Visto al cinema il nuovo film dei fratelli Coen, "Burn after reading - A prova di spia".
Brad Pitt e' assolutamente divertente, George Clonney solito gigione, Francis McDormand sempre eccellente come in Fargo.
La storia, ben riuscita, ricorda i tempi di "Ladykillers", con piu' umorismo nero e meno confusione.
Clooney paranoico che fugge nel parco e Pitt che telefona a Malkovic sono spunti memorabili.
Malkovich forse e' il piu' il personaggio che poteva avere piu' spazio, perche' l'interpretazione e' sempre quella di un grandissimo attore.
Visto in dvd "I duellanti" (1977), di Ridely Scott.
Harvey Keitel e' splendidamente malvagio e iroso.
Keith Carradine diamentralmente signorile.
Basato sul racconto di Joseph Conrad (The duel), poche volte l'esordio l'opera prima di un regista e' stata cosi' affascinante.
Sunday, September 28, 2008
Thursday, September 25, 2008
Wednesday, September 24, 2008
Secondo me
Magari questo post puo' essere considerato una provocazione, ma vale la pena fare un ragionamento.
A mio avviso, la lettera scritta ieri da Veltroni sul tema Alitalia puo' essere interpretata come segue:
- il Governo (sembra) si sia messo in testa di risolvere davvero alcuno problemi (spazzatura, Alitalia), o almeno questa e' la percezione;
- ovviamente l'opposizione non puo' e non vuole dargliene atto;
- quindi si oppone laddove puo', per esempio vantando una qualche influenza sulle posizioni della CGIL che si e' opposta strenuamente all'accordo con la compagine CAI;
- a questo punto la situazione sembra disastrosa, che fare?
- ci pensa il PD a mettersi in partita con la lettera di Veltroni, ammorbidendo le posizioni dei sindacalisti piu' ostici;
- il paese e' costretto a riconoscere meriti, quindi, non solo a Silvio, ma anche alla sinistra.
L'interpretazione puo' essere lontana dalla realta' e semplicistica.
Ma insomma non ci scommetterei neanche 1 centino di tasca mia (ma li fanno ancora?) che le cose siano state strategicamente impostate in misura totalmente differente.
A mio avviso, la lettera scritta ieri da Veltroni sul tema Alitalia puo' essere interpretata come segue:
- il Governo (sembra) si sia messo in testa di risolvere davvero alcuno problemi (spazzatura, Alitalia), o almeno questa e' la percezione;
- ovviamente l'opposizione non puo' e non vuole dargliene atto;
- quindi si oppone laddove puo', per esempio vantando una qualche influenza sulle posizioni della CGIL che si e' opposta strenuamente all'accordo con la compagine CAI;
- a questo punto la situazione sembra disastrosa, che fare?
- ci pensa il PD a mettersi in partita con la lettera di Veltroni, ammorbidendo le posizioni dei sindacalisti piu' ostici;
- il paese e' costretto a riconoscere meriti, quindi, non solo a Silvio, ma anche alla sinistra.
L'interpretazione puo' essere lontana dalla realta' e semplicistica.
Ma insomma non ci scommetterei neanche 1 centino di tasca mia (ma li fanno ancora?) che le cose siano state strategicamente impostate in misura totalmente differente.
Aridatece l'Elefante
Ecco cosa pensa Aldo Grasso sul Corriere a proposito della nuova gestione di 8 e 1/2.
Da leggere!
Come dargli torto?
Da leggere!
Come dargli torto?
Devil came from kansas
L'ho ascoltata e riascoltata.
E' magnifica.
I Procol Harum hanno raggiunto vette eccelse con "A Salty Dog".
E' magnifica.
I Procol Harum hanno raggiunto vette eccelse con "A Salty Dog".
Il bacio dell'assassino
Killer’s kiss., 1955
Visto stamane in dvd.
Non sono d’accordo con chi afferma che si tratti di un film noir.
I film noir non sanno neanche cosa sia una conclusione con lieto fine, mentre qui il liento fine c’e’.
Sicuramente e’ noir, un vero noir, “Rapina a mano armata”, ma non “Il bacio dell’assassino”.
A mio avviso, Kubrik aveva in mente Casablanca quando ha girato questo sua seconda opera.
La conclusione del film e’ irrimediabilmente simile: l’amore che, in qualche modo, vince e fornisce alla vita un’altra opportunita’, attraverso la partenza per un viaggio; inoltre Gloria – l’innamorata di Davey – ha un aspetto fisico somigliante alla magnifica Ingrid Bergman e ha spesso indosso un impermeabile assolutamente affine.
Curiosità (immancabili quando di tratta di Kubrik).
Il nome Kid Rodriguez, il rivale boxuer di Davey Gordon, è forse ripreso da un pugile panamense realmente esistito (scoring: won 3 (KO 2) + lost 3 (KO 1) + drawn 2 = 8), che smise di combattere nel 1942 (cioè l’anno in cui venne girato Casablanca).
Visto stamane in dvd.
Non sono d’accordo con chi afferma che si tratti di un film noir.
I film noir non sanno neanche cosa sia una conclusione con lieto fine, mentre qui il liento fine c’e’.
Sicuramente e’ noir, un vero noir, “Rapina a mano armata”, ma non “Il bacio dell’assassino”.
A mio avviso, Kubrik aveva in mente Casablanca quando ha girato questo sua seconda opera.
La conclusione del film e’ irrimediabilmente simile: l’amore che, in qualche modo, vince e fornisce alla vita un’altra opportunita’, attraverso la partenza per un viaggio; inoltre Gloria – l’innamorata di Davey – ha un aspetto fisico somigliante alla magnifica Ingrid Bergman e ha spesso indosso un impermeabile assolutamente affine.
Curiosità (immancabili quando di tratta di Kubrik).
Il nome Kid Rodriguez, il rivale boxuer di Davey Gordon, è forse ripreso da un pugile panamense realmente esistito (scoring: won 3 (KO 2) + lost 3 (KO 1) + drawn 2 = 8), che smise di combattere nel 1942 (cioè l’anno in cui venne girato Casablanca).
Monday, September 22, 2008
Onora il padre e la madre
Before the Devil Knows You're Dead
Visto ieri in dvd.
Philippe Seymour Hoffman mi e' piaciuto molto, ha un ruolo sordido e piegato dai vizi; era stato decisamente bravo nelle vesti del professore ne "La 25^ ora", ma anche qui non se la cava niente male.
Azzeccato anche il viso di Ethan Hawke, che sembra roso dentro dall'ansia, e si cala perfettamente nella situazione drammatica in cui si trova, suo malgrado, coinvolto.
Molto introspettivo, il film ha un momento di stanca nel mezzo, e forse l'introduzione del tema del tradimento e' superfluo.
Mi ha ricordato - piccolo evento che scatena una tragedia (ovviamente in tutt'altro clima) - il film "Un giorno di ordinaria follia".
La piccola borghesia americana e' pericolosamente folle.
Visto ieri in dvd.
Philippe Seymour Hoffman mi e' piaciuto molto, ha un ruolo sordido e piegato dai vizi; era stato decisamente bravo nelle vesti del professore ne "La 25^ ora", ma anche qui non se la cava niente male.
