Impressionante. Scattata all'Oceanografic di Valencia.
Friday, August 29, 2008
Tuesday, August 26, 2008
Giro nordico in solitaria
Goteborg e’ strana: il pomeriggio del sabato sembra il sabato del villaggio. Un uomo gira con un’iguana sulla spalla, sfilano decine di auto americane anni ’50 e ’60 con musica a tutto volume, …
Tappe della gita: visita ai giardini di Liseberg in tram di legno, Paddan Tour lungo i canali della citta’ (tra le bellezze, anche una Triumph Tiger nera, poco apprezzata in Italia), Kunst Museum (http://www.konstmuseum.goteborg.se/).
I quadri del Kunst che mi hanno colpito maggiormente:
- Albert Edelfelt: “At sea” (Pa havet) del 1883
- Samuel Van Hoogstraaten: “Copy after a peepshow of the interior of a Dutch house by the Dutch artist …”
E finalmente ho visto qualche altro quadro di Munch dopo il famoso “Urlo”, apprezzato a Oslo nel 2004 qualche giorno prima della sua sparizione; in particolare: “The sick girl” (1896), “The vampire” (1893), “Christian Gierloff, author” (1912). Onestamente, non mi hanno entusiasmato.
Al piano terra c’era una mostra fotografica: segnalo Erik Berglin (http://www.erikberglin.com/index.html ) e le sue “New & old possibilities”, ossia autoscatti che colgono lo stesso fotografo mentre cerca di scalare edifici urbani.
Passaggio all’Ohlallen, per un aperitivo. La Lonely lo descriveva come “una tipica birreria svedese dall’aria vissuta, che e’ rimasta invariata per circa un secolo”: devo dire che ho bevuto in posti piu’ affascinanti.
Cena da Smaka (http://www.smaka.se/), il ristorante dalle pareti blu, due ragazzi giovani a gestirlo, un filo trendy il locale ma appese alle pareti lavagne con menu’ abbastanza tradizionale. La cucina e’ dignitosa, ma la cosa migliore sono i tovaglioli a quadri grandi come tovaglie.
Consolazione con una meritata serata al The Dubliners, con qualche pinta di ottima Guinness (quasi frizzante la schiuma appena si poggiano le labbra, eccellente) e un assaggio della Pripps Bla.
Sulla strada della stazione, in partenza per Malmo, incrocio una Lambretta Vega in perfetto stato.
A Malmoe, irrinunciabile visita all’edificio piu’ sconvolgente che abbia mai visto, il Turning Torso (http://www.turningtorso.com/), progettato da Santiago Ca(de)latrava. E’ geniale, incredibile. Per corrergli incontro, guardarlo e fotografarlo ho perso la Lonely della Danimarca.
Il centro di Malmo e’ gradevole, con tre piazze in successione piene di locali.
Il pub irlandese del centro, il Fagans, e’ un seminterrato senza spina dorsale, nulla di fascinoso, e la Guinness non e’ neanche cosi’ gradevole. Nelle note della Lonely, scritte mentre sorseggiavo birra, l’ho descritto cosi’: “Il Fagans di Malmo e’ il piu’ posticcio dei sedicenti pub irlandesi in cui ho bevuto. Guinness troppo fredda. Non ha neanche gli sgabelli al bancone. Finti assi di legno sorreggono i muri. Neanche una lordura sul pavimento. Niente e’ impolverato. Quindi non si puo’ chiedere alla polvere.”
C’erano due americani a bere. Mi e’ venuto in mente un pensiero, che intitolerei “Dell’importanza di avere fame”. Quando avevamo fame, abbiamo sfornato i migliori americani di sempre: il sindaco di New York piu’ stimato (Fiorello La Guardia, nel periodo in cui gli albanesi eravamo noi – ps. saremmo in grado di accettare un albanese – con tutto il rispetto per il popolo albanese, parlo delle scarse capacità italiane – come sindaco di Roma…? Mah, non credo), il cantante piu’ carismatico (Frank Sinatra), il mafioso piu’ eccellente (Al Capone), il piu’ amato giocatore di baseball (Joe Di Maggio, insieme a Babe Ruth ovviamente), i migliori attori (De Niro, Pacino, …) …
Di Copenhagen non dico nulla. Troppa confusione, che ho evitato salendo sulla Rundetarn (http://www.rundetaarn.dk/) e facendo un giro con la DFDS Canal Tours. Certo, ho visto Radhuspladsen, Stroget, Latin quarter (Kultorvet), Nyhavn canal (dove sembra che in tutte le case abbia abitato Hans Christian Andersen), Slotsholmen, Borsen, Christianshavn (quartiere molto grazioso). La Sirenetta, senza falsi pudori, e’ deludente.
Lungo viaggio da Copenhagen verso il nord della Danimarca, Skagen.
A Skagen, e’ necessario girare in bici per andare:
- alla punta denominata Grenen, dove Skaggerak e Kattegat si incontrano (e dove riposavano due otarie);
- alle dune di sabbia di Damsted, per scorazzare su e giu’;
- a Gammel Skagen (sono circa 5 km) (http://www.skagen.net/gammel-skagen.html), e passeggiare sulla sabbia verso Grenen per vedere l’altra costa della piccola penisola.
