Friday, May 08, 2009

Lettera T

84 termini


tabaccar
→ tabaccaio



taccara'
→ bastonare
to beat


taccarat
→ bastonata
blow with a stick


taluorn
→ pedante, ripetitivo



tard
→ lento di comprendonio



tarpan
→ cafone



tarzanitt
→ indica mancata igiene intima dopo l'evacuazione



tata'
→ papa'
daddy


tatill
→ fratello



taton
→ nonno
grandaddy


taul
→ tavolo
table


t'avessa pia' a ciambat n'cul sta' pur a parla'
→ minaccia in conseguenza di un comportamento sbagliato o non corretto; lett. "dovrei prenderti a calci nel sedere e ti permetti pure di parlare"



tazz
→ bicchiere di sostanza alcoolica
glass of alcoholic drink


tazzett
→ tazzina
small cup, coffee cup
"na tazzett d' cafe'"


t'chenosce pir
→ ti conosco bene
I know you too well
L’etimologia sembra derivare dal seguente aneddoto: un contadino aveva un bel pero da anni infruttifero ed era il suo cruccio in quanto, pur vedendo un albero rigoglioso, non riusciva a beneficiare dei sui frutti; un giorno bisognava realizzare un crocefisso per la parrocchia e serviva il legno. Il contadino – ormai senza piu’ speranza di mangiare le pere dal suo albero – decise di offrire il legno del pero per il crocifisso alla chiesa. Venne fuori un'opera bellissima, di eccezionale fattezza ed eccellente materiale. Arrivarono i fedeli a chiedere le grazie al crocifisso, ma non veniva concessa nessuna grazia; allora il contadino, passando davanti alla chiesa e vedendo la disperazione dei fedeli che non ricevevano alcuna grazia, diceva : “t'chenosce pir”, ossia “ti conosco bene albero di pero”, cioe’ “non hai mai prodotto neanche un frutto, come puoi pretendere di concedere una grazia!”.


tegn
→ tingere
to dye


tel da spazzin
→ tessuto jeans



tennecelle
→ contenitore di stoffa per trasporto dell'erba



teratur (oppure, piu’ moderno, “cascitt”)
→ cassetto
drawer


ternar
→ aratura perpendicolare dell'ultima striscia di terreno, non arata per effetto delle manovre



terr de mbtos
→ terreno di proprieta’



terr d'secc
→ si deve intendere terreno in cui non puo’ arrivare l'acqua per l'irrigazione a causa della sua morfologia (per es. "l' ces'", ossia terreni scoscesi pedemontani sono definiti anche catastalmente "secchi")



terr funnat
→ terreno molto fertile



t'fa' sembr r'ch’nosc
→ lett. "ti fai sempre ricoscere", ossia hai un atteggiamento negativo inconfondile



ticchio
→ pezzo di legno per il camino



tiell
→ pentola
pot


tiemp
→ tempo
weather


tiemp a tiemp
→ con calma
calmly


tieng (je)
te' (tu)
te' (iss)
t'nemm (nu)
t'net (vu)
tienn (lor)

→ presente indicativo del verbo avere (possedere); (io ho, tu hai, egli ha, noi abbiamo, voi avete, essi hanno)



tieng' na' p'sciat ij mang la parol
→ rif. a bisogno fisico impellente; lett. "ho una pipi' tale che gli manca solo la parola"



ti' paur ma n'n trim
→ riferito a ragazzo che si dispiace dopo un rimprovero ma e' sempre pronto a ripetere la stessa marachella; lett. "hai paura ma non tremi"



titt
→ tetto
roof


t’lar
→ telaio meccanico
loom


t'na ta je'!
→ devi andare via
you have to go away


t'ne'
→ avere; lett. “tenere”
to have


tomb (la)
→ Chiesa di S. Maria della Tomba
church of S. Maria della Tomba, in the city center


topp'
→ zolla di terra
earth sod


t'na cocc mma nu cazz d'asn
→ hai una testa come il fallo di un asino



t'naj
→ tenaglia, anche pinza con lunghi manici per governare il fuoco
pincers


t’narra'
→ avra', in forma ipotetica; e' una delle poche forme al futuro, in quanto non vengono generalmente declinati verbi al futuro nel dialetto sulmontino (es. "d'man vaij allu m'rcat", "domani andro' al mercato"; si esprime comunque con "vaij", ossia "vado", al presente)

"tenarra' na' cinquantin d'ann", "potrebbe avere circa 50 anni"


t'ne' na pecur
→ avere un colpo di sonno, specie dopo pranzo; lett. “avere una pecora”
fit of drowsiness; lit. “to have a sheep”


t'n' sce scit?
→ sei impazzito?
are you crazy


t'nt'ca’
→ toccare
to touch


tosçe
→ tosse, tossire
cough, to cough


tov
→ doghe delle botti
staves


trabbiccul
→ termine generico riferito ad automobili vecchie e malandate
generic term ref. to old and in a bad state cars


tra cap e cuoll
→ all'improvviso, rif. ad evento inaspettato; lett. “tra capo e collo”
suddendly ;lit. ”between head and neck”


traff'chin
→ faccendiere
intriguer


traìn
→ carretto a trazione animale a 2 ruote
animal-drawn cart, with two wheels


tra Natal e Sant'Stef'n
→ locuzione per indicare un momento che non avverra’ mai; lett. “tra Natale e Santo Stefano”, dove non c’e’ un lasso temporale perche’ si tratta di due giorni consecutivi
phrase to indicate a period of time that will never happen; lit. “between Christman and Saint Stephen”


trappit
→ frantoio
olive press


tratta’
→ “trattare”, in riferimento ai rapporti tra due persone

"n'n s'tratt'n", "non sono in buoni rapporti"


travierz
→ delimitazione del terreno in senzo orizzontale

es: ho coltivato “due travierz d’pummador”, oppure ho sarchiato “due travierz” di mazzocche


trazziat'(e)
→ calpestato



tr'bbula'
→ passare dei guai, tribolare
to suffer, to grieve


tresma'rin
→ rosmarino
rosemary


tresp’t
→ treppiede, usato per sorregge il caldaio sul fuoco se non veniva appeso



tripp
→ pancia
stomach, belly


tripp'tiell
→ in ansia



triule
→ persona confusionaria



trocca’
→ zappare a mano intorno alle piante di vite laddove il terreno non puo’ essere arato dal mezzo meccanico



trocch
→ fusto della vite
grape trunk


tr'sca'
→ trebbiare
to thresh


tr'tt'ca'
→ scuotere
to shake


trua'
→ trovare
to find


trusciandon
→ tirchio
miser, tightwad


truv'l'
→ spoletta o navetta di legno levigato che conteneva un rocchetto con il filo e si adoperarava con i vecchi telai a mano di legno; si incrociava con l'ordito che passava attraverso i licci, quindi il tessuto veniva reso fitto con appropriati i colpi di pettine



tuaj
→ tovaglia
tablecloth


tuccat
→ aggettivo riferibile a frutta che ha cominciato a rovinarsi; lett. “toccato”
ref. to fruit that becomes to go bad; lit. “touched”
"ss'cr'somm'l s'hann tuccat", "queste albicocche hanno cominciando a marcire"


tumariell
→ timo, piantina di timo



tummul
→ tomolo: (1) misura di capacita' per aridi pari 0,53 ettolitri circa; (2) misura di superficie
round
(2) "nu tummul d'terr"


tunn
→ tondo
round


tu n'n sce bbuon manc a accid lu puorche
→ rif. a persona incapace ("non puoi essere utilizzato neanche nei lavori per uccidere il maiale")



tuocc'
→ ictus
ictus


tupariell
→ verzellino
serin


tuost
→ duro, compatto
stubborn


tuozz
→ pezzo, tozzo
stocky
"tuozz d'pan", "pezzo di pane", “for next to nothing / for a song”


tupanar
→ talpa
mole


turc’niell
→ (1) vortici che si formano nelle acque di un fiume; (2) mulinelli del vento; (3) per turare gli intertizi fra le doghe delle botti, si utilizzava canapa oppure stoppa ritorta (donde “turcinielle”) fissato con uno scalpello e l’aiuto di una mazzola di legno



turment
→ sbornia
drunkenness


turtur
→ grosso bastone di legno usato dai pastori come arma di difesa
big wooden stick used by shepards as defensive weapon


turz
→ torsolo, con riferimento alle “mazzocch'(e)” (pannocchie, mais); viene inteso tuttavia inteso anche come torsolo delle mele / pere
core


turz'l d'brocc'l
→ stupido, sciocco



tuzzula’
→ bussare alla porta
to knock



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Lettera U

43 termini


uad
→ varco fra le siepi nei campi
passage through the hedge


uadagna'
→ (1) guadagnare; (2) meritare
(1) to earn; (2) to deserve
"t'l'ha da uadagna'", "te lo devi meritare", “you have to deserve it”


uaddaqui' (sce)
→ locuzione per l'interlocutore che afferma cose insensate o non e' aggiornato sugli eventi ("si, guarda questo!")
lit. “look at him!”; it means: “guy, you are telling something wrong” or “guy, you are not updated at all about the story”


uaij
→ guaio
trouble


uajard
→ tavola di legno tipo barella, con manici ai lati, che veniva utilizzata per trasportare i bigonci in cantina durante la vendemmia
wooden barrow used to bring the vats to the cellar (during the vintage)


uajon'
→ ragazzo
boy


uajunacc’
→ ragazzotto, spregiativo
urchin


uàjiuncill (uàjiuncell)
→ ragazzino (ragazzina)
young boy


uall
→ gallo
cock


uantier
→ vassoio
tray


uapp
→ (1) vanitoso; (2) bullo
(1) vain; (2) bully


uarchion
→ meccansimo che serve per legare il carico al cavallo: si tratta di uno strumento lungo circa 50/60 cm. di forma rotondeggiante (circa 10 cm di diametro) e con fori a ridosso delle estremità di circa 3 cm, con scanalature ai capi estremi dove si inserivano le corde da tendere per assicurare i carichi (fieno, legna, etc.) delle “manbrucch'” (vedi) o dei traini. Infatti, attraverso i fori realizzati alle due estremità della barra di legno, si tendevano le corde con pioli di legno che venivano azionati a mo' di leva.
mechanism useful to tie a burden to the back of the horse


uarda'
→ guardare
to look at


uardje
→ vigile urbano
policeman


uari' (ma anche "r'uari'")
→ guarire
to cure


uarn'zion
→ guarnizione
gasket, packing


uarzon
→ garzone
shop boy


uarzunitt
→ strumento di legno per ostacolare la gravita’ in discesa dei carretti; era fatto a forma di cuneo e legato – ai lati – a due catenelle che scendevano dalla “mambrucch'” (vedi) o “train'”, dietro alle ruote posteriori. Venivano azionati o rilasciati, poiche’ strisciavano per terra, e – quando i carri andavano in salita – evitavano che il carro potesse tornare indietro in caso di mancato trainamento da parte dei cavalli o dei somari
wooden stop wheel to block the cart in the slope


uasciell
→ (1) tino; (2) uomo grasso
(1) vat; (2) fat man


uast
→ guasto
rotten


ua'ua'cce
→ pappagorgia
double chin


uazz
→ rugiada mattutina
morning dew


uccon (nu)
→ un po' (lett. un boccone)
mouthful


ugual spicc’cat
→ copia indistinguibile dall'originale, lett. “uguale spiccicato”



uer
→ identifica una situazione climatica; quando si vedono le nuvole bianche provenienti dal Morrone, si dice che stia arrivando la bora
climate situation; when the white clouds come from the Morrone mountain, it means that the bora is arriving


uff (l’)
→ osso sacro



uless (i)
uliss (tu)
uless (iss)
ulass'm (nu')
ulassast (vu')
ulisser (lor)