Azzeccato anche il viso di Ethan Hawke, che sembra roso dentro dall'ansia, e si cala perfettamente nella situazione drammatica in cui si trova, suo malgrado, coinvolto.
Molto introspettivo, il film ha un momento di stanca nel mezzo, e forse l'introduzione del tema del tradimento e' superfluo.
Mi ha ricordato - piccolo evento che scatena una tragedia (ovviamente in tutt'altro clima) - il film "Un giorno di ordinaria follia".
La piccola borghesia americana e' pericolosamente folle.
Monday, September 15, 2008
Fargo
Rivisto ieri sera in Dvd.
Buscemi e' ovviamente un personaggio senza tempo, ma eccellente anche l'interpretazione del suo compare, Peter Stormare, direi senza dubbio la migliore insieme a quella della poliziotta Frances McDormand.
Anche William H. Macy interpreta un ruolo che si abbina benissimo alla sua fisionomia, e se Lombroso avesse visto il film avrebbe senza dubbio notato la perfidia che si insinua tra quei lineamenti.
Dopo anni, e' ancora un film speciale, che ricorda quella provincia americana senza speranza e improvvisamente criminale tanto cara a Jim Thompson.
Buscemi e' ovviamente un personaggio senza tempo, ma eccellente anche l'interpretazione del suo compare, Peter Stormare, direi senza dubbio la migliore insieme a quella della poliziotta Frances McDormand.
Anche William H. Macy interpreta un ruolo che si abbina benissimo alla sua fisionomia, e se Lombroso avesse visto il film avrebbe senza dubbio notato la perfidia che si insinua tra quei lineamenti.
Dopo anni, e' ancora un film speciale, che ricorda quella provincia americana senza speranza e improvvisamente criminale tanto cara a Jim Thompson.
Upload iPod
Bob Dylan - Another Side of Bob Dylan
Bob Dylan - Love & Theft
Daniel Johnston - Fear Yourself
Daniel Johnston - Late Great Daniel Johnston (con Tom Waits che canta "King Kong")
Iggy Pop - Lust for Life
Interpol - Turn on the Bright Light
Kaiser Chiefs - Yours Truly, Angry Mob
Lou Reed - Transformer
Nada Surf - Let Go
Nada Surf - Live in Brussels
Pink Floyd - Wish You Were Here
Procol Harum - A Salty Dog
The Coral - Nightfreak & the Sons of Becker
The Flaming Lips - Yoshimi Battles the Pink Robot
The Pogues - If I Should Fall from Grace with God
Bob Dylan - Love & Theft
Daniel Johnston - Fear Yourself
Daniel Johnston - Late Great Daniel Johnston (con Tom Waits che canta "King Kong")
Iggy Pop - Lust for Life
Interpol - Turn on the Bright Light
Kaiser Chiefs - Yours Truly, Angry Mob
Lou Reed - Transformer
Nada Surf - Let Go
Nada Surf - Live in Brussels
Pink Floyd - Wish You Were Here
Procol Harum - A Salty Dog
The Coral - Nightfreak & the Sons of Becker
The Flaming Lips - Yoshimi Battles the Pink Robot
The Pogues - If I Should Fall from Grace with God
Tuesday, September 09, 2008
Stanotte
Ho completato la lettura dell'ennesimo eccellente libro di Jim Thompson: "E gia' buio, dolcezza" (After dark, my sweet), anno 1955.
Anche stavolta di respira l'amaro dei suoi personaggi perdenti di fronte alla vita, ma il gesto finale di Kid Collins, presunto folle, e' invece lucido e glorioso.
Forse in questo libro, Thompson auspica che, anche nel buio pesto in cui la mente umana puo' brancolare, ci puo' essere spazio per un barlume. Ne' e' testimonianza la cura che Fay e Kid hanno per il bambino, pur non volendola ammettere l'un l'altra e pur commettendo un gesto inqualificabile.
Ora tocchera' vedere il film tratto dal libro: "Più tardi al buio" (1990), diretto da James Foley, con Bruce Dern, Jason Patric e Rachel Ward.
Anche stavolta di respira l'amaro dei suoi personaggi perdenti di fronte alla vita, ma il gesto finale di Kid Collins, presunto folle, e' invece lucido e glorioso.
Forse in questo libro, Thompson auspica che, anche nel buio pesto in cui la mente umana puo' brancolare, ci puo' essere spazio per un barlume. Ne' e' testimonianza la cura che Fay e Kid hanno per il bambino, pur non volendola ammettere l'un l'altra e pur commettendo un gesto inqualificabile.
Ora tocchera' vedere il film tratto dal libro: "Più tardi al buio" (1990), diretto da James Foley, con Bruce Dern, Jason Patric e Rachel Ward.
Weekly preferred song
Love Minus Zero/No Limit (Bob Dylan)
E' veramente geniale.
In "Subterranean Homesick Blues" e' purissima, nel Live 1975 con la Rolling Thunder Revue comincia ad essere un po' gracchiante ma da l'impressione di essere ancora piu' in bilico.
__________________
My love she speaks like silence,
Without ideals or violence,
She doesn't have to say she's faithful,
Yet she's true, like ice, like fire.
People carry roses,
Make promises by the hours,
My love she laughs like the flowers,
Valentines can't buy her.
In the dime stores and bus stations,
People talk of situations,
Read books, repeat quotations,
Draw conclusions on the wall.
Some speak of the future,
My love she speaks softly,
She knows there's no success like failure
And that failure's no success at all.
The cloak and dagger dangles,
Madams light the candles.
In ceremonies of the horsemen,
Even the pawn must hold a grudge.
Statues made of match sticks,
Crumble into one another,
My love winks, she does not bother,
She knows too much to argue or to judge.
The bridge at midnight trembles,
The country doctor rambles,
Bankers' nieces seek perfection,
Expecting all the gifts that wise men bring.
The wind howls like a hammer,
The night blows cold and rainy,
My love she's like some raven
At my window with a broken wing.
(http://www.bobdylan.com/#/songs/love-minus-zerono-limit)
E' veramente geniale.
In "Subterranean Homesick Blues" e' purissima, nel Live 1975 con la Rolling Thunder Revue comincia ad essere un po' gracchiante ma da l'impressione di essere ancora piu' in bilico.
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My love she speaks like silence,
Without ideals or violence,
She doesn't have to say she's faithful,
Yet she's true, like ice, like fire.
People carry roses,
Make promises by the hours,
My love she laughs like the flowers,
Valentines can't buy her.
In the dime stores and bus stations,
People talk of situations,
Read books, repeat quotations,
Draw conclusions on the wall.
Some speak of the future,
My love she speaks softly,
She knows there's no success like failure
And that failure's no success at all.
The cloak and dagger dangles,
Madams light the candles.
In ceremonies of the horsemen,
Even the pawn must hold a grudge.
Statues made of match sticks,
Crumble into one another,
My love winks, she does not bother,
She knows too much to argue or to judge.
The bridge at midnight trembles,
The country doctor rambles,
Bankers' nieces seek perfection,
Expecting all the gifts that wise men bring.
The wind howls like a hammer,
The night blows cold and rainy,
My love she's like some raven
At my window with a broken wing.
