Thursday, March 02, 2017
Sunday, February 26, 2017
Le volpi di Twickenam
Avrà anche perso, ma stavolta l'Italia del Rugby ha messo quasi in ridicolo i Maestri, compreso Eddie Jones (descritto come "baffled" dai giornali più signorili), quantomeno per un'ora.
La ruck non si forma per ordine di Brendan Venter (allenatore della difesa italiana) e gli inglesi non sanno come risolverla.
Inaccettabile che gli inglesi non conoscano neanche le regole: succede infatti che il capitano Hartley, discutibile in tante occasioni in quanto a fair play, e Haskell vadano dall'arbitro Poite a chiedere cosa dovrebbero fare in una situazione del genere.
"What we need to do...?"
"I can't say. I am the referee not the coach".
Dai Leoni di Highbury, alle quasi volpi di Twickenam.
La ruck non si forma per ordine di Brendan Venter (allenatore della difesa italiana) e gli inglesi non sanno come risolverla.
Inaccettabile che gli inglesi non conoscano neanche le regole: succede infatti che il capitano Hartley, discutibile in tante occasioni in quanto a fair play, e Haskell vadano dall'arbitro Poite a chiedere cosa dovrebbero fare in una situazione del genere.
"What we need to do...?"
"I can't say. I am the referee not the coach".
Dai Leoni di Highbury, alle quasi volpi di Twickenam.
Saturday, February 04, 2017
Wednesday, November 09, 2016
The Donald
Intervista del Foglio, del 29 settembre, al Presidente del Consiglio italiano
Presidente, c’è chi dice che se in America dovesse vincere Trump per l’Europa potrebbe essere un’opportunità: sarebbe costretta finalmente a responsabilizzarsi… “Se vince Trump è difficile fare previsioni su tutto. Se fossi americano voterei senza dubbio per Hillary Clinton. Ma se dovesse vincere Trump entreremmo in uno scenario tecnicamente inedito. Ce ne occuperemo al momento opportuno, sperando di non dovercene occupare mai”.
Presidente, c’è chi dice che se in America dovesse vincere Trump per l’Europa potrebbe essere un’opportunità: sarebbe costretta finalmente a responsabilizzarsi… “Se vince Trump è difficile fare previsioni su tutto. Se fossi americano voterei senza dubbio per Hillary Clinton. Ma se dovesse vincere Trump entreremmo in uno scenario tecnicamente inedito. Ce ne occuperemo al momento opportuno, sperando di non dovercene occupare mai”.
Sunday, October 02, 2016
Tuesday, August 30, 2016
Tartan noir
Incollato (al libro) senza colla. Sveglio nella notte per procedere nella lettura.
Ecco le sensazioni trasmesse da McIlvanney, "Come cerchi nell'acqua".
Mi aspettano gli altri due volumi nella trilogia.
“I don’t like questions. They invent the answers. The real answers are discovered, before you even know what the question is.”
Laidlaw
Saturday, January 30, 2016
Dischi che ho consumato
Quest'anno:
- Going Back Home (Wilko Johnson and Roger Daltrey album), anche se è del 2014
- Delilah (Anderson East album)
- Going Back Home (Wilko Johnson and Roger Daltrey album), anche se è del 2014
- Delilah (Anderson East album)
Sunday, October 04, 2015
Un vero duro
"Se giocassi ancora, oggi, mi piacerebbe essere allenato da Pep Guardiola... per il suo stile, la sua personalità, il suo autocontrollo"
(Roy Keane - Roddy Doyle, "Il secondo tempo")
(Roy Keane - Roddy Doyle, "Il secondo tempo")
Thursday, September 24, 2015
Lezioni nel rugby (oltre il rugby)
1) Scrum, come ordinato da Eddie Jones nei minuti finali di Springbok - Japan.
2) La ricerca dei contatti della Namibia contro i TuttiNeri (ovviamente oltre alla meta segnata).
2) La ricerca dei contatti della Namibia contro i TuttiNeri (ovviamente oltre alla meta segnata).
Saturday, August 22, 2015
NC Dexter
Colin Dexter è meraviglioso.
Luisa Nera è bravissima.
Sapete quelle immersioni nello spazio-tempo letterario...