→ condizionale del verbo volere (io vorrei, tu vorresti, egli vorrebbe, noi vorremmo, voi vorreste, essi vorrebbero)
conditional form of the verb “to want”


umta'
→ vomitare
to vomit


uncije
→ frustino di legno flessibile, generalmente un ramo di sambuco
hunting crop of flexible wood (elder)


un ddu' e tre ognun alla casa se'
→ locuzione per indicare di liberare un ambiente (lett. "uno, due e tre, ognuno a casa sua", che ovviamente in italiano non produce rime ne' assonanze)
idiomatic expression: “one, two, three, everyone goes home”; it means that it is necessary to vacate a room (it does not produces neither rhyme nor assonance in Italian and in English)


uocch'
→ occhio
eye


uogg
→ oggi
today


uoggd'man
→ un giorno o altro, prima o poi
one of these days, one of these days (lit. “today tomorrow”)


uogg' a ott
→ fra una settimana, oggi a otto
a week from today, this day week


uoj
→ (1) olio; (2) ubriacatura
(1) oil; (2) intoxication (“I am at oil” means “I am drunked”)
“stieng a uoj”, “sono ubriaco”, “I am drunked”


uonn'l
→ piccolissimi gnocchetti di acqua e farina (consigliati alle puerpere perche’ stimolavano la produzione di latte!)
small gnocchi made with water and flour


urs
→ orso
bear


usacc'
→ bisaccia
knapsack


ussa’
→ spingere
to push


utariell
→ oggetto per evitare che i cani legati alla catena si intreccino
mechanism to avoid that chained up dogs could intertwine


utell
→ budella, intestino
bowels


ut'm
→ ultimo
last


utt'l
→ goccia
drop
"na' utt'la d'acq", "una goccia d'acqua", “a drop of water”


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Lettera V

75 termini


vacabbond
→ vagabondo
rogue, rascal


vacant
→ vuoto
empty


vaccachiuort'(e)
→ (1) uomo senza spina dorsale; (2) erba infestante spontanea che può raggiungere l'altezza di quasi un metro; ha foglie lanceolate,come gli spinaci, dal peduncolo che tende al rossiccio, così come la fioritura che sfocia in un grappolo, tendente verso l'alto, che contiene tanti semini



vaccil
→ contenitore
to start something


vaffanciull
→ interiezione sostitutiva della forma piu' volgare
mitigate form of “go to hell”


vagh
→ acino d'uva
grape


vaje a respia’ 'ncampagne
→ vado a dare un sguardo ai campi per controllare le varie coltivazioni
I go to have a look arounf the fields (to check cultivations)


val'còn
→ balcone
balcony


vangucce
→ seggiolino per neonati con buco al centro
child's chair with a hole in the middle


vanza'
→ avanzare, nel senso di avere qualcosa in avanzo
to be left over
“ch' c'ha vanzat da magna’?”, “cosa e’ avanzato da mangiare?”


vard
→ sella per quadrupedi per trasporto delle merci
saddle useful to carry goods


varr’
→ sbarra o barra; asse di legno di dimensione spessa, quadrata o rettangolare, più lungo di circa 10/20 cm rispetto alla larghezza della porta o portone d'ingresso, che veniva issata o meglio incassata dietro alla porta stessa, con le estremità che trovavano alloggiamento su due buche laterali a ridosso degli stipiti (le buche di alloggiamento delle sbarre sono tutt'ora visibili nelle porte della città di Sulmona)



varrat'
→ bastonata con palo corto
blow with a short stick


varrell
→ barrelle di legno un po' arquate di circa 20/30 cm. che si infilavano sotto le corde del carico della soma (muli o asini) e si facevano ruotare in senso orario fino ad assicurare il carico sul basto. L'operazione era piuttosto delicata poiche’ comportava il bilanciamento della soma in modo che – anche in discesa dalla montagna – il carico della soma non venisse avanti e travolgesse il malcapitato asino o il mulo che fosse.
rogue, rascal


vaschiaruol
→ vascaiolo, operaio addetto alla vasca per la pigiatura dell'uva e le prime pratiche di cantina



vasciell
→ piccola botte
small cask


vatt
→ battere, percuotere

"vatt la noc", "percuotere l’albero delle noci per far cadere i frutti"


vattlard
→ tagliere in legno su cui battere gli alimenti
chopping board to beat foods
"te' na schin' mma' nu'vattlard", "ha una schiena enorme"


vattulin
→ botte (nel senso di picchiare)
blow


vauze
→ legaccio fatto con una mannelle di grano intrecciato alla punta per legare “lu manuoppele”
string with a corn stem to tie a sheaf of corn just cut


vazzin
→ contenitore per il cibo (anche "vazz'nell" per indicare piccolo contenitore)
bowl for food


v'de'
→ (1) vedere; (2) controllare
(1) to see; (2) to check
"sce vist'dentr allu t'ratur?", "hai controllato nel cassetto?", “have you checked in the drawer?”


ve'
→ via, strada
street, road
"p'lla ve' d'lla stazzion", "lungo la strada che porta alla stazione ferroviaria", “along the road that leads to the station”


ve' aecc
→ vieni qui
come here


verm’nar
→ vermi intestinali
worms, tapeworm


vid'v (maschile), ved'v (femminile)
→ vedovo, vedova
widowed, widow


vient
→ vento
wind


venc
→ vincere
to win


venn
→ vendere
to sell


ventlicc
→ membrana del costato del maiale nel quale viene avvolto il capocollo per essiccazione
membrane from the chest of the pig where the salami made with pork neck is wrap up to be dried


vest
→ gonna femminile

"sta ancora attacat alla vest d'mammut", "sei ancora attaccato alla gonna di tua madre" (per indicare un bamboccione)


viaggiator
→ rappresentante



viast'ma'
→ bestemmiare
to swear


vich (lu/i)
→ vicolo, vicoli
alley, lane


vie de lu pir
→ attuale via Pola (lett. “via del pero”)
the present Pola street


vinaccit
→ i raspi che rimangono dopo la spremitura dell'uva
grape stalk remaining after the squeezing of grapes


vin munn
→ vino assoluto senza acqua
wine without water
Dal latino “mundare”, ossia nettare, detergere, quindi diventare puro


vint
→ numero venti
twenty (number)


v'llan
→ nocciole
hazelnuts


v’lam
→ bianco dell'uovo



v'lancij
→ bilancia
balance


vlanzin (oppure “valanzola”)
→ bilancino; pezzo di legno robusto (generalmente ramo di quercia) lungo circa 80 cm. con un gancio centrale e catene laterali che si legavano al cavallo, oppure all'asino, per aiutare il traino dei carretti in salita
hook which allows another horse to help in pulling heavy burdens


v(e)lascij
→ sputo
spittle, spit


v’locch
→ chioccia
broody hen


v'locch picin
→ cucciola
chick


v'ndaj
→ ventaglio
fan


v(e)nnegn
→ vendemmia
vintage, grape harvest


v(e)nnricul
→ fruttivendolo
greengrocer


vocc'
→ bocca
mouth


voccape'
→ lett. “bocca aperta”; insulto verso una persona che parla fuori luogo
openmouth; insult towards a chatterbox


vomm’
→ ecchimosi estesa di colore viola



vot'
→ curva
bend


votaggir
→ giramento di testa
fit of dizziness


votastomm'ch
→ voltastomaco
nausea


vott
→ botte
cask


vrac'
→ brace
embers


vracce
→ braccio
arm


vracciat
→ lett. "bracciata"; inteso come atto di spargere qualcosa intorno



vrach
→ braca, inteso come finimento degli asini, cavalli e muli che partiva dalla "vard'e" (basto) e passava dietro il sedere, sotto la coda



vrangaton
→ schiaffone di rovescio



vreccia
→ breccia
breach


vrenna
→ crusca
bran


vu'
→ voi
you (plural)


vuare
→ passaggio, guado; era una sorta di cancelletto, fatto di frasche intrecciate, che consentiva l’ingresso al proprio terreno



vuccon(e)
→ boccone



vula’
→ volare
to fly


vule’
→ volere
to want, to wish


vullent
→ bollente
boiling


vulpin
→ persona furba
foxy, wily people


vusc'ca’
→ girare, mischiare
to stir, to mix


vuss (oppure “uss”)
→ spinta
push


vuta'
→ girare
to turn


vutt’l
→ goccia

"na vutt'l'(e) d'acqu”, “una goccia d’acqua”


vuu't
→ gomito
elbow


v'zzoch
→ (1) donna che frequenta molto la Chiesa; (2) donna acida e spigolosa
(1) pious woman; (2) roguh woman


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Lettera Z

37 termini


zaghn
→ fettuccia, nastrino di cotone
cotton ribbon


zamarron
→ cafone
boor, ill-mannered person


zampanell
→ pane pomodoro olio e sale
bread dressed with tomato, oil and salt


zanner’
→ donna sciatta che pensa solo ad andare in giro anziche’ occuparsi delle faccende di casa



zarr
→ cafone
boor, ill-mannered person


z’chnett
→ gioco di carte d'azzardo



ze' (zium, ziut, zius)
→ zio (mio zio, tuo zio, suo zio)
uncle (my uncle, your uncle, his uncle)


zecch'
→ (1) zecca; (2) tirchio
(1) tick; (2) miser, skinflint


zecca'gn
→ soldi
money


zeffunn
→ in maniera copiosa (vedi anche la locuzione “piov a zeffunn”)

Dal latino “sub-fundere”, ossia “precipitare”, “subissare”


zell
→ scusa senza fondamento, pretesto (vedi anche “z’llus”)
”ha pijat le zell”; “ha accampato scuse pretestuose”
excuse


zepp
→ cuneo di ferro per spaccare la legna
iron slug to chop wood


zeppo'gn
→ (1) zeppa; (2) raccomandazione
(1) wedge; (2) influence, recommendation


zian (zianm)
→ zio, zia (mio zio)
uncle (my uncle)


zinat' (na)
→ grembiule pieno di frutta, verdura ovvero prodotti agricoli



zizze
→ aggettivo riferito ad alimento il cui sapore acerbo disturba il gusto



z'land
→ ailanto (albero comunissimo)
ailanthus


z'llus
→ disonesto, colui che accampa scuse per vincere ad ogni costo
someone who makes use of dishonest means (to win at any price)


z'nal
→ camice, grembiule
apron, school smock


zocc'l
→ (1) ratto; (2) prostituta
(1) rat; (2) whore


zoll
→ talli d'aglio
garlic sprout


z'pepp
→ vaso da notte
chamber-pot


z'ppschill (anche “z’ppill”)
→ settebello (7 di denari)
seven of diamonds


z'ttet!
→ state zitti!
be silent! shut up!