(http://www.bobdylan.com/#/songs/love-minus-zerono-limit)
Monday, September 08, 2008
Kane Kramer
Grande Darren!
Aronofsky vince il Leone d'Oro alla 65^ Mostra del cinema di Venezia.
Il film e' "The wrestler", con Mickey Rourke.
Chi ha visto "∏", "Requiem for a Dream" e "The Fountain" sapeva che prima o poi sarebbe arrivato un grande premio.
Ora aspettiamo di vederlo.
Ps.
Curiosita' e attesa anche per il nuovo film dei fratelli Coen, "Burn After Reading", che ha aperto la Mostra e che arrivera' il Italia il 19 settembre. Grande cast: Pitt, Clooney, Malkovich, ...
Il film e' "The wrestler", con Mickey Rourke.
Chi ha visto "∏", "Requiem for a Dream" e "The Fountain" sapeva che prima o poi sarebbe arrivato un grande premio.
Ora aspettiamo di vederlo.
Ps.
Curiosita' e attesa anche per il nuovo film dei fratelli Coen, "Burn After Reading", che ha aperto la Mostra e che arrivera' il Italia il 19 settembre. Grande cast: Pitt, Clooney, Malkovich, ...
Corse
Nell’estremo nord (il Dito), sole alla spaggia di Macinaggio (Plage de Tamarone) e breve passeggiata (a piedi scalzi) lungo il “Sentiero dei doganieri” (Sentier des Douaniers) fino alla Plage des Iles.
Pernottamento a Rogliano, con eccellente vista panoramica.
Spostamento verso sud, verso Bonifacio. Giro in barca: grotta di Sdragonato, con un’apertura in alto che ricorda la forma della Corsica, passaggio davanti alle Bocche e poi al faro di Capo Pertusato, quindi alla Pointe de Sperone e relativo campo da golf, poi all’esclusiva isola di Cavallo – dove qualcuno uccise un turista tedesco una trentina di anni fa…, –, per arrivare e trascorrere una giornata all’arcipelago di Lavezzi, sull’omonima isola di 65 ettari.
Ritorno sulla terra ferma e aperitivo con la Birra Pietra, pubblicizzatissima perche’ autoctona (fatta con le castagne, ma gia’ provata a Torino qualche anno fa).
Cena al ristorante l’Archivolto, consigliato anche dalla guida Gault Millau. Squisita l’ambientazione, meno soddisfacente il mangime.
Passaggio e pernottamento a Porto Vecchio, simile a Bonifacio per la rocca e le stradine caratteristiche.
Aperitivo alla Cantina di L’Orriu, su un magnifico bancone dell’Atelier Nectoux (http://www.atelier-nectoux.fr/): bicchiere di vino bianco locale, gustosa bruschetta con melanzane grigliate, zucchine, pecorino a scaglie, “e tanto olio!”.
Cena al ristorante “Sous la Tonnelle”. La lonely la considera “uno dei migliori ristoranti della città vecchia”. Non ho scritto neanche cosa ho mangiato, quindi non mi ha entusismato.
Partenza da Porto Vecchio alla volta di Campomoro (“una perla rara” secondo la Lonely, e stavolta non sbaglia), nella baia di Valinco.
Durante il percorso sosta alle spiagge di Palombaggia (magnifica) e Santa Giulia (egualmente turistica, ma con un mare piu’ adriatico rispetto all’altra).
Per arrivare a Campomoro, la strada richiede piu’ di qualche curva, ma si viene ripagati da una vista spettacolare sul golfo del Valinco ed una calma impagabile, specialmente se si arriva al tramonto.
Un paio di birre vista mare, preso nel bar del paese riservato ai locali. Birra Serena, se la memoria non tradisce.
Penultimo spostamento, da Campomoro a Calvi.
Calvi è decisamente meno affascinante di Bonifacio e Porto Vecchio, ma anche qui il clima corso è piacevole, anche se un filo troppo “shopping oriented”.
Pranzo al ristorante “Le tire bouchon”, buona l’omelette con pomme de terre, assaggio di formaggio e doppia birra Pietra.
Apertivo sul porto, in un posto da dimenticare, così come il Gin Tonic.
La cena pero’ e’ la migliore di tutta la trasferta, al ristorante “Aux bons amis”.
E infine una meritata Guinness nell’Irish pub del paese.
Percorso di rientro verso Bastia, da Calvi passando per Saint Florent attraverso il Desert des Agriates. Il deserto è una distesa disabitata di macchia mediterranea (il tipico profumo e’ facilmente percepibile) e pietra (circa 17.000 ettari). Ogni tanto si vedono le costruzioni per il rifugio dei pastori durante la stagione invernale, in pietra a secco e tetto in erba.
Pics:



Pernottamento a Rogliano, con eccellente vista panoramica.
Spostamento verso sud, verso Bonifacio. Giro in barca: grotta di Sdragonato, con un’apertura in alto che ricorda la forma della Corsica, passaggio davanti alle Bocche e poi al faro di Capo Pertusato, quindi alla Pointe de Sperone e relativo campo da golf, poi all’esclusiva isola di Cavallo – dove qualcuno uccise un turista tedesco una trentina di anni fa…, –, per arrivare e trascorrere una giornata all’arcipelago di Lavezzi, sull’omonima isola di 65 ettari.
Ritorno sulla terra ferma e aperitivo con la Birra Pietra, pubblicizzatissima perche’ autoctona (fatta con le castagne, ma gia’ provata a Torino qualche anno fa).
Cena al ristorante l’Archivolto, consigliato anche dalla guida Gault Millau. Squisita l’ambientazione, meno soddisfacente il mangime.
Passaggio e pernottamento a Porto Vecchio, simile a Bonifacio per la rocca e le stradine caratteristiche.
Aperitivo alla Cantina di L’Orriu, su un magnifico bancone dell’Atelier Nectoux (http://www.atelier-nectoux.fr/): bicchiere di vino bianco locale, gustosa bruschetta con melanzane grigliate, zucchine, pecorino a scaglie, “e tanto olio!”.
Cena al ristorante “Sous la Tonnelle”. La lonely la considera “uno dei migliori ristoranti della città vecchia”. Non ho scritto neanche cosa ho mangiato, quindi non mi ha entusismato.
Partenza da Porto Vecchio alla volta di Campomoro (“una perla rara” secondo la Lonely, e stavolta non sbaglia), nella baia di Valinco.
Durante il percorso sosta alle spiagge di Palombaggia (magnifica) e Santa Giulia (egualmente turistica, ma con un mare piu’ adriatico rispetto all’altra).
Per arrivare a Campomoro, la strada richiede piu’ di qualche curva, ma si viene ripagati da una vista spettacolare sul golfo del Valinco ed una calma impagabile, specialmente se si arriva al tramonto.
Un paio di birre vista mare, preso nel bar del paese riservato ai locali. Birra Serena, se la memoria non tradisce.
Penultimo spostamento, da Campomoro a Calvi.
Calvi è decisamente meno affascinante di Bonifacio e Porto Vecchio, ma anche qui il clima corso è piacevole, anche se un filo troppo “shopping oriented”.
Pranzo al ristorante “Le tire bouchon”, buona l’omelette con pomme de terre, assaggio di formaggio e doppia birra Pietra.