Posso dire che forse Skagen e’ simile a Knokke (Belgio) e Smogen (Svezia) come idea di cittadine: Knokke e’ piu’ aristocratica, Smogen e’ piu’ autentica, ma Skagen e’ a suo modo piacevole… anche se le Guinness allo Skaw Pubben secondo me sono annacquate (c’e’ una bella colonna rivestita di corda, ed e’ piu’ vissuto del Fagans). Cena anonima da Pakhuset, di fronte al porto. Molto divertente invece la serata al Buddy Holly (http://www.buddy-skagen.dk/underover/validateAge.aspx).
Ritorno a sud, verso Ribe.
Ribe sembra essere la piu’ antica citta’ danese, risalente intorno all’anno Mille, circostanza per cui piu’ di cento case (le classiche case di legno e muratura storte dal peso degli anni) sono patrimonio dell’umanita’. Storica, imponente, con un giardino rilassante (in cui ho studiato i futuri percorsi di Berlino), la chiesa di Sankte Cathaerine. Passeggiata ai resti (si fa per dire, visto che e’ rimasto il solo fossato) al vecchio castello (Riberhus Slotsbanke).
Gustosa baguette con il salame dell’isola di Romo nel locale Det Lille Olhus, e un vaffel belga da Isvaffeln.
Nel pomeriggio, Guinness dissetante allo Strygejernet Cafe & Pub (http://www.strygejernet.dk/ ) per ristorarmi del lungo viaggio (4 cambi di treno). Due avventori locali, di cui uno simpatizzante del Parma e l’altro di sicure origini sud-europee, mi hanno offerto (necessariamente aggiungo, nel senso che non potevo rifiutare) un Underberg (http://www.underberg.de/), da bere tutto d’un fiato prima della birra. Per niente raccomandabile alle cinque del pomeriggio.
Da seguire, senza dubbio, il Night Watchman Tour: una guida locale, personaggio molto caratteristico non solo per l’abbigliamento, conduce i turisti per circa 1 ora nei meandri della cittadina, racconta vicende storiche e condisce l’ambientazione con aneddoti divertenti.
Cena turistica, ahime’, da Weis Stue (http://www.weis-stue.dk/), e 1 sola morigerata Guinness serale al Valdemar Cafe’ (locale con un pochino di nerbo, niente di indimenticabile, ma gradevole) (http://www.cafevaldemar.dk/).
La seconda sera, visto che avevo deciso per un giorno di riposo, sono entrato al ristorante italiano – greco (!!) “Mediterraneo”, per vedere se avevano il forno a legna (elettrico invece ahime’). Ho sentito il pizzaiolo parlare napoletano, cosi’ mi sono fermato a cena. Tv sintonizzata su Raiuno. Il proprietario si chiama Sergio, che mi ha consigliato carne bianca e rossa alla brace. Eccellente, saporita e tenerissima.
Poi un drink da Pepper’s (http://www.peppers.dk/ribe-main.php), dove suonava un gruppo dal vivo (i De3stude) (http://www.de3stude.dk/). Adesivo sulla chitarra: “Ignore alien orders”. E’ il locale della serata, tipo il Buddy Holly di Skagen.
Finito il concerto, ritorno allo Stry, guidato dal personaggio autoctono di origini sud-europee che mi ha consigliato di farmi dare un “plastic cup” dove versare la birra che avevo nel bicchiere di vetro. Tutto questo per i 10 metri che separano Stry da Pepper’s! Ecco un esempio di cultura.
Arrivo a Berlino. Ich bin ein berliner.
Giro a piedi: Der Verlassene Raum (The Deserted Room), scultura in bronzo di Karl Biedermann a Koppenplatz; Neue Synagogue (era la piu’ grande sinagoga di Berlino, costruita dall’architetto Eduard Knoblauch); Kunsthaus Tacheles (su Oranienburger Strasse), galleria d'arte moderna (http://super.tacheles.de/cms/); “The Missing house” (monumento di Christian Boltanski) in Grosshamburger strasse, dedicato all’assenza (e’ uno spazio vuoto tra due edifici; alle pareti dei due edifici sono installate targhe con i nomi degli abitanti – tutti ebrei – dell’edificio mancante, raso al suolo dai bombardamenti durante la secondo guerra mondiale); ovviamente Alexander Platz (con l’imponente Fernsehturm, ossia la torre televisiva) (http://www.berlinerfernsehturm.de/) ed il Marx-Engels forum; dietro al forum, e’ ottimo per la vista l’abbattimento in corso del “Palast der republik”; dall’altra parte della strada, una sfilza di edifici tra cui il Berliner Dom ed il museo di storia tedesca (Zeughaus); Santi Hedwigs Kathedrale, in Babelplatz; poi Gendarmenmarkt con i suoi tre gioielli (Konzerthaus, Deutscher Dom, Franzosischer Dom); quindi la zona dell’ex Checkpoint Charlie ed il fantastico museo (http://www.mauer-museum.com/index-english.html) dove ho comprato la t-shirt con il famoso cartello: “You are leaving the American Sector”.
Ancora: Niederkirchnerstrasse, dove si puo’ vedere uno dei pochi tratti del muro di sbarramento diretto tra i due settori (“Muro di confine 75”) (http://www.berlin.de/ce/denkmal/denkmale_in_berlin/it/berliner_mauer/mauer-denkmale/niederkirchner.shtml), e appena dietro il centro di documentazione denominato “Topografia del Terrore” (http://www.topographie.de/), uno spazio all’aperto in cui viene narrata la storia dell’area, sede della politica di sterminio nazista.
