta intorno al 1793-1799 negli atti del dipartimento di Mont-Terrible – una regione che i francesi avevano annesso e trasformato in un "departement" – e precisamente in uno stampato intitolato "Tableau du maximum des objets de premiere necessite" - tavola dei beni di prima necessita'."
Dal sito http://www.tetedemoine.ch/history/herkunft/it.aspx.
Cortese assaggino preantipasto: cilindretto di polenta ripieno di gorgonzola.
Insalata di carciofi con sfoglie di formaggio "testa di monaco".
Risotto allo zafferano in gremolada di palline di carne di vitello.
Macedonia.
Birra Menabrea.
"Tete de Moine o testa di monaco: alla fine del XVIII secolo il formaggio di Bellelay comincia ad essere chiamato con un altro nome: TÊTE DE MOINE. Questa denominazione viene citata per la prima volta intorno al 1793-1799 negli atti del dipartimento di Mont-Terrible – una regione che i francesi avevano annesso e trasformato in un "departement" – e precisamente in uno stampato intitolato "Tableau du maximum des objets de premiere necessite" - tavola dei beni di prima necessita'."
Dal sito http://www.tetedemoine.ch/history/herkunft/it.aspx.
Tuesday, January 24, 2006
Ancora del conflitto di interessi.
Di recente, nei diversi confronti televisivi, e' emerso che le aziende riconducibili al Presidente del Consiglio abbiano subito un aumento del loro valore di borsa grazie ad interventi attuati dal Governo in conflitto di interessi.
Ho effettuato una verifica, nel periodo 14 maggio 2001 (lunedi' successivo alle elezioni politiche del 2001) - 23 gennaio 2006, delle le principali aziende riconducibili al Gruppo Fininvest (tra parentesi la relativa percentuale di controllo):
- Mediolanum (35%);
- Mediaset ("The major shareholders of Mediolanum S.p.A are: Doris Group (37.50960%) and Fininvest Group (35.15746%), who control the company through a shareholders' agreement (51.1 % of the capital), and whose shares are equally conferred (Doris Group 25.55% / Fininvest Group 25.55%). The shareholder pact was renewed on September 14, 2004 and is effective for 3 years.");
- Mondadori (50%).
Titolo Mediolanum:
14 maggio 2001: 13,4241
23 gennaio 2006: 6,338
Diminuzione del 52.79%
Titolo Mediaset:
14 maggio 2001: circa 13
23 gennaio 2006: 9,30
Diminuzione del 28.46%
Titolo Mondadori:
14 maggio 2001: circa 10,7
23 gennaio 2006: 7,775
Diminuzione del 27.34%
Pertanto, il valore di borsa dei titoli citati e' diminuito nel quinquennio 2001 - 2006.
Si potrebbe comunque opporre che il valore dei titoli in oggetto sia diminuito meno dell'indice MIB.
Anche in questo caso, ho verificato l'andamento dell'indice MIB nel periodo 14 maggio 2001 - 23 gennaio 2006.
Indice MIB:
14 maggio 2001: 27.252 punti
23 gennaio 2006: 26.412 punti
Diminuzione del 3.08%
Emerge quindi una diminuzione percentuale dei titoli in oggetto maggiore rispetto all'indice.
I dati sono reperibili pressi i siti di Borsa Italiana,Mediolanum, nella sezione Investor Relations - Mediolanum in Borsa - Storico quotazioni, Gruppo Mediaset.
Ho effettuato una verifica, nel periodo 14 maggio 2001 (lunedi' successivo alle elezioni politiche del 2001) - 23 gennaio 2006, delle le principali aziende riconducibili al Gruppo Fininvest (tra parentesi la relativa percentuale di controllo):
- Mediolanum (35%);
- Mediaset ("The major shareholders of Mediolanum S.p.A are: Doris Group (37.50960%) and Fininvest Group (35.15746%), who control the company through a shareholders' agreement (51.1 % of the capital), and whose shares are equally conferred (Doris Group 25.55% / Fininvest Group 25.55%). The shareholder pact was renewed on September 14, 2004 and is effective for 3 years.");
- Mondadori (50%).
Titolo Mediolanum:
14 maggio 2001: 13,4241
23 gennaio 2006: 6,338
Diminuzione del 52.79%
Titolo Mediaset:
14 maggio 2001: circa 13
23 gennaio 2006: 9,30
Diminuzione del 28.46%
Titolo Mondadori:
14 maggio 2001: circa 10,7
23 gennaio 2006: 7,775
Diminuzione del 27.34%
Pertanto, il valore di borsa dei titoli citati e' diminuito nel quinquennio 2001 - 2006.
Si potrebbe comunque opporre che il valore dei titoli in oggetto sia diminuito meno dell'indice MIB.
Anche in questo caso, ho verificato l'andamento dell'indice MIB nel periodo 14 maggio 2001 - 23 gennaio 2006.
Indice MIB:
14 maggio 2001: 27.252 punti
23 gennaio 2006: 26.412 punti
Diminuzione del 3.08%
Emerge quindi una diminuzione percentuale dei titoli in oggetto maggiore rispetto all'indice.