zucch’r
→ (1) zucchero; (2) esclamazione rivolta ai bambini che hanno il singhiozzo o fanno il ruttino
(1) sugar; (2) exclamation towards children with hiccup or belching


zuffula'
→ soffiare
to blow


zuffulatur
→ soffietto per ravvivare il fuoco
bellows to stir up the fire


zuffunna'
→ (1) mandare a fondo; (2) nascondere
(1) to sink; (2) to hide


zumba'
→ saltare
to jump


zumbafuss
→ modo di portare i pantaloni, corti al polpaccio
short trousers, to the calf


zurlariell
→ giocattolino



zurr
→ maschio della capra
billy goat


zurron
→ persona con capelli lunghi e spettinati
people with long and untidy (ruffled) hair


zuzz
→ sporco, aggettivo
dirty


zuzza'
→ sporcare
to make something dirty


zuzzare'
→ (1) atto non corretto; (2) cosa sporca
(1) unfair act; (2)obscene act


zuzzon
→ (1) persona sporca; (2) persona attratta morbosamente dal sesso
(1) dirt; (2) dirty person


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Aneddoti

3 aneddoti



Dotto’, tu ch' sc' leggiut' i libbri paccut', ligg'm na poch' 'sta funduari'
→ lett. “Dottore, tu che hai letto i libri alti (ossia con molte pagine, quindi sei istruito), leggimi un po' queste cartelle esattoriali delle imposte fondiarie” (fabbricati, terreni ed altri tributi che incidevano sulle proprietà ed aziende agricole, indicati con codici d'imposta sconosciuti ai contadini che, negli anni cinquanta, non erano molto scolarizzati)


Firm't, na cain pur a te!
→ Si narra che un nobile sulmonese, durante le festivita' natalizie, fece preparare dai suoi uomini la sua carrozza con al seguito un carretto con alcune galline ed alcuni cavalli di pregio. Il proposito era quello di passare dai suoi piu' cari amici per gli auguri, regalando loro una gallina oppure un cavallo.
Giunto sotto casa del primo, lo chiamo' e gli chiese: "Chi comanda a casa tua ? Tu o tua moglie?" L'amico rispose senza esitare: "Mia moglie".
Il barone disse allora: "Benissimo, allora scegli una gallina fra le disponibili nel carretto, come mio regalo di Natale".
Il notabile continuo' il giro e tutti gli amici, alla medesima domanda, dettero la stessa risposta del primo, ricevendo tutti in dono una gallina. L'ultimo amico rispose invece che in casa sua comandava lui, e non la moglie.
Il barone allora disse: "Finalmente ho trovato una casa in cui comanda un uomo", e rivolgendosi all'amico esclamo': "Scegli un cavallo".
L'amico passo in rassegna tutti i cavalli, ma non sapendo quale scegliere chiamo la moglie che era in casa e le chiese: "Mare', lu baron c'vo regala' nu cavall, cumma' lu pij? Bianch(e) o nir?".
E il barone sconfortato escalmo': "Firm't, na cain pur a te!".


Scanset(e) Crist(e) che mo arrive la ravar(e)
→ C'era un bontempone sempre ubriaco ed ormai alcoolizzato, che non poteva stare neanche un minuto lontano dal fiasco di vino. Arrivò il tempo di fare il precetto pasquale e, dopo essersi confessato, avrebbe dvouto accostarsi per la S. Comunione. Da premettere altresì che la vicenda si riferisce agli anni 50 del secolo scorso quando per fare la comunione occorreva essere digiuni dalla mezzanotte. Quando riferì alla moglie che non poteva fare la comunione perché non poteva stare più di un minuto lontano dal bere, la moglie lo pregò vivamente di fare qualsiasi sforzo per restare digiuno e senza bere fino all'ora della Comunione che avrebbe fatto nella prima S. Messa della domenica mattina alle ore 6,00. Il marito rispose che non ce l'avrebbe fatta: l'astinenza era troppo lunga.
La moglie lo pregò di nuovo e riusci’ a convincerlo dicendogli che lo avrebbe accompagnato portando con sé un bel fiasco di vino in modo che, appena fatta la comunione, il marito sarebbe uscito fuori e avrebbe potuto farsi una bella bevuta a ricompensa del sacrifico sostenuto.
Tutto si svolse alla perfezione: Il marito diligente attese trepidante di farsi la comunione e subito dopo si fece dare il fiasco di vino dalla moglie e, uscito fuori il portone della chiesa, sotto il porticato tolse il tappo al fiasco e, preso dalla irresistibile voglia di farsi una lunga bevuta, esclamò ad alta voce: “Scanset(e) Crist(e) che mo’ arrive la ravar(e)” (ossia, “Spostati Cristo che adesso arriva la slavina”).
Il termine ravar(e) deriva da rava ed indica quei brecciai che si intravedono specialmente sul versante pacentrano della Majella (donde i vari nomi dati alle singole rave). Il termine viene usato, forse più giustamente, per rappresentare il precipitare a valle, durante lo scioglimento delle nevi, di acqua, neve e pietre.




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Invettive

22 invettive



ah sci fr'cat
→ imprecazione verso qualcuno; lett. “che tu possa essere fregato”
see “sci'ccis”


che sce 'mbis!
→ invettiva, lett. “che tu possa essere appeso!”
may you be hanged up!


ch’ sci’ccis la zapp
→ imprecazione verso il lavoro; lett. "quanto e’ brutto il lavoro duro"



ch’ t' puozz'n’ accid (oppure "ch’ sci'ccis")
→ imprecazione; lett. "che possano ucciderti"
curse; lit. “might you be killed”


ch' t' puozz'n’ave'
→ ha la stessa radice di "ch' t' puozz'na mbenn"; "avè" e’ la riduzione di "avenne", a sua volta modifica di "appenne".



ch' t' puozz'na mbenn
→ che possano appenderti!



c't' puozz’na struj
→ che tu possa sparire, che possano distruggerti



jet vinn
→ andate via, sparite



la fregn ch't'cech (anche “lu cazz ch't'frech”)
→ povero te, locuzione per indicare "non pensarci neanche”
phrase whose meaning is ”forget about it”


liv't
→ (1) spostati; (2) "fammi il piacere!" in riferimento ad una discussione in cui l'interlocutore racconta vicende incredibili
(1) step aside; (2) “come on!”, ref. to someone who is telling something unbelievable
(1) "liv't annanz", "spostati da davanti", “get out of the way”


madosc
→ esclamazione di stupore verso qualcosa di inesistente per evitare di essere blasfemi

“p’lla madosc(a)!”


mannagg’ santa nient
→ imprecazione verso qualcosa di inesistente per evitare di nominare un vero Santo
curse towards an inexistent Saint to avoid swearing


puozza je spiert cumma l'acqua
→ che tu possa dissolverti senza forma, come l’acqua (“che tu possa non avere riposo”)



sci chiu' busciard d'lu Barbaner d'Fulign
→ lett. "sei piu' bugiardo del Barbanera di Foligno" (il Barbanera di Foligno era un diffuso almanacco popolare)



sci d'sp'ttus come la crap di Ciampichill
→ lett. "sei dispettoso come la capra di Ciampichill"



va'ffà cicc'(e)
→ versione elegante del classico "vai all'altro paese"



vatt' a murì alla cas
→ lett. “vai a morire a casa”; di solito viene usato con persone che hanno detto o fatto corbellerie
lit. “go to die at home”; ref. to those who made foolish actions


vattel'(e) a pijà 'nsaccocce'(e)
→ letteralmente "vai a prenderla in tasca"; esclamazione riferita a cosa poco credibile



vattel(e) a pija’ 'nzine
→ benevolmente indica di evitare di dare fastidio
stop making noise


vattinn!
→ vai via!
come off it!


vattinn camin'
→ invito ad andare via nei confronti dell'interlocutore (lett. "vattene cammina"), dopo aver raccontato un fatto incredibile
come off it and walk away!


vocc' che t'puzz de latt
→ immaturo; lett. "bocca che sa di latte"
mouth that smells of milk; it is referred to a young or immature people



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Giochi

5 giochi



a dad’(i)
→ dadi, gioco di abilità individuale.
Su di un dado (pezzo di mattone, di circa 15 cm. di altezza a forma di parallelepipedo), si poggiavano i soldi della giocata; quindi, da una distanza prestabilita (circa 10 mt.), ogni giocatore tirava una piastrella (pietra levigata, marmo, etc.) verso il dado.
Il vincitore era colui chi faceva cadere il mattone di puntata e si avvicinava maggiormente ai soldi caduti, richiamando alla lontana il gioco delle bocce.



mazzapuzell
→ antico gioco oggi conosciuto (con qualche variante) come “lippa”; si giocava con un pezzo di legno di circa dieci centrimetri appuntito ai lati ed una “mazza” con cui colpire il pezzo di legno ed indirizzarlo all’interno di un cerchio, oppure il piu’ lontano possibile
tipcat, old game


a mus’(e)
→ si svolgeva sull'aia o sulle strade sterrate; consisteva nel realizzare una corsa saltando sugli altri giocatori accovacciati.
Il primo giocatore sorteggiato si curvava a 90°, afferrando le caviglie con le mani; il secondo giocatore lo scavalcava e successivamente si piegava anche lui come il primo, ad una distanza di circa tre mt., e cosi' di seguito.



a stregnamur'(e)
→ a stringimuro, gioco di abilità individuale.
A differenza del battimuro, che consisteva nel far rimbalzare un moneta sul muro, lo stringimuro consisteva nell'avvicinare il più possibile la moneta al muro.



a zompacavall'
→ al salto al cavallo
Il gioco era realizzato da due squadre di giocatori, di norma composte di tre persone; chi veniva sorteggiato doveva "aggobbare", ovvero sottostare.
I giocatori della squadra che "aggobbava" si curvavano a 90°, ed il primo dei tre si appoggiava ad un muro (oppure ad un sostegno) mentre gli altri due giocatori si aggrappavano a lui.
I giocatori della squadra avversaria, con balzo ravvicinato, gli saltavano addosso come in sella ad un cavallo.