Alla fine del tratto di muro lungo circa 200 metri, c’e’ il Martin – Gropius – Bau (www.gropiusbau.de), e poi, dopo qualche decina di metri sulla destra, si accede a Potsdamer Platz (http://www.potsdamerplatz.de/en.html).
Poi un lungo trasferimento podistico fino all’Holocaust Mahnmal (http://www.holocaust-denkmal-berlin.de/) , momumento in memoria degli ebrei uccisi dal nazismo.
Finalmente arrivo alla Porta di Brandeburgo, con la vittoria alata che guida la quadriga. E’ un momento a mio parere emozionante per quello che rappresenta.
Poi un’occhiata al Reichstag ed alla cupola in vetro progettata da Sir Norman Foster (che venne preferita ad un progetto di Calatrava).
Passeggiata sotto i tigli (Unter den Linden).
Il giorno successivo, partenza alla volta dell’Oberbaumbruecke, il ponte ricostruito nel 1994-1995 in seguito al progetto di Calatrava. Il lungo giro a piedi parte da Alexander Platz, prosegue su Karl Marx Allee (il viale ricostruito dopo la seconda guerra mondiale per garantire un palco ove sfilare e celebrare la potenza comunista), passaggio fortuito in Strand Markt (http://strandmarkt.whitetrashfastfood.com/) (sarebbe interessante vedere questo posto di sera), arriva al ponte, quindi prosegue fino al Judisches Museum (http://www.juedisches-museum-berlin.de/site/DE/homepage.php), che non dovrebbe essere saltato da nessun turista in visita a Berlino; molto interessanti le sezioni relative all’anno 1096, e poi ovviamente al periodo successivo alla repubblica di Weimar.
Di museo in museo, visita a quello della Stasi (http://www.stasimuseum.de/), che purtroppo manca delle descrizioni in inglese (recuperabili comunque in un opuscolo distribuito gratuitamente), e poi al Deutsche Guggenheim (http://www.deutsche-guggenheim-berlin.de/). Poco piu’ di una stanza, non ha nessuna parentela con i ben piu’ articolati omonimi musei di New York e Bilbao (a questo punto, per completare il giro, mi manca solo quello di Venezia – visita da segnare in agenda).
Finalmente il meritato momento dissetante. Un paio di birre da Gambrinus (http://www.gambrinus-berlin-mitte.de/), alle 18.00; soltanto 6 personaggi autoctoni, in due gruppi da 3, fumavano e bevevano birra. Il posto, che puo’ sembrare nulla di eccezionale, e’ invece un “posto che fa per me” ed ospita di tanto in tanto delle bar-revue con testi di Charles Bukowski e canzoni di Tom Waits!
Per le cene, dopo giorni senza sapori italiani, cedo e vado da “Vino e libri” (http://vinoelibri.de/); antipasto con zucchine, melanzane, pomodori secchi, carciofini e pecorino; pasta con melanzane e pecorino: buono l’antipasto, meno il primo.
E’ opposta la valutazione della serata successiva, da “Rosmini Pasta – Manufaktur”, con un ottimo primo: spaghetti alici e pinoli. Il locale, gestito ora da un siciliano (Lillo), apparteneva fino a 9 mesi fa ad un abruzzese; di qui il motivo della visita.
Ps. Dopo anni di ricerche, a Berlino ho trovato il disco “Gumbo” di Dr. John!
Qualche notazione berlinese: 1) tutti con le all-star preferibilmente bianche; 2) i tedeschi hanno sempre la birra in mano, ma i danesi se la bevono.
Nei viaggi in treno (Goteborg – Malmoe, Malmoe – Copenhagen sull’Oresund Bridge, Copenhagen – Skagen, Skagen – Ribe, Ribe – Berlino), lettura dell’esplosivo Jean – Patrick Manchette (“Piovono morti”) e della raccolta di Hammett, curata dalla moglie, “L’istinto della caccia”. Entrambi ottimi compagni di viaggio.
Una nota finale. I treni svedesi e danesi (www.arriva.dk) sono puntualissimi; addirittura i treni locali in Danimarca hanno internet wireless. Alla stazione di Fredericia, era segnalato il ritardo del treno di 1 minuto (dalle 13.14 alle 13.15!).
Sezione fotografica (ridotta all’osso):








Tappe della gita: visita ai giardini di Liseberg in tram di legno, Paddan Tour lungo i canali della citta’ (tra le bellezze, anche una Triumph Tiger nera, poco apprezzata in Italia), Kunst Museum (http://www.konstmuseum.goteborg.se/).
I quadri del Kunst che mi hanno colpito maggiormente:
- Albert Edelfelt: “At sea” (Pa havet) del 1883
- Samuel Van Hoogstraaten: “Copy after a peepshow of the interior of a Dutch house by the Dutch artist …”
E finalmente ho visto qualche altro quadro di Munch dopo il famoso “Urlo”, apprezzato a Oslo nel 2004 qualche giorno prima della sua sparizione; in particolare: “The sick girl” (1896), “The vampire” (1893), “Christian Gierloff, author” (1912). Onestamente, non mi hanno entusiasmato.
Al piano terra c’era una mostra fotografica: segnalo Erik Berglin (http://www.erikberglin.com/index.html ) e le sue “New & old possibilities”, ossia autoscatti che colgono lo stesso fotografo mentre cerca di scalare edifici urbani.
Passaggio all’Ohlallen, per un aperitivo. La Lonely lo descriveva come “una tipica birreria svedese dall’aria vissuta, che e’ rimasta invariata per circa un secolo”: devo dire che ho bevuto in posti piu’ affascinanti.