Apertivo sul porto, in un posto da dimenticare, così come il Gin Tonic.
La cena pero’ e’ la migliore di tutta la trasferta, al ristorante “Aux bons amis”.
E infine una meritata Guinness nell’Irish pub del paese.
Percorso di rientro verso Bastia, da Calvi passando per Saint Florent attraverso il Desert des Agriates. Il deserto è una distesa disabitata di macchia mediterranea (il tipico profumo e’ facilmente percepibile) e pietra (circa 17.000 ettari). Ogni tanto si vedono le costruzioni per il rifugio dei pastori durante la stagione invernale, in pietra a secco e tetto in erba.
Pics:


Friday, September 05, 2008
Recupero info
Ho trovato la scaletta del concerto di Bob Dylan cui ho assistito nel 2004 (grazie al sito di Olof Bjorner, Still on the road, http://www.bjorner.com/still.htm)
____________________
Villa Erba, Cernobbio, Italy, 3 July 2004
1. Maggie's Farm
2. The Times They Are A-Changin'
3. Down Along The Cove
4. Just Like A Woman
5. Floater (Too Much To Ask)
6. High Water (for Charlie Patton)
7. I Don't Believe You
8. Boots Of Spanish Leather
9. Highway 61 Revisited
10. Ballad Of Hollis Brown
11. Forever Young
12. Honest With Me
13. Every Grain Of Sand
14. Summer Days
—
15. A Hard Rain's A-Gonna Fall
16. Like A Rolling Stone
17. All Along The Watchtower
Concert # 1638 of The Never-Ending Tour.
Concert # 11 of the 2004 Europe Summer Tour.
2004 concert # 50.
Concert # 17 with the 18th Never-Ending Tour Band: Bob Dylan (vocal & piano), Stu Kimball (guitar), Larry Campbell (guitar, mandolin, pedal steel guitar & electric slide guitar), Tony Garnier (bass), George Receli (drums & percussion).
2, 8, 10, 11, 15 acoustic with the band.
____________________
Villa Erba, Cernobbio, Italy, 3 July 2004
1. Maggie's Farm
2. The Times They Are A-Changin'
3. Down Along The Cove
4. Just Like A Woman
5. Floater (Too Much To Ask)
6. High Water (for Charlie Patton)
7. I Don't Believe You
8. Boots Of Spanish Leather
9. Highway 61 Revisited
10. Ballad Of Hollis Brown
11. Forever Young
12. Honest With Me
13. Every Grain Of Sand
14. Summer Days
—
15. A Hard Rain's A-Gonna Fall
16. Like A Rolling Stone
17. All Along The Watchtower
Concert # 1638 of The Never-Ending Tour.
Concert # 11 of the 2004 Europe Summer Tour.
2004 concert # 50.
Concert # 17 with the 18th Never-Ending Tour Band: Bob Dylan (vocal & piano), Stu Kimball (guitar), Larry Campbell (guitar, mandolin, pedal steel guitar & electric slide guitar), Tony Garnier (bass), George Receli (drums & percussion).
2, 8, 10, 11, 15 acoustic with the band.
Thursday, September 04, 2008
Calatrava su Domenica
Intervista a Calatrava su Domenica del Sole24ore del 31 agosto 2008.
"Il mio ponte dei sospiri", di Anna Detheridge.
Riporto un solo passaggio, per i veneziani che amano le polemiche invece delle opere d'arte:
"La mancata inaugurazione mi rattrista soprattutto per le maestranze locali che hanno lavorato con amore e cura eccezionale".
Cacciari fu ancora piu' eccezionale dieci anni fa a chiedergli di progettare il "Ponte della Costituzione".
A breve, visita veneziana per vedere ponte e Guggenheim.
"Il mio ponte dei sospiri", di Anna Detheridge.
Riporto un solo passaggio, per i veneziani che amano le polemiche invece delle opere d'arte:
"La mancata inaugurazione mi rattrista soprattutto per le maestranze locali che hanno lavorato con amore e cura eccezionale".
Cacciari fu ancora piu' eccezionale dieci anni fa a chiedergli di progettare il "Ponte della Costituzione".
A breve, visita veneziana per vedere ponte e Guggenheim.
Tuesday, September 02, 2008
Il falsario
Sottotitolo "Operazione Bernhard".
Film molto intelligente, e in piu' il protagonista parla poco. E pensa molto.
La storia e' tratta da una vicenda realmente accaduta, ossia la falsificazione di sterline britanniche (in grandissima quantita') da parte del Reich per mettere in crisi l'economia britannica.
La falsificazione avvenne ad opera degli ebrei rinchiusi nel lager di Sachenhausen, baracche 18 e 19.
Il film vive sul labile confine tra la volonta' di sabotaggio da parte degli ebrai costretti a contraffare denaro e il loro stesso istinto di sopravvivenza. Insomma un classico dai tempi di Jane Austen, ragione vs. ideale.
L'ottima sceneggiatura si regge sul conflitto tra Salomon Sorowitz (che nella realta' si chiama Salomon Smolianoff, ossia l'istinto di sopravvivenza, interpretato da Karl Markovics) e Adolf Burger (ossia la volonta' di sabotaggio, interpretato da August Diehl).
Vincitore del premio Oscar 2008 come miglior film straniero, il film e' tratto dall'autobiografia di Adolf Burger, "The Devil's Workshop".
Film molto intelligente, e in piu' il protagonista parla poco. E pensa molto.
La storia e' tratta da una vicenda realmente accaduta, ossia la falsificazione di sterline britanniche (in grandissima quantita') da parte del Reich per mettere in crisi l'economia britannica.
La falsificazione avvenne ad opera degli ebrei rinchiusi nel lager di Sachenhausen, baracche 18 e 19.
Il film vive sul labile confine tra la volonta' di sabotaggio da parte degli ebrai costretti a contraffare denaro e il loro stesso istinto di sopravvivenza. Insomma un classico dai tempi di Jane Austen, ragione vs. ideale.
L'ottima sceneggiatura si regge sul conflitto tra Salomon Sorowitz (che nella realta' si chiama Salomon Smolianoff, ossia l'istinto di sopravvivenza, interpretato da Karl Markovics) e Adolf Burger (ossia la volonta' di sabotaggio, interpretato da August Diehl).
Vincitore del premio Oscar 2008 come miglior film straniero, il film e' tratto dall'autobiografia di Adolf Burger, "The Devil's Workshop".
Friday, August 29, 2008
Tuesday, August 26, 2008
Giro nordico in solitaria
Goteborg e’ strana: il pomeriggio del sabato sembra il sabato del villaggio. Un uomo gira con un’iguana sulla spalla, sfilano decine di auto americane anni ’50 e ’60 con musica a tutto volume, …
Tappe della gita: visita ai giardini di Liseberg in tram di legno, Paddan Tour lungo i canali della citta’ (tra le bellezze, anche una Triumph Tiger nera, poco apprezzata in Italia), Kunst Museum (http://www.konstmuseum.goteborg.se/).
