Friday, May 08, 2009

Lettera S

392 termini


sabb't
→ sabato
Saturday


sacc' chi e'
→ detto popolare per indicare persona importante
it indicates a very important people; lit. “I don’t know who he is”


saccocc'
→ tasca
pocket


saccon
→ enorme sacco con un’apertura su ciascun angolo, attraverso le quali veniva riempito con le foglie della pannocchia e utilizzato come materasso
big sack, with a hole in each corner; through such holes, it was filled with corn leaves and used as mattress


sagg'rat
→ esclamazione, "esagerato!"
exclamation, “that's overdoing it!”


sagn’
→ pasta all'uovo di forma rettangolare
rectangular noodles, shorther than spaghetti


sagnon
→ persona grande fisicamente e poco sveglia
big hefty fellow, but not so smart


sagn ricc
→ tipologia di pasta, mafaldine
kind of pasta, “mafaldine”


saij (saij sopr’)
→ salire, spesso usato con il rafforzativo “sopra”
to climb, to go on; it is usually used together with “on” (intensifying)


saittella
→ peperoncino
chilli


sajett
→ lampi da temporale
lightning (ref. to storm)


salassat
→ spesa / conto da pagare molto elevato
drain, big outlay


sallecchja
→ baccello
pod


s'allint'n i circhij
→ (1) lett. “si allentano i cerchi”, tipico delle botti vecchie; (2) si dice anche di chi invecchia
(1) lit. “the iron bends have worked loose”, typical of old casks; (2) ref. to people becoming old


saltarell
→ ballo popolare e caratteristico (la medesima danza e’ conosciuta in Puglia e Campania nelle forme di tarantella e pizzica)
saltarello, popular dance (known in Puglia and in Campania, respectively, as “tarantella” and “pizzica”)


sanat
→ lesionato



sandandonij
→ persona molto alta e robusta
big hefty fellow


san Giuann
→ (1) san Giovanni; (2) termine usato per indicare un forte legame affettivo e un importante rispetto fra persone o famiglie derivante dal vincolo del battesimo in cui l'una o l'altra parte e' stato padrino/madrina del battezzante
(1) Saint John; (2) it means a strong friendship and respect between people or families, deriving from standing as godfather/godmother to a child
(2) “fra d’nu ce sta' lu san Giuann”
(2) L’etimologia deriva ovviamente da San Giovanni Battista


san giuppin
→ imprecazione verso qualcosa di inesistente per evitare di nominare un vero Santo
curse towards an inexistent Saint to avoid swearing
“mannagg’ san giuppin”


sanguariell
→ pianta da siepe di colore rosso
red plant that grows near bushes


sann'col'
→ basilico
basil


sant m's'rin (m' simbr)
→ rif. a persona magra, smagrita; lett. “sembri santo miserino”



sarach
→ (1) aringa; (2) schiaffo
(1) herring; (2) slap
(2) "mo' t'chiav na' sarac'"


s'arass'meij
→ e' somigliante
it looks like
"s'arass'meij tal e qual alla mamm", “somiglia tale e quale alla mamma”


sarchiapon
→ persona ben messa fisicamente, ma – a dispetto del fisico che potrebbe agevolarlo – con modi grossolani
people with an athletic build, but with coarse manner


sarchj
→ zappa a forma triangolare
traingular hoe


sardell
→ (1) aringa; (2) schiaffo
see “sarach”
(2) "mo' t'facc' sente' na' sardell"


sarrecchia
→ falce a mano a mezzaluna
sickle


sartor
→ sarto
tailor


saucicc'
→ salsiccia di carne (di fegato: "d'fetc", con la t prima della c)
meat sausage


saucicc' pazz
→ salsicce di cotechino
kind of spiced pork sausage


saurìt
→ esaurito
run down


saus'ren
→ origano
origan


Savator
→ Salvatore, nome proprio di persona
Salvatore, proper noun


sbafagn'
→ odore
smell


sbalanzat
→ lanciato con violenza
ref. to something launched violently (with all one's strength)


sbatt l'man
→ applaudire, anche in senso ironico
to clap one's hands (it may be ironic too), to applaud, to approve
"mo' c't'emma' sbatt l'man?", "e ora dovremmo anche applaudirti?", “and now, should we approve your action?”


sbauz
→ sbalzo
jerk, jolt
"ch'te la cocc' a sbauz?", “hai la testa a sbalzi?“ (cioe’ “sei matto?”), “your head is not round, but it is by fits and starts”


sbauza’
→ potare



sbeuz
→ pianta che non ha portato a compimento il seme
plant whose pip didn’t mature


sboita’
→ svuotare
to empty


sbracion
→ spendaccione



sbrafant
→ sbruffone
boaster, braggart


sbrevugnat
→ svergognato
shameless, impudent


sbrllantat (anche “s'd'llabrat”)
→ allargato, riferito a vestiti vecchi che hanno perso la loro forma
let out, ref. to old dresses that lost their shape


sbr’ta'
→ sbrogliare, sciogliere
to unravel, to undo


sbuciafratt
→ scricciolo
wren


sbuciat
→ bucato
holed


sbuita’
→ svuotare



scacazza'
→ produrre escrementi e spargerli in giro; il verbo è usato – in linea di principio – in riferimento ad uccelli oppure a bambini piccoli; in generale, si riferisce a chi sporca tutto nell'atto di evacuare



scacchia'
→ rompere
to break


scaciat
→ dimesso, non curato
shabby, slovenly


scagna'
→ scambiare, fare cambio
to mistake, to exchange


scajol
→ materiale da costruzione (gesso)
building material, plaster powder


scajulist
→ colui che applica il gesso
plaster powder worker


scalla'
→ riscaldare
to warm


scallaliett
→ utensile metallico riempito di brace e munito di un lungo manico; veniva passato e ripassato sulle lenzuola per scaldare il materasso poco prima di andare a dormire (una sorta di antico "scaldasonno”)
bed warmer; it was a metal recipient, full of embers; it was passed again and again on the sheet before going to bed


scallin
→ piccolo recipiente metallico di forma rotonda e schiacciata; riempito di brace, veniva portato a letto per scaldare varie parti del corpo (petto, piedi) durante le notti invernali
hand / foot warmer; the concept was similar to the “scallaliett”, but it is a smaller object


scamunaij
→ insieme di ragazzi chiassosi
gang, mob


scamurzar'
→ artigiano della mozzarella
craftsman who produces milky buffalo cheese


scanaja'
→ definire una misura di peso approssimativa
to define an approximate weight measure


scannapuorc
→ lungo coltello per ammazzare il maiale
long knife to butcher a pig


scannat
→ senza un soldo; lett. "sgozzato"
penniless


scantuna’
→ evitare, svignarsela
to slip away


scanzator
→ deviazione di acque irrigue effettuata con la terra
diversion for irrigation water, made with earth


scap'cullars'
→ precipitarsi
to throw oneself


scapec
→ piatto con ortaggi e pesce azzurro
course with vegetables and cod


scap(e)rnatur(e)
→ lett. "capruggine o scanalatura"; si tratta di una fessura o meglio scanalatura circolare che veniva fatta ai due bordi interni delle botti di legno (realizzata con uno strumento detto capruggine); in tale scanalatura, venivano inseriti i fondali, preventivamente smussati o assottigliati al bordo esterno, e quindi dopo venivano fermati con i cerchi di ferro. Per agevolare che il fondo penetrasse nella scanalatura si dava, come dicevano i nostri avi: “na bott(e) allu circhi(e) e un(e) alla vott(e)", ossia “un colpo al cerchio ed una alla botte".



scappa'
→ correre
to run


scapp’llitt
→ senza cappello
without hat


scapria't
→ agli non inrecciato



scarcell
→ spacco del muro
hole in the wall


scarcia'
→ strappare, rompere, fare delle tracce nel muro per far passare i fili (“scarcia' lu mur”)
to tear, to rip


scarciof'n’
→ carciofo
artichoke


scardalan
→ colui che allarga la lana



scarpar'
→ calzolaio
shoemaker


scarpun
→ dolce natalizio con cacao e noci
Christmas sweet with cocoa and walnuts


scarugnat
→ sfortunato
unlucky person


scasa'
→ cambiare abitazione, traslocare
to move


scassat
→ rotto
broken


scatafess
→ squarcio
tear, rent


scatena' la terr
→ zappare la terra a fondo con bidente
to hoe thoroughly with pitchfork


scatrasta'
→ rompere con violenza
to break with violence


scauz
→ scalzo
barefoot


scauzacan
→ persona in condizioni economiche misere
ragamuffin, down-and-out


scazzitt
→ bimbo piccolo
little child


s’ccuti’
→ picchiare
to beat


s’ccutit
→ (1) sostantivo: pestata, in senso di colluttazione fisica; (2) participio passato: picchiato
(1) noun: brawl; (2) past participle of the verb “to beat”: beaten


sceij
→ scegliere
to choose, to sort out


sceij i faciuol
→ sbucciare i fagioli
to sort out the beans


sc(e)l(e)nit'(e)
→ poco frizzante; oppure annacquato quando ci si riferisce ad un brodo poco consistente oppure ad un ministrone troppo diluito



sc(e)m(e)ntat
→ rivoltato, in disordine; il verbo di riferimento e’ “sc(e)m(e)nta’”
untidy, dishevelled


scenn
→ ali
wings


sciallitt’
→ persona abbigliata con abiti molto leggeri, inappropriati per il freddo



sciarrett
→ piccola falce
little hoe


schiaffa'
→ mettere qualcuno o qualcosa in un posto in maniera forzosa
to fling
"m'hann schiaffat alloc", "mi hanno messo li'", “they flung me there”


schian'dllat
→ scheggiato



schiant
→ grappolo d'uva
a bunch of grapes


schiantill
→ grappolini d'uva, normalmente “cimaroli”, che di norma si nascondono sotto i pampini della vigna



schiapp
→ pezzi di legno leggeri utilizzati per avviare il fuoco
small wooden pieces (splinter) to light the fire


schiaraventa'
→ alzarsi del vento che preannuncia un temporale
raising wind, before the storm


schifischi'(e)
→ fessura da cui entra aria fredda (donde il fischio)



schin
→ schiena (vedi anche "pig la schin")
back


schitt
→ campo periferico
peripheric field


schiuffa'
→ sbattere
to bang, to beat


schiuppa’
→ esplodere
to explode, to blow up


schiuppariell
→ motorino
scooter


schiuva'
→ lett. togliere i chiodi; usato per indicare oggetto rotto in seguito a violento colpo
to unnail; used to indicate an object broken after a violent bang


schiuopp
→ botto, esplosione, ma anche incidente



schiuort
→ storto
bent, crooked


schiuppa’
→ esplodere



sci' (sci’ for)
→ uscire, spesso usato con il rafforzativo “fuori”
to go out


sciablaccon' (anche “ciamblatton”, oppure “sciamblatton”)
→ persona disordinata
untidy person


sciajatch
→ infiammazione del nervo sciatico



sciamarr
→ piccone
pickaxe


sciamb
→ shampoo
shampoo


sciambricon
→ disordinato, confusionario
muddler


sciampagnon
→ spendaccione
spendthrift


sciancat
→ zoppicante
cripple


sciapit
→ (1) insipido (anche "scungiat"); (2) persona poco responsabile
(1) tasteless; (2) irresponsible people


sciarabball
→ carretto a 2 ruote molto grandi
cart with 2 big wheels
Dal francese “"char-à-bancs".