Cena da Smaka (http://www.smaka.se/), il ristorante dalle pareti blu, due ragazzi giovani a gestirlo, un filo trendy il locale ma appese alle pareti lavagne con menu’ abbastanza tradizionale. La cucina e’ dignitosa, ma la cosa migliore sono i tovaglioli a quadri grandi come tovaglie.
Consolazione con una meritata serata al The Dubliners, con qualche pinta di ottima Guinness (quasi frizzante la schiuma appena si poggiano le labbra, eccellente) e un assaggio della Pripps Bla.
Sulla strada della stazione, in partenza per Malmo, incrocio una Lambretta Vega in perfetto stato.
A Malmoe, irrinunciabile visita all’edificio piu’ sconvolgente che abbia mai visto, il Turning Torso (http://www.turningtorso.com/), progettato da Santiago Ca(de)latrava. E’ geniale, incredibile. Per corrergli incontro, guardarlo e fotografarlo ho perso la Lonely della Danimarca.
Il centro di Malmo e’ gradevole, con tre piazze in successione piene di locali.
Il pub irlandese del centro, il Fagans, e’ un seminterrato senza spina dorsale, nulla di fascinoso, e la Guinness non e’ neanche cosi’ gradevole. Nelle note della Lonely, scritte mentre sorseggiavo birra, l’ho descritto cosi’: “Il Fagans di Malmo e’ il piu’ posticcio dei sedicenti pub irlandesi in cui ho bevuto. Guinness troppo fredda. Non ha neanche gli sgabelli al bancone. Finti assi di legno sorreggono i muri. Neanche una lordura sul pavimento. Niente e’ impolverato. Quindi non si puo’ chiedere alla polvere.”
C’erano due americani a bere. Mi e’ venuto in mente un pensiero, che intitolerei “Dell’importanza di avere fame”. Quando avevamo fame, abbiamo sfornato i migliori americani di sempre: il sindaco di New York piu’ stimato (Fiorello La Guardia, nel periodo in cui gli albanesi eravamo noi – ps. saremmo in grado di accettare un albanese – con tutto il rispetto per il popolo albanese, parlo delle scarse capacità italiane – come sindaco di Roma…? Mah, non credo), il cantante piu’ carismatico (Frank Sinatra), il mafioso piu’ eccellente (Al Capone), il piu’ amato giocatore di baseball (Joe Di Maggio, insieme a Babe Ruth ovviamente), i migliori attori (De Niro, Pacino, …) …
Di Copenhagen non dico nulla. Troppa confusione, che ho evitato salendo sulla Rundetarn (http://www.rundetaarn.dk/) e facendo un giro con la DFDS Canal Tours. Certo, ho visto Radhuspladsen, Stroget, Latin quarter (Kultorvet), Nyhavn canal (dove sembra che in tutte le case abbia abitato Hans Christian Andersen), Slotsholmen, Borsen, Christianshavn (quartiere molto grazioso). La Sirenetta, senza falsi pudori, e’ deludente.
Lungo viaggio da Copenhagen verso il nord della Danimarca, Skagen.
A Skagen, e’ necessario girare in bici per andare:
- alla punta denominata Grenen, dove Skaggerak e Kattegat si incontrano (e dove riposavano due otarie);
- alle dune di sabbia di Damsted, per scorazzare su e giu’;
- a Gammel Skagen (sono circa 5 km) (http://www.skagen.net/gammel-skagen.html), e passeggiare sulla sabbia verso Grenen per vedere l’altra costa della piccola penisola.
Posso dire che forse Skagen e’ simile a Knokke (Belgio) e Smogen (Svezia) come idea di cittadine: Knokke e’ piu’ aristocratica, Smogen e’ piu’ autentica, ma Skagen e’ a suo modo piacevole… anche se le Guinness allo Skaw Pubben secondo me sono annacquate (c’e’ una bella colonna rivestita di corda, ed e’ piu’ vissuto del Fagans). Cena anonima da Pakhuset, di fronte al porto. Molto divertente invece la serata al Buddy Holly (http://www.buddy-skagen.dk/underover/validateAge.aspx).
Ritorno a sud, verso Ribe.
Ribe sembra essere la piu’ antica citta’ danese, risalente intorno all’anno Mille, circostanza per cui piu’ di cento case (le classiche case di legno e muratura storte dal peso degli anni) sono patrimonio dell’umanita’. Storica, imponente, con un giardino rilassante (in cui ho studiato i futuri percorsi di Berlino), la chiesa di Sankte Cathaerine. Passeggiata ai resti (si fa per dire, visto che e’ rimasto il solo fossato) al vecchio castello (Riberhus Slotsbanke).
Gustosa baguette con il salame dell’isola di Romo nel locale Det Lille Olhus, e un vaffel belga da Isvaffeln.
Nel pomeriggio, Guinness dissetante allo Strygejernet Cafe & Pub (http://www.strygejernet.dk/ ) per ristorarmi del lungo viaggio (4 cambi di treno). Due avventori locali, di cui uno simpatizzante del Parma e l’altro di sicure origini sud-europee, mi hanno offerto (necessariamente aggiungo, nel senso che non potevo rifiutare) un Underberg (http://www.underberg.de/), da bere tutto d’un fiato prima della birra. Per niente raccomandabile alle cinque del pomeriggio.