I quadri del Kunst che mi hanno colpito maggiormente:
- Albert Edelfelt: “At sea” (Pa havet) del 1883
- Samuel Van Hoogstraaten: “Copy after a peepshow of the interior of a Dutch house by the Dutch artist …”
E finalmente ho visto qualche altro quadro di Munch dopo il famoso “Urlo”, apprezzato a Oslo nel 2004 qualche giorno prima della sua sparizione; in particolare: “The sick girl” (1896), “The vampire” (1893), “Christian Gierloff, author” (1912). Onestamente, non mi hanno entusiasmato.
Al piano terra c’era una mostra fotografica: segnalo Erik Berglin (http://www.erikberglin.com/index.html ) e le sue “New & old possibilities”, ossia autoscatti che colgono lo stesso fotografo mentre cerca di scalare edifici urbani.
Passaggio all’Ohlallen, per un aperitivo. La Lonely lo descriveva come “una tipica birreria svedese dall’aria vissuta, che e’ rimasta invariata per circa un secolo”: devo dire che ho bevuto in posti piu’ affascinanti.
Cena da Smaka (http://www.smaka.se/), il ristorante dalle pareti blu, due ragazzi giovani a gestirlo, un filo trendy il locale ma appese alle pareti lavagne con menu’ abbastanza tradizionale. La cucina e’ dignitosa, ma la cosa migliore sono i tovaglioli a quadri grandi come tovaglie.
Consolazione con una meritata serata al The Dubliners, con qualche pinta di ottima Guinness (quasi frizzante la schiuma appena si poggiano le labbra, eccellente) e un assaggio della Pripps Bla.
Sulla strada della stazione, in partenza per Malmo, incrocio una Lambretta Vega in perfetto stato.
A Malmoe, irrinunciabile visita all’edificio piu’ sconvolgente che abbia mai visto, il Turning Torso (http://www.turningtorso.com/), progettato da Santiago Ca(de)latrava. E’ geniale, incredibile. Per corrergli incontro, guardarlo e fotografarlo ho perso la Lonely della Danimarca.
Il centro di Malmo e’ gradevole, con tre piazze in successione piene di locali.
Il pub irlandese del centro, il Fagans, e’ un seminterrato senza spina dorsale, nulla di fascinoso, e la Guinness non e’ neanche cosi’ gradevole. Nelle note della Lonely, scritte mentre sorseggiavo birra, l’ho descritto cosi’: “Il Fagans di Malmo e’ il piu’ posticcio dei sedicenti pub irlandesi in cui ho bevuto. Guinness troppo fredda. Non ha neanche gli sgabelli al bancone. Finti assi di legno sorreggono i muri. Neanche una lordura sul pavimento. Niente e’ impolverato. Quindi non si puo’ chiedere alla polvere.”
C’erano due americani a bere. Mi e’ venuto in mente un pensiero, che intitolerei “Dell’importanza di avere fame”. Quando avevamo fame, abbiamo sfornato i migliori americani di sempre: il sindaco di New York piu’ stimato (Fiorello La Guardia, nel periodo in cui gli albanesi eravamo noi – ps. saremmo in grado di accettare un albanese – con tutto il rispetto per il popolo albanese, parlo delle scarse capacità italiane – come sindaco di Roma…? Mah, non credo), il cantante piu’ carismatico (Frank Sinatra), il mafioso piu’ eccellente (Al Capone), il piu’ amato giocatore di baseball (Joe Di Maggio, insieme a Babe Ruth ovviamente), i migliori attori (De Niro, Pacino, …) …
Di Copenhagen non dico nulla. Troppa confusione, che ho evitato salendo sulla Rundetarn (http://www.rundetaarn.dk/) e facendo un giro con la DFDS Canal Tours. Certo, ho visto Radhuspladsen, Stroget, Latin quarter (Kultorvet), Nyhavn canal (dove sembra che in tutte le case abbia abitato Hans Christian Andersen), Slotsholmen, Borsen, Christianshavn (quartiere molto grazioso). La Sirenetta, senza falsi pudori, e’ deludente.
Lungo viaggio da Copenhagen verso il nord della Danimarca, Skagen.
A Skagen, e’ necessario girare in bici per andare:
- alla punta denominata Grenen, dove Skaggerak e Kattegat si incontrano (e dove riposavano due otarie);
- alle dune di sabbia di Damsted, per scorazzare su e giu’;
- a Gammel Skagen (sono circa 5 km) (http://www.skagen.net/gammel-skagen.html), e passeggiare sulla sabbia verso Grenen per vedere l’altra costa della piccola penisola.
Posso dire che forse Skagen e’ simile a Knokke (Belgio) e Smogen (Svezia) come idea di cittadine: Knokke e’ piu’ aristocratica, Smogen e’ piu’ autentica, ma Skagen e’ a suo modo piacevole… anche se le Guinness allo Skaw Pubben secondo me sono annacquate (c’e’ una bella colonna rivestita di corda, ed e’ piu’ vissuto del Fagans). Cena anonima da Pakhuset, di fronte al porto. Molto divertente invece la serata al Buddy Holly (http://www.buddy-skagen.dk/underover/validateAge.aspx).
Ritorno a sud, verso Ribe.
Ribe sembra essere la piu’ antica citta’ danese, risalente intorno all’anno Mille, circostanza per cui piu’ di cento case (le classiche case di legno e muratura storte dal peso degli anni) sono patrimonio dell’umanita’. Storica, imponente, con un giardino rilassante (in cui ho studiato i futuri percorsi di Berlino), la chiesa di Sankte Cathaerine. Passeggiata ai resti (si fa per dire, visto che e’ rimasto il solo fossato) al vecchio castello (Riberhus Slotsbanke).
Gustosa baguette con il salame dell’isola di Romo nel locale Det Lille Olhus, e un vaffel belga da Isvaffeln.
Nel pomeriggio, Guinness dissetante allo Strygejernet Cafe & Pub (http://www.strygejernet.dk/ ) per ristorarmi del lungo viaggio (4 cambi di treno). Due avventori locali, di cui uno simpatizzante del Parma e l’altro di sicure origini sud-europee, mi hanno offerto (necessariamente aggiungo, nel senso che non potevo rifiutare) un Underberg (http://www.underberg.de/), da bere tutto d’un fiato prima della birra. Per niente raccomandabile alle cinque del pomeriggio.
Da seguire, senza dubbio, il Night Watchman Tour: una guida locale, personaggio molto caratteristico non solo per l’abbigliamento, conduce i turisti per circa 1 ora nei meandri della cittadina, racconta vicende storiche e condisce l’ambientazione con aneddoti divertenti.
Cena turistica, ahime’, da Weis Stue (http://www.weis-stue.dk/), e 1 sola morigerata Guinness serale al Valdemar Cafe’ (locale con un pochino di nerbo, niente di indimenticabile, ma gradevole) (http://www.cafevaldemar.dk/).
La seconda sera, visto che avevo deciso per un giorno di riposo, sono entrato al ristorante italiano – greco (!!) “Mediterraneo”, per vedere se avevano il forno a legna (elettrico invece ahime’). Ho sentito il pizzaiolo parlare napoletano, cosi’ mi sono fermato a cena. Tv sintonizzata su Raiuno. Il proprietario si chiama Sergio, che mi ha consigliato carne bianca e rossa alla brace. Eccellente, saporita e tenerissima.