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Canali irrigui

14 “form”, ossia canali di acque irrigue nell’hinterland sulmonese


forma chiort'
→ lett. “forma storta”; si diramava all'altezza del Ponte Nuovo – dal Fiume Gizio (strada per Pettorano) – e serviva l'irrigazione nella zona delle Cavate



forma rann
→ lett. "forma grande"; era il canale irriguo principale. Si diramava da Ponte Nuovo (o cascata dell'acqua) ed attraversava da ovest ad est tutto il territorio agricolo sulmonese, all'altezza dell'inizio del Colle Savente fino alle Marane, passando per il "Pont' dij canal" (Ponte dei Canali). Dalla Forma Rann si diramavano, a pettine, i vari canali irrigui o forme secondarie: form' d'citta', forma fut', form d'la sauc', piopp e turrett, form d'lla curnacchiol', etc.(vedi).



form d’citta’
→ lett. "forma di citta'", originava dalla "forma rann" (vedi). Alimentava ed alimenta tutt'ora gli orti ed orticelli suburbani di Sulmona. Originava all'altezza della Via di Cansano, ora Via De Gasperi, quindi Corso Ovidio, Acquedotto Medioevale, Villa Comunale. Lungo il Corso Ovidio dovrebbero esserci ancora tombini attraverso cui si puo' deviare l'acqua ad est o ad ovest della citta', in direzione degli orti da irrigare.



forma San Cristofar'
→ lett. "forma San Cristoforo". Originava dalla "forma rann" (vedi), dopo il ponte dei canali, quindi via pola e via Papa Giovanni XXIII. Per la precisione attraversava Via dei Cappuccini esattamente all'altezza dell'attuale Bar Cappuccini, appena dopo l'incrocio del semaforo di Via Fiume



form d'lla curnacchiol'
→ lett. "forma della cornacchiola", originava dalla "forma rann" (vedi). Era di dimensioni rilevanti in quanto aveva una portata di tre / quattro "forme d'acqua". Seguiva il percorso dell'attuale via Cornacchiola fino alla Chiesa della Potenza, per arrivare fino all'attuale zona industriale.



forma fut
→ lett. “forma folta”. Originava dalla "forma rann" (vedi), e si posizionava tra la forma della Cornacchiola e prima della forma della salice (vedi), all'altezza della della Via XXV Aprile e correva dietro le mura (corrispondente l'attuale Villaggio Italia) fin giu' verso Via Sallustio.



form’ la sauc
→ lett. “la salice”. Originava dalla "forma rann" (vedi) e passava nei pressi dell'incrocio tra la Variante e via dei Cappuccini, in direzione Marane tra il Casino Sardi ed il Casino Corvi, per l'esattezza "all'ar' d' lu queje". L'aia del queio era una localita' dove si giocava a calcio in mezzo alla cascame della trebbiatura. La forma, oltre ad avere una fontanina per l'acqua potabile (come tutte le altre forme), aveva anche un lavatoio pubblico reallizzato in cemento appena prima dell'attraversamento di Via dei Cappuccini.



furmell' d'fierr'
→ lett. “la formella di Ferri (un proprietario terriero sui cui campi passava la forma); partiva piu' o meno dallo stesso attacco della forma della Cornacchiola e serviva ad irrigare i terreni a sud della "forma rann" fino ad arrivare ai tenimenti del Comune di Pacentro



forma d’l’maran
→ lett. “forma delle marane”, che e’ anche una frazione della citta’ di Sulmona. Originava dalla "forma rann" (vedi). Era l'ultima derivazione d'acqua dalla "forma rann", il cui punto preciso per la consegna dell'acqua era la localita' "Vicin' longh'" (vicenna lunga, nelle vicinanze dell'attuale discarica dei rifiuti "Cogesa" e del Casino di Bartocchj'). Questa forma serviva tutto il territorio dell'estremo est fino ai terreni pedemontani, detti anche "l' ces'" (vedi), ovvero i terreni cossiddetti di secca perche' impossibile farvi arrivare l'acqua per scorrimento normale.



form' d' pacientr'
→ lett. “forma di Pacentro”; dopo aver servito i terreni a valle del paese di Pacentro, arrivava ad irrigare i terreni a sud della "form' d'l'maran'"



form’ piopp' e turrett'
→ lett. “pioppo e torretta”. Originava dalla "forma rann" (vedi). Il canale – nella localita' Pizzacchio – si dirama in due sotto canali; seguendo il senso di marcia verso le Marane, esso incontra prima la "forma torretta", esistente ancora oggi all'altezza della cosiddetta "casetta bruciata", e quindi la "forma pioppo", in prossimita' del Casino Arcieri, che serviva per l'irrigazione di tutta la zona a nord della frazione Marane (Marane Case Nuove, Case Eustacchio, etc.).



form' d'bugnar'
→ lett. "forma di Bugnara"; ufficialmente denominato "Secondo Canale Sagittario", che si ramifica in altri ruscelli: catena, cocciasfunn, cestern, inariell, bellucce.



form' d'ntr'dacqu
→ lett. "forma di Introdacqua", che finisce a "fuss de cuomm a terr de secc".



form' d'catenacce
→ lett. "forma di catenaccio"; parte dal Fiume Gizio e si dirige verso Case Rapone. Una particolarita' di questo canale e' che fu voluto dai monaci Cistercensi che dal 200 vivevano in un convento all'Arabona (a tutt'oggi e' presente la chiesetta); i monaci vollero che il canale permettesse loro di coltivare i terreni nei pressi del convento.




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Proverbi

227 proverbi



abba coll' viastema no
→ a chi si fa meraviglia di un difetto/inconveniente altrui prima o poi ne verra' colto, chi invece si limita alla bestemmia no; ossia, il senso di stupore e superiorità quando commentiamo le disgrazie degli altri non ci porta bene perchè prima o poi la stessa cosa ci capiterà,se invece per l'inconveniente derivato dalle disgrazie altrui, ci limitiamo ad una bestemmia la mala sorte non ci coglierà



a ch’spart la meija part
→ la parte migliore va a colui che decide come dividere
the best part goes to those who divide up


acqua passat' n'n mac'n mulin'
→ locuzione per intendere che e' inutile aver rimpianti o recriminare sul passato (lett. "acqua passata non macina mulino", ossia non produce nulla)
passed water no longer mills (it means: the water passed under the bridge does not produce energy to mill wheat)


a lava' l'asn c'pird acq, tiemp e sapon
→ a lavare l'asino, si perde acqua, tempo e sapone (detto popolare per indicare inutilita')
washing the donkey is a waste of water, time and soap (old saw to mean uselessness)


alla cannelor'(e) d' lu 'nviern'(e) semm' for'(e), ma se piov' e tir viend' d'lu 'nviern' semm' dentr'
→ lett. “alla candelora dell'inverno siamo fuori, ma se piove e tira il vento nell'inverno siamo dentro”



alla cas di'i sunatur n'n s'ball
→ lett. "a casa dei suonatori non si balla"



all'undic’ s' n'n saje, cale
→ lett. "alle undici se non sale, cala", in riferimento al sole; ossia, se entro le ore 11 della mattina il sole non e' venuto fuori, allora avranno il sopravvento le nuvole ed il cattivo tempo



all’ut'm s’r’cunt’n l’pecur
→ i conti si fanno alla fine; lett. "in ultimo si ricontano le pecore"
sheeps must be counted at the end of story


a lu fusar manchiv'n le fus, a te n'n t'mangh'n l'scus
→ proverbio recitato a chi si giustifica per non compiere un'azione o accettare un invito; lett. “al fusaro mancavano i fusi, a te non mancano le scuse”



ando' va n'r've'
→ lett. "dove va non ritorna"; si dice di persona inaffidabile che – seppur disponibile in apparenza – alla prima occasione si dilegua, oppure riferito a persona libertina senza piani specifici o mete prestabilite



ando' va trent, va trentun
→ lett. “dove va trenta, va trentuno”; il concetto e’ entrato nell’uso comune e indica il completamento di un lavoro intrapreso, nonche’ la possibilita’ di andare addirittura oltre
lit. “made thirty, let's make thirty-one”; it means that once you start working, you should complete it and even do more
Papa Leone X, il 1° luglio 1517, ordino’ trenta cardinali. Si accorse tuttavia di avere dimenticato un prelato particolarmente valente; corse quindi ai ripari celebrando immediatamente l’ordinazione del trentunesimo cardinale.
On July 1st, 1517, Pope Leo X created 30 cardinals. Nevertheless, he noticed that a worthy prelate was been excluded from the ordination; so, he remedied this by creating the thirtyfirst cardinal during the ceremony.



a ognun l'arte se e le pecur allu lup
→ lett. “ognuno faccia cio’ in cui e’ abile, cosi’ come il lupo per natura e’ portato a mangiare le pecore”



a pria' la mort all'as'n se mmuort lu padron
→ lett. "si e' augurata la morte all'asino, ma alla fine e' morto il padrone"



attacc' l'asn ando vo' lu padron
→ "lega l'asino dove vuole il padrone", ossia fai come ti viene richiesto
fasten the donkey where the owner desires


barba fatt', camicia pulit' e scarp' panont'
→ locuzione riferita alla pulizia degli uomini in preparazione del giorno della festa; lett. "barba fatta, camicia lavata e stirata e scarpe unte con il sego di maiale"
shaved, clean shirt and greasy shoes; ref. to men’s look during holiday


bastene tre femmene a fa nu mercat
→ con sole tre donne si riesce a fare tanta confusione
three women are enough for making a market


camb cavall
→ abbreviazione del detto popolare "campa cavallo che l'erba cresce"
that'll be the day; lit: “while the horse starves, the grass grows”


can' ch'abbaij' n'n mocc'ch'
→ lett. “can che abbaia non morde”
barking dogs never bite


can n'n mocc'ch can
→ lett. "cane non morde cane"; metaf. gli appartenenti ad un gruppo o un ordine o una casta, raramente si fanno del male a vicenda ma invece tendono a favorirsi reciprocamente
dog does not bite dog; it means that members of the same group do not damage one another


canta' e purta' la croc'
→ fare due cose insieme (lett. "cantare e portare la Croce", in riferimento alla processione di Sulmona del Venerdi' Santo, dove la croce e’ all'inizio della processione ed il coro e’ in fondo); il termine e' usato in due accezioni, una positiva (rif. a persona che si impegna anche oltre il suo ambito) mentre l'altra negativa (rif. a persona accentratrice, "quil vo' canta' e purta' la croc")
to do two things at the same time; lit. “to sing and bring the cross” (ref. to the procession of the Holy Friday, opened by the cross and ended by the choir); it means: (positive meaning) someone who works beyond its limit, or (negative meaning) centralizer


cap e capist la pegg t'pijst
→ hai scelto con tanta cura ("capa'", vedi) ed alla fine hai preso la peggiore
ref. to a wrong choice; it means: you choose with care but in the end you choose the worst


cazz e cazzuott
→ detto popolare che indica nell'atto sessuale e nelle botte le uniche azioni da riservare alle donne
pricks and punches; it means that making sex and beating are the only actions to keep for women