Da seguire, senza dubbio, il Night Watchman Tour: una guida locale, personaggio molto caratteristico non solo per l’abbigliamento, conduce i turisti per circa 1 ora nei meandri della cittadina, racconta vicende storiche e condisce l’ambientazione con aneddoti divertenti.
Cena turistica, ahime’, da Weis Stue (http://www.weis-stue.dk/), e 1 sola morigerata Guinness serale al Valdemar Cafe’ (locale con un pochino di nerbo, niente di indimenticabile, ma gradevole) (http://www.cafevaldemar.dk/).
La seconda sera, visto che avevo deciso per un giorno di riposo, sono entrato al ristorante italiano – greco (!!) “Mediterraneo”, per vedere se avevano il forno a legna (elettrico invece ahime’). Ho sentito il pizzaiolo parlare napoletano, cosi’ mi sono fermato a cena. Tv sintonizzata su Raiuno. Il proprietario si chiama Sergio, che mi ha consigliato carne bianca e rossa alla brace. Eccellente, saporita e tenerissima.
Poi un drink da Pepper’s (http://www.peppers.dk/ribe-main.php), dove suonava un gruppo dal vivo (i De3stude) (http://www.de3stude.dk/). Adesivo sulla chitarra: “Ignore alien orders”. E’ il locale della serata, tipo il Buddy Holly di Skagen.
Finito il concerto, ritorno allo Stry, guidato dal personaggio autoctono di origini sud-europee che mi ha consigliato di farmi dare un “plastic cup” dove versare la birra che avevo nel bicchiere di vetro. Tutto questo per i 10 metri che separano Stry da Pepper’s! Ecco un esempio di cultura.
Arrivo a Berlino. Ich bin ein berliner.
Giro a piedi: Der Verlassene Raum (The Deserted Room), scultura in bronzo di Karl Biedermann a Koppenplatz; Neue Synagogue (era la piu’ grande sinagoga di Berlino, costruita dall’architetto Eduard Knoblauch); Kunsthaus Tacheles (su Oranienburger Strasse), galleria d'arte moderna (http://super.tacheles.de/cms/); “The Missing house” (monumento di Christian Boltanski) in Grosshamburger strasse, dedicato all’assenza (e’ uno spazio vuoto tra due edifici; alle pareti dei due edifici sono installate targhe con i nomi degli abitanti – tutti ebrei – dell’edificio mancante, raso al suolo dai bombardamenti durante la secondo guerra mondiale); ovviamente Alexander Platz (con l’imponente Fernsehturm, ossia la torre televisiva) (http://www.berlinerfernsehturm.de/) ed il Marx-Engels forum; dietro al forum, e’ ottimo per la vista l’abbattimento in corso del “Palast der republik”; dall’altra parte della strada, una sfilza di edifici tra cui il Berliner Dom ed il museo di storia tedesca (Zeughaus); Santi Hedwigs Kathedrale, in Babelplatz; poi Gendarmenmarkt con i suoi tre gioielli (Konzerthaus, Deutscher Dom, Franzosischer Dom); quindi la zona dell’ex Checkpoint Charlie ed il fantastico museo (http://www.mauer-museum.com/index-english.html) dove ho comprato la t-shirt con il famoso cartello: “You are leaving the American Sector”.
Ancora: Niederkirchnerstrasse, dove si puo’ vedere uno dei pochi tratti del muro di sbarramento diretto tra i due settori (“Muro di confine 75”) (http://www.berlin.de/ce/denkmal/denkmale_in_berlin/it/berliner_mauer/mauer-denkmale/niederkirchner.shtml), e appena dietro il centro di documentazione denominato “Topografia del Terrore” (http://www.topographie.de/), uno spazio all’aperto in cui viene narrata la storia dell’area, sede della politica di sterminio nazista.
Alla fine del tratto di muro lungo circa 200 metri, c’e’ il Martin – Gropius – Bau (www.gropiusbau.de), e poi, dopo qualche decina di metri sulla destra, si accede a Potsdamer Platz (http://www.potsdamerplatz.de/en.html).
Poi un lungo trasferimento podistico fino all’Holocaust Mahnmal (http://www.holocaust-denkmal-berlin.de/) , momumento in memoria degli ebrei uccisi dal nazismo.
Finalmente arrivo alla Porta di Brandeburgo, con la vittoria alata che guida la quadriga. E’ un momento a mio parere emozionante per quello che rappresenta.
Poi un’occhiata al Reichstag ed alla cupola in vetro progettata da Sir Norman Foster (che venne preferita ad un progetto di Calatrava).
Passeggiata sotto i tigli (Unter den Linden).
Il giorno successivo, partenza alla volta dell’Oberbaumbruecke, il ponte ricostruito nel 1994-1995 in seguito al progetto di Calatrava. Il lungo giro a piedi parte da Alexander Platz, prosegue su Karl Marx Allee (il viale ricostruito dopo la seconda guerra mondiale per garantire un palco ove sfilare e celebrare la potenza comunista), passaggio fortuito in Strand Markt (http://strandmarkt.whitetrashfastfood.com/) (sarebbe interessante vedere questo posto di sera), arriva al ponte, quindi prosegue fino al Judisches Museum (http://www.juedisches-museum-berlin.de/site/DE/homepage.php), che non dovrebbe essere saltato da nessun turista in visita a Berlino; molto interessanti le sezioni relative all’anno 1096, e poi ovviamente al periodo successivo alla repubblica di Weimar.