sciarra'
→ divorziare
to divorce


scimm'cat
→ spettinato
dishevelled


scin!
→ si'! (risposta ad una persona insistente)
I said yes! (reply to an insistent people)
"e scin, zitt'mo", “e si’, zitto ora”, “I said yes, be quit now”


scincia'
→ (1) scombinare; (2) picchiare
(1) to disarrange; (2) to hit


scinciammastr'
→ persona che rovina il ben fatto
someone who destroys the good done


sci' 'ncontr
→ uscire da un posto per andare incontro ad una persona che sta arrivando
to go and meet someone


sciot
→ sciolto
loose, untied


sciucca’
→ scacciare, allontanare; riferito a insetti ronzanti e fastidiosi come le mosche
to drive off, ref. especially to bugs and flies
“sciucc' st' mosc”, “scaccia queste mosche”, “drive off these flies”


scle'
→ scheggia di legno
splinter, chip


scluocch
→ rumore secco
sharp sound


sciacquaros e viv agnes
→ menefreghista
ref. to a person who could not care less


sciallett
→ sciarpa
scarf


scialocch
→ donna di poca sostanza
worthless woman


sciambcron
→ persona disordinata
untidy people


sciane's
→ vedi “scialo'cch”
see “scialo'cch”


scimm'cat
→ non in ordine, fuori posto, rif. all’aspetto fisico di una persona (capelli, abiti, etc.)
dishevelled, messy


scin' ca' scin' ma ca' scin' n'tutt
→ a tutto c'e' un limite; lett. “si’ che va bene, ma non per tutto”
everything has a limit; lit. it should be something like: “yes, but not to everything”


scio’ scio’
→ locuzione riferibile alla volonta’ di allontanamento di alcuni animali domestici; ad esempio, il termine veniva utilizzato dalla massaia – che entrava nel pollaio per prendere le uova o portare il cibo alle galline – per farsi strada oppure veniva rivolto a cani randagi o indesiderati
onomatopoeic word to chase away hens or dogs


sciul e casc
→ nomignolo riferito a persona poco attenta, che cade spesso; lett. “scivola e cade”
nickname given to a careless people, used to fall; lit. “slip and fall”


sciula’
→ scivolare
to slip


sciularell
→ scivolata
slip


sciulon
→ scivolone
tumble, bad fall


sciusciell
→ (1) carruba; (2) classico piatto della civiltà contadina; consiste in una pastella piuttosto lenta di farina ed acqua da versare lentamente in una pentola piena d'acqua portata ad ebollizione; dopo aver aggiunto del sale, ed avendo avuto l'accortezza di far cadere la pastella nei punti di ebollizione per evitare che i singoli grumi si possano attaccare fra loro, l'impasto viene versato nella pentola dell'olio soffritto con aglio (rigorosamente aglio rosso di Sulmona) e peperoncino



sc(e)m(e)nta'
→ sparigliare
to break up a pair of


sc(e)mentamunn
→ confusione, riferito a qualcosa messo a soqquadro



sc(e)m(e)nton
→ persona disordinata, caotica
untidy people


sc(e)ndrij
→ centocchio
common chickweed


sco'
→ ordine per far spostare l'animale quadrupede
onomatopoeic word for quadrupeds, so they can be moved


scol
→ scuola
school


scorc'
→ buccia
skin, peel


scriat
→ scomparso, sparito
disappeared
"mo' stev aecc, s'e' scriat", "un momento fa era qui, ed ora e' scomparso"


scrim
→ riga dei capelli
hair parting


scucchia
→ mento
prominent chin


scucuccia'
→ subire una scottatura in testa, riferito principalmente all'esposizione al sole
to suffer a burn to head, as result of sun exposure
"m'so scucucciat", "mi si e' arroventato il capo", “I have my head burned


scufana'
→ mangiare con voracita'
to gobble down


scujunat
→ stufo, stanco
sick and tired


scumpare'
→ sparire
to disappear


scumpiscia'
→ ridere a crepapelle, lett. "farsela sotto dalle risate"



scuncia'
→ (1) mettere in disordine; (2) abortire
(1) to upset, to make untidy; (2) to abort, to miscarry


scunucchia’
→ (1) distruggere fisicamente, anche in senso di stanchezza; (2) rompere la conocchia quando la massa di filo ritorto arrotolato attorno al fuso si sgretolava
(1) to hit; (2)
(1) "mo' t’ sc’nocchij l’oss ", "ora ti rompo le ossa”; “stieng scunucchiat”, “ho le ossa rotte”


scuochhie
→ semi e buccia del pomodoro, risultato della passata
tomato skin and seed


scupin’
→ zampogna



scupinar'
→ zampognari; a Sulmona era tradizione che gli zampognari passassero per le varie strade, e contrade di campagna, sia per la novena dell'Immacolata Concezione sia per quella di Natale. Suonavano davanti la porta di coloro che si abbonavano alla novena e, come segno di riconoscimento, veniva attaccato davanti la porta dei richiedenti un santino che ritraeva gli zampognari. Era tradizione anche che uno dei zampognari (quello del piffero cantante) recitasse cantando alcuni versi di canzoni sacre.



scuppa’
→ (1) nascere; (2) sbocciare (in riferimento ai fiori); (3) riferimento alle uova che – dopo la covata – si aprono, ossia "scuppen'"
to be born
(1) "mo' sta a scuppa' parl pur", "sei appena nato e ti permetti di parlare", “you are just born and already allow yourself to talk”; (2) “ha scuppat' la rose”, “e’ sbocciata la rosa”; (3) “l'ove hann' scuppate e hann' nate i picin'”; “le uova si sono aperte e sono nati i pulcini”


scuppat
→ (1) aggettivo rif. a muro il cui intonaco e’ saltato; (2) persona calva;
(1) adjective ref. to wall whose plaster falled away; (2) bald person


scuppicce
→ seme del pomodoro; al riguardo – oltre agli scuppicc' di pomodori – occorre intendere anche “je scuppicc” dell'uva, ossia i chicchi d'uva (vedi anche “vagh'”), che venivano in parte “ricapati” o passat tramite una passatoia per fare il vino fermentato (“lu fermentat' dentr' a'je pijunze”)
tomato seed


scuppulon
→ ceffone
slap


scupre'
→ scoprire
to discover


scur
→ persiane
shutter


scurcia'
→ scorticare
to skin


scurcius'
→ scontento



scuria'
→ scoreggiare
to fart


scurcion
→ schiaffo
slap


scurda’
→ dimenticare qualcosa



scurdarell
→ amnesia continua

“ch t’ha piat? La scurdarell?”, "coa ti e’ preso? Un’amnesia continua?"


scurta’
→ finire, terminare
to end, to finish


scurtchin
→ spilorcio, taccagno



scut’ca’
→ pulire a fondo per eliminare lo sporco



scutula'
→ togliere le briciole dalla tovaglia
to take crumbs off the table


scuzz’nit
→ riferito a persona che diventa piu’ capace, piu’ furba; ma anche riferito a bambino che ha acquisito una mentalità, linguaggio e modi di fare da adulto o da esperto
ref. to someone who is becoming smarter


sdangh
→ stecca di legno cui veniva legato il cavallo per effettuare il traino
wooden stick to which the horse was tied up for the towing


sdill'(i)zza’
→ ondeggiare, roteare, riferito all'acqua che viene fatta ondeggiare nella conca nel momento in cui questa viene lavata



sd'lluffa'
→ picchiare con forza
to give someone a good thrashing


sd'llumma'
→ distruggere fisicamente



sdonn
→ (1) botta, urto, impatto; (2) folata di vento; (3) dolore fisico
(1) bump, knock; (2) gust of wind; (3) physical pain
(1) “a sdonn a sdonn”, “un pezzo alla volta”; (2) “na sddonl d' vient”; (3) "tiengh l'sdonn"


sd'rr'nat
→ (1) stanco; (2) rif. a persona che ha subito un trauma
(1) tired; (2) ref. to someone who suffered an injury


sd'rrupa'
→ scivolare malamente, poggiando anche il sedere per terra, tipico delle disavventure in montagna