cent misure e nu' tajie suol
→ lett. “cento misure ed un solo taglio”; il proverbio veniva usato specialmente nel settore sartoriale, a sottolineare l'importanza di una buona misurazione magari ripetuta piu' volte prima del taglio del tessuto (metaforicamente esteso anche ad altri ambiti)



c(e)’vo sort(e) e cazz(e) 'ncule
→ per riuscire, si ha bisogno di buona sorte e un coacervo di situazioni favorevoli



chest e nient, e’ tutt’un
→ indica pochezza, scarsita’; lett. “questo e niente sono tutt’uno”



ch' gir'(e) lu caccaviell'(e) s'(e) lecch'(a) lu cucchiar'(e)
→ lett. "chi gira la pentola si lecca il cucchiaio"; riferito al fatto che generalmente, chi ha potere, cerca di aggiustare le cose anche a proprio favore



chiacchier e patapocchj lu banc d'napul n'n ll'accett'
→ le chiacchiere non servono in banca
chatter does not help when you need to ask money to the bank


chi cac sott la nev s’scopr
→ chi fa una malefatta primo o poi viene scoperto (lett. “chi fa la cacca sotto la neve viene scoperto”)
those who shit under the snow will be discovered; it means: sooner or later, wrongdoing will be discovered


chi fa i surg'tiell gruoss và d' frett
→ lett. "chi fa gli gnocchi grossi va di fretta"; indica che chi ha fretta, non mette molta cura in quello che fa



chi m'battezz m'e' cumpar
→ lett. "chi mi battezza mi è compare"; metaf. scelgo chi mi tratta meglio



chi n'n e' bbuon p'llu' Rre', n'n e' bbuon manc p'lla r'ggin
→ lett. "chi non e' buono per il Re, non e' buono nemmeno per la Regina", in riferimento a coloro che venivano esentati dal servizio militare; ossia, se non si e' buoni per servire la patria, non si e' all'altezza neanche di stare con una donna



chi s'bev' l'acqua la matin', ha fatt lu puorc la sera prim
→ lett. "chi beve l'acqua al mattino, ha fatto stravizi la sera precedente"



chi s'mov lecc, chi sta ferm s'secc
→ chi si muove mangia, chi sta fermo si secca



chi tropp' vò, r'man' 'nch' lu pir'
→ lett. “chi troppo vuole resta con la pera” (ovvero, chi troppo vuole nulla stringe)



chiu' scur d'mezzanott n'n z'po' fa'
→ riferito ad un periodo negativo, cioe' non puo' essere piu' buio di mezzanotte, prima o poi arriva la luce
it can be darker than midnight; it means that after a negative period, sooner or later the sun will shine again


ch' men' p'pprim, men' ddu'vot
→ chi picchia per primo, picchia due volte
the first one who hits, he hits twice


ch’ na scarp e na’ ciavatt
→ ridotto male; lett. “con una scarpa ed una ciabatta”



ch’nasc tunn nn’ po’ mure’ quadr’
→ indica persona non incline al cambiamento; lett. “chi nasce tondo, non morira’ quadrato”
it is referred to someone not disposed to change his habits; lit: "he who is born square does not die round” (otherwise: “who was born as a donkey cannot die as a horse”, or “some things never change”)


ch' n'n è buon' a magna', n'n e' buon' manch a fatia'
→ lett. "chi non e' buono a mangiare, non e' buono neanche a lavorare"; il riferimento veniva fatto a chi era lento a mangiare oppure faceva lo schizzinoso



ch’poc cost poc val
→ lett. "cio’ che costa poco, vale altrettanto"



ch'prim l'ha s'ntut n'cul l'ha t'nut
→ in riferimento ai gas intestinali; lett. "chi prima ne ha percepito l'odore, e' colui che li ha rilasciati"
referred to intestine gas; lit. “the first who smelt it, dealt it”


ch’pecur s'fa lu lup se la magn
→ lett. "colui che si comporta da pecora e’ destinato ad essere mangiato dal lupo"; ossia, contro i soprusi o le violenze non e’ utile essere troppo remissivi, in quanto si rischia ancora di piu’
lit “those who act like sheeps will be eaten by wolf”


ch' s’ha bbruciat ch l'acqu ullent te paur pur d’ll'acqua fredd
→ chi si e' bruciato con l'acqua bollente, ha paura anche dell'acqua fredda
he who burn with hot water fears cold water too


ch' sput' 'n ciel' ja’ 'r'casch 'mmocch'
→ chi sputa in cielo gli ricade in bocca
he who spits towards the sky is spitting on his face


ch' tropp' la tir' la strocch'
→ lett. “chi troppo la tira la spezza” (in senso figurato la corda o la fune)



ch’tropp s'abbass lu cul s'scopr
→ lett. “a chi si abbassa troppo, restera’ il sedere scoperto”; indica che non bisogna essere troppo remissivi o adulare troppo, altrimenti si rischi di cadere nell’umiliazione o nel ridicolo



ch'tropp vo, nient stregn
→ lett. “chi troppo vuole nulla stringe”
he who wants too much, gets nothing


ch' va 'nch' lu ciuopp' s'mbare a ciupp'ca'
→ lett. “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”



chi biell vò apparì, nu poc atà suffrì
→ lett. "chi bello vuole apparire un poco deve soffrire"



chi vo’ Crist s’l’preg
→ chi vuole ottenere qualcosa deve essere disposto a fare un sacrificio; lett. "chi vuole Cristo, se lo preghi"
he who wants Christ really, will pray


chi s’addorm n'ch’l'criatur s’auz scuncacat’
→ lett. "chi si addormenta con i bambini, si alza sporco di cacca"; da intedendersi nel senso di non unirsi a persone immature
those who sleep with children wake up full of shit; it means: it is better to avoid immature people


citel' e pull n'n so' ma' satull
→ lett. "bambini e polli non sono mai sazi”



come la canzon’, de la ciammarichella: gir’ e rigir’, sta sempre allu stess’ puost’
→ la canzone della lumachina, gira e rigira sta sempre allo stesso posto (da intendere che sebbene gli sforzi non si riesce ad avanzare)



cost cchiu' la fun ch'la campan
→ non vale la pena; lett. "costa piu' la fune che la campana"
it isn't worth it!, it isn't worthwhile!; lit. “the rope costs more than the bell”


crisc' sant' ca diaul' già c' sci
→ lett. “cresci santo che diavolo gia’ lo sei”



cummann' e fa’ da suol
→ meglio farle da solo le cose che delegare; vale anche "cummann e fatte'l"



curr uom'm che arriv(e)n femm'n, curr ricch che arriv pov(e)r
→ lett. "corri uomo che arrivano le donne, corri ricco che arriva il povero"; sollecito all'uomo affiche' non sia depauperato dalle donne e dai poveri



curt e mal'cavat
→ (1) persona piccola di statura e furba; (2) persona cattiva
(1) short and roguish people; (2) bad people


dic' la B'fan: "ngh l'Eppifane' tutt le feste vanne ve", r'spon la Cann'lor: "aspitt, ce stieng jè ancor"
→ al famoso motto dell’Epifania (tutte le feste porta via), replica La Candelora, festa cristiana del 2 febbraio (aspetta che ci sono ancora io)



dop i cumbiett isc'n i difiett
→ dopo il matrimonio (ossia i confetti), si notano i difetti
after the weeding (lit. “after the sugared almond”), defects come out


dop lu viente, l'acqu(e)
→ lett. “dopo il vento, la pioggia”; e' un vecchio detto secondo il quale – quando finiva di "tirare" il vento – sarebbe arrivata la pioggia
after the wind, the rain


e' cchiu' la spes ch'la 'mbres
→ e' piu' la spesa che il guadagno, riferito ad investimento non redditizio; lett. “e’ piu’ la spesa che l’impresa”
expenses are higher than revenues


e diridangt' dicev' zi' Chiarucc'
→ esclamazione; lett. “accidenti diceva zia Chiaruccia”



e' meje a fà a curt'llat e a schiupp'tat ch'i brigant che a discut ch'i gnurant
→ e' meglio affrontare un duello a coltellate oppure a colpi di pistola che una discussione con una persona ignorante



e' miej a fatia’ ch'ngh n't'pav' ch'a pparla’ ch'ngh n't'sent
→ e' meglio lavorare con chi non ti paga che parlare con chi non ti sente
it is better to work with insolvent people than with somone who dosen’t care


e mo’ ch' va a chiama’? chij' sett' ch' stann' annanz' all'Annunziat'?
→ lett. “e adesso chi chiami? I sette (ossia le statue) davanti alla chiesa dell’Annunziata?”; riferito ad una situazione di mancanza di persone



fa’ l’bben e scurd’tl, fa’ l’mal e pinz’c
→ se fai del bene dimenticalo, se fai del male riflettici
do good and forget it, do evil and think about it


fa lu stup'd p'n'je alla uerr
→ fare il finto tonto; lett. "fare lo stupido per non andare in guerra"
to play dumb; lit: “to play dumb to avoid going to war”


femm'na pren liett e len
→ la donna incinta ha bisogno di riposo e di caldo (“len” ossia legna da ardere)



fij e fijastr
→ indica preferenze in famiglia; lett. "figli e figliastri"
lit. “children and stepchildren”; it means that partiality should not be allowed within the family


frije le pesce e uarde la jatte
→ lett. “friggere il pesce e guardare il gatto”; indica di tenere d’occhio il tutto



gabbij apiert ucciell muort
→ si dice in riferimento a persona che gira con zip dei pantaloni aperta; lett. “gabbia aperta, uccello morto”
ref. to someone with the opened zipper trousers (lit: “open cage, dead bird”)


ha cascat'(e) ammull'(e)!
→ lett. "è caduto a mollo" (e quindi non si è fatto male), ossia è stato fortunato



ha fatt'(e) l'accatt'(e) di Maria Frignucc'(e), ha v(e)nnut'(e) lu cavall'(e) e s'é fatt'(e) lu ciucc'(e)
→ letteralmente: “ha fatto l'acquisto di Maria Frigniuccia, ha veduto il cavallo e si é comprato un ciuccio (somaro)”; é un modo di dire per sottolineare la conclusione di un cattivo affare



ha perdut' lu bov' e mo va truvenn' le corn'
→ lett. "ha perso il bue ed ora va trovando le corna", in riferimento ad una persona che ha perso un'opportunita' nella vita e poi si lamenta con gli altri



ha truvat' San Pietr a met’ e la Madonn' a raccoji (oppure: San Pietr a met’ e G'su' Crist a raccoj)
→ lett. "ha trovato San Pietro a mietere e la Madonna a raccogliere le spighe di grano"; locuzione per indicare un uomo particolarmente fortunato
he has found Saint Peter to harvest wheat and Our Lady to gather; it indicates a lucky man


i sold fann saj l'acqu'(e) sopr’alla mundagn
→ lett. "i soldi riescono a far salire l'acqua sulla montagna"; indica che il potere del denaro e' pressoche' infinito, tanto da far percorrere alle acque un tragitto inverso, da valle alla cima della montagna