I dati sono reperibili pressi i siti di Borsa Italiana,Mediolanum, nella sezione Investor Relations - Mediolanum in Borsa - Storico quotazioni, Gruppo Mediaset.
Saturday, January 21, 2006
Del conflitto di interessi.
Non credo che l’arma del conflitto di interessi sia un argomento sostenibile dal punto di vista logico.
L’attuale governo ha perseguito, in linea generale, una politica di carattere liberale, basando le sue riforme, ove possibile, sugli elementi costitutivi del liberalismo: garantismo delle liberta' e dei diritti dei cittadini (tentando di limitare l’uso strumentale della magistratura), limitazione dell’ingerenza statale (attraverso le privatizzazioni), spinta allo sviluppo economico individuale (tramite la riduzione dell’imposizione fiscale), pace (appoggiando la coalition of willings che si oppone ai regimi illiberali e terroristici – anche Chirac ha annunciato che potrebbe usare armi non convenzionali qualora fosse a rischio la sicurezza del suo paese), riduzione degli sprechi dello stato (tramite la razionalizzazione delle risorse a disposizione degli enti locali), flessibilita' (legge Biagi).
Il governo e il presidente del Consiglio dei suoi ministri si ispirano evidentemente, oltre che a Ronald Reagan, anche a Ludwig von Mises, secondo il quale e' l'azione dell'imprenditore, imperniata sul calcolo economico, che contribuisce alla creazione della vera societa' aperta, liberale.
Ora, d’accordo o no con le teorie liberali, e' necessario riconoscere come la politica che attua questo governo si ispiri ad una tradizione liberale.
Chiunque si dichiari credente nelle teorie liberali, e dovesse trovarsi a governare il paese, credo che attuerebbe con piu' o meno veemenza azioni che possano garantire l'ottenimento dei medesimi risultati. E questo, com'e' negli intenti del liberalismo, potrebbe favorire lo sviluppo dell'iniziativa privata, e quindi la classe imprenditoriale, e quindi Berlusconi, De Benedetti, Benetton, Agnelli e altri.
Anche in quel caso ci sarebbe conflitto di interessi? Cioe', puo' configurarsi un conflitto di interessi perche' un governo si ispira al liberalismo, e cio' di conseguenza puo' favorire la classe imprenditoriale del paese?
E' evidente che non puo' essere.
E' evidente che si possa essere assolutamente ed energicamente contrari al pensiero liberale, e quindi a tutto quello che ne discende, ma appare incoerente fondare l'ammissibilita' del pensiero liberale a condizione che il capo del governo che lo persegue non sia un imprenditore.
Sarebbe come dire: “Credo ad un governo comunista, a patto il capo del governo non appartenga alla classe operaia”.
L’attuale governo ha perseguito, in linea generale, una politica di carattere liberale, basando le sue riforme, ove possibile, sugli elementi costitutivi del liberalismo: garantismo delle liberta' e dei diritti dei cittadini (tentando di limitare l’uso strumentale della magistratura), limitazione dell’ingerenza statale (attraverso le privatizzazioni), spinta allo sviluppo economico individuale (tramite la riduzione dell’imposizione fiscale), pace (appoggiando la coalition of willings che si oppone ai regimi illiberali e terroristici – anche Chirac ha annunciato che potrebbe usare armi non convenzionali qualora fosse a rischio la sicurezza del suo paese), riduzione degli sprechi dello stato (tramite la razionalizzazione delle risorse a disposizione degli enti locali), flessibilita' (legge Biagi).
Il governo e il presidente del Consiglio dei suoi ministri si ispirano evidentemente, oltre che a Ronald Reagan, anche a Ludwig von Mises, secondo il quale e' l'azione dell'imprenditore, imperniata sul calcolo economico, che contribuisce alla creazione della vera societa' aperta, liberale.
Ora, d’accordo o no con le teorie liberali, e' necessario riconoscere come la politica che attua questo governo si ispiri ad una tradizione liberale.
Chiunque si dichiari credente nelle teorie liberali, e dovesse trovarsi a governare il paese, credo che attuerebbe con piu' o meno veemenza azioni che possano garantire l'ottenimento dei medesimi risultati. E questo, com'e' negli intenti del liberalismo, potrebbe favorire lo sviluppo dell'iniziativa privata, e quindi la classe imprenditoriale, e quindi Berlusconi, De Benedetti, Benetton, Agnelli e altri.
Anche in quel caso ci sarebbe conflitto di interessi? Cioe', puo' configurarsi un conflitto di interessi perche' un governo si ispira al liberalismo, e cio' di conseguenza puo' favorire la classe imprenditoriale del paese?
E' evidente che non puo' essere.
E' evidente che si possa essere assolutamente ed energicamente contrari al pensiero liberale, e quindi a tutto quello che ne discende, ma appare incoerente fondare l'ammissibilita' del pensiero liberale a condizione che il capo del governo che lo persegue non sia un imprenditore.
Sarebbe come dire: “Credo ad un governo comunista, a patto il capo del governo non appartenga alla classe operaia”.
Subscribe to:
Posts (Atom)