"s'e' sd'rrupat' dentr' allu vallon' di Tic Tic", "e' scivolato nel vallone di Tic Tic" (impluvio che scende a valle quando si va dalla zona Tiro a segno delle Marane verso il colle della Bandiera; Tic Tic era un nomignolo appioppato ai proprietari del terreno in cui arrivava a valle il vallone)


sdruzzit
→ ben ripulito e lucidato



se'
→ suo
his
”e' lla se'", "e' sua", “it is his”


senzacapezz'(e)
→ letteralmente “senza cavezza”, andare allo sbando, essere senza regole o senza freni; conosciuta anche come “scinciacapezz'(e)”



s'(e)mmunna’
→ potatura verde, o pulitura, della vite che consisteva nel togliere i tralci verdi in eccesso rispetto alla portata fisiologica della pianta



s’ggiar
→ artigiano impagliatore di sedie
craftsman, chair mender


sellamat (oppure “sillamat”)
→ aggettivo riferito a: (1) terreno smottato; (2) persona (o impresa) rovinata patrimonialmente oppure che ha subito un dissesto economico
adjective ref. to: (1) landslip country; (2) people (or business) ruined by financial trouble


sendin
→ grata del tombino
grating drain


segg'
→ sedia
chair


sfast'diat
→ infastidito, riferito specialmente a neonato che piange
annoyed, usually ref. to crying newborn


sfr'mm'ca'
→ ridurre in briciole, sbriciolare



sfr(e)gna'
→ deturpare



sfr'na'
→ perdere il controllo, fare cio' che si desidera senza misura, senza freni
to give free play
"e' scit la maestr e i uajun s'hann sfr'nat", "appena uscita la maestra, i bambini hanno fatto cio' che volevano", “as soon as the teacher went out of the room, the children broke loose”


sfrunza’
→ potare leggermente le piante



s'gg'tell
→ sediolina
little chair


sghess
→ fame
hunger
”ma' t'na' sghess”, “sei proprio affamato”, “you are very hungry”


semmuna'
→ togliere i rami o le foglie non fruttifere della vite, del pomodoro, etc.
to take away unfruitful branches or leaves of grape, tomato, etc.


s'e’ parturit
→ ha partorito; la forma dialettale usa impropriamente il riflessivo, oltretutto con l’ausiliario avere
she gave birth


s'ha magnat …
→ ha mangiato; la forma dialettale usa impropriamente il riflessivo
he has eaten


se m’mett a fa’ i cappiell nascen le person senza cocc’
→ locuzione che indica sfortuna negli affari; lett. “se cominciassi a produrre cappelli, nascerebbero persone senza testa”
it indicates bad luck in the business; lit. “if I start producing hats, people will born without head”


ses
→ seni
breasts


set un la lem e un la rasp
→ indica persone affini; lett. "siete uno lima ed uno la raspa"
it indicates similar people; lit. “one of you is the file and the other one is the rasp”


sfacch'nat
→ faticaccia
great effort


sfaciulat
→ senza soldi
penniless


sfiatat
→ (1) afono; (2) senza fiato dopo uno sforzo o una corsa
(1) voiceless; (2) breathless after running


sfracanat
→ distrutto



sfracchia'
→ (1) schiacciare; (2) pigiare l’uva (““sfracchia’ l'uv”)
(1) to squash, to crush; (2) to press grapes


sfraciell
→ danni
damages


sfraffa’
→ soffiarsi il muco dal naso
to blow one's nose


sfr'gnat
→ rovinato
ruined


sfraganat
→ distrutto



sfricul
→ piccoli pezzetti di lardo di maiale fritti
small fried pieces of fat pork


sfr'mmcat
→ sbriciolato
crumbled
"la smitt’ a sfr’mmca’ ss’pan?", “vuoi smetterla di sbriciolare il pane?”, “stop crumbling the bread!”


sfr'scia'
→ rigare (una superficie)
to score (a surface)


sfruscia'
→ spendere, dilapidare
to squander


sfruttat
→ logoro, consumato
worn


sfunna'
→ sfondare, bucare
to break, to hole
"m's'hann sfunnat l'scarp", "si e' bucata la suola delle scarpe"


sfunnat
→ riferito a persona estremamente fortunata
lucky people


sfute’ (opp. “sfuta'”)
→ sfoltire, diradare
to thin


sgribbij
→ donna svelta e capace
quick and clever woman, smart woman


sgr'na'
→ picchiare con forza
to give someone a good thrashing


sgrinfij
→ donna aggressiva
claw


sgrizz
→ schizzo
splash


sgubbat
→ gobbo
hunchbacked


s'e' 'mbriacat' lu puluozz'
→ lett. "si e' ubriacato il pozzo dove veniva (e tuttora viene raccolto) il mosto dopo la pigiatura dell'uva"; da tener presente che – quando il pozzo si "ubriacava" – era pericoloso accedervi per fare le pulizie, data la saturazione dell'anidride carbonica sprigionata dalla fermentazione del mosto che impregnava le pareti del pozzo e poteva risultare pericoloso, a volte letale, per i "vaschiaruol'" (vedi). Per evitare questo pericolo, nello scendere nel pozzo si teneva in mano sempre accesa una candela: nel momento in cui la fiamma si spegneva, rifletteva l'assenza di ossigeno e pertanto era necessario uscire immediatamente. La stesso concetto vale anche per la cantina quando il mosto nelle botti e' in piena fermentazione: in questo caso si dice "s'e' 'mbriacate la cantin'".



s'ha muort
→ e’ morto; la forma dialettale usa impropriamente il riflessivo con l’ausiliario avere; lett. “si ha morto”
he has died


s'ha 'nchiurtat nu piunz
→ si e’ sfalsato un bigoncio
the tub staggered


s’jar
→ soglia dell’abitazione



sicc
→ magro
thin


sid’c
→ sedici
sixteen


siegg
→ cavalletto in ferro su cui una volta venivano poggiati gli "spianatur" (vedi) per fare la conserva oppure il materasso
iron tripod; used to rest pastry-boards or mattresses


sigg'
→ incassare, riscuotere
to collect, to draw


s'jitt' ssa' cocci' 'miezz all'ncialf manc ji azzum c'vann' affa' lu nid
→ se butti la testa che ti ritrovi nel fango, non ci faranno il nido neanche i calabroni



sinn'c
→ sindaco
mayor


sisiembr
→ mentuccia
mint


sisill
→ capezzolo
nipple


siuzz’ch
→ singhiozzo
hiccup


sive
→ unto della pelle
the grease of the skin
"nu dite d'sive sopr lu cuoll", "un dito di unto sul collo", “a finger of the grease of the skin over the neck”


slappa'
→ verbo utilizzato quando la palla da biliardo sembra entrare in buca, ma poi rimbalza sul bordo piu' volte ed esce (“ha slappat’”)
this verb is used when the billiard ball seems to go in hole, but then it rebounds again and again on the edge and goes out


slarin
→ chiodino da scarpe
shoes nail


s'l'ggiat'
→ selciato
stone pavement


s l'ha ncullat lu diaul
→ si e’ arrabbiato; lett. "l'ha portato via il diavolo"
he is very upset; lit.: “the devil took him”


s'llazza'
→ scuotere
to shake


s'ment
→ semi
seeds


smiccia'
→ guardare in maniera interessata
to eye up


smov'rz
→ muoversi, sbrigarsi
to hurry up


smucchia’
→ muoversi, sbrigarsi
to be quick


s'munta' (oppure: s'menta')
→ seminare
to seed, to sow


smurza'
→ spegnere



s'n'ha it a ciang p'll'arij
→ e’ fallito; lett. "e' andato gambe all'aria"
he is ruined; lit. ”to fall flat on one's back”


s' n'e' scit
→ e' impazzito
he become crazy


s' n'iett
→ se ne ando'
he went away


s'nzal
→ mediatore (per acquisto di terreni, per matrimoni, etc.)
intermediary (for selling lands, arranging wedding, etc.)


so' (je)
sce' (tu)
(pronunciato come per fare silenzio)
e' (iss)
semm (nu)
set (vu)
so' (lor)

→ presente indicativo del verbo essere (nessuna differenza con il verbo ausiliario essere, a differenza del verbo avere ausiliario e non; vedi)



so' (je)
sce' (tu)
(pronunciato come per fare silenzio)
ha (iss)
emm (nu)
et (vu)
hann (lor)

→ presente indicativo del verbo ausiliario avere (aver fatto, aver mangiato, etc.), che in alcuni casi si trasforma nell'ausiliario essere (vedi); diverso dal verbo presente del verbo avere, possedere ("je tieng", "io ho"; vedi)



soc't
→ tua suocera
mother-in-law


sopr'allu' (sopr'alla')
→ preposizione di stato in luogo / moto al luogo: sul, sulla. "Sopr'allu'" e' usato con i sostantivi maschili, mentre "sopra'alla" (pronunciato quasi con l'accento sulla a finale) si accosta ai sostantivi femminili

"m'so ittat cinq m'nut sopr'allu liett", "mi sono buttato cinque minuti sul letto"; "emm saut fin sopr'alla' muntagn", "siamo saliti fin sopra la cima della montagna"


sor
→ suore
sisters


sor'm
→ mia sorella
my sister


sort
→ un cosi' grande, rif. a descrizione di oggetto, situazione

"na' sort d'cas'rmon", "na' sort d'mach'non"


sott'alla vill
→ dalle parti della Villa Comunale (giardini pubblici)
near the public garden


sott padron
→ lavorare alle dipendenze
to be in someone's service


sott'panz'
→ sottopancia; finimento che partiva dal basto e passava sotto la pancia dell’animale (si doveva tendere e legare molto stretta per evitare che il basto si capovolgesse o potesse scivolare)



sottpenc (anche “sparapingul”, vedi)
→ pipistrello, lett. “sotto le tegole”
bat; lit. “under the roofing-tiles”


spalazza'
→ aprire al massimo, principalmente rif. alle finestre
to throw open
"spalazz le f'nestr", “spalanca le finestre”, “throw the window open”


spalia'
→ mescolare
to confuse


spalienz
→ disordine, oggetti buttati alla rinfusa senza nessun criterio

”dentr' alla stanze eve tutt’ nu spalienz che n'n se retruveve nient", “dentro la stanza c’era un disordine tale che non si trovava piu’ nulla”


spalla'
→ abbattere
to knock down, to pull down
" spalla’ la parat(e)", “rompere la paratoia (si trattava di autentici episodi di teppismo messi in atto negli anni ’50 dai contadini che, esasperati dalla poca acqua di irrigazione che veniva da Pettorano, assalivano letteralmente la paratoia, fatta di grossi tronchi d'albero; la paratoia deviava l'acqua che alimentava la centrala elettrica di Sulmona, in zona Vallelarga, provocando l'allarme nella stessa centrale e conseguentemente l'oscuramento di parte della città di Sulmona).