itta' l'mel ai puorc
→ lett. “tirare le mele ai maiali”, ossia dare qualcosa a chi non ne apprezza il valore
to throw apples to pigs


i ua' della pignat i’ch’nosc’ sol la cucchiar
→ solo il cucchiaio conosce l'interno della pentola (lett. “i guai della pentola li conosce solo il cucchiario”), ossia solo chi vive all'interno di un ambiente puo' sapere esattamente come stanno le cose
only the spoon knows the pot’s troubles; it means that only who lives a specific situation is aware about how things are


juorn d'fest, lu cafon s'r'vest
→ giorno di festa, il cafone si riveste
the peasant is elegant at holiday


je fed pur lu uall
→ lett. "anche il gallo gli fa le uova ", in riferimento a persona particolarmente fortunata



jetta' l'acqu sporc ngh la citel dentr
→ lett. “buttare l’acqua sporca con la bambina dentro”; metaforicamente, buttare tutto all'aria, vanificare tutto senza riconoscere e preservare il buono di una situazione



la cain che n'n ha f'tat n'n fet chiu'
→ lett. "la gallina che ha fatto l'uovo non cova piu'"; esprime il concetto per cui non bisogna insistere nel fare richieste, oppure cercare di ottenere qualcosa da chi ha gia' dato



la cain(e) ha fatt(e) j'uov(e) e allu vuall(e) je dole lu cule
→ lett. “la gallina ha fatto l'uovo ed al gallo gli fa male il sedere”; indica chi si lamenta pur non avendo fatto nulla di cio’ che millanta



l'acqu'(e) d'aprile rempij'(e) lu baril'(e)
→ lett. “l'acqua di aprile riempie un barile”; è riferito alla continuità della pioggia che si spesso manifesta in aprile



l'acqu(e) de giugn(e) fa lu f'namu'nn [anche: “l'acqu'(e) di giugn'(e) fa lu zuffunn'(e)”]
→ lett. “l'acqua di giugno combina un finimondo”; è riferito alla potenza – spesso devastante – dei temporali estivi



l'acqu va all’spall
→ lett. “l’acqua va alle spalle”; il detto esemplifica una tipica scena di vita contadina. Negli anni passati, quando la terra si lavorava a mano, al contadino veniva offerto da bere; il padrone offriva al contadino quasi sempre del vino, ma quando si presentava con la bottiglia dell'acqua, il contadino rispondeva “l'acqua va alle spalle”, chiedendo del vino



l'acqu va allu mar
→ lett. “l'acqua dei fiumi arriva sempre al mare”; metaf. va intesa nel senso che i soldi continuano ad andare da chi ne ha
lit. “water goes to the sea”; it means that money goes to rich people


la carn a spass e i can a dijun
→ indica contrapposizione; lett. "la carne in giro ed i cani a digiuno"
lit. “meat is away and dogs are kept without food”; it indicates contrast


la carn s'uast e i lup s'muren de fam
→ indica contrapposizione; lett. "la carne va a male ed i lupi muoino di fame"
lit. “meat goes bad and wolves starve to death”; it indicates contrast


la cer s'squaj e lu muort n'n camin
→ il tempo passa e non accade nulla, almeno quello che dovrebbe accadere; lett. "la cera si scioglie ed il morto non cammina”, ossia non viene deposto
lit. “wax melts and the dead doesn’t walk”, that is the body is not lowered; this phrase means that time passes and nothing happens


la cocc' allu ceppon evviv franc'scon
→ testa dura; frase dedicata a coloro che si ostinano a fare qualcosa, a portare avanti le proprie idee, pur sbagliando palesemente
phrase that indicates a stubborn people; untranslatable


la fam caccij lu lup dalla tan
→ lett. “la fame fa uscire il lupo dalla tana”; ossia, e’ solo quando si ha davvero bisogno di qualcosa che si e’ portati a darsi da fare



la jatta margarit, piagne e rid!
→ lett. “la gatta Margherita, piange e ride!”; locuzione riferita ai bambini che, in un secondo, passano dal pianto al sorriso



la lan n’ch lla lan e la set n’ch lla set
→ lett. “la lana deve stare con la lana e la seta con la seta”; ossia, le persone devono avere frequentazioni di pari livello
lit. “wool with wool and silk with silk”; it means that people should have friends of their same social level


l'alb'r dic' alla foije: "Mantiett fort che lù vient fer"
→ lett. "l'albero dice alla foglia: tieniti forte che tira il vento"



la p(i)gnat rapp(e)zzat va cient ann p'la cas
→ lett. "la pentola aggiustata è usata in casa per 100 anni"; colui che ha sempre piccoli malanni e acciacchi è colui che camperà cento anni



la prim'acqu' d'aust r'mitt't lu bbust
→ la prima volta che piove in agosto le temperature smettono di essere miti e ci sara’ bisogno di coprirsi; lett. “alla prima d’acqua di agosto rimettiti il busto”
the first August rain brings lower temperatures and people need warmer clothes; lit. “after the first August rain, put on your stays”


la pulend prim t'abbott pò t'allent
→ appena mangiata, la polenta rende subito sazi, ma dopo poco sparisce il senso di sazietà e si ha di nuovo fame



la pul’zze’ fa mal sol alla saccocc’
→ lett. “la pulizia fa male solo alle tasche”



la troppa cumbdenz e’ patron d'lla malacrianz
→ l’eccessiva confidenza genera maleducazione
excessive confidence leads to rudeness


la jatta furiarell fa i fij c’cat
→ indica persona che agisce senza attendere il momento giusto; lett. "la gatta frettolosa partorisce figli ciechi"
lit. “the hasty cat made blind kittens”; it indicates someone who acts without waiting for the right time, in other words acting in a hurry leads to a bad outcome


la nev marzarol dur quant la soc'r c' la nor
→ lett. “la neve di Marzo dura tanto quanto il rapporto tra la suocera e la nuora”



la nev marzulin dalla ser alla matin
→ la neve in marzo dura una notte, poi le miti temperature la sciolgono; lett. “la neve marzolina dalla sera alla mattina”
March snow lasts from the evening to the next morning


l'ari' d'f'ssur port' alla s'pultur
→ gli spifferi d'aria possono essere fatali; lett. “l'aria di fessura porta alla sepoltura”
draughts of air can be fatal; lit. “air from the split brings to the grave”


l'as’n s'acciopp(e) alla vennegn(e)
→ lett. "l'asino si azzoppa al momento della vendemmia"; indica il verificarsi di un avvenimento negativo nel momento meno opportuno



l'as’n t'ha fr'cat sol p'lle recchij
→ lett. “l’asino t’ha fregato solo per le orecchie”; rimprovero o insulto che sottende il seguente significato: “non vieni scambiato per un asino soltanto perche' non hai le orecchie a punta; si intende quindi che per il resto la somiglianza sia piena”
insult, lit. “the only difference between you and a donkey are the ears”


la superb va a cavall e r've' all'apped
→ lett. “la superbia va a cavallo e ritorna a piedi”



l'chiacch'r s'l port lu vient
→ le chiacchiere le porta via il vento
wind takes away chatting


le corn so cumma' i dient, appen iscen te fann mal, po ce magne assopr
→ lett. "le corna sono come i denti, appena escono fanno male, ma alla fine ci mangi su"



len de castagn e gent d'mundagn n'n nda’ nisciun guadagn
→ non si ottiene nessun guadagno dal legno di castagno e dalla gente di montagna
chestnut wood and mountain people do not give any benefit (advantage)


l'm'ricul sopr alla fratt quand so bbon quand so fatt, ma quand esc l'uv e le ficur vaffancul tu e le m'ricul
→ le more da cogliere tra i rovi sono eccellenti quando mature, ma non c'e' paragone con l'uva e i fichi
ripe blackberries are excellent, but there is no comparison with grapes and figs


l'popp n'nzo mma tropp
→ il seno in una donna non e’ mai abbastanza grande
breasts are never too big


lu bbu' dic' curnut all'as'n
→ indica un richiamo subito da una persona che invece dovrebbe pensare prima di tutto ai suoi difetti; lett. “il bue dice cornuto all'asino”
the ox saying horned to the donkey; something similar to: “the pot calls the kettle black”


lu can moccic allu stracciat
→ indica accanimento della sorte; lett. "il cane morde il poveraccio"
phrase that indicates the rage of fate; lit. “the dog bites the ragamuffin”


lu can nc'cient padrun s'è mmuort d'fam
→ lett. “il cane che ha cento pardoni muore di fame”; indica che, chiedendo a / seguende troppe persone, si finisce per non ottenere nulla



lu cazz n’n vo p’nsier
→ c'e' soddisfazione nella copula solo con la mente sgombra da preoccupazioni; lett. “il pene non vuole pensieri”
lett. “dick doesn’t want troubles”; it means that sex satisfies when you don’t have things on mind


lu cchiu' pulit' te la rogn'
→ lett. “il piu' pulito ha la rogna”, ossia tutti hanno un difetto
it means that everyone has a lack; lit. “the cleaner has scabies”


lu ciarciaj(e) pe cantà e lu ciuopp(e) pe balla’
→ lett. “il balbuziente per cantare e lo zoppo per ballare”; metaforicamente indica persone non adatte alle situazioni che si prospettano



lu ciell d'llu cafon nn'vo s'nti' ragione
→ quando il cafone ha voglia di fare sesso, non c'e' nulla che possa distoglierlo dall’idea; lett. “il pene del cafone non vuole sentire ragione”
lit. “boor's dick won't listen to reason”; it means that when the boor wants to make sex, there is no way to divert him


lu cul che n'n ha vist ma la camic quand la ved la scuncac
→ lett. “il sedere che non ha mai visto la camicia, la prima volta che la vede la sporca di cacca”; metaf. chi non e’ abituato ad avere nulla di particolarmente pregiato, quando lo ha non lo riconosce e non l'apprezza
lit. “the ass that has never worn shirt shits itself”; it means that those who are not accustomed to own valuable things do not appreciate then, or in other words “you cannot change who you are”


lu fil sta a fil lu piumm sta a piumm e lu mur e' schiuort
→ terminologia originata nell'ambito edile estesa poi nel linguaggio comune; il significato e’: nonostante tutti i fattori determinanti siano giusti e corretti, il risultato non e’ quello sperato. Lett. “il filo sta a filo, il piombo sta a piombo, ma il muro e’ storto”
lit. “plumb line is plumb, plumb is plumb but the wall is crooked”; it means that although all the factors are correct, the final result is wrong


lu liett se chiam ros se n’n durm t’repos
→ lett. “il letto si chiama rosa, se non dormi ti riposi”



lu lup de la rifenz chell ch fa mal penz
→ chi si comporta male, e' portato a pensare male degli altri, cioe' pensa che anche gli altri si comportino in modo non corretto; lett. "il lupo della montagna pensa che i propri cattivi comportamenti siano comuni a tutti"
lit. “the mountain wolf believes that its bad manners are common to everyone”