Poi un drink da Pepper’s (http://www.peppers.dk/ribe-main.php), dove suonava un gruppo dal vivo (i De3stude) (http://www.de3stude.dk/). Adesivo sulla chitarra: “Ignore alien orders”. E’ il locale della serata, tipo il Buddy Holly di Skagen.
Finito il concerto, ritorno allo Stry, guidato dal personaggio autoctono di origini sud-europee che mi ha consigliato di farmi dare un “plastic cup” dove versare la birra che avevo nel bicchiere di vetro. Tutto questo per i 10 metri che separano Stry da Pepper’s! Ecco un esempio di cultura.
Arrivo a Berlino. Ich bin ein berliner.
Giro a piedi: Der Verlassene Raum (The Deserted Room), scultura in bronzo di Karl Biedermann a Koppenplatz; Neue Synagogue (era la piu’ grande sinagoga di Berlino, costruita dall’architetto Eduard Knoblauch); Kunsthaus Tacheles (su Oranienburger Strasse), galleria d'arte moderna (http://super.tacheles.de/cms/); “The Missing house” (monumento di Christian Boltanski) in Grosshamburger strasse, dedicato all’assenza (e’ uno spazio vuoto tra due edifici; alle pareti dei due edifici sono installate targhe con i nomi degli abitanti – tutti ebrei – dell’edificio mancante, raso al suolo dai bombardamenti durante la secondo guerra mondiale); ovviamente Alexander Platz (con l’imponente Fernsehturm, ossia la torre televisiva) (http://www.berlinerfernsehturm.de/) ed il Marx-Engels forum; dietro al forum, e’ ottimo per la vista l’abbattimento in corso del “Palast der republik”; dall’altra parte della strada, una sfilza di edifici tra cui il Berliner Dom ed il museo di storia tedesca (Zeughaus); Santi Hedwigs Kathedrale, in Babelplatz; poi Gendarmenmarkt con i suoi tre gioielli (Konzerthaus, Deutscher Dom, Franzosischer Dom); quindi la zona dell’ex Checkpoint Charlie ed il fantastico museo (http://www.mauer-museum.com/index-english.html) dove ho comprato la t-shirt con il famoso cartello: “You are leaving the American Sector”.
Ancora: Niederkirchnerstrasse, dove si puo’ vedere uno dei pochi tratti del muro di sbarramento diretto tra i due settori (“Muro di confine 75”) (http://www.berlin.de/ce/denkmal/denkmale_in_berlin/it/berliner_mauer/mauer-denkmale/niederkirchner.shtml), e appena dietro il centro di documentazione denominato “Topografia del Terrore” (http://www.topographie.de/), uno spazio all’aperto in cui viene narrata la storia dell’area, sede della politica di sterminio nazista.
Alla fine del tratto di muro lungo circa 200 metri, c’e’ il Martin – Gropius – Bau (www.gropiusbau.de), e poi, dopo qualche decina di metri sulla destra, si accede a Potsdamer Platz (http://www.potsdamerplatz.de/en.html).
Poi un lungo trasferimento podistico fino all’Holocaust Mahnmal (http://www.holocaust-denkmal-berlin.de/) , momumento in memoria degli ebrei uccisi dal nazismo.
Finalmente arrivo alla Porta di Brandeburgo, con la vittoria alata che guida la quadriga. E’ un momento a mio parere emozionante per quello che rappresenta.
Poi un’occhiata al Reichstag ed alla cupola in vetro progettata da Sir Norman Foster (che venne preferita ad un progetto di Calatrava).
Passeggiata sotto i tigli (Unter den Linden).
Il giorno successivo, partenza alla volta dell’Oberbaumbruecke, il ponte ricostruito nel 1994-1995 in seguito al progetto di Calatrava. Il lungo giro a piedi parte da Alexander Platz, prosegue su Karl Marx Allee (il viale ricostruito dopo la seconda guerra mondiale per garantire un palco ove sfilare e celebrare la potenza comunista), passaggio fortuito in Strand Markt (http://strandmarkt.whitetrashfastfood.com/) (sarebbe interessante vedere questo posto di sera), arriva al ponte, quindi prosegue fino al Judisches Museum (http://www.juedisches-museum-berlin.de/site/DE/homepage.php), che non dovrebbe essere saltato da nessun turista in visita a Berlino; molto interessanti le sezioni relative all’anno 1096, e poi ovviamente al periodo successivo alla repubblica di Weimar.
Di museo in museo, visita a quello della Stasi (http://www.stasimuseum.de/), che purtroppo manca delle descrizioni in inglese (recuperabili comunque in un opuscolo distribuito gratuitamente), e poi al Deutsche Guggenheim (http://www.deutsche-guggenheim-berlin.de/). Poco piu’ di una stanza, non ha nessuna parentela con i ben piu’ articolati omonimi musei di New York e Bilbao (a questo punto, per completare il giro, mi manca solo quello di Venezia – visita da segnare in agenda).
Finalmente il meritato momento dissetante. Un paio di birre da Gambrinus (http://www.gambrinus-berlin-mitte.de/), alle 18.00; soltanto 6 personaggi autoctoni, in due gruppi da 3, fumavano e bevevano birra. Il posto, che puo’ sembrare nulla di eccezionale, e’ invece un “posto che fa per me” ed ospita di tanto in tanto delle bar-revue con testi di Charles Bukowski e canzoni di Tom Waits!
Per le cene, dopo giorni senza sapori italiani, cedo e vado da “Vino e libri” (http://vinoelibri.de/); antipasto con zucchine, melanzane, pomodori secchi, carciofini e pecorino; pasta con melanzane e pecorino: buono l’antipasto, meno il primo.
E’ opposta la valutazione della serata successiva, da “Rosmini Pasta – Manufaktur”, con un ottimo primo: spaghetti alici e pinoli. Il locale, gestito ora da un siciliano (Lillo), apparteneva fino a 9 mesi fa ad un abruzzese; di qui il motivo della visita.
Ps. Dopo anni di ricerche, a Berlino ho trovato il disco “Gumbo” di Dr. John!
Qualche notazione berlinese: 1) tutti con le all-star preferibilmente bianche; 2) i tedeschi hanno sempre la birra in mano, ma i danesi se la bevono.
Nei viaggi in treno (Goteborg – Malmoe, Malmoe – Copenhagen sull’Oresund Bridge, Copenhagen – Skagen, Skagen – Ribe, Ribe – Berlino), lettura dell’esplosivo Jean – Patrick Manchette (“Piovono morti”) e della raccolta di Hammett, curata dalla moglie, “L’istinto della caccia”. Entrambi ottimi compagni di viaggio.
Una nota finale. I treni svedesi e danesi (www.arriva.dk) sono puntualissimi; addirittura i treni locali in Danimarca hanno internet wireless. Alla stazione di Fredericia, era segnalato il ritardo del treno di 1 minuto (dalle 13.14 alle 13.15!).
Sezione fotografica (ridotta all’osso):








Tappe della gita: visita ai giardini di Liseberg in tram di legno, Paddan Tour lungo i canali della citta’ (tra le bellezze, anche una Triumph Tiger nera, poco apprezzata in Italia), Kunst Museum (http://www.konstmuseum.goteborg.se/).