spand’ca'
→ affannarsi
to toil


sparagat
→ lussuoso, sfarzoso



sparagna'
→ risparmiare
to save


sparapingul
→ pipistrello
bat


sparatrapp
→ cerotto
plaster
Dal francese “sparadrap”, cerotto


spar'g'
→ asparagi
asparagus


sparicchij
→ spaiati, dispari
odd, uneven


sparr (oppure “spar”)
→ (1) strofinaccio; (2) cuscinetto a forma circolare formato da stracci vari, avvolti su loro stessi e quindi fermati a cerchio; si metteva, in particolare in testa alle donne, per sostenere meglio il peso della “cocin'” (vedi) o dei “canistr'” (vedi); molte donne avevano la “sparr” gia’ cucita in modo da averla subito pronta anche per andare a prendere l'acqua alle varie fontane della città con le conche di rame
(1) duster; (2) handkerchief twined round the head to bring copper water vessels or other weights


spartucciat
→ diviso in tante parti
divided into many parts


spas'
→ piatto unico largo e tondo, zuppiera
big and flat dish, soup-tureen


spat'lla'
→ sconquassare, dissestare
to shatter


spazzill
→ caviglie
ankles


spresc (oppure “spriscia’”)
→ spremere, anche riferito alla spremitura dell’uva nel torchio (questa oprazione si faceva tre volte dopo aver "r'sfr'mm'cat' l' vinacc'", ossia dopo aver (ri)sbriciolato le vinacce)
to squeeze
"sprisc na pummador", "spremi un pomodoro", “squeeze a tomato”; "spriscià' l' vinacc' o j' scuppicc'", "spremere e rispremere l'uva o gli scoppicchi nel torchio"


sp'dal
→ ospedale (lu sp'dal)
hospital


spianatur
→ spianatoia
pastry-board


spicc'
→ vuoto
empty
"ti' la coccia spicc'", "hai la testa vuota", “your head is empty” (you have no brain)


spiccia'
→ (1) liberare un ambiente, (2) sbrigarsi (nella forma intransitiva)
(1) to vacate; (2) to hurry up


spid
→ spiedo
skewer


spiert
→ esperto
expert, skilled


spiert mnal
→ sempre in giro
always away


spierz'
→ perso, riferito a persona che non si conosce dove si trovi fisicamente
lost, ref. to someone nobody knows where he is
"sta' spierz p'aess", “e’ da qualche parte qui intorno”, “he is somewhere near here”


spill
→ sinonimo di nulla, lett. spilla
brooch; it is used as synonymous of nothing
“n'n ja' r'galat manc na spill”, “non gli ha regalato nulla”, “he has not given her anything”


spinacag'
→ robinia
locust tree


spir't
→ alcool per medicare
alcohol for medication


spiss
→ spesso
often


sp'nn'tta'
→ espettorare

”s'é sp'nn'ttat'”, “ha fatto un duro e pesante lavoro (o ha fatto una grande corsa) tale da far scoppiare i polmoni”


spogn
→ finocchio
fennel


spos'
→ fidanzata
girlfriend
"t'la sc'fatt la spos'?", "ti sei fidanzato?", “do you have a girlfriend ?”


spriscia' le cervell
→ pensare, spremere le meningi
to rack one's brains


sp'rn'ccia'
→ (1) stirare a mano i panni lavati prima che asciughino completamente per evitare di stirarli; (2) rimuovere e rimescolare gli acini e i raspi precedentemente pressati nel torchio per una seconda pressatura



sprufunna'
→ vergognarsi
to be ashamed


sp'tacciat'
→ dilaniato
blown to pieces


spuja'
→ spogliare
to undress


spuja' l'mazzocch
→ eliminare il rivestimento fogliare esterno (brattea) della pannocchia di mais
to remove bracts from corns


spunt
→ spunto, acescenza; indica il vino andato a male (assume un sapore di aceto) a causa dei batteri acetici
sourness, sour taste
"l’vin sa d'spunt", "il vino sa di spunto", “the wine leaves sour taste”


spurtiell
→ sportello deviatore delle acqua irrigue, vedi anche "scanzator"
see “scanzator”


spustat
→ matto
crazy


sputazz
→ catarro espettorato
sputum


sp'zeca (la)
→ donna molto parsimoniosa
frugal woman


s'raccoij
→ infettivo; lett. "si raccoglie"
infectious


s'r'cord la vigna m'piazz
→ e' molto vecchio; lett. "e' talmente vetusto che potrebbe ricordarsi del periodo in cui c'era la vigna in Piazza Garibaldi"
phrase to indicate an old object or people; lit. “it is so old that it could remember when grapes were in Garibaldi square”


s'rpar
→ persona in grado di maneggiare i serpenti; il riferimento e’ alla festa di San Domenico a Cocullo, che si tiene generalmente il primo giovedi’ del mese di maggio
snake-charmer; it refers to the Saint Domenic’s Day, held in Cocullo on the first Thursday of May


ss (pr. simile al silenzio)
→ questo/a, questi/e
this, those


s'son
→ donna pettoruta
big chested woman


sta' a pan d'ran
→ mangia pane di grano; metaf. “sta per morire”
he eats corn bread
Quando, un tempo, gi infermi arrivavano agli ultimi giorni di vita, venivano deliziati con il pane di grano, una prelibatezza per il tempo da riservare ai morenti quale ultimo godimento terreno, visto che generalmente si mangiava pane di granoturco chiamato "parruozz" (vedi)


stabbi'
→ concime, letame
manure


s'tacci'
→ setaccio
sifter, sieve


stagnar
→ artigiano che lavorava il rame o lo stagno
tinman


staillat
→ molto stanco
very tired


stajell
→ listello, asse
ledge, board


stallign
→ aggettivo riferito a persona riposata o animale (es. cavallo) con tanta energia perche’ reduce da un lungo periodo fermo in stalla
adjective ref. to relaxed people or animal (e.g. horse) with a lot of energy because it has been a long period in the stable
"tu sta biell' stallign'”, “tu stai bello riposato”


sta' mma' nnu cic
→ indica persona grassa oppure che ha mangiato troppo; lett. "stare come un cecio ripieno" (dolce tipico)
it indicates a fat people or someone who ate too much; lit. “to be as a filled chick pea” (typical sweet)


stanz' d'cas'
→ casa composta da una sola casa, monolocale in termini moderni
one-room flat


sta'pe'l
→ bilancia con asta lunga usata per la pesa dei maiali
balance with a long bar used to weigh pigs


statt'buon
→ saluto di arrivederci; lett. "stai bene"
stay well


stazz
→ cortile per gli animali
farmyard


st'cchin
→ stuzzicadente
toothpick


sterrazza
→ arnese per pulire la zappa



sticchia’
→ estirpare; tipico di quando si parlava di "sticchià l'(e) cann'(e)" che – più che tagliate alla base – venivano estirpate dal ceppo nodoso e fibroso da cui promanavano con una speciale zappa (sarchia), stretta e lunga circa 20 cm.
prick, used to express surprise


sticchij
→ pene, usato nelle espressioni per intendere sorpresa (es. “ect allu sticchij”)
prick, used to express surprise


stieng
→ (1) prima persona singolare del presente del verbo stare / rimanere; (2) prima persona singolare del presente del verbo essere
(1) first singular person of the present of the verb “to stay”; (2) first singular person of the present of the verb “to be”
(1) "m’stieng allu liett", “rimango a letto”, “I stay in bed”; (2) "stieng aecc", “sono qui”, “I am here”


stil
→ manico della zappa
hoe handle


stip'
→ mobile da cucina
kitchen cabinet


stopp
→ canapa in fili
hemp tow


stozz
→ panino per la merenda
roll / sandwich for the snack


stracc
→ stanco
tired
"stracc muort", “stanco morto”, “dead tired”


stracca’
→ stancare, stancarsi
to tire
"m’so straccat la schin”, ”mi sono stancato la schiena”, “my back is tired”


straccal
→ bretelle
braces


stracch'ta'
→ stanchezza
tiredness


straccia'
→ strappare
to tear, to rip


straccion
→ persona poco abbiente
ragamuffin, ragged fellow


strafuca’
→ mangiare tanto quasi da rimanere soffocati, lett. “strafogare”

“t' sci srtafucat' nu uaccil' di maccarun'”, “ti sei mangiato un baccile (piatto grande da portata) di maccheroni”; “t' sci strafucat' 'na raccot'”, “ti sei mangiato una intera raccolta (intesa come raccolta delle produzioni o raccolte agricole)”





strascin
→ donna che non gode di una buona reputazione
woman with a bad reputation
"chess e' na mezza strascin", “lei e’ una poco di buono”, “this girl is no good”


strasc'na'
→ trascinare
to drag


stratt
→ dado, cioe' l'estratto delle varie sostanze che consentono di insaporire un piatto
bouillon cube


strav'de'
→ stravedere, riferito ad azione esagerata
to make a great job / action
"ha fatt' lu' strav'de'", “ho fatto lo stravedere”, “he made a great job”


strecci(a)
→ (1) pettine; (2) bambina molto capricciosa
(1) comb; (2) capricious girl


stregn
→ stringere
to clasp


striel (oppure: “strijera”)
→ mangiatoia delle pecore di legno
wooden manger for sheeps


stritt (femm. “strett”)
→ stretto / stretta
narrow


str'nn'ca'
→ (1) stendere; (2) dare una scossa, una lezione; (3) strapazzare
(1) to stretch; (2) to shake something; (3) to mistreat
(3) “lu so str'nn'cat”, “l’ho strapazzato”, “I have mistreated him”


strucc
→ scorciatoia nei campi
short cut in the fields
”d’strucch” (oppure “p’strucch”), ossia “di traverso”


strucca'
→ (1) rompere in due parti; (2) prendere una scorciatoia
(1) to pull something apart; (2) to take a short cut


struj
→ (1) distruggere; di conseguenza anche utilizzato per verbi conseguenti quali sciogliere oppure sparire nelle imprecazioni; (2) sinonimo di "solletico"