Di museo in museo, visita a quello della Stasi (http://www.stasimuseum.de/), che purtroppo manca delle descrizioni in inglese (recuperabili comunque in un opuscolo distribuito gratuitamente), e poi al Deutsche Guggenheim (http://www.deutsche-guggenheim-berlin.de/). Poco piu’ di una stanza, non ha nessuna parentela con i ben piu’ articolati omonimi musei di New York e Bilbao (a questo punto, per completare il giro, mi manca solo quello di Venezia – visita da segnare in agenda).
Finalmente il meritato momento dissetante. Un paio di birre da Gambrinus (http://www.gambrinus-berlin-mitte.de/), alle 18.00; soltanto 6 personaggi autoctoni, in due gruppi da 3, fumavano e bevevano birra. Il posto, che puo’ sembrare nulla di eccezionale, e’ invece un “posto che fa per me” ed ospita di tanto in tanto delle bar-revue con testi di Charles Bukowski e canzoni di Tom Waits!
Per le cene, dopo giorni senza sapori italiani, cedo e vado da “Vino e libri” (http://vinoelibri.de/); antipasto con zucchine, melanzane, pomodori secchi, carciofini e pecorino; pasta con melanzane e pecorino: buono l’antipasto, meno il primo.
E’ opposta la valutazione della serata successiva, da “Rosmini Pasta – Manufaktur”, con un ottimo primo: spaghetti alici e pinoli. Il locale, gestito ora da un siciliano (Lillo), apparteneva fino a 9 mesi fa ad un abruzzese; di qui il motivo della visita.
Ps. Dopo anni di ricerche, a Berlino ho trovato il disco “Gumbo” di Dr. John!
Qualche notazione berlinese: 1) tutti con le all-star preferibilmente bianche; 2) i tedeschi hanno sempre la birra in mano, ma i danesi se la bevono.
Nei viaggi in treno (Goteborg – Malmoe, Malmoe – Copenhagen sull’Oresund Bridge, Copenhagen – Skagen, Skagen – Ribe, Ribe – Berlino), lettura dell’esplosivo Jean – Patrick Manchette (“Piovono morti”) e della raccolta di Hammett, curata dalla moglie, “L’istinto della caccia”. Entrambi ottimi compagni di viaggio.
Una nota finale. I treni svedesi e danesi (www.arriva.dk) sono puntualissimi; addirittura i treni locali in Danimarca hanno internet wireless. Alla stazione di Fredericia, era segnalato il ritardo del treno di 1 minuto (dalle 13.14 alle 13.15!).
Sezione fotografica (ridotta all’osso):








Tuesday, July 29, 2008
Cena
A Comacchio, ristorante La Comacina, all'aperto, sul canale.
Spaghetti con le capesante, discreti.
Poi una ombrina al forno da 1 kg (nel senso di 10 etti), con verdure. Non male.
Il proprietario ha affermato di averla comprata da un pescatore la mattina stessa.
Sabato e domenica: mille giochi con Tommaso.
Spaghetti con le capesante, discreti.
Poi una ombrina al forno da 1 kg (nel senso di 10 etti), con verdure. Non male.
Il proprietario ha affermato di averla comprata da un pescatore la mattina stessa.
Sabato e domenica: mille giochi con Tommaso.
Friday, July 25, 2008
Weekly song

Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she's half crazy
But that's why you want to be there
And she feeds you tea and oranges
That come all the way from China
And just when you mean to tell her
That you have no love to give her
Then she gets you on her wavelength
And she lets the river answer
That you've always been her lover
And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that she will trust you
For you've touched her perfect body with your mind.
And Jesus was a sailor
When he walked upon the water
And he spent a long time watching
From his lonely wooden tower
And when he knew for certain
Only drowning men could see him
He said "All men will be sailors then
Until the sea shall free them"
But he himself was broken
Long before the sky would open
Forsaken, almost human
He sank beneath your wisdom like a stone
And you want to travel with him
And you want to travel blind
And you think maybe you'll trust him
For he's touched your perfect body with his mind.
Now Suzanne takes your hand
And she leads you to the river
She is wearing rags and feathers
From Salvation Army counters
And the sun pours down like honey
On our lady of the harbour
And she shows you where to look
Among the garbage and the flowers
There are heroes in the seaweed
There are children in the morning
They are leaning out for love
And they will lean that way forever
While Suzanne holds the mirror
And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that you can trust her
For she's touched your perfect body with her mind.
Wednesday, July 23, 2008
Con un po' di ritardo
Tom Waits e' un istrione.
E Vinicio Capossela era tra il pubblico ad imparare.
L'iniziale "Good evening" da' i brividi.
Poi, come un vecchio circense, batte i piedi sul tavolaccio di legno al centro del palco seguendo la musica del suo gruppo.
Mi stavo emozionando per "I Hope I don't fall in love with you" e "Hang down your head".
Quando ha attaccato "Rain dogs" sono saltato sulla sedia
Governa gli applausi del pubblico come un direttore d'orchestra.
Quindi si siede al pianoforte, le luci si abbassano e la voce si spande come il motore di una Ferrari.
Ammicca in milanese (racconta che qualcuno la sera prima lo ha chiamato per strada: "Hey Tom" "Hey Tom", lui "So what?", e infine l'altro "Ma va via el ciapa").
Racconta qualche boutade sui cinesi e sulle microcar (dovrebbero avere gli altoparlanti, ma non dentro l'auto, bensi' fuori, cosi' al semaforo lui con la sua voce potrebbe mimare il motore sgasando: vrooom, vrooom, ....).