lu lup e lu cafon n‘n s'dum'n
→ il lupo ed il cafone non si domano
wolf and boor cannot be tamed


lu munn e' di i stup'd
→ lett. “il mondo e’ degli stupidi”, cioe' chi capisce poco gode di piu’
lett. “the world belongs to stupid people”; it means that stupid people enjoy themselves much more that people who believe to be intelligent


l'urs n'n npo' fa lu bandist
→ lett. “l'orso non puo' suonare in una banda”; indica che ognuno deve fare cio’ che per cui e’ nato
lit. “the bear cannot be a bandsman”; it indicates that everyone should follow his own natural bent


lu scarpar va n'c'll scarp rott
→ lett. "il calzolaio porta le scarpe rotte"; indicare che spesso proprio colui esperto in un determinato ambito trascura se stesso



lu s'jar della cas prim s'addor e pò s' bac'
→ lett. "la soglia dell'uscio di casa prima si odora e poi si bacia"; si riferisce all'importanza della propria abitazione da parte del padrone di casa



l'utm a scurtca' e' la cod
→ lett. “l’ultima ad essere scorticata e’ la coda”



mariti e fij'(e), cumma Di'(e) ti i da', cuscì ti i pij'(e)
→ lett. “marito e figli, come Dio te li dà, così devi tenerteli”



marz e' pazz
→ il mese di marzo ha un tempo solitamente instabile
it means that March has a variable weather; lit. “March is crazy”


mazz e panell fann i fiji biell
→ i figli si allevano bene con le carezze e qualche "robusto" richiamo
sticks and little breads make children beautiful


mej a cumprart nu v'stit che dart a magna'
→ rif. a persona che mangia tanto; lett. "e' meglio comprarti un abito che invitarti a cena"



mej a t'ne' n'asn a cumbiett
→ costoso; lett. meglio mantenere un asino dando da mangiare confetti



mej curnut' che mal' sentut
→ e’ preferibile essere cornuto che non ascoltato/ mistificato in modo interessato



meje la rasce che la carastie
→ lett. “meglio l’abbondanza che la penuria”



mercant e puorc se pisn alla fin
→ il mercante ed il maiale pesano alla fine, cioe' e' soltanto in ultimo che si puo' realmente affermare se il mercante sia una brava persona (non tende a rubacchiare) ed il maiale sia buono



mille nient hann accis n'asn'
→ lett. “mille niente hanno ucciso un asino”; ossia: mille carichi di peso relativamente scarso, ma posti sul basto tutti insieme, hanno causato la morte dell’asino
one thousand nothing killed the donkey


mitte lu cappèll'a 'nu crapóne, la fémmene ce se 'nnammóre
→ metti il cappello a un caprone, la donna se ne innamora



'mma facivin' j'antich', lassivin' la crost' e s' magnivin' la mijch'
→ lett. "come facevano gli antichi, toglievano la crosta e mangiavano la mollica"; poiché un tempo le persone anziane erano per la maggior parte privi di denti, toglievano la crosta del pane e mangiavano solo la mollica



mma' t'r'fa' lu liett accusce' t'ciaddurm
→ lett. "come ti rifai il letto, cosi' ti ci addormenti"; ossia: le conseguenze delle azioni ricadono, presto o tardi, su chi le compie



mpil e uss arret
→ infila e butta dietro le spalle; rif. ai ragazzi come incitamento ad avere tante esperienze sessuali



mucc’(e)ca' la caten arret la port d's'Amidd
→ locuzione riferita a chi siede a tavola con appetito irrefrenabile; lett. “mordere la catena dietro la porta della chiesa di S.Emidio”



musse d’can’, cule d’ femmen’, man’ d’barbier’ e cal’cagne d’ frat’ so sempre gelate
→ muso di cane, culo di femmina, mani di barbiere e calcagni di frati sono sempre gelati



na calate de sole d'estate baste a scurcia’ na capre, na calate de sole d'invierne baste a scurcia' na capre e nu vitielle
→ sta a significare che il crepuscolo d'estate e piu' breve di quello dell'inverno, o meglio d'estate si fa notte subito a differenza dell'inverno dove la luce dura piu' a lungo



na femm'n senza piett e' mma nu liett senza cuscin
→ una donna senza seno e' come un letto senza cuscini



na len n'n fa lu fuoch, du len nu fucariell, tre len nu fuoch biell
→ un pezzo di legno non fa fuoco, due pezzi di legno fanno un fuocherello, tre pezzi di legno fanno un bel fuoco



na mamm camb cient fij e cient fij n’n camp’n na mamm
→ lett. “una mamma puo’ tirare su cento figli, ma cento figli non sarebbero capaci di far vivere una madre ”



na man lav ch’ll’atr e tutteddu' lav'n la facc’
→ una mano lava l'altra e tutte e due lavano la faccia



'na noc' sol' n'n son' dentr'a lu sacch'
→ lett. "una noce sola non suona dentro al sacco", ovvero se a lavorare in famiglia e' uno soltanto, e' difficile sbarcare il lunario



na sarchiatur'(e) e’ com 'na riatur'(e)
→ lett. “una sarchiatura e’ come una irrigatura”; durante la siccità dell'estate e, in mancanza di acqua nei canali irrigui, si ricorreva alla pratica della sarchiatura (dal tipico attrezzo agricolo a forma triangolare con manico a stilo – sarchia – che, rimuovendo il terreno superficiale assieme alle erbe infestanti, evitava che il terreno sottostante si aprisse o si spaccasse, facendo in modo di conservare l'umidità del terreno più profondo)



nasc(e) lu fij, nasc(e) la mamm
→ lett. “nasce il figlio, nasce la madre”; indica che la donna diviene davvero madre solo alla nascita della prole



Natal c'llu sol e Pasque c'llu t'zzon
→ lett. "Natale con il sole e Pasqua con il fuoco acceso"



n'cambagn cuj' e magn, alla muntagn s'n't'l purt n't'l magn
→ in campagna cogli e magni, in montagna se non ti porti nulla da casa rimani digiuno



'nch(e) l'acque d'Auuste ti rimitt(e) lu buste
→ lett. “con l'acqua di Agosto ti rimetti il busto”; indica che la pioggia in Agosto e’ foriera dell’autunno ed è necessario ricoprirsi perché la temperatura scende



→ ‘n'cumpagnij pij la moij' lu frat
→ in compagnia, anche il frate prende moglie



nebbia bass bon tiemp lass
→ lett. “la nebbia bassa bel tempo lascia”



ne' d'Vener e ne' d'Mart n'n s'arriv e n'n s'part e n'n s'da' abbije all'art
→ lett. "ne’ di Venere (venerdi') ne' di Marte (martedi') si arriva o si parte, e non si da inizio all'arte"



nient p' me nient p' nsciun
→ niente per me e niente per nesuno, ossia se non posso avere una cosa per me, allora non deve averla nessuno



nonna nera appesa sta e tata rusc n'gul i guardev
→ si riferisce al pentolone sul fuoco; lett. "nonna nera e' appesa e nonno rosso gli guardava il sedere" ("nonna nera", ossia il pentolone, e "tata rusc", ossia il fuoco)



n'n fà l'mal che è p'ccat, n'n fà l'ben che è spr'cat
→ lett. "non fare il male perché è peccato, non fare il bene perché va sprecato (ossia non viene apprezzato)"



n'n sci bbuon manc a zuffula' lu muss a na sarac
→ lett. "non sei capace neanche di soffiare il naso ad un'alice"



n’tiemp d’uerr ogn busce e’ trince'
→ in tempo di guerra ogni buco e’ una trincea; indica il concetto di accontentarsi



nu sce t'imbicc' nu no t'spicc'
→ dire un si puo' metterti nei guai, dire un no puo' liberarti; lett. "un si' ti impiccia, un no ti spiccia"



ogn'ccas' te' nu pinc' rutt'
→ ogni casa ha una tegola rotta (indica che in ogni famiglia c'e' qualcosa da sistemare)
every house has a broken roofing-tile (it means that every family has something to settle


palma assutt pasqua mboss
→ se la Domenica delle Palme c'è il sole (“palma assutt”, cioe’ asciutta), il giorno di Pasqua sara’ piovoso (“pasqua mboss”, cioe’ bagnata)



pan e vin t'fa la schin
→ pane con vino ti da forza
bread and wine make your back (it means that bread and wine give you the strength)


pan pan vin vin
→ pane al pane, vino al vino
bread to bread wine to wine; it means to assign the proper value to each thing


panza sazij n npo cape' l'addiun
→ lett. “una pancia sazia non puo’ capire cosa prova una pancia a digiuno”



pass uogg ca ve' d'man
→ locuzione riferita alla speranza che la giornata negativa odierna finsica presto e sia presto domani; "che passi il giorno di oggi cosicche’ possa arrivare il domani"
pass today that tomorrow arrives; it means: “we hope today will pass soon because it is really a negative day”


a ch’spart la meija part
→ la parte migliore va a colui che decide come dividere
the best part goes to those who divide up


pe fij e n'put tutt chel ch'ffa' e' perdut
→ lett. “tutto cio’ che si fa per figli e nipoti e’ perso”, ossia viene fatto senza alcun fine di ritorno personale



piagn’ lu muort e frec lu viv
→ in riferimento a persona che sembra essere cortese e disponibile, ma in realta’ lo e’ soltanto in apparenza; lett. "piange il morto e frega il vivo"
he cries the dead and swipes the living; ref. to someone who seems to be polite but it is only outward appearance


pied e lengu va n'sardegn
→ lett. "piede e lingua ti portano in Sardegna"; in riferimento a persona svelta e con molta parlantina



pil rusc e cavall p'zzat mej aciidj appen nat
→ teste rosse e cavalli pezzati e’ meglio ucciderli appena nati
red hair and dappled horse should be killed barely born


p'lla cocci(e) d'sott ha pers chel d'sopr
→ lett. “per la testa di sotto ha perso quella di sopra”; riferito a persona che ha perduto il senno a causa di un’attrazione sessuale



poc pan poc sandandonij
→ poco pane, poco San't Antonio; il significato risiede nel seguente concetto: se vuoi fare poco, devi sottostare alle regole del poco (es. mi accontento di uno stipendio basso per avere piu' tempo libero e quindi non posso permettermi una vita molto agiata, ma mi va bene)
few bread few Saint Anthony (it means: if you haven't much desire to work, you cannot satisfy all your wishes)


pucinell quando va a cavall lu vid'n tutt quant, quand va all apped n'sciun lu ved
→ lett. “pulcinella lo vedono tutti quando va a cavallo, mentre quando va a piedi non lo vede nessuno”



pur l'puc tienn la tosc'
→ non possono avere voce in capitolo anche i bambini, oppure persone non all'altezza; lett. "anche le pulci hanno la tosse"
even fleas cough; it means that only proper people can have a say in the matter


quand' la femm’n tritt’c l'anc o e' puttan o poc c'amanc
→ quando la donna sculetta, con molta probabilita’ e’ di facili costumi