(1) "c't' puozzna struj"


struppiat
→ (1) picchiato; (2) stanco per il troppo lavoro
(1) beaten; (2) exhausted
(1) "l'hann struppiat", “l’hanno picchiato di santa ragione”, “they beat him”; (2) "stieng struppiat”, “sono spossato”, “I am exhausted”


strusc
→ struscio delle scarpe sul selciato; dal tipico andamento del coro della processione del Venerdi' Santo, i cui componenti strusciano le scarpe sul selciato
shuffling, scuffing; it derives from the typical proceeding of the Holy Friday procession, whose members shuffle their shoes on the stone paving


struveri'(e)
→ persona brutta



stu (ssu)(sta, ssa)
→ questo (a)
this


stual
→ stivali; termine principalmente riferito agli stivali indossati dai contadini per irrigare i campi
boot; usually referred to farmer boots, worn to irrigate the fields


stulla'
→ togliere i fiori
to take away flowers from garlics
”n’n sce bbuon manc a stulla' j'aj”


stuocch'l
→ schiocchi
cracks, smacks


stuppacc
→ tappo di stoffa
cloth stopper, wad


stuppaccios
→ stopposo
towy


stuppiell
→ unita' di misura pari a 1.8 kg
unit of measurement, 1.8 kg


sturduli'
→ stordire
to stun, to deafen
“m’sce sturdulit d’chiacchier”, “mi ha stordito a forza di chiacchierare”, “your chatting is defeaning me”


sturill
→ stalla del maiale
pigsty


sturnizz
→ vento freddo invernale, oppure corrente d'aria
cold winter wind, or draught
es. “uajo’ cupret’ o accapp’t’ ch’tir’ nu sturnizze”; “p'chella ruelle tir’ nu sturnizze!”


sturtur
→ saracinesca idraulica in legno usata per deviare i flussi delle acque irrigue
wooden sluice-gate to deviate the irrigation water


sturza'
→ strozzare, andare di traverso (rif. a cibo)
to go down the wrong way
"m'stev' a'sturza'", "mi stavo strozzando"


sturziell'(e) (nu)
→ piccolo pezzo



stuzza'
→ dividere il panino
to share a sandwich
"famm' stuzza'", "fammi prendere un pezzo di panino", “let me bite your sandwich”; oppure "vu stuzza'?", "vuoi un pezzo di panino?", “do you want a bite of my sandwich?”


subbl
→ sgorbia da calzolaio
gouge


suda' sott la lengh
→ lavorare duro, senza soste ed in pessime condizioni; lett. "sudare sotto la lingua"
to work hard, without break in bad conditions; lit. “to sweat under the tongue”


suggett
→ alle dipendenze di
to be in someone's pay


sugh
→ (1) sugo; (2) succo
(1) sauce; (2) juice
“sugh d'frutt”, “succo di frutta”


sugh'r
→ turacciolo
bottle cork


sulagn
→ luogo assolato

“chel terr stann a lu sulagn”, “quei terreni agricoli si trovano in un luogo assolato”


sùlech'
→ solco
furrow


sulmuntin
→ sulmonese, abitante di Sulmona
inhabitant of Sulmona


suna'
→ picchiare
to thrash


sunna'
→ sognare
to dream


suocer (maschile), socer (femminile)
→ suocero, suocera
father-in-law, mother-in-law
”suoc't”, “tuo suocero”, “your father-in-law”


suol (maschile), sol (femminile)
→ solo, sola
alone


surchia'
→ (1) succhiare; (2) tirare su con il naso
(1) to suck; (2) to sniff


surd
→ sordo ("surdo'" indica epiteto riferito a persona che non ascolta)
deaf


surg'
→ topo
mouse
Dal francese “souris”, topo


surgtiell
→ gnocchi di patate
potato gnocchi


surr'tur' (lu )
→ pollaio



survl
→ tappo di sughero



svija'
→ svegliare
to wake up


svracia'
→ governare il fuoco
to poke


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Lettera T

84 termini


tabaccar
→ tabaccaio



taccara'
→ bastonare
to beat


taccarat
→ bastonata
blow with a stick


taluorn
→ pedante, ripetitivo



tard
→ lento di comprendonio



tarpan
→ cafone



tarzanitt
→ indica mancata igiene intima dopo l'evacuazione



tata'
→ papa'
daddy


tatill
→ fratello



taton
→ nonno
grandaddy


taul
→ tavolo
table


t'avessa pia' a ciambat n'cul sta' pur a parla'
→ minaccia in conseguenza di un comportamento sbagliato o non corretto; lett. "dovrei prenderti a calci nel sedere e ti permetti pure di parlare"



tazz
→ bicchiere di sostanza alcoolica
glass of alcoholic drink


tazzett
→ tazzina
small cup, coffee cup
"na tazzett d' cafe'"


t'chenosce pir
→ ti conosco bene
I know you too well
L’etimologia sembra derivare dal seguente aneddoto: un contadino aveva un bel pero da anni infruttifero ed era il suo cruccio in quanto, pur vedendo un albero rigoglioso, non riusciva a beneficiare dei sui frutti; un giorno bisognava realizzare un crocefisso per la parrocchia e serviva il legno. Il contadino – ormai senza piu’ speranza di mangiare le pere dal suo albero – decise di offrire il legno del pero per il crocifisso alla chiesa. Venne fuori un'opera bellissima, di eccezionale fattezza ed eccellente materiale. Arrivarono i fedeli a chiedere le grazie al crocifisso, ma non veniva concessa nessuna grazia; allora il contadino, passando davanti alla chiesa e vedendo la disperazione dei fedeli che non ricevevano alcuna grazia, diceva : “t'chenosce pir”, ossia “ti conosco bene albero di pero”, cioe’ “non hai mai prodotto neanche un frutto, come puoi pretendere di concedere una grazia!”.


tegn
→ tingere
to dye


tel da spazzin
→ tessuto jeans



tennecelle
→ contenitore di stoffa per trasporto dell'erba



teratur (oppure, piu’ moderno, “cascitt”)
→ cassetto
drawer


ternar
→ aratura perpendicolare dell'ultima striscia di terreno, non arata per effetto delle manovre



terr de mbtos
→ terreno di proprieta’



terr d'secc
→ si deve intendere terreno in cui non puo’ arrivare l'acqua per l'irrigazione a causa della sua morfologia (per es. "l' ces'", ossia terreni scoscesi pedemontani sono definiti anche catastalmente "secchi")



terr funnat
→ terreno molto fertile



t'fa' sembr r'ch’nosc
→ lett. "ti fai sempre ricoscere", ossia hai un atteggiamento negativo inconfondile



ticchio
→ pezzo di legno per il camino



tiell
→ pentola
pot


tiemp
→ tempo
weather


tiemp a tiemp
→ con calma
calmly


tieng (je)
te' (tu)
te' (iss)
t'nemm (nu)
t'net (vu)
tienn (lor)

→ presente indicativo del verbo avere (possedere); (io ho, tu hai, egli ha, noi abbiamo, voi avete, essi hanno)



tieng' na' p'sciat ij mang la parol
→ rif. a bisogno fisico impellente; lett. "ho una pipi' tale che gli manca solo la parola"



ti' paur ma n'n trim
→ riferito a ragazzo che si dispiace dopo un rimprovero ma e' sempre pronto a ripetere la stessa marachella; lett. "hai paura ma non tremi"



titt
→ tetto
roof


t’lar
→ telaio meccanico
loom


t'na ta je'!
→ devi andare via
you have to go away


t'ne'
→ avere; lett. “tenere”
to have


tomb (la)
→ Chiesa di S. Maria della Tomba
church of S. Maria della Tomba, in the city center


topp'
→ zolla di terra
earth sod


t'na cocc mma nu cazz d'asn
→ hai una testa come il fallo di un asino



t'naj
→ tenaglia, anche pinza con lunghi manici per governare il fuoco
pincers


t’narra'
→ avra', in forma ipotetica; e' una delle poche forme al futuro, in quanto non vengono generalmente declinati verbi al futuro nel dialetto sulmontino (es. "d'man vaij allu m'rcat", "domani andro' al mercato"; si esprime comunque con "vaij", ossia "vado", al presente)

"tenarra' na' cinquantin d'ann", "potrebbe avere circa 50 anni"


t'ne' na pecur
→ avere un colpo di sonno, specie dopo pranzo; lett. “avere una pecora”
fit of drowsiness; lit. “to have a sheep”


t'n' sce scit?
→ sei impazzito?
are you crazy


t'nt'ca’
→ toccare
to touch


tosçe
→ tosse, tossire
cough, to cough


tov
→ doghe delle botti
staves


trabbiccul
→ termine generico riferito ad automobili vecchie e malandate
generic term ref. to old and in a bad state cars


tra cap e cuoll
→ all'improvviso, rif. ad evento inaspettato; lett. “tra capo e collo”
suddendly ;lit. ”between head and neck”


traff'chin
→ faccendiere
intriguer


traìn
→ carretto a trazione animale a 2 ruote
animal-drawn cart, with two wheels


tra Natal e Sant'Stef'n
→ locuzione per indicare un momento che non avverra’ mai; lett. “tra Natale e Santo Stefano”, dove non c’e’ un lasso temporale perche’ si tratta di due giorni consecutivi
phrase to indicate a period of time that will never happen; lit. “between Christman and Saint Stephen”


trappit
→ frantoio
olive press


tratta’
→ “trattare”, in riferimento ai rapporti tra due persone

"n'n s'tratt'n", "non sono in buoni rapporti"


travierz
→ delimitazione del terreno in senzo orizzontale

es: ho coltivato “due travierz d’pummador”, oppure ho sarchiato “due travierz” di mazzocche


trazziat'(e)
→ calpestato



tr'bbula'
→ passare dei guai, tribolare
to suffer, to grieve


tresma'rin
→ rosmarino
rosemary


tresp’t
→ treppiede, usato per sorregge il caldaio sul fuoco se non veniva appeso



tripp
→ pancia
stomach, belly


tripp'tiell
→ in ansia



triule
→ persona confusionaria



trocca’
→ zappare a mano intorno alle piante di vite laddove il terreno non puo’ essere arato dal mezzo meccanico



trocch
→ fusto della vite
grape trunk


tr'sca'
→ trebbiare
to thresh


tr'tt'ca'
→ scuotere
to shake


trua'
→ trovare
to find


trusciandon
→ tirchio
miser, tightwad


truv'l'
→ spoletta o navetta di legno levigato che conteneva un rocchetto con il filo e si adoperarava con i vecchi telai a mano di legno; si incrociava con l'ordito che passava attraverso i licci, quindi il tessuto veniva reso fitto con appropriati i colpi di pettine



tuaj
→ tovaglia
tablecloth


tuccat
→ aggettivo riferibile a frutta che ha cominciato a rovinarsi; lett. “toccato”
ref. to fruit that becomes to go bad; lit. “touched”
"ss'cr'somm'l s'hann tuccat", "queste albicocche hanno cominciando a marcire"