Speravo cantasse "Time".
Quindi torna sul tavolaccio e i ritmi si rialzano.
1 bis di 3 canzoni, dopo che le braccia facevano male per applaudirlo e spingerlo a tornare fuori.
From: http://www.myspace.com/tomwaits
Q: What is a gentleman?
A: A man who can play the accordion, but doesn't.
Q: Favorite Bucky Fuller quote?
A: "Fire is the sun unwinding itself from the wood".
Q: What do you wonder about?
A:
01. Do bullets know whom they are intended for?
02. Is there a plug in the bottom of the ocean?
03. What do jockeys say to their horses?
04. How does a newspaper feel about winding up papier-mache?
05. How does it feel to be a tree by a freeway?
06. Sometimes a violin sounds like a Siamese cat; the first violin strings were made from cat gut- any connection?
07. When is the world going to rear up and scrape us off its back?
08. Will we humans eventually intermarry with robots?
09. Is a diamond just a piece of coal with patience?
10. Did Ella Fitzgerald really break that wine glass with her voice?
E Vinicio Capossela era tra il pubblico ad imparare.
L'iniziale "Good evening" da' i brividi.
Poi, come un vecchio circense, batte i piedi sul tavolaccio di legno al centro del palco seguendo la musica del suo gruppo.
Mi stavo emozionando per "I Hope I don't fall in love with you" e "Hang down your head".
Quando ha attaccato "Rain dogs" sono saltato sulla sedia
Governa gli applausi del pubblico come un direttore d'orchestra.
Quindi si siede al pianoforte, le luci si abbassano e la voce si spande come il motore di una Ferrari.
Ammicca in milanese (racconta che qualcuno la sera prima lo ha chiamato per strada: "Hey Tom" "Hey Tom", lui "So what?", e infine l'altro "Ma va via el ciapa").
Racconta qualche boutade sui cinesi e sulle microcar (dovrebbero avere gli altoparlanti, ma non dentro l'auto, bensi' fuori, cosi' al semaforo lui con la sua voce potrebbe mimare il motore sgasando: vrooom, vrooom, ....).
Speravo cantasse "Time".
Quindi torna sul tavolaccio e i ritmi si rialzano.
1 bis di 3 canzoni, dopo che le braccia facevano male per applaudirlo e spingerlo a tornare fuori.
From: http://www.myspace.com/tomwaits
Q: What is a gentleman?
A: A man who can play the accordion, but doesn't.
Q: Favorite Bucky Fuller quote?
A: "Fire is the sun unwinding itself from the wood".
Q: What do you wonder about?
A:
01. Do bullets know whom they are intended for?
02. Is there a plug in the bottom of the ocean?
03. What do jockeys say to their horses?
04. How does a newspaper feel about winding up papier-mache?
05. How does it feel to be a tree by a freeway?
06. Sometimes a violin sounds like a Siamese cat; the first violin strings were made from cat gut- any connection?
07. When is the world going to rear up and scrape us off its back?
08. Will we humans eventually intermarry with robots?
09. Is a diamond just a piece of coal with patience?
10. Did Ella Fitzgerald really break that wine glass with her voice?
Wednesday, July 16, 2008
Tuesday, July 15, 2008
Jake "The Snake" Roberts

Ecco chi mi ricordava Waingro!
Tanto che c'ero, mi sono spulciato un po' di quei nomi favolosi del wrestling anni '80: "Hacksaw" Jim Duggan, Iron Sheik, Hulk Hogan e Andre' the Giant ovviamente, "The Million Dollar Man" Ted DiBiase, Antonio Inokiiiii, Rick Martel, Randy Savage, Ricky "The Dragon" Steamboat, Greg The Hammer Valentine, Jesse "The Body" Ventura, che tempi!
Monday, July 14, 2008
Today's upload
- Figli di Madre Ignota: Tamboo Tamboo
- Teenage Fanclub: Four Thousand Seven Hundred and Sixty-six seconds
- Gorky's Zygotic Mynci: Spanish Dance Troupe
- Nada Surf: Lucky
- Devendra Banhart: Rejoicing in the Hands
- The Clash: Il grande rock - Raccolta De Agostini
- Teenage Fanclub: Four Thousand Seven Hundred and Sixty-six seconds
- Gorky's Zygotic Mynci: Spanish Dance Troupe
- Nada Surf: Lucky
- Devendra Banhart: Rejoicing in the Hands
- The Clash: Il grande rock - Raccolta De Agostini
Carmine
Sabato sera.
Prosciutto e fichi. Ricottina. Zolle degli agli ("Per la produzione delle zolle d'aglio si utilizzano le parti piu' tenere e succulente degli scapi fiorali", dal sito www.agliorosso.net).
Chitarrina zafferano e tartufo.
Agnello alla brace.
Crema chantilly con pasta sfoglia e scaglie di cioccolato.
Springbank.
Prosciutto e fichi. Ricottina. Zolle degli agli ("Per la produzione delle zolle d'aglio si utilizzano le parti piu' tenere e succulente degli scapi fiorali", dal sito www.agliorosso.net).
Chitarrina zafferano e tartufo.
Agnello alla brace.
Crema chantilly con pasta sfoglia e scaglie di cioccolato.
Springbank.