quand la Majelle se mette lu cappielle, vinne le capre e fatte lu mantielle, quande la Majelle se cale le brache vinne lu mantielle e fatte le capre
→ sta a significare che quando la prima neve copre a malapena la cima della Majella l'invernata sara' fredda, invece quando la prima nevicata raggiunge la macchia boschiva quasi fino al fondovalle, l'invernata sara’ piu’ mite



quand la nuv'l ve dalla mundagn pij la zapp e va' ngambagn, quand ve dalla marin pije la giacc e va n'cantin
→ quando la nuvola arriva dai monti prendi la zappa e vai in campagna, quando arrivano dal mare prendi la giacca e vai in cantina (ossia il luogo di vendita alla mescita dei vini, in passato frequentato principalmente da uomini come svago dopo il lavoro, in cui si giocava a carte e si beveva vino); sign. se le nuvole minacciose di pioggia arrivano dai monti a valle non piovera’, se arrivano dalla direzione del mare allora piovera’



quand lu cul cac lu mied'ch crep; quand lu tren fisch e’ segn d' partenz
→ quando si va in bagno e' segno di benessere (e dunque il medico non lavora, ossia crepa di fame); e il medico risponde: “quando si rumoreggia con il sedere non e' buon segno”



quand lu cul s'fa' p'sant(e), la femm'n d'vent sant
→ indica come la donna – in età avanzata – diventi generalmente assidua frequentatrice di chiesa



quand lu diaul t'accarezz, vo' l'an'm
→ lett. "quando il diavolo ti accarezza, vuole l'anima"; ossia, se una persona e' eccessivamente gentile, cortese o riverente, significa che ha in mente di chiederti qualcosa



quand lu puorc e’ satull r’voteche la tin
→ lett. “quando il maiale e’ sazio, rovescia il contenitore nel quale ha appena mangiato”; indica una persona poco riconoscente



quand ndon piov e quand lamp scamp
→ lett. “quando senti i tuoni di li a poco piovera’, quando vedi i lampi senza rumore allora non piovera’” (“scamp”, ossia scampare, evitare)



raccummanna’ le pecur allu lup
→ lett. “raccomandare le pecore al lupo”



regg(e) chiu' na femm(e)n d(e)'panz che nu mul d(e)'schin
→ indica che la donna, per sua natura, e' in grado di sopportare molto peso sul davanti (piu' di quanto ne possa sopportare un asino con il basto)



san Pamb’n l'urtulan se n'n piov uogg piov d'man
→ lett. “San Panfilo ortolano, se non piove oggi piove domani”; in riferimento al mese di Aprile, generalmente piovoso



s'avisser' paur' le vracce com' hann'paur' j'uocchi', pover' a nu'
→ lett. "se avessero paura le braccia come hanno paura gli occhi, poveri noi"; il proverbio era ricorrente specialmente nei lavori dei campi, quando ogni cosa veniva fatta manualmente, per cui, alle volte quando c'era da zappare o sarchiare diverse opere di terra, si veniva presi dallo sconforto.



scarp d’Puopl e cumpar d’Lancian n’n valen manc nu sold
→ lett. “scarpe di Popoli e compari di Lanciano non valgono nulla”
the best part goes to those who divide up


s'cchiav na ciambat a ogn pret ch'ncuntr, r'va' alla cas ch'l scarp sfunnat
→ lett. "se dai un calcio ad ogni pietra che incontri, ritorni con le scarpe rotte"; da interpretrare anche in senso figurato per significare di non dare ascolto a tutte le dicerie e chiacchiere e camminare sempre diritto per la propria strada



se c'magn, n'n c'biv
→ indica persona di cui diffidare; lett. "se ci mangi, non ci bevi"



s'e' fatt' la croc' 'nch' la man' mancin
→ lett. "si e' fatto il segno di croce con la mano mancina"; indica un fatto inusuale
to make the sign of the cross with the left hand


se febbrar n'n f'bbrale' marz mal penz
→ lett. "se Febbraio non fa Febbraio, Marzo pensa male", riferito al clima, ossia: se a febbraio non fa brutto tempo, allora ci pensera' marzo



se nascev pecur s'murev d'fam
→ locuzione per indicare una persona con il naso lungo; lett. "se fosse nato pecora, sarebbe morto di fame"
phrase to indicate someone with a long nose; lett. “if he was born sheep, he would die”


senza sold n’n s’cand la mess
→ lett “senza soldi, non si canta messa”; ossia senza soldi non si può far nulla



s'é salvat'(e) p'la trentanov'(e) e quarant'(e)
→ si è salvato per il rotto della cuffia, ce l'ha fatta in extremis; lett. “si è salvato per trentanove e quaranta”





se t' fa mal la coss, fa na cit'la gross
→ lett. "se hai male alla gamba, partorirai una bimba molto grande"



se sta' a uarda' allu pil, la vacc n'n t' la cumpr(e) ma'
→ lett. "se guardi il pelo, non compri mai la vacca"; indica che, talvolta, una eccessiva pignoleria impedisce di effettuare qualsiasi scelta



se tutt i ciell cuniscisser l’ran, scurtess
→ lett. “se tutti gli uccelli conoscessero il grano, finirebbe”



s'ha fatt nott e lu puorc n'n rientr
→ lett. "e' notte inoltrata ed il maiale non e' ancora tornato nel castro"; l'adagio e' usato generalmente dalle mogli per indicare la latitanza da casa del proprio marito dopo una certa ora



sopr' all’cuott l'acqua vullent
→ lett. “sopra il cotto, l'acqua bollente”, ossia sopra la pelle gia’ provata da una scottatura, capita che cada acqua bollente; il proverbio e’ usato quando ad una persona capitano piu’ disgrazie
lit. “over the burn, boiling water”; proverb used to indicate someone who meets with accidents


sparagn e cumbarisc
→ risparmia e fai bella figura; per esempio, al momento di fare un regalo, a volte e' preferibile comprare qualcosa di utile, anche se poco costoso, anziche' qualcosa di dispendioso
save and appear


spart palazz r'man candun
→ locuzione che si esprime in riferimento alle eredita’, quando i molti pretendenti possono ridurre in briciole il cospicuo lascito; lett. "dividere il palazzo fa rimanere le pietre"
phrase referred to inheritance, when many claimants could crumble a considerable legacy; lit. “when the palace is divided, the stone remain”


sta bbuon a fischia’ se l'asn n’n vo bev
→ locuzione per intendere che non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire; lett. “hai voglia fischiare se l’asino non vuole abbeverarsi”
phrase to indicate that there is none so deaf as those who will not hear; lit. “you're kidding yourself if you whistle but the donkey doesn’t want to water”


sta bbuon Rocc’, sta bbuon tutta la rocc
→ locuzione in riferimento a persona egoista; lett. “contento Rocco, contenta tutta la rocca”
phrase ref. to selfish person; lit. “when Rocco feels weel, all the rock must feel well”


stetev s'putet
→ lett. “statevi se potete”, pronunciato in riferimento a ragazzi che fanno molta confusione
lit. “"be good if you can”, related to noisy boys
L’etimologia deriva dal famoso detto di San Filippo Neri: “state buoni se potete”.


taj e taj, taj e taj, pur la c'poll d'vent aj
→ lett. "a forza di tagliare, anche la cipolla diventa aglio"



tan e tantan e lu rutt port lu san
→ gira che ti rigira, allora e’ l’infermo a sostenere il sano



tant va lu lup alla font ch’alla fin c’sbatt la front
→ locuzione simile a: "tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”



t'manc sembr nu sold p'ffa' na lir
→ in riferimento ad una persona che tralascia / dimentica sempre qualcosa; lett. "ti manca sempre un soldo per fare una lira"
phrase ref. to someone who always forgets something; lit. “you are lack of a penny to make a pound”


trist’ a cchi n’n te' niènde, ma chiu’ ttrist'a cchi n’n te' nisciun
→ triste e’ colui che non ha niente, ma piu’ triste e’ colui che non ha nessuno



trist’ a cchi r'man
→ lett. "triste e' chi rimane"; locuzione per indicare che la scomparsa di una persona cara crea tristezza ai propri cari che rimangono in vita, mentre la persona scomparsa non soffrira' piu' le pene terrene



trist a ch' s’mor' ch' ch' remane s' cunsol'
→ triste chi muore perche’ chi rimane vivo prima o poi si consola



troppa grazij sant'Andonij
→ riferito a situazione in cui si riceva molto piu' di quanto sperato; lett. "troppa grazia Sant'Antonio"
too much help, Saint Anthony!
L’etimologia deriva da una richiesta di grazia a Sant’Antonio: un ragazzo, non riuscendo a saltare in groppa ad un somaro, si rivolse al Santo, il quale – nel tentativo successivo – gli diede cosi’ tanta forza da farlo trovare addirittura dal lato opposto; di qui l’espressione.


tu m' r'mir(e) e je m’ r'mpapp'(e)
→ lett. "tu mi rimiri ed io mi crogiolo" ; indica il provare godimento quando si è guardati con malevolenza da una persona invidiosa



tutt a me contr vann, l’acqu’ m’assug e lu sol m’ bagn
→ lett. “tutti mi sono contro, l’acqua mi asciuga e il sole mi bagna”; indica un periodo di difficolta’ su tutti i fronti



uard la mamm e spus la fij
→ se vuoi sapere come sara’ la tua futura moglie, osserva la mamma; la figlia, con molta probabilita’, le somigliera’ molto in eta’ avanzata
look at the mother and marry the daughter; it means that if you want to know how your spouse will change in the future, you should give a look to her mother: they will be very similar


un e' ppoc, ddu' so tropp
→ lett. "uno e' poco, due e' troppo"
one is few and two are too much


val cchiù n'onz d' furtun che nù quntal d' sapè
→ lett. "vale piu' un oncia di fortuna che un quintale di sapere"



val cchiu' nu sold de sparagne che cient de uadagn
→ vale piu’ un soldo risparmiato che 100 guadagnati
it is better a penny saved than 100 earned


val' mma nu ddu d'copp n'gh'lla bbriscul' a bastun
→ non vali nulla (lett. "vali come il due di coppe quando la briscola e' bastoni")
you are worth as two of chalices when the trump is sticks; it means: you count for nothing


va n'gh cchi e' meji d'te e pagh'ji l' spes'
→ lett. "frequenta chi e' meglio di te e pagagli le spese", ossia cerca di avere buone amicizie e frequentazioni in modo da imparare modi, educazione ed arricchire la tua cultura
go round with a company worther than you are; it means: raise your company profile so you can improve your culture and learn as much as you can


vient' d'cul sanita’ d'corp
→ riferito al gas intestinale come indice di benessere fisico
wind from ass means that body is in health


vist nu pal che biell te par
→ lett. “vesti bene un palo e ti sembrera’ bello”; metaf. il vestire bene rende piu’ belli, ma non deve essere l’unico elemento di giudizio





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