tumariell
→ timo, piantina di timo



tummul
→ tomolo: (1) misura di capacita' per aridi pari 0,53 ettolitri circa; (2) misura di superficie
round
(2) "nu tummul d'terr"


tunn
→ tondo
round


tu n'n sce bbuon manc a accid lu puorche
→ rif. a persona incapace ("non puoi essere utilizzato neanche nei lavori per uccidere il maiale")



tuocc'
→ ictus
ictus


tupariell
→ verzellino
serin


tuost
→ duro, compatto
stubborn


tuozz
→ pezzo, tozzo
stocky
"tuozz d'pan", "pezzo di pane", “for next to nothing / for a song”


tupanar
→ talpa
mole


turc’niell
→ (1) vortici che si formano nelle acque di un fiume; (2) mulinelli del vento; (3) per turare gli intertizi fra le doghe delle botti, si utilizzava canapa oppure stoppa ritorta (donde “turcinielle”) fissato con uno scalpello e l’aiuto di una mazzola di legno



turment
→ sbornia
drunkenness


turtur
→ grosso bastone di legno usato dai pastori come arma di difesa
big wooden stick used by shepards as defensive weapon


turz
→ torsolo, con riferimento alle “mazzocch'(e)” (pannocchie, mais); viene inteso tuttavia inteso anche come torsolo delle mele / pere
core


turz'l d'brocc'l
→ stupido, sciocco



tuzzula’
→ bussare alla porta
to knock



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Lettera U

43 termini


uad
→ varco fra le siepi nei campi
passage through the hedge


uadagna'
→ (1) guadagnare; (2) meritare
(1) to earn; (2) to deserve
"t'l'ha da uadagna'", "te lo devi meritare", “you have to deserve it”


uaddaqui' (sce)
→ locuzione per l'interlocutore che afferma cose insensate o non e' aggiornato sugli eventi ("si, guarda questo!")
lit. “look at him!”; it means: “guy, you are telling something wrong” or “guy, you are not updated at all about the story”


uaij
→ guaio
trouble


uajard
→ tavola di legno tipo barella, con manici ai lati, che veniva utilizzata per trasportare i bigonci in cantina durante la vendemmia
wooden barrow used to bring the vats to the cellar (during the vintage)


uajon'
→ ragazzo
boy


uajunacc’
→ ragazzotto, spregiativo
urchin


uàjiuncill (uàjiuncell)
→ ragazzino (ragazzina)
young boy


uall
→ gallo
cock


uantier
→ vassoio
tray


uapp
→ (1) vanitoso; (2) bullo
(1) vain; (2) bully


uarchion
→ meccansimo che serve per legare il carico al cavallo: si tratta di uno strumento lungo circa 50/60 cm. di forma rotondeggiante (circa 10 cm di diametro) e con fori a ridosso delle estremità di circa 3 cm, con scanalature ai capi estremi dove si inserivano le corde da tendere per assicurare i carichi (fieno, legna, etc.) delle “manbrucch'” (vedi) o dei traini. Infatti, attraverso i fori realizzati alle due estremità della barra di legno, si tendevano le corde con pioli di legno che venivano azionati a mo' di leva.
mechanism useful to tie a burden to the back of the horse


uarda'
→ guardare
to look at


uardje
→ vigile urbano
policeman


uari' (ma anche "r'uari'")
→ guarire
to cure


uarn'zion
→ guarnizione
gasket, packing


uarzon
→ garzone
shop boy


uarzunitt
→ strumento di legno per ostacolare la gravita’ in discesa dei carretti; era fatto a forma di cuneo e legato – ai lati – a due catenelle che scendevano dalla “mambrucch'” (vedi) o “train'”, dietro alle ruote posteriori. Venivano azionati o rilasciati, poiche’ strisciavano per terra, e – quando i carri andavano in salita – evitavano che il carro potesse tornare indietro in caso di mancato trainamento da parte dei cavalli o dei somari
wooden stop wheel to block the cart in the slope


uasciell
→ (1) tino; (2) uomo grasso
(1) vat; (2) fat man


uast
→ guasto
rotten


ua'ua'cce
→ pappagorgia
double chin


uazz
→ rugiada mattutina
morning dew


uccon (nu)
→ un po' (lett. un boccone)
mouthful


ugual spicc’cat
→ copia indistinguibile dall'originale, lett. “uguale spiccicato”



uer
→ identifica una situazione climatica; quando si vedono le nuvole bianche provenienti dal Morrone, si dice che stia arrivando la bora
climate situation; when the white clouds come from the Morrone mountain, it means that the bora is arriving


uff (l’)
→ osso sacro



uless (i)
uliss (tu)
uless (iss)
ulass'm (nu')
ulassast (vu')
ulisser (lor)

→ condizionale del verbo volere (io vorrei, tu vorresti, egli vorrebbe, noi vorremmo, voi vorreste, essi vorrebbero)
conditional form of the verb “to want”


umta'
→ vomitare
to vomit


uncije
→ frustino di legno flessibile, generalmente un ramo di sambuco
hunting crop of flexible wood (elder)


un ddu' e tre ognun alla casa se'
→ locuzione per indicare di liberare un ambiente (lett. "uno, due e tre, ognuno a casa sua", che ovviamente in italiano non produce rime ne' assonanze)
idiomatic expression: “one, two, three, everyone goes home”; it means that it is necessary to vacate a room (it does not produces neither rhyme nor assonance in Italian and in English)


uocch'
→ occhio
eye


uogg
→ oggi
today


uoggd'man
→ un giorno o altro, prima o poi
one of these days, one of these days (lit. “today tomorrow”)


uogg' a ott
→ fra una settimana, oggi a otto
a week from today, this day week


uoj
→ (1) olio; (2) ubriacatura
(1) oil; (2) intoxication (“I am at oil” means “I am drunked”)
“stieng a uoj”, “sono ubriaco”, “I am drunked”


uonn'l
→ piccolissimi gnocchetti di acqua e farina (consigliati alle puerpere perche’ stimolavano la produzione di latte!)
small gnocchi made with water and flour


urs
→ orso
bear


usacc'
→ bisaccia
knapsack


ussa’
→ spingere
to push


utariell
→ oggetto per evitare che i cani legati alla catena si intreccino
mechanism to avoid that chained up dogs could intertwine


utell
→ budella, intestino
bowels


ut'm
→ ultimo
last


utt'l
→ goccia
drop
"na' utt'la d'acq", "una goccia d'acqua", “a drop of water”


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Lettera V

75 termini


vacabbond
→ vagabondo
rogue, rascal


vacant
→ vuoto
empty


vaccachiuort'(e)
→ (1) uomo senza spina dorsale; (2) erba infestante spontanea che può raggiungere l'altezza di quasi un metro; ha foglie lanceolate,come gli spinaci, dal peduncolo che tende al rossiccio, così come la fioritura che sfocia in un grappolo, tendente verso l'alto, che contiene tanti semini



vaccil
→ contenitore
to start something


vaffanciull
→ interiezione sostitutiva della forma piu' volgare
mitigate form of “go to hell”


vagh
→ acino d'uva
grape


vaje a respia’ 'ncampagne
→ vado a dare un sguardo ai campi per controllare le varie coltivazioni
I go to have a look arounf the fields (to check cultivations)


val'còn
→ balcone
balcony


vangucce
→ seggiolino per neonati con buco al centro
child's chair with a hole in the middle


vanza'
→ avanzare, nel senso di avere qualcosa in avanzo
to be left over
“ch' c'ha vanzat da magna’?”, “cosa e’ avanzato da mangiare?”


vard
→ sella per quadrupedi per trasporto delle merci
saddle useful to carry goods


varr’
→ sbarra o barra; asse di legno di dimensione spessa, quadrata o rettangolare, più lungo di circa 10/20 cm rispetto alla larghezza della porta o portone d'ingresso, che veniva issata o meglio incassata dietro alla porta stessa, con le estremità che trovavano alloggiamento su due buche laterali a ridosso degli stipiti (le buche di alloggiamento delle sbarre sono tutt'ora visibili nelle porte della città di Sulmona)



varrat'
→ bastonata con palo corto
blow with a short stick


varrell
→ barrelle di legno un po' arquate di circa 20/30 cm. che si infilavano sotto le corde del carico della soma (muli o asini) e si facevano ruotare in senso orario fino ad assicurare il carico sul basto. L'operazione era piuttosto delicata poiche’ comportava il bilanciamento della soma in modo che – anche in discesa dalla montagna – il carico della soma non venisse avanti e travolgesse il malcapitato asino o il mulo che fosse.
rogue, rascal


vaschiaruol
→ vascaiolo, operaio addetto alla vasca per la pigiatura dell'uva e le prime pratiche di cantina



vasciell
→ piccola botte
small cask


vatt
→ battere, percuotere

"vatt la noc", "percuotere l’albero delle noci per far cadere i frutti"


vattlard
→ tagliere in legno su cui battere gli alimenti
chopping board to beat foods
"te' na schin' mma' nu'vattlard", "ha una schiena enorme"


vattulin
→ botte (nel senso di picchiare)
blow


vauze
→ legaccio fatto con una mannelle di grano intrecciato alla punta per legare “lu manuoppele”
string with a corn stem to tie a sheaf of corn just cut


vazzin
→ contenitore per il cibo (anche "vazz'nell" per indicare piccolo contenitore)
bowl for food


v'de'
→ (1) vedere; (2) controllare
(1) to see; (2) to check
"sce vist'dentr allu t'ratur?", "hai controllato nel cassetto?", “have you checked in the drawer?”