Thursday, July 10, 2008
Today's upload
- Bob Dylan: Highway 61 Revisited
- Jackson Browne: Running on empty
- Bob Dylan: Live 1975 - The Rolling Thunder Revue
- Eric Burdon & The Animals: Winds of Change
- The Rolling Stones: Flashpoint
- Hoover: A new stereophonic sound spectacular
- Van Morrison: No guru, no method, no teacher
- Bob Dylan & The Band: The basament tapes
- Bob Dylan & The Grateful Dead: Dylan & The Dead
- Bob Dylan: Live 1966 - The Royal Albert Hall Concert
- Jackson Browne: Running on empty
- Bob Dylan: Live 1975 - The Rolling Thunder Revue
- Eric Burdon & The Animals: Winds of Change
- The Rolling Stones: Flashpoint
- Hoover: A new stereophonic sound spectacular
- Van Morrison: No guru, no method, no teacher
- Bob Dylan & The Band: The basament tapes
- Bob Dylan & The Grateful Dead: Dylan & The Dead
- Bob Dylan: Live 1966 - The Royal Albert Hall Concert
Wednesday, July 09, 2008
Monday, July 07, 2008
Sunday, July 06, 2008
Today's upload
The Band: Rock of Ages
James Taylor: Greatest hits
The Band: The Band
The Rolling Stones: Sticky Fingers
Daniel Johnston: Rejected unknown
The Clash: London Calling
Kech: Join the cousins
Interpol: The black EP
Danny (Daniel Johnston) & the Nightmares: Freak Brain
The Rolling Stones: Beggars Banquet
The Flaming Lips: Soft bulletin
The Band: Music form Big Pink
Jackson Browne: Late for the sky
Van Morrison: Moondance
The Modern Lovers: The Modern Lovers
Pavement: Wowee Zowee
Interpol: Antics
The Coral: Magic and medicine
Donald Fagen: The nightfly
Hooverphonic: The magnificent tree
Traffic: Traffic
The Thrills: So much for the city
The Coral: The invisible invasion
James Taylor: Greatest hits
The Band: The Band
The Rolling Stones: Sticky Fingers
Daniel Johnston: Rejected unknown
The Clash: London Calling
Kech: Join the cousins
Interpol: The black EP
Danny (Daniel Johnston) & the Nightmares: Freak Brain
The Rolling Stones: Beggars Banquet
The Flaming Lips: Soft bulletin
The Band: Music form Big Pink
Jackson Browne: Late for the sky
Van Morrison: Moondance
The Modern Lovers: The Modern Lovers
Pavement: Wowee Zowee
Interpol: Antics
The Coral: Magic and medicine
Donald Fagen: The nightfly
Hooverphonic: The magnificent tree
Traffic: Traffic
The Thrills: So much for the city
The Coral: The invisible invasion
Saturday, July 05, 2008
iPod
Dopo mesi, dopo aver comprato il cavo per l'amplificatore, lo sto finalmente caricando.
Today's upload:
- T. Rex: Bolan Boogie
- The Specials: Specials
- Bob Dylan: Blonde on blonde
- The VU & Nico
- Weather Report: Black Market
- Keane: Hopes and Fears
- RHCP: Californication
- Pink Floyd: Dark side of the moon
- The Rolling Stones: Exile on main street
- The Beach Boys: Pet sounds
- The Smiths: Meat is murder
- Miles Davis: Kind of Blue
- Miles Davis: Bitches Brew
- Teenage Fanclub & Jad Fair: Words of Wisdom and Hope
- Bruce Springsteen: The River
- Van Morrison: Millenium Collection
Tra l'altro, ho installato Gimme Some Tune. Che aiuta.
Today's upload:
- T. Rex: Bolan Boogie
- The Specials: Specials
- Bob Dylan: Blonde on blonde
- The VU & Nico
- Weather Report: Black Market
- Keane: Hopes and Fears
- RHCP: Californication
- Pink Floyd: Dark side of the moon
- The Rolling Stones: Exile on main street
- The Beach Boys: Pet sounds
- The Smiths: Meat is murder
- Miles Davis: Kind of Blue
- Miles Davis: Bitches Brew
- Teenage Fanclub & Jad Fair: Words of Wisdom and Hope
- Bruce Springsteen: The River
- Van Morrison: Millenium Collection
Tra l'altro, ho installato Gimme Some Tune. Che aiuta.
Heat
Rivisto ieri sera in dvd.
Non lo vedevo dal 1995, al cinema, dove rimasi per due proiezioni di seguito (non succedeva dai tempi di ET).
Molto bravo Jon Voight.
Pacino come al solito shakespeariano nelle intepretazioni drammatiche.
De Niro impeccabile, a parte quella faccia schifata che ogni tanto ci mette in mezzo.
Grande come al solito Danny Trejo.
Il film e' di quelli che mi piacciono.
L'unica cosa da evitare: i (pochi per fortuna) dialoghi tra Hanna e McCauley.
I nomi dei personaggi sono favolosi: Waingro su tutti, poi Cheritto, Bosko, Van Zant, ...
Non lo vedevo dal 1995, al cinema, dove rimasi per due proiezioni di seguito (non succedeva dai tempi di ET).
Molto bravo Jon Voight.
Pacino come al solito shakespeariano nelle intepretazioni drammatiche.
De Niro impeccabile, a parte quella faccia schifata che ogni tanto ci mette in mezzo.
Grande come al solito Danny Trejo.
Il film e' di quelli che mi piacciono.
L'unica cosa da evitare: i (pochi per fortuna) dialoghi tra Hanna e McCauley.
I nomi dei personaggi sono favolosi: Waingro su tutti, poi Cheritto, Bosko, Van Zant, ...
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