I quadri del Kunst che mi hanno colpito maggiormente:
- Albert Edelfelt: “At sea” (Pa havet) del 1883
- Samuel Van Hoogstraaten: “Copy after a peepshow of the interior of a Dutch house by the Dutch artist …”
E finalmente ho visto qualche altro quadro di Munch dopo il famoso “Urlo”, apprezzato a Oslo nel 2004 qualche giorno prima della sua sparizione; in particolare: “The sick girl” (1896), “The vampire” (1893), “Christian Gierloff, author” (1912). Onestamente, non mi hanno entusiasmato.
Al piano terra c’era una mostra fotografica: segnalo Erik Berglin (http://www.erikberglin.com/index.html ) e le sue “New & old possibilities”, ossia autoscatti che colgono lo stesso fotografo mentre cerca di scalare edifici urbani.
Passaggio all’Ohlallen, per un aperitivo. La Lonely lo descriveva come “una tipica birreria svedese dall’aria vissuta, che e’ rimasta invariata per circa un secolo”: devo dire che ho bevuto in posti piu’ affascinanti.
Cena da Smaka (http://www.smaka.se/), il ristorante dalle pareti blu, due ragazzi giovani a gestirlo, un filo trendy il locale ma appese alle pareti lavagne con menu’ abbastanza tradizionale. La cucina e’ dignitosa, ma la cosa migliore sono i tovaglioli a quadri grandi come tovaglie.
Consolazione con una meritata serata al The Dubliners, con qualche pinta di ottima Guinness (quasi frizzante la schiuma appena si poggiano le labbra, eccellente) e un assaggio della Pripps Bla.
Sulla strada della stazione, in partenza per Malmo, incrocio una Lambretta Vega in perfetto stato.
A Malmoe, irrinunciabile visita all’edificio piu’ sconvolgente che abbia mai visto, il Turning Torso (http://www.turningtorso.com/), progettato da Santiago Ca(de)latrava. E’ geniale, incredibile. Per corrergli incontro, guardarlo e fotografarlo ho perso la Lonely della Danimarca.
Il centro di Malmo e’ gradevole, con tre piazze in successione piene di locali.
Il pub irlandese del centro, il Fagans, e’ un seminterrato senza spina dorsale, nulla di fascinoso, e la Guinness non e’ neanche cosi’ gradevole. Nelle note della Lonely, scritte mentre sorseggiavo birra, l’ho descritto cosi’: “Il Fagans di Malmo e’ il piu’ posticcio dei sedicenti pub irlandesi in cui ho bevuto. Guinness troppo fredda. Non ha neanche gli sgabelli al bancone. Finti assi di legno sorreggono i muri. Neanche una lordura sul pavimento. Niente e’ impolverato. Quindi non si puo’ chiedere alla polvere.”
C’erano due americani a bere. Mi e’ venuto in mente un pensiero, che intitolerei “Dell’importanza di avere fame”. Quando avevamo fame, abbiamo sfornato i migliori americani di sempre: il sindaco di New York piu’ stimato (Fiorello La Guardia, nel periodo in cui gli albanesi eravamo noi – ps. saremmo in grado di accettare un albanese – con tutto il rispetto per il popolo albanese, parlo delle scarse capacità italiane – come sindaco di Roma…? Mah, non credo), il cantante piu’ carismatico (Frank Sinatra), il mafioso piu’ eccellente (Al Capone), il piu’ amato giocatore di baseball (Joe Di Maggio, insieme a Babe Ruth ovviamente), i migliori attori (De Niro, Pacino, …) …
Di Copenhagen non dico nulla. Troppa confusione, che ho evitato salendo sulla Rundetarn (http://www.rundetaarn.dk/) e facendo un giro con la DFDS Canal Tours. Certo, ho visto Radhuspladsen, Stroget, Latin quarter (Kultorvet), Nyhavn canal (dove sembra che in tutte le case abbia abitato Hans Christian Andersen), Slotsholmen, Borsen, Christianshavn (quartiere molto grazioso). La Sirenetta, senza falsi pudori, e’ deludente.
Lungo viaggio da Copenhagen verso il nord della Danimarca, Skagen.
A Skagen, e’ necessario girare in bici per andare:
- alla punta denominata Grenen, dove Skaggerak e Kattegat si incontrano (e dove riposavano due otarie);
- alle dune di sabbia di Damsted, per scorazzare su e giu’;
- a Gammel Skagen (sono circa 5 km) (http://www.skagen.net/gammel-skagen.html), e passeggiare sulla sabbia verso Grenen per vedere l’altra costa della piccola penisola.
Posso dire che forse Skagen e’ simile a Knokke (Belgio) e Smogen (Svezia) come idea di cittadine: Knokke e’ piu’ aristocratica, Smogen e’ piu’ autentica, ma Skagen e’ a suo modo piacevole… anche se le Guinness allo Skaw Pubben secondo me sono annacquate (c’e’ una bella colonna rivestita di corda, ed e’ piu’ vissuto del Fagans). Cena anonima da Pakhuset, di fronte al porto. Molto divertente invece la serata al Buddy Holly (http://www.buddy-skagen.dk/underover/validateAge.aspx).
Ritorno a sud, verso Ribe.
Ribe sembra essere la piu’ antica citta’ danese, risalente intorno all’anno Mille, circostanza per cui piu’ di cento case (le classiche case di legno e muratura storte dal peso degli anni) sono patrimonio dell’umanita’. Storica, imponente, con un giardino rilassante (in cui ho studiato i futuri percorsi di Berlino), la chiesa di Sankte Cathaerine. Passeggiata ai resti (si fa per dire, visto che e’ rimasto il solo fossato) al vecchio castello (Riberhus Slotsbanke).
Gustosa baguette con il salame dell’isola di Romo nel locale Det Lille Olhus, e un vaffel belga da Isvaffeln.
Nel pomeriggio, Guinness dissetante allo Strygejernet Cafe & Pub (http://www.strygejernet.dk/ ) per ristorarmi del lungo viaggio (4 cambi di treno). Due avventori locali, di cui uno simpatizzante del Parma e l’altro di sicure origini sud-europee, mi hanno offerto (necessariamente aggiungo, nel senso che non potevo rifiutare) un Underberg (http://www.underberg.de/), da bere tutto d’un fiato prima della birra. Per niente raccomandabile alle cinque del pomeriggio.
Da seguire, senza dubbio, il Night Watchman Tour: una guida locale, personaggio molto caratteristico non solo per l’abbigliamento, conduce i turisti per circa 1 ora nei meandri della cittadina, racconta vicende storiche e condisce l’ambientazione con aneddoti divertenti.
Cena turistica, ahime’, da Weis Stue (http://www.weis-stue.dk/), e 1 sola morigerata Guinness serale al Valdemar Cafe’ (locale con un pochino di nerbo, niente di indimenticabile, ma gradevole) (http://www.cafevaldemar.dk/).
La seconda sera, visto che avevo deciso per un giorno di riposo, sono entrato al ristorante italiano – greco (!!) “Mediterraneo”, per vedere se avevano il forno a legna (elettrico invece ahime’). Ho sentito il pizzaiolo parlare napoletano, cosi’ mi sono fermato a cena. Tv sintonizzata su Raiuno. Il proprietario si chiama Sergio, che mi ha consigliato carne bianca e rossa alla brace. Eccellente, saporita e tenerissima.