ve'
→ via, strada
street, road
"p'lla ve' d'lla stazzion", "lungo la strada che porta alla stazione ferroviaria", “along the road that leads to the station”


ve' aecc
→ vieni qui
come here


verm’nar
→ vermi intestinali
worms, tapeworm


vid'v (maschile), ved'v (femminile)
→ vedovo, vedova
widowed, widow


vient
→ vento
wind


venc
→ vincere
to win


venn
→ vendere
to sell


ventlicc
→ membrana del costato del maiale nel quale viene avvolto il capocollo per essiccazione
membrane from the chest of the pig where the salami made with pork neck is wrap up to be dried


vest
→ gonna femminile

"sta ancora attacat alla vest d'mammut", "sei ancora attaccato alla gonna di tua madre" (per indicare un bamboccione)


viaggiator
→ rappresentante



viast'ma'
→ bestemmiare
to swear


vich (lu/i)
→ vicolo, vicoli
alley, lane


vie de lu pir
→ attuale via Pola (lett. “via del pero”)
the present Pola street


vinaccit
→ i raspi che rimangono dopo la spremitura dell'uva
grape stalk remaining after the squeezing of grapes


vin munn
→ vino assoluto senza acqua
wine without water
Dal latino “mundare”, ossia nettare, detergere, quindi diventare puro


vint
→ numero venti
twenty (number)


v'llan
→ nocciole
hazelnuts


v’lam
→ bianco dell'uovo



v'lancij
→ bilancia
balance


vlanzin (oppure “valanzola”)
→ bilancino; pezzo di legno robusto (generalmente ramo di quercia) lungo circa 80 cm. con un gancio centrale e catene laterali che si legavano al cavallo, oppure all'asino, per aiutare il traino dei carretti in salita
hook which allows another horse to help in pulling heavy burdens


v(e)lascij
→ sputo
spittle, spit


v’locch
→ chioccia
broody hen


v'locch picin
→ cucciola
chick


v'ndaj
→ ventaglio
fan


v(e)nnegn
→ vendemmia
vintage, grape harvest


v(e)nnricul
→ fruttivendolo
greengrocer


vocc'
→ bocca
mouth


voccape'
→ lett. “bocca aperta”; insulto verso una persona che parla fuori luogo
openmouth; insult towards a chatterbox


vomm’
→ ecchimosi estesa di colore viola



vot'
→ curva
bend


votaggir
→ giramento di testa
fit of dizziness


votastomm'ch
→ voltastomaco
nausea


vott
→ botte
cask


vrac'
→ brace
embers


vracce
→ braccio
arm


vracciat
→ lett. "bracciata"; inteso come atto di spargere qualcosa intorno



vrach
→ braca, inteso come finimento degli asini, cavalli e muli che partiva dalla "vard'e" (basto) e passava dietro il sedere, sotto la coda



vrangaton
→ schiaffone di rovescio



vreccia
→ breccia
breach


vrenna
→ crusca
bran


vu'
→ voi
you (plural)


vuare
→ passaggio, guado; era una sorta di cancelletto, fatto di frasche intrecciate, che consentiva l’ingresso al proprio terreno



vuccon(e)
→ boccone



vula’
→ volare
to fly


vule’
→ volere
to want, to wish


vullent
→ bollente
boiling


vulpin
→ persona furba
foxy, wily people


vusc'ca’
→ girare, mischiare
to stir, to mix


vuss (oppure “uss”)
→ spinta
push


vuta'
→ girare
to turn


vutt’l
→ goccia

"na vutt'l'(e) d'acqu”, “una goccia d’acqua”


vuu't
→ gomito
elbow


v'zzoch
→ (1) donna che frequenta molto la Chiesa; (2) donna acida e spigolosa
(1) pious woman; (2) roguh woman


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Lettera Z

37 termini


zaghn
→ fettuccia, nastrino di cotone
cotton ribbon


zamarron
→ cafone
boor, ill-mannered person


zampanell
→ pane pomodoro olio e sale
bread dressed with tomato, oil and salt


zanner’
→ donna sciatta che pensa solo ad andare in giro anziche’ occuparsi delle faccende di casa



zarr
→ cafone
boor, ill-mannered person


z’chnett
→ gioco di carte d'azzardo



ze' (zium, ziut, zius)
→ zio (mio zio, tuo zio, suo zio)
uncle (my uncle, your uncle, his uncle)


zecch'
→ (1) zecca; (2) tirchio
(1) tick; (2) miser, skinflint


zecca'gn
→ soldi
money


zeffunn
→ in maniera copiosa (vedi anche la locuzione “piov a zeffunn”)

Dal latino “sub-fundere”, ossia “precipitare”, “subissare”


zell
→ scusa senza fondamento, pretesto (vedi anche “z’llus”)
”ha pijat le zell”; “ha accampato scuse pretestuose”
excuse


zepp
→ cuneo di ferro per spaccare la legna
iron slug to chop wood


zeppo'gn
→ (1) zeppa; (2) raccomandazione
(1) wedge; (2) influence, recommendation


zian (zianm)
→ zio, zia (mio zio)
uncle (my uncle)


zinat' (na)
→ grembiule pieno di frutta, verdura ovvero prodotti agricoli



zizze
→ aggettivo riferito ad alimento il cui sapore acerbo disturba il gusto



z'land
→ ailanto (albero comunissimo)
ailanthus


z'llus
→ disonesto, colui che accampa scuse per vincere ad ogni costo
someone who makes use of dishonest means (to win at any price)


z'nal
→ camice, grembiule
apron, school smock


zocc'l
→ (1) ratto; (2) prostituta
(1) rat; (2) whore


zoll
→ talli d'aglio
garlic sprout


z'pepp
→ vaso da notte
chamber-pot


z'ppschill (anche “z’ppill”)
→ settebello (7 di denari)
seven of diamonds


z'ttet!
→ state zitti!
be silent! shut up!


zucch’r
→ (1) zucchero; (2) esclamazione rivolta ai bambini che hanno il singhiozzo o fanno il ruttino
(1) sugar; (2) exclamation towards children with hiccup or belching


zuffula'
→ soffiare
to blow


zuffulatur
→ soffietto per ravvivare il fuoco
bellows to stir up the fire


zuffunna'
→ (1) mandare a fondo; (2) nascondere
(1) to sink; (2) to hide


zumba'
→ saltare
to jump


zumbafuss
→ modo di portare i pantaloni, corti al polpaccio
short trousers, to the calf


zurlariell
→ giocattolino



zurr
→ maschio della capra
billy goat


zurron
→ persona con capelli lunghi e spettinati
people with long and untidy (ruffled) hair


zuzz
→ sporco, aggettivo
dirty


zuzza'
→ sporcare
to make something dirty


zuzzare'
→ (1) atto non corretto; (2) cosa sporca
(1) unfair act; (2)obscene act


zuzzon
→ (1) persona sporca; (2) persona attratta morbosamente dal sesso
(1) dirt; (2) dirty person


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Aneddoti

3 aneddoti



Dotto’, tu ch' sc' leggiut' i libbri paccut', ligg'm na poch' 'sta funduari'
→ lett. “Dottore, tu che hai letto i libri alti (ossia con molte pagine, quindi sei istruito), leggimi un po' queste cartelle esattoriali delle imposte fondiarie” (fabbricati, terreni ed altri tributi che incidevano sulle proprietà ed aziende agricole, indicati con codici d'imposta sconosciuti ai contadini che, negli anni cinquanta, non erano molto scolarizzati)


Firm't, na cain pur a te!
→ Si narra che un nobile sulmonese, durante le festivita' natalizie, fece preparare dai suoi uomini la sua carrozza con al seguito un carretto con alcune galline ed alcuni cavalli di pregio. Il proposito era quello di passare dai suoi piu' cari amici per gli auguri, regalando loro una gallina oppure un cavallo.
Giunto sotto casa del primo, lo chiamo' e gli chiese: "Chi comanda a casa tua ? Tu o tua moglie?" L'amico rispose senza esitare: "Mia moglie".
Il barone disse allora: "Benissimo, allora scegli una gallina fra le disponibili nel carretto, come mio regalo di Natale".
Il notabile continuo' il giro e tutti gli amici, alla medesima domanda, dettero la stessa risposta del primo, ricevendo tutti in dono una gallina. L'ultimo amico rispose invece che in casa sua comandava lui, e non la moglie.
Il barone allora disse: "Finalmente ho trovato una casa in cui comanda un uomo", e rivolgendosi all'amico esclamo': "Scegli un cavallo".
L'amico passo in rassegna tutti i cavalli, ma non sapendo quale scegliere chiamo la moglie che era in casa e le chiese: "Mare', lu baron c'vo regala' nu cavall, cumma' lu pij? Bianch(e) o nir?".
E il barone sconfortato escalmo': "Firm't, na cain pur a te!".


Scanset(e) Crist(e) che mo arrive la ravar(e)
→ C'era un bontempone sempre ubriaco ed ormai alcoolizzato, che non poteva stare neanche un minuto lontano dal fiasco di vino. Arrivò il tempo di fare il precetto pasquale e, dopo essersi confessato, avrebbe dvouto accostarsi per la S. Comunione. Da premettere altresì che la vicenda si riferisce agli anni 50 del secolo scorso quando per fare la comunione occorreva essere digiuni dalla mezzanotte. Quando riferì alla moglie che non poteva fare la comunione perché non poteva stare più di un minuto lontano dal bere, la moglie lo pregò vivamente di fare qualsiasi sforzo per restare digiuno e senza bere fino all'ora della Comunione che avrebbe fatto nella prima S. Messa della domenica mattina alle ore 6,00. Il marito rispose che non ce l'avrebbe fatta: l'astinenza era troppo lunga.
La moglie lo pregò di nuovo e riusci’ a convincerlo dicendogli che lo avrebbe accompagnato portando con sé un bel fiasco di vino in modo che, appena fatta la comunione, il marito sarebbe uscito fuori e avrebbe potuto farsi una bella bevuta a ricompensa del sacrifico sostenuto.
Tutto si svolse alla perfezione: Il marito diligente attese trepidante di farsi la comunione e subito dopo si fece dare il fiasco di vino dalla moglie e, uscito fuori il portone della chiesa, sotto il porticato tolse il tappo al fiasco e, preso dalla irresistibile voglia di farsi una lunga bevuta, esclamò ad alta voce: “Scanset(e) Crist(e) che mo’ arrive la ravar(e)” (ossia, “Spostati Cristo che adesso arriva la slavina”).
Il termine ravar(e) deriva da rava ed indica quei brecciai che si intravedono specialmente sul versante pacentrano della Majella (donde i vari nomi dati alle singole rave). Il termine viene usato, forse più giustamente, per rappresentare il precipitare a valle, durante lo scioglimento delle nevi, di acqua, neve e pietre.