Ecco. Leggete Dexter.
Luisa Nera è bravissima.
Sapete quelle immersioni nello spazio-tempo letterario...
Ecco. Leggete Dexter.
Sunday, March 02, 2014
Un libro degno di questo nome
Dignita' in tutti i sensi, quella di Mister Weisz.
Matteo Marani: "Dallo scudetto ad Auschwitz. Vita e morte di Arpad Weisz, allenatore ebreo".
Never forget.
Matteo Marani: "Dallo scudetto ad Auschwitz. Vita e morte di Arpad Weisz, allenatore ebreo".
Never forget.
Sunday, January 27, 2013
Il Pescara di Zeman
Un libro abruzzese. Sincero, serio, riconoscente. Che non dimentica i dolori quando arriva alla gioia.
La prefazione è di Sacchi: "Zeman è una persona perbene e un grande allenatore, con sensibilità, passione e capacità didattiche come pochi.".
Un passaggio riporta un'impressione di Pep sul Boemo: "Zeman è un allenatore verso il quale nutro profonda ammirazione". Assoluta soddisfazione.
Piccola soddisfazione. Lestfindthebar ci aveva creduto fin dall'inizio:
Tuesday, January 22, 2013
Rubì
Che starebbe per rugby, nella pronuncia transalpina, in particolare a sud-ovest.
Il libro che parla del "rubì" si chiama "I racconti del rugby", di Henri Garcia, anno 1961, ma per fortuna riedito in italiano di recente da una casa editrice che va incoraggiata, la Possibilia Editore.
Le 12 storie di Garcia sono attualissime, e la narrazione - che prima ti placca sul libro come un pilone e poi ti fa volare come un tre-quarti ala tra le pagine - è il reseconto di quel meraviglioso spaccato del rugby francese di mezzosecoloXX, orgoglioso rivale d'Albione.
Le avventure di Pierre Danos, Robert Soro, Antoine Wisser, Amédée Domenech (il Duca), Michel Vannier, sono da leggendarie, e rappresentano i primordi di una stirpe di giocatori francesi da cui è nato il "rubì" champagne.
Chapeau.
Il libro che parla del "rubì" si chiama "I racconti del rugby", di Henri Garcia, anno 1961, ma per fortuna riedito in italiano di recente da una casa editrice che va incoraggiata, la Possibilia Editore.
Le 12 storie di Garcia sono attualissime, e la narrazione - che prima ti placca sul libro come un pilone e poi ti fa volare come un tre-quarti ala tra le pagine - è il reseconto di quel meraviglioso spaccato del rugby francese di mezzosecoloXX, orgoglioso rivale d'Albione.
Le avventure di Pierre Danos, Robert Soro, Antoine Wisser, Amédée Domenech (il Duca), Michel Vannier, sono da leggendarie, e rappresentano i primordi di una stirpe di giocatori francesi da cui è nato il "rubì" champagne.
Chapeau.
Tuesday, January 15, 2013
Monday, January 07, 2013
Elegantoni
Dal fondo di una busta del negozio Iliprandi:
"Il vero gentleman puo' attraversare Milano riuscendo a passare inosservato".
"Il vero gentleman puo' attraversare Milano riuscendo a passare inosservato".
Friday, January 04, 2013
Tuesday, January 01, 2013
Prezzolini e Berlinguer
Bisogna leggere entrambi, ed andare oltre i luoghi comuni che li decretano su fazioni contrapposte, perchè sia evidente la loro stessa idea di fondo: l'opinione comune su quella piaga che - da più di un secolo - rovina l'italia (con la i minuscola, perchè così è trattato il Paese), ossia la politica fatta in un certo modo.
Me ne sono accorto (con ritardo purtroppo) leggendo la storica intervista di Scalfari a Berlinguer, da scaturì la mai troppo seguita "questione morale", di assurda e pertinente attualità:
"I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente; idee, ideali, programmi pochi o vaghi; sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune."