Poi un drink da Pepper’s (http://www.peppers.dk/ribe-main.php), dove suonava un gruppo dal vivo (i De3stude) (http://www.de3stude.dk/). Adesivo sulla chitarra: “Ignore alien orders”. E’ il locale della serata, tipo il Buddy Holly di Skagen.
Finito il concerto, ritorno allo Stry, guidato dal personaggio autoctono di origini sud-europee che mi ha consigliato di farmi dare un “plastic cup” dove versare la birra che avevo nel bicchiere di vetro. Tutto questo per i 10 metri che separano Stry da Pepper’s! Ecco un esempio di cultura.
Arrivo a Berlino. Ich bin ein berliner.
Giro a piedi: Der Verlassene Raum (The Deserted Room), scultura in bronzo di Karl Biedermann a Koppenplatz; Neue Synagogue (era la piu’ grande sinagoga di Berlino, costruita dall’architetto Eduard Knoblauch); Kunsthaus Tacheles (su Oranienburger Strasse), galleria d'arte moderna (http://super.tacheles.de/cms/); “The Missing house” (monumento di Christian Boltanski) in Grosshamburger strasse, dedicato all’assenza (e’ uno spazio vuoto tra due edifici; alle pareti dei due edifici sono installate targhe con i nomi degli abitanti – tutti ebrei – dell’edificio mancante, raso al suolo dai bombardamenti durante la secondo guerra mondiale); ovviamente Alexander Platz (con l’imponente Fernsehturm, ossia la torre televisiva) (http://www.berlinerfernsehturm.de/) ed il Marx-Engels forum; dietro al forum, e’ ottimo per la vista l’abbattimento in corso del “Palast der republik”; dall’altra parte della strada, una sfilza di edifici tra cui il Berliner Dom ed il museo di storia tedesca (Zeughaus); Santi Hedwigs Kathedrale, in Babelplatz; poi Gendarmenmarkt con i suoi tre gioielli (Konzerthaus, Deutscher Dom, Franzosischer Dom); quindi la zona dell’ex Checkpoint Charlie ed il fantastico museo (http://www.mauer-museum.com/index-english.html) dove ho comprato la t-shirt con il famoso cartello: “You are leaving the American Sector”.
Ancora: Niederkirchnerstrasse, dove si puo’ vedere uno dei pochi tratti del muro di sbarramento diretto tra i due settori (“Muro di confine 75”) (http://www.berlin.de/ce/denkmal/denkmale_in_berlin/it/berliner_mauer/mauer-denkmale/niederkirchner.shtml), e appena dietro il centro di documentazione denominato “Topografia del Terrore” (http://www.topographie.de/), uno spazio all’aperto in cui viene narrata la storia dell’area, sede della politica di sterminio nazista.
Alla fine del tratto di muro lungo circa 200 metri, c’e’ il Martin – Gropius – Bau (www.gropiusbau.de), e poi, dopo qualche decina di metri sulla destra, si accede a Potsdamer Platz (http://www.potsdamerplatz.de/en.html).
Poi un lungo trasferimento podistico fino all’Holocaust Mahnmal (http://www.holocaust-denkmal-berlin.de/) , momumento in memoria degli ebrei uccisi dal nazismo.
Finalmente arrivo alla Porta di Brandeburgo, con la vittoria alata che guida la quadriga. E’ un momento a mio parere emozionante per quello che rappresenta.
Poi un’occhiata al Reichstag ed alla cupola in vetro progettata da Sir Norman Foster (che venne preferita ad un progetto di Calatrava).
Passeggiata sotto i tigli (Unter den Linden).
Il giorno successivo, partenza alla volta dell’Oberbaumbruecke, il ponte ricostruito nel 1994-1995 in seguito al progetto di Calatrava. Il lungo giro a piedi parte da Alexander Platz, prosegue su Karl Marx Allee (il viale ricostruito dopo la seconda guerra mondiale per garantire un palco ove sfilare e celebrare la potenza comunista), passaggio fortuito in Strand Markt (http://strandmarkt.whitetrashfastfood.com/) (sarebbe interessante vedere questo posto di sera), arriva al ponte, quindi prosegue fino al Judisches Museum (http://www.juedisches-museum-berlin.de/site/DE/homepage.php), che non dovrebbe essere saltato da nessun turista in visita a Berlino; molto interessanti le sezioni relative all’anno 1096, e poi ovviamente al periodo successivo alla repubblica di Weimar.
Di museo in museo, visita a quello della Stasi (http://www.stasimuseum.de/), che purtroppo manca delle descrizioni in inglese (recuperabili comunque in un opuscolo distribuito gratuitamente), e poi al Deutsche Guggenheim (http://www.deutsche-guggenheim-berlin.de/). Poco piu’ di una stanza, non ha nessuna parentela con i ben piu’ articolati omonimi musei di New York e Bilbao (a questo punto, per completare il giro, mi manca solo quello di Venezia – visita da segnare in agenda).
Finalmente il meritato momento dissetante. Un paio di birre da Gambrinus (http://www.gambrinus-berlin-mitte.de/), alle 18.00; soltanto 6 personaggi autoctoni, in due gruppi da 3, fumavano e bevevano birra. Il posto, che puo’ sembrare nulla di eccezionale, e’ invece un “posto che fa per me” ed ospita di tanto in tanto delle bar-revue con testi di Charles Bukowski e canzoni di Tom Waits!
Per le cene, dopo giorni senza sapori italiani, cedo e vado da “Vino e libri” (http://vinoelibri.de/); antipasto con zucchine, melanzane, pomodori secchi, carciofini e pecorino; pasta con melanzane e pecorino: buono l’antipasto, meno il primo.
E’ opposta la valutazione della serata successiva, da “Rosmini Pasta – Manufaktur”, con un ottimo primo: spaghetti alici e pinoli. Il locale, gestito ora da un siciliano (Lillo), apparteneva fino a 9 mesi fa ad un abruzzese; di qui il motivo della visita.
Ps. Dopo anni di ricerche, a Berlino ho trovato il disco “Gumbo” di Dr. John!
Qualche notazione berlinese: 1) tutti con le all-star preferibilmente bianche; 2) i tedeschi hanno sempre la birra in mano, ma i danesi se la bevono.
Nei viaggi in treno (Goteborg – Malmoe, Malmoe – Copenhagen sull’Oresund Bridge, Copenhagen – Skagen, Skagen – Ribe, Ribe – Berlino), lettura dell’esplosivo Jean – Patrick Manchette (“Piovono morti”) e della raccolta di Hammett, curata dalla moglie, “L’istinto della caccia”. Entrambi ottimi compagni di viaggio.
Una nota finale. I treni svedesi e danesi (www.arriva.dk) sono puntualissimi; addirittura i treni locali in Danimarca hanno internet wireless. Alla stazione di Fredericia, era segnalato il ritardo del treno di 1 minuto (dalle 13.14 alle 13.15!).
Sezione fotografica (ridotta all’osso):








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