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Invettive

22 invettive



ah sci fr'cat
→ imprecazione verso qualcuno; lett. “che tu possa essere fregato”
see “sci'ccis”


che sce 'mbis!
→ invettiva, lett. “che tu possa essere appeso!”
may you be hanged up!


ch’ sci’ccis la zapp
→ imprecazione verso il lavoro; lett. "quanto e’ brutto il lavoro duro"



ch’ t' puozz'n’ accid (oppure "ch’ sci'ccis")
→ imprecazione; lett. "che possano ucciderti"
curse; lit. “might you be killed”


ch' t' puozz'n’ave'
→ ha la stessa radice di "ch' t' puozz'na mbenn"; "avè" e’ la riduzione di "avenne", a sua volta modifica di "appenne".



ch' t' puozz'na mbenn
→ che possano appenderti!



c't' puozz’na struj
→ che tu possa sparire, che possano distruggerti



jet vinn
→ andate via, sparite



la fregn ch't'cech (anche “lu cazz ch't'frech”)
→ povero te, locuzione per indicare "non pensarci neanche”
phrase whose meaning is ”forget about it”


liv't
→ (1) spostati; (2) "fammi il piacere!" in riferimento ad una discussione in cui l'interlocutore racconta vicende incredibili
(1) step aside; (2) “come on!”, ref. to someone who is telling something unbelievable
(1) "liv't annanz", "spostati da davanti", “get out of the way”


madosc
→ esclamazione di stupore verso qualcosa di inesistente per evitare di essere blasfemi

“p’lla madosc(a)!”


mannagg’ santa nient
→ imprecazione verso qualcosa di inesistente per evitare di nominare un vero Santo
curse towards an inexistent Saint to avoid swearing


puozza je spiert cumma l'acqua
→ che tu possa dissolverti senza forma, come l’acqua (“che tu possa non avere riposo”)



sci chiu' busciard d'lu Barbaner d'Fulign
→ lett. "sei piu' bugiardo del Barbanera di Foligno" (il Barbanera di Foligno era un diffuso almanacco popolare)



sci d'sp'ttus come la crap di Ciampichill
→ lett. "sei dispettoso come la capra di Ciampichill"



va'ffà cicc'(e)
→ versione elegante del classico "vai all'altro paese"



vatt' a murì alla cas
→ lett. “vai a morire a casa”; di solito viene usato con persone che hanno detto o fatto corbellerie
lit. “go to die at home”; ref. to those who made foolish actions


vattel'(e) a pijà 'nsaccocce'(e)
→ letteralmente "vai a prenderla in tasca"; esclamazione riferita a cosa poco credibile



vattel(e) a pija’ 'nzine
→ benevolmente indica di evitare di dare fastidio
stop making noise


vattinn!
→ vai via!
come off it!


vattinn camin'
→ invito ad andare via nei confronti dell'interlocutore (lett. "vattene cammina"), dopo aver raccontato un fatto incredibile
come off it and walk away!


vocc' che t'puzz de latt
→ immaturo; lett. "bocca che sa di latte"
mouth that smells of milk; it is referred to a young or immature people



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Giochi

5 giochi



a dad’(i)
→ dadi, gioco di abilità individuale.
Su di un dado (pezzo di mattone, di circa 15 cm. di altezza a forma di parallelepipedo), si poggiavano i soldi della giocata; quindi, da una distanza prestabilita (circa 10 mt.), ogni giocatore tirava una piastrella (pietra levigata, marmo, etc.) verso il dado.
Il vincitore era colui chi faceva cadere il mattone di puntata e si avvicinava maggiormente ai soldi caduti, richiamando alla lontana il gioco delle bocce.



mazzapuzell
→ antico gioco oggi conosciuto (con qualche variante) come “lippa”; si giocava con un pezzo di legno di circa dieci centrimetri appuntito ai lati ed una “mazza” con cui colpire il pezzo di legno ed indirizzarlo all’interno di un cerchio, oppure il piu’ lontano possibile
tipcat, old game


a mus’(e)
→ si svolgeva sull'aia o sulle strade sterrate; consisteva nel realizzare una corsa saltando sugli altri giocatori accovacciati.
Il primo giocatore sorteggiato si curvava a 90°, afferrando le caviglie con le mani; il secondo giocatore lo scavalcava e successivamente si piegava anche lui come il primo, ad una distanza di circa tre mt., e cosi' di seguito.



a stregnamur'(e)
→ a stringimuro, gioco di abilità individuale.
A differenza del battimuro, che consisteva nel far rimbalzare un moneta sul muro, lo stringimuro consisteva nell'avvicinare il più possibile la moneta al muro.



a zompacavall'
→ al salto al cavallo
Il gioco era realizzato da due squadre di giocatori, di norma composte di tre persone; chi veniva sorteggiato doveva "aggobbare", ovvero sottostare.
I giocatori della squadra che "aggobbava" si curvavano a 90°, ed il primo dei tre si appoggiava ad un muro (oppure ad un sostegno) mentre gli altri due giocatori si aggrappavano a lui.
I giocatori della squadra avversaria, con balzo ravvicinato, gli saltavano addosso come in sella ad un cavallo.




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Canali irrigui

14 “form”, ossia canali di acque irrigue nell’hinterland sulmonese


forma chiort'
→ lett. “forma storta”; si diramava all'altezza del Ponte Nuovo – dal Fiume Gizio (strada per Pettorano) – e serviva l'irrigazione nella zona delle Cavate



forma rann
→ lett. "forma grande"; era il canale irriguo principale. Si diramava da Ponte Nuovo (o cascata dell'acqua) ed attraversava da ovest ad est tutto il territorio agricolo sulmonese, all'altezza dell'inizio del Colle Savente fino alle Marane, passando per il "Pont' dij canal" (Ponte dei Canali). Dalla Forma Rann si diramavano, a pettine, i vari canali irrigui o forme secondarie: form' d'citta', forma fut', form d'la sauc', piopp e turrett, form d'lla curnacchiol', etc.(vedi).



form d’citta’
→ lett. "forma di citta'", originava dalla "forma rann" (vedi). Alimentava ed alimenta tutt'ora gli orti ed orticelli suburbani di Sulmona. Originava all'altezza della Via di Cansano, ora Via De Gasperi, quindi Corso Ovidio, Acquedotto Medioevale, Villa Comunale. Lungo il Corso Ovidio dovrebbero esserci ancora tombini attraverso cui si puo' deviare l'acqua ad est o ad ovest della citta', in direzione degli orti da irrigare.



forma San Cristofar'
→ lett. "forma San Cristoforo". Originava dalla "forma rann" (vedi), dopo il ponte dei canali, quindi via pola e via Papa Giovanni XXIII. Per la precisione attraversava Via dei Cappuccini esattamente all'altezza dell'attuale Bar Cappuccini, appena dopo l'incrocio del semaforo di Via Fiume



form d'lla curnacchiol'
→ lett. "forma della cornacchiola", originava dalla "forma rann" (vedi). Era di dimensioni rilevanti in quanto aveva una portata di tre / quattro "forme d'acqua". Seguiva il percorso dell'attuale via Cornacchiola fino alla Chiesa della Potenza, per arrivare fino all'attuale zona industriale.



forma fut
→ lett. “forma folta”. Originava dalla "forma rann" (vedi), e si posizionava tra la forma della Cornacchiola e prima della forma della salice (vedi), all'altezza della della Via XXV Aprile e correva dietro le mura (corrispondente l'attuale Villaggio Italia) fin giu' verso Via Sallustio.



form’ la sauc
→ lett. “la salice”. Originava dalla "forma rann" (vedi) e passava nei pressi dell'incrocio tra la Variante e via dei Cappuccini, in direzione Marane tra il Casino Sardi ed il Casino Corvi, per l'esattezza "all'ar' d' lu queje". L'aia del queio era una localita' dove si giocava a calcio in mezzo alla cascame della trebbiatura. La forma, oltre ad avere una fontanina per l'acqua potabile (come tutte le altre forme), aveva anche un lavatoio pubblico reallizzato in cemento appena prima dell'attraversamento di Via dei Cappuccini.



furmell' d'fierr'
→ lett. “la formella di Ferri (un proprietario terriero sui cui campi passava la forma); partiva piu' o meno dallo stesso attacco della forma della Cornacchiola e serviva ad irrigare i terreni a sud della "forma rann" fino ad arrivare ai tenimenti del Comune di Pacentro



forma d’l’maran
→ lett. “forma delle marane”, che e’ anche una frazione della citta’ di Sulmona. Originava dalla "forma rann" (vedi). Era l'ultima derivazione d'acqua dalla "forma rann", il cui punto preciso per la consegna dell'acqua era la localita' "Vicin' longh'" (vicenna lunga, nelle vicinanze dell'attuale discarica dei rifiuti "Cogesa" e del Casino di Bartocchj'). Questa forma serviva tutto il territorio dell'estremo est fino ai terreni pedemontani, detti anche "l' ces'" (vedi), ovvero i terreni cossiddetti di secca perche' impossibile farvi arrivare l'acqua per scorrimento normale.



form' d' pacientr'
→ lett. “forma di Pacentro”; dopo aver servito i terreni a valle del paese di Pacentro, arrivava ad irrigare i terreni a sud della "form' d'l'maran'"



form’ piopp' e turrett'
→ lett. “pioppo e torretta”. Originava dalla "forma rann" (vedi). Il canale – nella localita' Pizzacchio – si dirama in due sotto canali; seguendo il senso di marcia verso le Marane, esso incontra prima la "forma torretta", esistente ancora oggi all'altezza della cosiddetta "casetta bruciata", e quindi la "forma pioppo", in prossimita' del Casino Arcieri, che serviva per l'irrigazione di tutta la zona a nord della frazione Marane (Marane Case Nuove, Case Eustacchio, etc.).



form' d'bugnar'
→ lett. "forma di Bugnara"; ufficialmente denominato "Secondo Canale Sagittario", che si ramifica in altri ruscelli: catena, cocciasfunn, cestern, inariell, bellucce.



form' d'ntr'dacqu
→ lett. "forma di Introdacqua", che finisce a "fuss de cuomm a terr de secc".



form' d'catenacce
→ lett. "forma di catenaccio"; parte dal Fiume Gizio e si dirige verso Case Rapone. Una particolarita' di questo canale e' che fu voluto dai monaci Cistercensi che dal 200 vivevano in un convento all'Arabona (a tutt'oggi e' presente la chiesetta); i monaci vollero che il canale permettesse loro di coltivare i terreni nei pressi del convento.




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