Prezzolini, molto tempo prima: "I ministri non sono scelti perchè persone competenti nell'agricoltura, nei lavori pubblici, nelle finanze, nelle poste e telegrafi, bensì perchè piemontesi, liguri, lombardi, toscani, siciliani, abruzzesi; o perchè appartenenti al gruppo a,b,c. Si è ministri non per quel che si è fatto, ma per il dialetto che si capisce, per il gergo parlamentare che si parla."
Adirittura identico il passaggio su corruzione e concussione.
Berlinguer: "Un'autorizzazione amministrative viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti."
Prezzolini: "In Italia non si può ottener nulla per le vie legali, nemmeno le cose legali. Anche queste si hanno per via illecita: favore, raccomandazione, pressione, ricatto, ...".
Segno che le intelligenze e le interpretazioni delle vicissitudini del Paese sono le medesime, ed i mali pure. A 60 anni distanza: 1921 Prezzolini, 1981 Berlinguer.
Possiamo aggiungere altri 30 anni a questa triste storia con le medesima sceneggiatura? C'era una volta in Italia.
Me ne sono accorto (con ritardo purtroppo) leggendo la storica intervista di Scalfari a Berlinguer, da scaturì la mai troppo seguita "questione morale", di assurda e pertinente attualità:
"I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente; idee, ideali, programmi pochi o vaghi; sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune."
Prezzolini, molto tempo prima: "I ministri non sono scelti perchè persone competenti nell'agricoltura, nei lavori pubblici, nelle finanze, nelle poste e telegrafi, bensì perchè piemontesi, liguri, lombardi, toscani, siciliani, abruzzesi; o perchè appartenenti al gruppo a,b,c. Si è ministri non per quel che si è fatto, ma per il dialetto che si capisce, per il gergo parlamentare che si parla."
Adirittura identico il passaggio su corruzione e concussione.
Berlinguer: "Un'autorizzazione amministrative viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti."
Prezzolini: "In Italia non si può ottener nulla per le vie legali, nemmeno le cose legali. Anche queste si hanno per via illecita: favore, raccomandazione, pressione, ricatto, ...".
Segno che le intelligenze e le interpretazioni delle vicissitudini del Paese sono le medesime, ed i mali pure. A 60 anni distanza: 1921 Prezzolini, 1981 Berlinguer.
Possiamo aggiungere altri 30 anni a questa triste storia con le medesima sceneggiatura? C'era una volta in Italia.
Milhattan
Capodanno a Milano, che vuole sembrare Manhattan con la nuova skyline, ma in realtà somiglia più ad un paesone.
Letteratura sportiva
L'ultima passione:
- "Lost souls", di Christian Giordano. Dentro quelle pagine, dopo averli scoperti come un tesoro sommerso nell'asfalto, ho fintato, tirato, giocato pick&roll con Earl "the Goat" Manigault che si elevo' sopra Kareem, con Ray Lew che faceva piovere, e con chiunque avesse un posto per un play. La prefazione di Federico Buffa (che per fortuna non si stanca di raccontare storie di perdenti e vincenti, e di istruirci con iperbolici collegamenti prima sconosciuti) recita: "Conosco Lost Souls, perché conosco le lost souls. Se lo state per leggere è perché siete anche voi morbosamente attratti da chi è passato col rosso nella vita. O magari perché – se Dio vuole – le loro storie non si vedono su YouTube e ci costringono ancora a farsi immaginare". No blood no foul.
- "Gli implaccabili", di Giorgio Cimbrico. Altre storie, regole sportive diverse - 40 punti contro un offload per un compagno a supporto - e lo stesso inestimabile valore di scoperta. Ma la prospettiva è diversa. Questi non si sono mai nascosti, hanno sempre mostrato il petto, non hanno mai preso una scorciatioia.Questi potevano starsene nella bambagia, come il principe Obolensky, ma preferivano fango e placcaggi, e non erano abbastanza. E allora non hanno fatto fatica a trasformali nei proiettili e pallottole di una Grande inutile Guerra.
- "Props, Piloni", di Francesco Volpe. Un mondo a parte dentro un mondo già molto diverso dalle vicende sportive comuni. La prima linea, la trincea, la guerra. Quelli che trasportano i pianforti per farli suonare dai trequarti. Molti di loro sono passati o si sono formati a L'Aquila. Segno di una terra che insegna quel che gli riesce meglio.
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